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	<title>Gli articoli di Rosanna N. su Notiziario Finanziario</title>
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	<title>Gli articoli di Rosanna N. su Notiziario Finanziario</title>
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		<title>Patent Box: detassazione del 50% su brevetti e proprietà intellettuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 19:53:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[detassazione]]></category>
		<category><![CDATA[Industria 4.0]]></category>
		<category><![CDATA[Patent box]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiama Patent Box il regime fiscale che consente la tassazione agevolata e la riduzione d’imposta per imprese che investono&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Patent Box</strong> il regime fiscale che consente la tassazione agevolata e la riduzione d’imposta per imprese che investono in <strong>beni immateriali</strong> (brevetti industriali, opere dell’ingegno, diritti di proprietà intellettuale).</p>
<p>E’ contenuto nella <em>Legge di Stabilità 2015</em> (art. 1, commi 37 &#8211; 43, 190/2014) e nel <em>DM 30 luglio 2015</em> ed è stato ‘revisionato’ di recente dalla <strong>Manovra Correttiva 2017</strong> che <em>ha escluso i marchi d’impresa.</em></p>
<p>E’ una di quelle misure che serve a premiare ed a stimolare le imprese impegnate ad investire in <strong>ricerca e sviluppo</strong> fedeli agli obiettivi di <em>innovazione tech e competitività</em> richiesti dal <strong>Piano Industria 4.0.</strong></p>
<p>Patent Box permette una deduzione dal reddito del 30% (2015), 40% (2016) e <strong>50% (dal 2017</strong> in misura stabile) ed è stato già introdotto in diversi Paesi europei come Inghilterra, Spagna, Olanda e Belgio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Chi può beneficiare di Patent Box</strong></h2>
<p>Può beneficiare dell’agevolazione prevista dal Patent Box chiunque sia titolare di reddito d’impresa (indipendentemente dalle dimensioni, forma giuridica e regime fiscale scelto) con diritto di <em>sfruttamento economico dei beni immateriali</em> che vi elenchiamo nell&#8217;apposito paragrafo, di seguito.</p>
<p>Anche società ed enti <strong>non residenti in Italia</strong> possono beneficiare di questa agevolazione a condizione che risiedano in un Paese che preveda un accordo di divieto della doppia imposizione fiscale e con cui lo scambio di informazioni sia reale.</p>
<p>L’opzione del Patent Box può riferirsi sia a redditi di beni immateriali <em>sfruttati direttamente</em> da una società sia a redditi <em>concessi in uso a terzi</em> che rientrino comunque nella categoria di <strong>attività di ricerca e sviluppo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Gli esclusi</strong></h3>
<p>Non possono beneficiare della detassazione del 50% società soggette a procedure di <strong>fallimento,</strong> di <strong>liquidazione coatta</strong> oppure di <strong>amministrazione straordinaria</strong> riferita alle grandi imprese in crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Quali beni immateriali sono agevolati dal Patent Box</strong></h4>
<p>La riduzione d’imposta del 50% prevista dal Patent Box è valida per i <strong>redditi derivanti</strong> dalle seguenti categorie di beni immateriali:</p>
<ul>
<li><strong>Brevetti</strong> per invenzione (incluse quelle biotecnologiche), brevetti e certificati per varietà vegetali, per modello d’utilità, topografie di prodotti a semiconduttori;</li>
<li><strong>Software</strong> protetti da copyright;</li>
<li><strong>Modelli e disegni</strong> tutelabili da un punto di vista giuridico;</li>
<li><strong>Know-how</strong> ovvero informazioni aziendali ed esperienze tecnico-industriali, commerciali o scientifiche tutelabili a livello giuridico (es. informazioni segrete).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Istruzioni</strong></h3>
<p>Questo regime di tassazione opzionale della<strong> durata di 5 anni</strong> è <strong>irrevocabile</strong> e <em>può essere rinnovato</em>, ovvero può durare per tutto il periodo di imposta dell’attività di ricerca e sviluppo cui si riferisce.</p>
<p>La<strong> richiesta dell’opzione</strong> dovrà essere indicata nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p>In riferimento agli anni di imposta precedenti (<strong>2015 e 2016</strong>), bisognerà comunicare all’<strong style="line-height: 1.5">Agenzia</strong><span style="line-height: 1.5"> </span><strong><span style="line-height: inherit">delle En</span></strong><span style="line-height: inherit"><strong>trate</strong> in via telematica la richiesta di opzione per il Patent Box nei termini stabiliti dalla stessa Agenzia.</span></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banche centrali: valute digitali e criptovalute sovrane?</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/banche-centrali-valute-digitali-e-criptovalute-sovrane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 16:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Banche centrali]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[moneta virtuale]]></category>
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					<description><![CDATA[In Cina, Inghilterra e Danimarca le banche centrali studiano la possibilità di introdurre valute digitali sovrane, una nuova forma di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Cina, Inghilterra e Danimarca le <strong>banche centrali</strong> studiano la possibilità di introdurre <strong>valute digitali sovrane</strong>, una nuova forma di monete in grado di assicurare una notevole <em>riduzione dei costi di transazione</em>. Di fatto, si andrebbe a risparmiare sui costi di commissione previsti per l’utilizzo delle credit card.</p>
<p>Anche l’emissione delle valute cartacee prevedono un costo non indifferente, perciò la moneta digitale istituzionale andrebbe a favorire innanzitutto consumatori e piccole imprese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Monete digitali emesse dalle banche centrali: l’idea di Andrew Levin</strong></h2>
<p>Queste nuove monete sono state definite da <strong>Andrew Levin</strong>, docente di economia al <em>Dartmouth College</em> (intervistato di recente da <em>Bloomberg</em>) la <strong>variante digitale delle banconote</strong> utilizzabili liberamente che potrebbero aprire un nuovo capitolo nel grande libro della politica monetaria.</p>
<p>Secondo Levin, questa moneta digitale creata dalle banche centrali dovrebbe essere simile ad un biglietto cartaceo e non ad un <em>token</em> informatico (dispositivo che funziona come una chiave digitale).</p>
<p>Potrebbe riprodurre un dollaro ma, allo stesso tempo, essere di libero utilizzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Prototipi ed esperimenti di alcune banche centrali</strong></h3>
<p>Partono piccoli <strong>esperimenti</strong> e la messa a punto di <strong>prototipi </strong>dalle banche centrali <em>Bce, Bundesbank, Bank of England e Banca del Canada.</em></p>
<p>In <strong>Svezia</strong>, l’emissione di monete digitali potrebbe essere realtà tra due anni.</p>
<p>La <strong>banca centrale danese</strong> sta valutando l’introduzione di una e-corona.</p>
<p>L’idea seria di passare all’utilizzo di una moneta digitale sovrana nasce da una realtà ormai evidente: le transazioni finanziarie avvengono in gran parte in via elettronica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Risparmio e stabilità</strong></h4>
<p>La possibilità di abbassare i costi di transazione di queste valute digitali sovrane le rendono molto simili al <strong>Bitcoin </strong>ma, a differenza di quest’ultimo (caratterizzato da un’estrema volatilità), per le nuove monete digitali istituzionali verrebbe assicurata la <em>stabilità del prezzo nominale</em>.</p>
<p>Attraverso l’uso di questa nuova moneta il privato potrebbe depositare la sua valuta digitale aprendo un <strong>conto presso la banca centrale</strong> in grado di offrire un valore di riserva sicuro.</p>
<p>Per ogni tipo di innovazione, si pongono mille domande.</p>
<p>Tra tante, ci si chiede se, in caso di crisi, la nuova valuta digitale potrebbe correre il rischio di essere prelevata coattivamente dalle autorità o se tale pericolo riguarderebbe soltanto le monete digitali “senza patria”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Studio delle criptovalute anche in Asia </strong></h3>
