Aiuti per aprire un’attività al Centro e al Nord, i requisiti
Il Governo, all’interno del Dl Coesione, ha esteso il finanziamento a fondo perduto per i giovani under 35, offrendo loro un sostegno finanziario compreso tra 30mila e 50mila euro per avviare un’impresa. È il programma “Autoimpiego Centro-Nord Italia“, introdotto dal decreto Coesione come una revisione del programma “Resto al Sud”. Questa iniziativa mira principalmente a…

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Il Governo, all’interno del Dl Coesione, ha esteso il finanziamento a fondo perduto per i giovani under 35, offrendo loro un sostegno finanziario compreso tra 30mila e 50mila euro per avviare un’impresa. È il programma “Autoimpiego Centro-Nord Italia“, introdotto dal decreto Coesione come una revisione del programma “Resto al Sud”.

Questa iniziativa mira principalmente a supportare giovani e donne che si trovano in situazioni di disoccupazione, marginalità sociale o discriminazione, come definito nel Piano nazionale per giovani, donne e lavoro. Questo include persone inattive, donne senza lavoro e disoccupati che beneficiano di ammortizzatori sociali o altri programmi di sostegno al reddito.

Gli incentivi per aprire nel Centro e nel Nord

Nel nuovo Dl Coesione sono presenti diversi strumenti di promozione dell’autoimpiego nel lavoro autonomo, nelle libere professioni e nell’attività d’impresa. La misura si declina in due interventi: Autoimpiego Centro-Nord Italia e Resto al Sud 2.0. Il precedente incentivo chiamato Resto al Sud sosteneva la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. Le nuove aree dove sarà utilizzabile Autoimpiego Centro-Nord Italia non sono ancora state specificate, ma visto il nome si presume riguarderà le regioni del Centro e del Nord Italia.

I finanziamenti includono l’acquisto di beni e servizi tramite voucher a fondo perduto di 30mila euro, che salgono a 40mila euro se l’investimento riguarda strumenti digitali o orientati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Per le aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016, il voucher è aumentato a 40mila euro e sale a 50mila euro per finanziare la digitalizzazione e la transizione energetica.

La seconda opzione fornisce un aiuto per programmi di spesa fino a un valore massimo di 120mila euro, consistente in un contributo a fondo perduto fino al 65% dell’investimento previsto per avviare l’attività nelle regioni del Centro-Nord e del 75% nel caso di attività con sede nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

La terza opzione è più sostanziosa e riguarda programmi di spesa compresi tra oltre 120mila euro e fino a 200mila euro. Anche in questo caso, si tratta di un contributo a fondo perduto, che però non può superare il 60% dell’investimento per le attività nel Centro-Nord e il 70% per quelle con sede nelle aree colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

I destinatari degli incentivi

Gli incentivi sono destinati a diverse categorie di persone, tra cui:

  • Giovani fino a 35 anni disoccupati da almeno un anno.
  • Persone in condizioni di marginalità, vulnerabilità sociale e discriminazione, come definite dal Piano nazionale giovani, donne e lavoro.
  • Inattivi.
  • Donne inoccupate, inattive e disoccupate.
  • Disoccupati beneficiari di ammortizzatori sociali destinatari delle misure del programma di politica attiva Gol – Garanzia di occupabilità dei lavoratori.

Questi finanziamenti possono essere utilizzati per avviare nuove imprese, società tra professionisti o per iniziare un’attività professionale aprendo la partita Iva. Inoltre, se già in possesso di una partita Iva, possono essere utilizzati per avviare una nuova impresa individuale o libera professione, oppure costituendo una società, compresa la Stp (Società Tra Professionisti).

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