<p>Entrando nel circuito delle <strong>criptovalute</strong>, le banche centrali potrebbero stravolgere o quantomeno rinnovare radicalmente il mercato finanziario ed economico.</p>
<p>Sono oggetto di studio non soltanto per le banche centrali europee ma anche asiatiche.</p>
<p>In <strong>Cina,</strong> la banca centrale ha effettuato test su un prototipo di criptovaluta per creare il suo <strong>yuan digitale</strong> mentre Jerome Powell, membro della Federal Reserve, nel mese di marzo ha confermato che la banca centrale <strong>USA</strong> non valuta affatto la possibilità di introdurre una moneta digitale sovrana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Russia punta il protocollo Ethereum per un rublo virtuale </strong></h2>
<p>Cina ma anche <strong>Russia</strong> pare stiano puntando su <strong>Ethereum</strong>, new entry nel mondo delle criptomonete digitali.</p>
<p>Per il  presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>, la <em>blockchain di Ethereum</em> per elaborare i pagamenti potrebbe rappresentare un mezzo per diversificare l’economia del suo Paese tanto che, all’inizio di giugno, si è incontrato a San Pietroburgo con <strong>Vitalik Buterin</strong>, co-fondatore di Ethereum.</p>
<p>Se la capitalizzazione del <strong>Bitcoin</strong>, dall’inizio del 2017, è triplicata, quella di <strong>Ethereum</strong> ha avuto un incremento di circa 47 volte.</p>
<p>La mossa di digitalizzare le valute sovrane per le banche centrali giungerà presto ad un traguardo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Ghiaccio combustibile: Cina leader del mercato energetico alternativo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jul 2017 15:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Già nell’estate 2016, si è iniziato a parlare di ghiaccio combustibile quale fonte energetica che potrebbe rivoluzionare il mondo dell’energia&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Già nell’estate 2016, si è iniziato a parlare di <strong>ghiaccio combustibile </strong>quale fonte energetica che potrebbe rivoluzionare il mondo dell’energia rappresentando qualcosa di più di una semplice innovazione. Dopo 20 anni di ricerche, la <strong>Cina </strong>è stata definita leader nella produzione di questo combustibile ma è davvero così?</p>
<p>Questa fonte energetica è stata scoperta in <strong>Russia</strong> negli anni Sessanta, le prime estrazioni sono avvenute in <strong>Giappone</strong> ma l’elemento critico è rappresentato dai <em>costi di estrazione</em>.</p>
<p>Al momento, soltanto gli <strong>USA</strong> potrebbero davvero definire il ghiaccio combustibile una “rivoluzione energetica”: rispetto ad altri, sono riusciti a trovare soluzioni tecniche per rendere questo combustibile economicamente conveniente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Ghiaccio combustibile: il potere dei clatrati</strong></h2>
<p>Bruciare ghiaccio. Come?</p>
<p>La struttura del ghiaccio può intrappolare metano formando <strong>clatrati </strong>(composti idrati del metano): un solo kg di ghiaccio può arrivare a contenere fino a 168 litri di gas metano tanto che questa sorta di ghiacciolo di clatrato potrebbe essere acceso con un fiammifero.</p>
<p>Prodotto da escrezioni di batteri che vivono nelle profondità abissali o nel permafrost terrestre, ha l’aspetto del normale ghiaccio ma, una volta fuso o depressurizzato, produce separatamente <strong>acqua e gas naturale</strong>.</p>
<p>Le quantità di clatrati in natura sono enormi: nei laghi o nei mari vicino alle coste la quantità di metano nei clatrati è impressionante, mille volte maggiore del metano che conosciamo.</p>
<p>Vicino alle <em>coste statunitensi</em> esistono riserve che potrebbero assicurare mille anni di consumo energetico negli USA.</p>
<p>L’innovazione energetica punta a mappare, raggiungere e sfruttare queste incredibili risorse di clatrati sia sotto le coste sia altrove e mira anche ad estrarre energia dal ghiaccio bollente spaccando le molecole del metano nelle sue 2 componenti (<strong>carbonio e idrogeno</strong>) a temperature elevate, senza necessariamente bruciarlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>I risultati ottenuti in Cina</strong></h3>
<p>La <strong>scoperta</strong> del ghiaccio combustibile appartiene di diritto all’Unione Sovietica e <strong>risale al 1968</strong>.</p>
<p>Le prime estrazioni di ghiaccio combustibile sono iniziate 10-15 anni fa prima in <strong>Giappone</strong>, poi in <strong>Cina</strong> con la differenza che gli scienziati cinesi sono stati capaci di estrarre molto più gas a parità di sforzi.</p>
<p>A metà <strong>maggio 2017</strong>, attraverso l’uso di piattaforme di perforazione in mare (sul fondale del Mar Cinese Meridionale, a 285 km a largo di Hong Kong) ad una profondità di 1.266 mt, sono stati estratti giornalmente 8.350 metri cubi di questa risorsa energetica ‘abbastanza’ pulita.</p>
<p>Nell&#8217;arco di 187 ore consecutive, sono stati <strong>raccolti 120.000 metri cubi </strong>di ghiaccio combustibile composto per il 99,5% da metano.</p>
<p>In questa occasione, <strong>Li Jinfa</strong> (direttore delle Esplorazioni Geologiche) ha annunciato che la Cina potrebbe possedere giacimenti di ghiaccio combustibile al pari di 80 mila tonnellate di petrolio. In due parole, riserve sufficienti per il fabbisogno energetico di circa 20 anni.</p>
<p>I tassi di produzione, per la prima volta, sembrano promettere bene: è stato previsto che, entro il 2025, la Cina sarà in grado di offrire opzioni commerciali “realistiche”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Costi di estrazione, dubbi e rischi da evitare</strong></h4>
<p>Per molti scienziati, il ghiaccio combustibile sarà la maggiore fonte di energia alternativa del futuro.</p>
<p>Esistono immensi depositi di ghiaccio combustibile ovunque, basti pensare al bacino di 8 mila km che si estende sul fondo dell’<strong>Oceano</strong> <strong>Pacifico</strong>, tra Hawaii ed America Centrale.</p>
<p>Il ghiaccio combustibile non è tutto uguale: quello estratto in Cina è <strong>idrato di metano</strong> ad altissima quantità di gas: un metro cubo contiene 160 metri cubi di metano.</p>
<p>Alcuni esperti segnalano, però, <strong>dubbi e pericoli</strong> riguardo a questa fonte di energia.</p>
<p>Prima, abbiamo definito il ghiaccio combustibile ‘abbastanza’ pulito perché, in effetti, non si può trascurare il potenziale danno ambientale derivante dalle grandi estrazioni.</p>
<p>La rimozione del metano (sostanza altamente esplosiva) comporta <strong>notevoli rischi</strong>: una volta liberato, potrebbe sfuggire e raggiungere l’atmosfera risultando pericoloso in termini di <strong>riscaldamento globale</strong>.</p>
<p>Quali sono i <strong>costi di estrazione</strong>? Sono davvero tanto economici?</p>
<p>La Cina intende dare la priorità alla protezione ambientale, individua nel ghiaccio combustibile una futura risorsa energetica strategica <strong>alternativa al petrolio</strong> ed al gas naturale e continuerà a fare ricerche ed a perfezionare la tecnica di estrazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Cina: rivoluzione tecnologica o energetica?</strong></h3>
<p>Secondo quanto ammette <strong>Igor Yushkov</strong> (analista del Fondo nazionale per la sicurezza energetica) in un’intervista rilasciata a <em>Sputnik</em>, seppure i lavori avviati dalla Cina si possano considerare una rivoluzione tecnologica, i risultati raggiunti negli <strong>USA</strong> fanno parte di una rivoluzione energetica che ha saputo trovare soluzioni tecniche per estrarre il ghiaccio combustibile a costi convenienti ed economici.</p>
<p>La <strong>Cina</strong> ha annunciato con fierezza l’inizio dei lavori ma <em>non ha specificato i costi di estrazione</em> che sono fondamentali per parlare di rivoluzione energetica o di valore commerciale dell’impresa che determini il costo finale.</p>
<p>In <strong>Giappone</strong> l’estrazione industriale di questo combustibile è avvenuta nel 2013 ma i costi troppo alti hanno costretto ad uno stop degli esperimenti ed a revisionare la tecnologia.</p>
<p>La <strong>Russia</strong>, che possiede le più grandi riserve di ghiaccio combustibile (imponenti le riserve di idrati su tutta la piattaforma artica russa), non ha avviato alcuna estrazione proprio perché i costi sono molto alti ed oltretutto è necessario estrarre nel pieno rispetto dell’ambiente, in modo sicuro, onde evitare rilasci accidentali di metano nell’atmosfera.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Ddl Concorrenza: le nuove regole in Italia dai selfie alle banche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 23:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Ddl concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Protagonista di due anni di esame in Parlamento ed atteso in Senato per la quarta lettura dopo le modifiche, il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Protagonista di due anni di esame in Parlamento ed atteso in Senato per la quarta lettura dopo le modifiche, il <strong>Ddl Concorrenza</strong> viene <strong>approvato dalla Camera</strong> passando con 218 voti favorevoli, 124 no e 36 astenuti.</p>
<p>Sono diverse e tutte importanti le novità apportate dalla legge sulla concorrenza ed abbracciano settori importanti (energia, assicurazioni, odontoiatri, banche, telemarketing) con una <strong>novità</strong>:  la regolamentazione dell’attività di <strong>web influencer</strong>, pubblicità occulta diffusa su blog e social network attraverso i <em>selfie sponsorizzati</em>.</p>
<p>Ogni immagine sponsorizzata dovrà essere sempre accompagnata da una didascalia che informi in modo trasparente i follower o fans sulla natura promozionale del messaggio.</p>
<p>Vediamo quali sono le <strong>nuove regole</strong> del Dld Concorrenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Assistenza clienti banche e società di credit card</strong></h2>
<p>Il Ddl Concorrenza stabilisce che banche e società di credit card garantiranno l’accesso ai servizi di assistenza ai clienti a costi telefonici che non superino la <strong>tariffa ordinaria urbana</strong>, anche se la chiamata viene effettuata da cellulare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tacito rinnovo e sconti agli automobilisti</strong></h3>
<p>Viene reintrodotto il sistema di tacito rinnovo delle polizze (ramo danni) in scadenza ma <strong>non riguarda Rc auto</strong>.</p>
<p>Avrà diritto a <strong>sconti</strong> chi installerà la scatola nera, acconsentirà a far ispezionare l’auto ed installerà un dispositivo che impedisce al guidatore di avviare il motore se ha bevuto troppo.</p>
<p>Buone notizie anche per gli <em>automobilisti ‘virtuosi’</em> (non responsabili di incidenti da almeno 4 anni) residenti in zone ad elevata sinistrosità e con prezzi mediamente più alti. I criteri per applicare gli sconti e relativa verifica spettano all’Ivass.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>Poste italiane</strong></h4>
<p>Dal <strong>10 giugno 2017</strong>, Poste italiane non avrà più l’esclusiva riguardo a <em>multe e notifiche di atti giudiziari</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Energia</strong></h3>
<p>Il <em>termine del mercato tutelato</em> di energia elettrica e gas è stato fissato al <strong>1 luglio 2019</strong> e sarà possibile rateizzare le bollette generate da ritardi o disguidi.</p>
<p>E’ stata eliminata la chance di mettere all’asta la fornitura elettrica per coloro che non optano per un determinato operatore alla scadenza del regime di mercato tutelato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Telemarketing</strong></h2>
<p>Abolito l’obbligo degli operatori di call center di dichiarare l’identità della persona per cui viene effettuata la chiamata, di precisare il motivo della chiamata e procedere soltanto se il destinatario acconsente.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Farmacie</strong></h3>
<p>Le società di capitali titolari di farmacie dovranno rispettare un tetto del 20% su base regionale. I titolari delle farmacie potranno svolgere il servizio in orari o periodi superiori a quelli obbligatori dopo averlo comunicato all’autorità sanitaria di competenza ed ai clienti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Pagamenti digitali</strong></h4>
<p>Si potrà pagare l’ingresso a musei o eventi culturali anche tramite cellulare.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h5><strong>Odontoiatri</strong></h5>
<p>Per ogni società è obbligatoria la presenza di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri. Può operare soltanto chi possiede titoli abilitanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Avvocati</strong></h4>
<p>Potranno esercitare la professione forense nella forma societaria tutte le società di persone, di capitali o  cooperative iscritte in una sezione speciale dell’albo tenuto dall’Ordine della circoscrizione di competenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Notai</strong></h3>
<p>Sale ad uno ogni 5 mila abitanti (anziché l’attuale uno ogni 7 mila) il numero dei notai. Spetterà al Consiglio Nazionale del notariato il compito di tenere il registro delle successioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Bonifiche dei distributori di carburanti</strong></h2>
<p>Approvata dal Ddl Concorrenza la modifica riguardante le attività di <strong>dismissione dei distributori</strong> di carburanti che cessano l’attività. In caso di riutilizzo dell’area, i titolari di distributori rimuoveranno le strutture interrate; se verrà accertata la contaminazione si dovrà procedere alla bonifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Hotel: fine del parity rate</strong></h3>
<p>Gli hotel potranno offrire <strong>prezzi migliori</strong> ai clienti rispetto a quelli risultanti dai siti Internet di prenotazione online (Booking).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Uber</strong></h4>
<p>Il governo, entro un anno dall’entrata in vigore del Ddl concorrenza, potrà revisionare tramite decreto legislativo la disciplina di autoservizi pubblici non di linea (Uber e Ncc).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h5><strong>Cambiamento di operatore telefono o abbonamento Tv</strong></h5>
<p>In caso di cambio di operatore telefono o abbonamento Tv, il cliente dovrà essere informato subito sulle <strong>spese da affrontare</strong>. L’operazione di cambiamento operatore ed annullamento contratto potranno essere eseguite in <em>via telematica</em> ed il contratto non dovrà superare i <strong>24 mesi</strong>. Sono state snellite e semplificate le operazioni di migrazione tra operatori di telefonia mobile.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Banca Mondiale emette bond anti-pandemia e finanzia lavoro forzato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 15:22:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[banca mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono state appena emesse dalla Banca Mondiale obbligazioni anti-pandemia (pandemic bond), prodotti finanziari lanciati per consentire la raccolta di capitale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state appena emesse dalla <strong>Banca Mondiale</strong> obbligazioni anti-pandemia (<em>pandemic bond</em>), prodotti finanziari lanciati per consentire la raccolta di capitale da usare tempestivamente in caso di <strong>emergenze sanitarie</strong> con promessa per gli investitori di elevati rendimenti (7% per il primo prestito, 11% per il secondo).</p>
<p>Si parla di emergenze come il <em>virus Ebola</em> che, nel 2014, ha mietuto migliaia di vittime in Guinea, Liberia, Nigeria, Sierra Leone, un disastro in termini di morti e di economia. Mentre Ebola distruggeva quelle Nazioni, i primi 100 milioni di dollari tardavano ad arrivare giungendo in Africa Occidentale dopo troppo tempo.</p>
<p>Il virus Ebola è un esempio importante, un caso di ‘<em>panico e negligenza</em>’ (come lo ha definito il presidente della BM Jim Yong Kim) che non deve più ripetersi in caso di emergenza sanitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Banca Mondiale: raccolta fondi per una scommessa</strong></h2>
<p>Il fondo <strong>Pandemic Emergency Financial Facility</strong> della Banca Mondiale ha già in cassa più di <em>500 milioni</em> di dollari delle sue risorse cui si aggiunge l’emissione di <em>425 milioni</em> di bond anti-pandemia e swap derivati (<em>105 milioni</em>): un&#8217;emissione che ha già registrato una <strong>domanda del 200%</strong> dai mercati finanziari (gestori patrimoniali e fondi pensione soprattutto europei).</p>
<p>E’ stata, quindi, avviata subito la raccolta fondi destinata ad eventuali pandemie che dovessero svilupparsi <strong>da qui a 5 anni</strong>.</p>
<p>Questa raccolta fondi ha il sapore dell’azzardo e della <strong>scommessa</strong>: se nei prossimi 5 anni previsti non scoppierà nessuna pandemia, gli investitori potranno recuperare il capitale + gli elevati tassi d’interesse, altrimenti perderanno (interamente o parzialmente) il capitale investito, che andrà a finanziare l’emergenza sanitaria nei Paesi coperti dalla World Bank.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Bond anti-pandemia: le due tipologie</strong></h3>
<p>Sono due i tipi di obbligazioni anti-pandemia emesse dalla Banca Mondiale, in <em>scadenza al 2020</em>:</p>
<ul>
<li><strong>Pandemic bond al 7%</strong> di rendimento (emissione totale di <em>225 milioni di dollari</em>) associate a virus tipo Sars e Mers;</li>
<li><strong>Pandemic bond all’11%</strong> di rendimento (<em>95 milioni</em> totali), più rischiose, destinate ad emergenze per Coronavirus, Filoviridae, febbre contagiosa della Rift Valley, febbre di Lassa, febbre emorragica Congo-Crimea.</li>
</ul>
<p>Si tratta di una sorta di <strong>polizze per eventi catastrofici</strong> (disastri naturali, terremoti, uragani) e sono state acquistate da investitori specializzati proprio in questo settore, in gran parte europei.</p>
<p>Con queste obbligazioni la Banca Mondiale intende non soltanto risparmiare più vite umane possibile ma anche pesanti costi legati alle epidemie considerando che, annualmente, ammontano a 570 miliardi di dollari.</p>
<h4><strong>Banca Mondiale finanzia con mezzo miliardo lavoro minorile forzato</strong></h4>
<p>Da una parte, un’iniziativa apprezzabile come i bond anti-pandemia per le emergenze sanitarie, dall’altra, la Banca Mondiale viene accusata di <strong>finanziare lavoro forzato e minorile in Uzbekistan</strong> dal più recente <em>report di Human Rights Watch</em> e dal <em>Forum uzbeco-tedesco per i diritti umani.</em></p>
<p>Il finanziamento di <strong>518,75 milioni di dollari</strong> in questione è legato ad alcuni progetti agricoli che sfruttano lavoro forzato anche minorile in Uzbekistan: in 135 pagine di report viene descritto nei dettagli come il governo abbia forzato <em>studenti, operatori medici, insegnanti, dipendenti del settore privato e pubblico, oltre a bambini di 10-11 anni,</em> per la <strong>raccolta del cotone</strong> e per ripulire i campi nel 2016 e 2015.</p>
<p>Ha obbligato <em>più di un milione di persone</em> ogni anno a lavorare nei campi di cotone dietro minacce (espulsione di studenti dalle scuole, interruzione del pagamento di contributi e, ancor peggio, hanno minacciato di sparare).</p>
<p>Il governo uzbeco ha addirittura minacciato attraverso violenze, intimidazioni e detenzioni arbitrarie sia <em>giornalisti</em> sia <em>ispettori indipendenti</em> per impedire loro di denunciare il lavoro forzato.</p>
<p><strong>Gli accordi</strong> del finanziamento concesso dalla BM erano chiari: rispetto della legge che proibisce il lavoro forzato e minorile in mancanza del quale il prestito sarebbe stato sospeso.</p>
<p>Resta il fatto che la Banca Mondiale ha eseguito “<em>un monitoraggio superficiale, inefficace, fornendo di fatto copertura agli abusi del governo</em>” si legge nel report.</p>
<p>Nonostante alcune denunce, anziché sospendere il finanziamento al governo “<em>la BM ha incrementato i propri investimenti nell’industria agricola uzbeca tramite <strong>l’International Finance Corporation</strong></em>”.</p>
<p>Situazione gravissima tanto che <strong>274 compagnie</strong> hanno già deciso di non acquistare più cotone dall’Uzbekistan.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Warren Buffet il miliardario numero 2 spiega perché l’economia va male</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 22:31:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>
		<category><![CDATA[Warren Buffet]]></category>
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					<description><![CDATA[L’investitore miliardario secondo nella classifica degli uomini più ricchi del mondo (Forbes, 2017) Warren Buffet, durante un’intervista rilasciata alla PBS&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’investitore miliardario secondo nella classifica degli uomini più ricchi del mondo (<em>Forbes, 2017</em>) <strong>Warren Buffet,</strong> durante un’intervista rilasciata alla <em>PBS Newshour</em>, ha ammesso con tutta la schiettezza di cui è capace <em>perché l’economia americana va male</em>.</p>
<p>L’amministratore delegato di Berkshire Hathaway risponde: “<em>Per colpa delle persone come me”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Warren Buffet ed il club dei &#8216;Paperoni&#8217;</strong></h2>
<p>Warren Buffet ha un <strong>patrimonio di 75,6 miliardi</strong> di dollari, è membro onorario del ristretto club dei &#8216;Paperoni&#8217;, un club che ha messo le mani su gran parte della ricchezza mondiale.</p>
<p>Una “<em>ricchezza sproporzionata</em>”, come la definisce Warren Buffet, <strong>accumulata perché aumentata</strong> grazie a tassi straordinariamente elevati per le persone estremamente ricche.</p>
<p>Fa un esempio pratico: nel 1982, quando Forbes ha pubblicato la prima classifica dei 400 uomini più ricchi del mondo, questi possedevano un patrimonio totale di 93 miliardi di dollari. Attualmente, il loro patrimonio è salito a 2,4 trilioni di dollari (in media 25 miliardi ciascuno).</p>
<p>Una ricchezza incredibile accumulata in parte a seguito del <strong>rialzo delle Borse</strong>, dopo il crollo del 2009.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Chi è Warren Buffet</strong></h3>
<p>Warren Buffet, oggi 87enne, viene definito <strong>il più grande value investor</strong> di tutti i tempi: la <em>value investing</em> consiste nella ricerca di titoli sottovalutati da acquisire e tenere per lunghissimi periodi.</p>
<p>In base alla classifica<em> Condé Nast</em>, Buffet è il sedicesimo miglior manager di sempre.</p>
<p>Economista, imprenditore, soprannominato l’oracolo (o il mago) di Omaha per via della sua straordinaria abilità negli investimenti finanziari, nel <strong>2008</strong> secondo Forbes è stato l’uomo più ricco al mondo in assoluto.</p>
<p>E’ il CEO di <strong>Berkshire Hathaway</strong>, il più grande riassicuratore mondiale dopo la svizzera <em>Swiss Re</em> e la tedesca <em>Munich Re</em>.</p>
<p>Buffet, secondo Paperone nella classifica Forbes 2017 dopo Bill Gates (86 miliardi di dollari), è stato onorato nel 2011 con una <em>Medaglia Presidenziale della Libertà.</em></p>
<p>E’ un <strong>filantropo</strong> attivissimo: nel 2006, ha donato 37 miliardi di dollari in azioni benefiche nel Terzo Mondo annunciando di elargire il suo patrimonio in beneficenza (solo l’83% a favore della <em>Bill &amp; Melinda Gates Foundation).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Digitalizzazione e automazione della forza lavoro</strong></p>
<p>Il motivo dell’economia che va male, secondo Warren Buffet, non si limita alla ricchezza dei pochi Paperoni come lui, ma riguarda anche la <strong>digitalizzazione ed automazione della forza lavoro</strong>.</p>
<p>L’innovazione, l’evoluzione dell’economia “<em>non fa bene al dipendente di un’acciaieria in Ohio</em>” e questa realtà va affrontata in modo serio altrimenti ci troveremo di fronte a qualcosa che “<em>favorisce una parte di società danneggiando terribilmente alcuni individui</em>”.</p>
<p>Se è vero che l’economia americana è in crescita ed &#8220;<em>aggiungerà un Pil pro-capite di 19.000 di dollari in una generazione</em>”, è altrettanto vero che &#8220;<em>molti americani sono scontenti delle loro condizioni economiche e questo divario tra classi sociali rischia di rimanere inalterato se non si fa qualcosa</em>&#8220;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Business Angel Italia: investitori informali puntano su ICT e startup</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 20:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Business Angel]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovativa]]></category>
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					<description><![CDATA[I due termini inglesi per definire l’angelo investitore (o investitore informale) è business angel e, in alternativa, angel investor. Si&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I due termini inglesi per definire l’angelo investitore (o <em>investitore informale</em>) è <strong>business angel</strong> e, in alternativa, <em>angel investor</em>.</p>
<p>Si tratta di un investitore che fornisce fondi per finanziare un’azienda o progetto in cambio, solitamente, di <em>bond o capitale proprio</em>. Il finanziamento avviene tramite equità, non tramite finanziamento bancario classico.</p>
<p>Se la categoria è nata negli <strong>Stati Uniti a fine ‘800</strong> (favorita in tempi moderni dalla rete telematica <em>Ace-Net</em>, punto di contatto tra finanziatori ed imprenditori in cerca di finanziamenti), solo nel <strong>1996</strong> la Comunità Economica Europea ha indetto la <em>prima Conferenza della rete europea dei Business Angels</em> per dare l’input e favorire questa forma dì investimento in Paesi come Germania, Belgio, Italia, Francia.</p>
<p>L’associazione europea <strong>EBAN</strong> (<em>European Business Angels Network</em>) fondata nel <strong>1999</strong> ha il compito di organizzare le reti locali (<strong>BAN</strong>) allo scopo di far incontrare business angel ed imprenditori in cerca di finanziamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Business Angel in Italia</strong></h2>
<p>Sono state organizzate in <strong>Italia</strong> (precisamente a Milano e Venezia) le prime reti locali BAN e nel <strong>1999</strong> è nata <strong>IBAN</strong>, prima associazione di angel investor, seppure il finanziamento informale probabilmente sia sempre esistito nel nostro Paese.</p>
<p>Nel 2007 nasce a Milano anche <strong>IAG</strong> (<em>Italian Angels for Growth</em>) che, nel 2012, ha riunito oltre 100 investitori informali.</p>
<p>Il business angel può investire in qualsiasi settore senza limiti seppure gran parte degli investimenti puntino sempre più sulle <strong>start-up</strong> innovative o <strong>spin-off</strong> accademici: in questo modo sono nati colossi come <em>Apple e Google</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Angel Investor: settori di punta</strong></h3>
<p>In Italia come altrove, il business angel punta a settori come ICT, automazione industriale, elettronica, software, nanotecnologia, rinnovabili e digitale in genere.</p>
<p>Questo genere di investimento punta su <em>business innovativi, rischiosi ma ad alto rendimento</em> (nel medio termine) ed il <strong>rapporto</strong> tra imprenditore finanziato ed investitore è <strong>basato sulla fiducia</strong>, perciò viene definito <em>informale</em>.</p>
<p><strong>L’obiettivo</strong> di chi investe, talvolta, può non limitarsi al guadagno: spesso, l’investitore informale è spinto a contribuire allo sviluppo economico, ha il senso della sfida ed ama sentirsi attivo per la comunità.</p>
<p>In <strong>Europa</strong> la capacità di investimento dei business angel va da 100.000 a 500.000 euro mentre negli <strong>USA</strong> il limite massimo si estende a 5 milioni di dollari.</p>
<p>Nell’acquisire quote di startup, gli angel investor forniscono all’impresa non soltanto il loro patrimonio personale ma anche network di relazioni e know how manageriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Business Angel: 24,4 milioni di euro nel 2016</strong></h4>
<p>L’associazione <strong>IBAN</strong>, nella sua più recente indagine, ha calcolato un totale di <strong>24,4 milioni</strong> di euro investiti in Italia nel <strong>2016</strong> dai business angel suddivisi in 52 società.</p>
<p>Considerando che nel 2015 ne sono stati investiti 20,5 milioni, è evidente la crescita di investimenti da parte di privati su piccole imprese e startup innovative.</p>
<p>Si punta principalmente su <strong>ICT</strong> ovvero Web App, Mobile e Software (27%), <strong>Sanità</strong> (15%), <strong>FinTech</strong> (12%), seguiti da Media (10%), Commercio (8%), Dispositivi (6%), Ecologia/Ambiente ed Alimentare (6%), Cleantech e Tessile (4%), Meccanica (2%).</p>
<p>Gran parte degli investimenti si è concentrata nel <strong>Nord</strong> con le <em>startup</em> che hanno conquistato il 56% delle operazioni.</p>
<p>E’ stato tracciato un<strong> identikit</strong> del business angel medio: ha un’età compresa fra i 30 ed i 50 anni, uomo, laureato, un passato da manager, imprenditore (nel 62% dei casi), ed un patrimonio inferiore a 2 milioni di euro. La novità che emerge nel 2016 è la presenza femminile (il 23% è donna, quasi una su quattro angel investor).</p>
<p>A tal proposito, al fine di coinvolgere sempre più donne, IBAN in tandem con altri 7 partner europei sta gestendo il progetto <strong>WA4E</strong> (<em>Women Angels for Europe’s Entrepreneurs</em>) coordinato da <strong>BAE</strong> e finanziato dall’Unione Europea che coinvolge Francia, Belgio, Regno Unito, Spagna e Portogallo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Star Lizard: il fondo di investimento che investe in calcioscommesse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 14:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[calcioscommesse]]></category>
		<category><![CDATA[fondi di investimento]]></category>
		<category><![CDATA[Star Lizard]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo Star Lizard ed il football è la nostra passione”. Con questo slogan l’azienda londinese (ideata dall’ex scommettitore professionista Tony&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Siamo <strong>Star Lizard</strong> ed il football è la nostra passione</em>”. Con questo slogan l’azienda londinese (ideata dall’ex scommettitore professionista <strong>Tony Bloom</strong>) chiamata Star Lizard (o StarLizard) svolge la sua attività di <strong>fondo d’investimento</strong> con una singolare caratteristica: <em>investe in scommesse</em>.</p>
<p>Il 47enne Tony Bloom, proprietario del <strong>Brighton</strong>, club inglese appena promosso in Premier League, prima di fondare quest’azienda ha costruito una vera e propria fortuna economica attraverso le scommesse.</p>
<p>Gli investitori sono milionari sicuri di ricavare profitti da questa azienda più che in altri ‘azzardi’ finanziari (almeno il 3-4% del capitale investito).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>L’e-mail di Star Lizard diffusa da La Stampa</strong></h2>
<p>La Stampa ha appena diffuso <strong>un’e-mail inviata da Star Lizard </strong>ad un dipendente di un club di Serie A: entrandone in possesso ha scoperto gli altarini del calcioscommesse attraverso la <strong>richiesta di informazioni riservate</strong> da parte di questo fondo di investimento che agisce in piena legalità.</p>
<p>Nell’e-mail diffusa da La Stampa si legge: “<em>la comunicazione che ci serve consiste nel comunicarci, in via del tutto confidenziale e riservata, le distinte ufficiali in occasione delle partite casalinghe, almeno 45-50 minuti prima che vengano rese pubbliche”.</em></p>
<p>Lizard tradotto dall’inglese significa <strong>lucertola</strong>, rettile che striscia, dall’insidia inquietante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le talpe di Star Lizard</strong></h3>
<p>“<em>Già per diverse squadre italiane, soprattutto di serie B, utilizziamo insider (addetti stampa, segretari, team manager, magazzinieri) che conoscono in anticipo le formazioni perché presenti negli spogliatoi</em>” si continua a leggere nell’e-mail inviata da Star Lizard.</p>
<p>A volte l’azienda riesce ad ottenere “<em>contatti con atleti o membri dello staff tecnico che inviano tramite sms la formazione della loro squadra subito dopo la riunione tecnica pre-partita</em>”.</p>
<p>Richieste chiare di informazioni riservate ed esclusive: offrono soldi in cambio di informazioni in anteprima.</p>
<p>L’inchiesta de La Stampa svela, in tal modo, in che modo i professionisti delle scommesse utilizzino ‘<strong>talpe</strong>’ in  grado di trasmettere <strong>informazioni preziose di prima mano</strong> (infortuni last minute, recuperi, assenze, formazioni ufficiali) per ‘scommettere forte’ e guadagnare ed avvantaggiarsi sui bookmaker.</p>
<p>Nulla di illegale ma parecchio lontano dalla professionalità: ricorda non poco il tizio che vendeva informazioni di scuderia a Gigi Proietti ed Enrico Montesano in “<em>Febbre da Cavallo</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Bond rischiosi: ancora troppi in Italia per Ignazio Angeloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2017 13:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
		<category><![CDATA[bond]]></category>
		<category><![CDATA[crediti deteriorati]]></category>
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					<description><![CDATA[Si sono ridotti ma risultano ancora consistenti i bond rischiosi emessi da alcune banche europee (Italia inclusa) che si trovano&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono ridotti ma risultano ancora consistenti i <strong>bond rischiosi</strong> emessi da alcune banche europee (Italia inclusa) che si trovano in mano a semplici risparmiatori, clienti retail, famiglie.</p>
<p>Lo ha annunciato al Senato <strong>Ignazio Angeloni</strong>, membro del consiglio di Vigilanza dell’Eurotower.</p>
<p>L’economista ed alto funzionario Bce ritiene importante che le banche si attivino al fine di “<em>verificare le reali consistenze </em>(di questi prodotti finanziari a rischio) <em>e favorirne la ricollocazione presso investitori professionali”</em> laddove sia possibile.</p>
<p>Quei titoli a rischio devono passare ad investitori professionali, in particolar modo quelli sul <strong>debito subordinato</strong> che può essere rimborsato solo dallo Stato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Bond rischiosi: regime preferenziale che rafforzi il bail-in</strong></h2>
<p>Oltre a suggerire la verifica da parte delle autorità sull’effettiva consistenza di bond rischiosi in Italia, Angeloni ha affrontato la questione della regolamentazione sulla risoluzione delle banche nonché le proposte da parte della Commissione europea per riesaminare la <em>direttiva bancaria Brrd</em>.</p>
<p>Secondo l’economista sarebbe necessario “<em>introdurre un regime preferenziale generalizzato</em>”, <strong>esteso a tutti i depositanti</strong> (azionisti, obbligazionisti, ecc.) coinvolti nel salvataggio delle perdite provenienti da banche in via di fallimento. In tal modo, si rafforzerebbe l’efficacia del <strong>bail-in</strong> consentendo di applicare altri strumenti di debito, ancor prima dei depositi.</p>
<p>Esorta, quindi, a rivedere le regole del bail-in per dare ai <strong>depositi sopra i 100.000 euro</strong> una protezione maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Bond subordinati: 24 miliardi annullati nel bail-in e burden sharing</strong></h3>
<p>I dati di <strong>Bankitalia</strong> riportano un totale di circa <strong>24 miliardi di crediti deteriorati</strong> (riferiti, in particolar modo, ai bond subordinati annullati nel bail-in e nel burden sharing) ancora in mano a semplici risparmiatori (che hanno acquistato senza valutarne i rischi) su complessivi 152 miliardi di bond a <strong>fine 2016</strong>.</p>
<p>La stessa <em>Financial Stability Review</em> della Banca Centrale Europea rileva una quota consistente di bond rischiosi soggetti a bail-in ed associati a famiglie e semplici risparmiatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Bond rischiosi: una stima di 70-80 miliardi di Npl da IlSole24Ore</strong></h4>
<p>Dal quotidiano economico <em>Il Sole24Ore</em> si apprende che le vicende legate alle banche venete ed Mps potrebbero far salire i conti fuori bilancio delle principali banche italiane a <strong>70-80 miliardi di Npl</strong> (crediti deteriorati) su complessivi 320 miliardi di bond.</p>
<p>I 70-80 miliardi di euro stimati comprendono i crediti deteriorati del progetto Fino – <em>Unicredit </em>(18 miliardi), gli Npl di <em>Monte dei Paschi di Siena</em> (26 miliardi), la sistemazione delle <em>banche popolari</em> (18 miliardi), ma anche <em>Banca Etruria, Marche, Carife e Carichieti</em> (10 miliardi), <em>CariCesena, Rimini e San Miniato</em> (2,5 miliardi), <em>Carige</em> (950 milioni di Npl ceduti + 2,4 miliardi di Npl da dismettere) ed altri minori.</p>
<p>Non resta che attendere la risposta della Bce sui piani d’azione Npl trasmessi dalle banche negli ultimi mesi ed in fase di approvazione.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Smart working: Jobs act degli autonomi e trend nel mercato del lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 19:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Jobs Act]]></category>
		<category><![CDATA[Smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mondo del lavoro nell’era digitale cambia: dopo il varo del Jobs Act degli autonomi, lo smart working – regolamentato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del lavoro nell’era digitale cambia: dopo il varo del <em>Jobs Act degli autonomi</em>, lo <strong>smart working</strong> – regolamentato con la <strong>legge 81/2017</strong> pubblicata il 13 giugno in Gazzetta Ufficiale &#8211; la farà da padrone.</p>
<p>Il lavoratore autonomo potrà svolgere le sue mansioni, entro i limiti dell’orario di lavoro previsti dal contratto collettivo e dalla legge, senza postazione fissa in un locale aziendale.</p>
<p>Il lavoratore autonomo, pur all’interno di un rapporto di lavoro subordinato, potrà svolgere la sua attività a casa o comunque lontano da un scrivania fissa, fuori da un ufficio, con flessibilità di orari, tutelato dai rischi per la salute, usando i necessari strumenti  tecnologici in piena sicurezza.</p>
<p>Il DDL diventato <em>Legge 22 maggio 2017</em> dopo 15 mesi, si applicherà anche alla Pubblica Amministrazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Smart working: lavoro agile che rimpiazza il posto fisso</strong></h2>
<p>Premesso che la nuova disciplina del lavoro agile si affianca ma non sostituisce né si sovrappone a quella del telelavoro, la <strong>tipologia contrattuale</strong> dello smart working non è nuova, ma il legislatore dovrà regolamentare <em>fasi, cicli ed obiettivi</em> del lavoro agile tramite “<em>accordo tra le parti</em>” per il quale probabilmente sarà necessario l’intervento di consulenti, specie riguardo alla redazione scritta degli accordi e dell’informativa annuale.</p>
<p>Nell’accordo scritto tra le parti sarà necessario regolare tutte le <strong>modalità di prestazione</strong> del lavoro fuori dagli uffici aziendali: fascia oraria dei tempi di riposo del lavoratore, misure tecniche di sicurezza, disconnessione dai dispositivi elettronici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Performance, produttività e risparmio </strong></h3>
<p>Il lavoro da remoto, meglio conosciuto come <strong>lavoro agile</strong>, pare migliori le prestazioni aziendali, la produttività, oltre al gran pregio di conciliare la vita privata e gli impegni lavorativi.</p>
<p>Un recente studio condotto da <strong>TeamViewer</strong> ha rivelato che il 72% dei lavoratori smart si dimostra più produttivo.</p>
<p>Consideriamo anche ciò che è risultato dall’indagine dell’<strong>Osservatorio</strong> <strong>Politecnico</strong>: il 59% degli impiegati ed il 35% dei quadri hanno risparmiato 163 giorni e 4 ore di tempo (e relative spese) per gli spostamenti casa-lavoro-casa.</p>
<p>Lo studio di <strong>Regus</strong> rivela che lo smart working migliora la <strong>produttività </strong>perché stimola l’efficienza del lavoratore il quale si sente più libero di organizzarsi, non soffre di claustrofobia in ufficio e svolge la sua attività con maggiore <strong>concentrazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Lo smart working convince anche Siemens</strong></h4>
<p>Lo smart working boccia la tradizionale timbratura dei cartellini per amore della produttività e convince anche <strong>Siemens </strong>che, ogni giorno (non una tantum), permetterà ai suoi collaboratori di scegliere se lavorare in ufficio o da casa.</p>
<p>Obiettivo: valutare la loro <em>performance</em> non in base alle ore di lavoro od alla presenza in ufficio, ma secondo i risultati raggiunti.</p>
<p>Siemens ha sperimentato in modo parziale questo moderno rapporto di lavoro per sei anni aggiudicandosi, nel 2015, lo <em>Smart Working Award</em> (premio istituito dall’Osservatorio del Politecnico) e dal <strong>1° gennaio 2018</strong>, sulla base di un recente accordo sindacale, consentirà a tutti i suoi collaboratori (tranne i tecnici) di lavorare in modalità smart.</p>
<p>Il nuovo diktat è: flessibilità in cambio di produttività e risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Tante le aziende che scelgono il lavoro agile</strong></h3>
<p>Sulla base dei <strong>dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano</strong>, sono <em>250 mila i lavoratori ‘smart’</em> in Italia, molte le imprese che adottano lo smart working.</p>
<p>Alcune aziende consentono ai dipendenti di lavorare in remoto 1-2 giorni alla settimana, altre sperimentano il lavoro agile solo su un gruppo ristretto di dipendenti prima di estenderlo a tutti.</p>
<p>Oltre a Siemens, citiamo alcune tra le <strong>grandi aziende</strong> che hanno puntato allo smart working:</p>
<ul>
<li><strong>Vodafone</strong>: sono 3.500 i dipendenti che possono decidere se lavorare con modalità ‘smart’ un giorno alla settimana;</li>
<li><strong>Ferrero</strong> ha avviato ad aprile un progetto di smart working per i 100 dipendenti che lavorano allo stabilimento di Alba;</li>
<li><strong>Enel</strong> è passato da un progetto pilota su 500 lavoratori ad un’estensione di tale progetto su 7.000 dipendenti;</li>
<li><strong>Barilla</strong> ha aumentato i giorni concessi agli smart workers da 4 ad 8 al mese e punta a concedere, entro il 2020, l’opportunità di lavorare da remoto a tutti gli impiegati d’ufficio;</li>
<li><strong>Zurich</strong> ha appena inaugurato i nuovi uffici della sede di Milano &#8211; i cui spazi non saranno assegnati singolarmente ma messi a disposizione, giorno dopo giorno, a chi ne avrà bisogno – che si adeguano al progetto <em>Smart Working in Zurich</em>.</li>
</ul>
<p>Perché queste aziende lo fanno?</p>
<p>Per <strong>incrementare la competitività</strong> stimolando la produttività dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Assegno emergenziale: istruzioni INPS per accedere al Fondo Credito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 19:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[assegno emergenziale]]></category>
		<category><![CDATA[esuberi]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
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					<description><![CDATA[L’INPS con messaggio n. 2655 del 23 giugno 2017 pubblica nuove istruzioni per l’accesso al cosiddetto assegno emergenziale previsto dal&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’INPS con <em>messaggio n. 2655 del 23 giugno 2017</em> pubblica nuove istruzioni per l’accesso al cosiddetto <strong>assegno emergenziale</strong> previsto dal <strong>Fondo Credito</strong> e destinato a <em>lavoratori licenziati</em> a seguito di procedure per gestione di esuberi, dipendenti licenziati dal settore bancario e del credito cooperativo che non hanno i requisiti per ottenere l’assegno straordinario di solidarietà.</p>
<p>L’assegno emergenziale costituisce un trattamento integrativo rispetto all’indennità di disoccupazione introdotto dal <em>DL n.22 del 4 marzo 2015</em> e viene riconosciuto dal <strong>Jobs Act</strong> (DL 148/2015).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Assegno emergenziale: i beneficiari</strong></h2>
<p>Hanno diritto all’assegno emergenziale i <strong>lavoratori</strong> (<em>dipendenti e dirigenti</em>) di aziende operanti nel <em>settore del credito</em> che rientravano già nei requisiti del precedente <strong>Fondo di solidarietà</strong> (<em>DL n. 158 del 28 aprile 2000</em>).</p>
<p>Il Fondo Credito interviene a favore dei lavoratori in determinate <strong>situazioni di crisi</strong>, riorganizzazione aziendale, ristrutturazione ma anche riduzione/mutamento di attività o lavoro per fare da supporto tanto al reddito quanto all’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Procedura e modalità di erogazione</strong></h3>
<p>Nel suo recente messaggio n. 2655, l’INPS rende noto che il comitato amministratore del Fondo, attraverso la <em>delibera n.46 del 6 giugno 2017</em>, ha tracciato ancor meglio le leggi vigenti per accedere all’assegno emergenziale.</p>
<p>Nel corso dei <strong>24 mesi</strong> (periodo massimo) in cui verrà erogato l’assegno ad integrazione della <strong>Naspi,</strong> si considerano anche i periodi di corresponsione dell’indennità di disoccupazione (nei casi di <strong>disoccupazione involontaria).</strong></p>
<p>Le richieste per accedere all’assegno devono essere presentate dal <em>datore di lavoro/azienda</em> solo dopo che il rapporto di lavoro con i soggetti beneficiari è cessato.</p>
<p>La <strong>procedura </strong>scatterà solo dopo che ogni lavoratore interessato all’assegno avrà presentato <strong>domanda di disoccupazione </strong>al fine di valutare l’importo del finanziamento: in caso di esito positivo dell’istruttoria, la documentazione verrà inoltrata al comitato amministratore del <strong>Fondo Credito</strong> (detto anche Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale delle aziende del settore del credito).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Contributo del datore di lavoro</strong></h4>
<p>Il <em>datore di lavoro</em> ha <strong>l’obbligo di versare un contributo emergenziale</strong> pari alla metà del finanziamento disposto dal Fondo Credito.</p>
<p>Il datore dovrà versare il contributo <strong>entro 30 giorni</strong> dalla comunicazione della concessione da parte del comitato amministratore del Fondo che include l’importo della stessa contribuzione.</p>
<p>Se oltre questo termine, il datore di lavoro non avrà versato l’importo dovuto, l’INPS procederà con le attività previste per il recupero di tale contributo dovuto e non versato.</p>
<p>Secondo quanto stabilisce la <em>Circolare INPS n. 213/2016</em>, il finanziamento in questione (costituito da assegno + contributo emergenziale) viene valutato <strong>in base all’ultima retribuzione lorda mensile</strong> spettante al lavoratore licenziato.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Arbitro per le Controversie Finanziarie: come tutelarsi dagli intermediari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 15:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come fare per]]></category>
		<category><![CDATA[Arbitro per le Controversie Finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[Consob]]></category>
		<category><![CDATA[intermediari finanziari]]></category>
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					<description><![CDATA[Con Delibera Consob n. 19602 del 4 maggio 2016, dal 9 gennaio 2017 è operativo l’ACF, Arbitro per le Controversie&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <em>Delibera Consob</em><em> n. 19602 del 4 maggio 2016</em>, dal 9 gennaio 2017 è operativo l’ACF, <strong>Arbitro per le Controversie Finanziarie</strong>, per risolvere controversie tra <em>investitori ‘retail’</em> ed intermediari.</p>
<p>Questo nuovo organismo è previsto dal <em>DL n.130 del 2015</em> in attuazione della direttiva comunitaria sull’ADR per i consumatori 2013/11/UE del 21 maggio 2013.</p>
<p>Pensiamo soltanto a tutti gli investitori di istituti di credito come Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Cariferrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza che necessitano di un organismo capace di rispondere rapidamente a controversie finanziarie (legate, ad esempio, ad <em>obbligazioni subordinate</em> di cui i meno esperti non conoscono il rischio elevato di investimento) per avere modo di tutelarsi.</p>
<p>Tutelarsi attraverso una figura esperta ed <strong>in alternativa al giudice civile</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Il ruolo stragiudiziale del nuovo Arbitro per le Controversie Finanziarie</strong></h2>
<p><strong>Consob</strong> ne ha definito la regolamentazione e supporta l’operatività di tale sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie.</p>
<p>Facciamo questo esempio: siete risparmiatori, avete presentato invano reclami ai vostri intermediari finanziari (sim, banche, ecc.) e volete a tutti i costi risolvere la controversia senza perdere altro tempo.</p>
<p>Lo <strong>strumento alternativo</strong> è costituito proprio dall’ACF (Arbitro per le Controversie Finanziarie): senza ricorrere alla via giudiziaria è in grado di risolvere in modo facile, rapido ed efficiente alla vostra controversia finanziaria, come suggerisce il nome.</p>
<p>Investitori e risparmiatori (non tutti) possono ricorrere all’ACF <strong>gratuitamente</strong> per ottenere risoluzioni rapide (sei mesi al massimo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La procedura da seguire per presentare ricorso</strong></h3>
<p>Se in qualità di investitori sentite di essere stati danneggiati dall’operato del vostro intermediario, potrete rivolgervi al nuovo Arbitro per le Controverse Finanziarie presentando <strong>ricorso online</strong> entro 12 mesi dalla risposta dell’intermediario (oppure entro il sessantesimo giorno dal mancato riscontro del reclamo da parte dell’intermediario).</p>
<p>Vi collegate a www.acf-consob.it e vi registrate ottenendo i dati per l’accesso all’area riservata: all’interno della piattaforma potrete inserire tutte le informazioni utili e necessarie. Se inserirete dati o documenti incompleti la piattaforma ve lo segnalerà.</p>
<p>La procedura attraverso cui potrete usufruire dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie, imparziale ed indipendente, è interamente online e vi permette di <strong>controllare in tempo reale</strong> lo stato del ricorso presentato.</p>
<p>Se l’ACF riconosce che le vostre ragioni sono valide, stabilirà il <em>risarcimento </em>che l’intermediario sarà tenuto a pagare oppure determinerà il <em>comportamento</em> che l’intermediario stesso dovrà tenere nei vostri confronti. Dopo l’esito dell’ACF, se l’intermediario non eseguirà la decisione, il risparmiatore avrà <strong>una carta in più da giocarsi </strong>rivolgendosi all’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>Se l’esito del ricorso all’ACF non vi sembrerà soddisfacente, in seguito potrete sempre rivolgervi al giudice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Interventi e limiti dell’ACF</strong></h4>
<p>Prima dell’introduzione di un ACF, esisteva un organismo (la Camera di conciliazione e arbitrato) che, però, non obbligava la partecipazione degli intermediari.</p>
<p>Al contrario, con l’ACF banche ed intermediari finanziari <strong>sono obbligati</strong> ad aderire al nuovo Arbitro delle Controversie Finanziarie.</p>
<p>L’investitore che fa ricorso non deve necessariamente richiedere l’assistenza di un legale (può presentare ricorso da solo online).</p>
<p>Non tutti possono usufruire di questo organismo: possono fare ricorso soltanto i <strong>risparmiatori retail</strong> (persone fisiche, imprese, enti, società), non gli <em>investitori professionali</em> in quanto questi ultimi hanno le conoscenze, l’esperienza e la competenza necessarie per decidere un investimento e valutarne i rischi.</p>
<p>Dal canto suo, il nuovo Arbitro delle Controversie Finanziarie può pronunciarsi solo per controversie che prevedono un <strong>risarcimento danni non superiore a 500.000 euro</strong> e non può intervenire su <em>danni fisici e morali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fondi comuni: raccolta record a maggio di 11,5 miliardi</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/fondi-comuni-raccolta-record-maggio-di-115-miliardi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 10:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[fondi comuni]]></category>
		<category><![CDATA[fondo d’investimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo record per la raccolta fondi comuni. Assogestioni, impegnata a monitorare l’industria del risparmio gestito, evidenzia un boom di flussi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo record per la raccolta <strong>fondi comuni</strong>. <em>Assogestioni,</em> impegnata a monitorare l’industria del risparmio gestito, evidenzia un <strong>boom di flussi netti</strong> relativi al mese di maggio, che raggiungono quota <strong>11,5 miliardi</strong> di euro aumentando di 2,5 miliardi rispetto ad aprile.</p>
<p>Il risparmio gestito dall’asset management in Italia supera i <strong>2 miliardi</strong> (raggiunge quota 2.005 miliardi) ed è un primato.</p>
<p>Il <em>saldo complessivo</em>, da inizio 2017, è di 48,4 miliardi grazie alla spinta dei fondi aperti (+12,4 miliardi).</p>
<p>Dal 2009, per la prima volta gli investimenti nelle <em>gestioni collettive</em> (1.008 miliardi) superano quelli di gestione portafoglio (997 miliardi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Fondi comuni: tutti i dati</strong></h2>
<p>Da gennaio a maggio 2017, i fondi comuni hanno raccolto 35,6 miliardi mentre le gestioni di portafoglio hanno attirato 12,6 miliardi.</p>
<p>Quali categorie hanno evidenziato una maggiore crescita tra fondi obbligazionari, flessibili, azionari e bilanciati?</p>
<p>A trainare i flussi sono stati innanzitutto i fondi obbligazionari (7,2 miliardi) e flessibili (2,71 miliardi) mentre i bilanciati ammontano a 2,22 miliardi.</p>
<p>Risultati importanti per la raccolta degli azionari (chiusura a maggio di 2,4 miliardi): da inizio 2017, hanno permesso di arrivare ad un saldo di 4,9 miliardi.</p>
<p>Iniziano così i primi effetti sui fondi comuni dei <strong>PIR </strong>(entrati in azione proprio a maggio) di tipo azionario per attirare il risparmio delle famiglie italiane verso le piccole e medie imprese.</p>
<p>I fondi monetari registrano un rosso di -2,2 miliardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Fondi comuni esteri e nazionali</strong></h3>
<p>Prevalgono i fondi di diritto estero con flussi per 10,2 miliardi di euro mentre la raccolta di prodotti italiani (cui appartengono gran parte dei fondi Pir compliant) sale a 2,1 miliardi.</p>
<p>Da gennaio 2017 ad oggi, il saldo registrato dei fondi esteri raggiunge i 30 miliardi mentre quelli italiani salgono a quota 5,6 miliardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Fondi comuni: i nomi protagonisti del record</strong></h4>
<p>In cima alla classifica riguardo ai nomi protagonisti del record di raccolta troviamo il gruppo <strong>Generali </strong>(3,1 miliardi), <strong>Amundi</strong> (2,46 miliardi) ed <strong>Intesa Sanpaolo</strong> (1,2 miliardi)</p>
<p>Seguono, con raccolte più discrete ma che contribuiscono al record totale, <em>Anima</em> (695 milioni di euro), <em>Ubi </em>(568 milioni), <em>Axa</em> (427,9 milioni), <em>Deutsche Bank</em> (416 milioni), <em>gruppo Mediolanum</em> (346 milioni) e <em>Poste Italiane</em> (245 milioni).</p>
<p><strong>In rosso</strong> <em>Pioneer</em> (-274 milioni) passata al controllo <em>Amundi, Allianz</em> (-775 milioni) e <em>Azimut</em> (-52,9 milioni).</p>
<p>Il panorama estero evidenzia una buona raccolta di <em>Jp Morgan Asset Management</em> (380 milioni) che gestisce fondi da 29,8 miliardi, ma anche <em>Invesco</em> (731 milioni), <em>M&amp;G</em> (592 milioni) e <em>Morgan Stanley</em> (468 milioni).</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Industria farmaceutica italiana: trend in crescita, solo segni +</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/industria-farmaceutica-italiana-trend-crescita-solo-segni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 09:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[farmaceutico]]></category>
		<category><![CDATA[Farmindustria]]></category>
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					<description><![CDATA[Grandi numeri quelli realizzati dal settore industria farmaceutica italiana nel 2016, tutti preceduti da segno +. In crescita la produzione,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grandi numeri quelli realizzati dal settore <strong>industria</strong> <strong>farmaceutica italiana</strong> nel 2016, tutti preceduti da segno +.</p>
<p>In crescita la produzione, l’export, gli investimenti e l’occupazione.</p>
<p>Le case farmaceutiche vantano un <em>indotto eccellente</em> con 66.000 addetti, una <em>produzione</em> di 14 miliardi di euro, oltre 800 milioni di <em>investimenti</em>. Tra indotto e filiera, gli addetti sono 228.000.</p>
<p>Ecco tutti i dati diffusi di recente dall’Assemblea pubblica di Farmindustria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Industria farmaceutica italiana: produzione in salita</strong></h2>
<p>Nel 2016, sale del 2,3% toccando i 30 miliardi grazie soprattutto all’impulso dell’export.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Export: l’impulso produttivo</strong></h3>
<p>Dal 2010, le esportazioni sono cresciute del 52% rispetto ad una media del 32% riferita agli altri Paesi dell’UE. Rappresenta il 71% della produzione ed ha raggiunto quota 21 miliardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Occupazione in crescita</strong></h4>
<p>Le nuove assunzioni nel 2016 sono state 6.000 (gli addetti raggiungono così quota 64.000), metà delle quali si riferiscono ad under 30.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Industria farmaceutica italiana: investimenti 2016 </strong></h3>
<p>Il 2016 registra <strong>450 milioni di investimenti</strong> (1,2 in produzione e 1,5 in Ricerca e Sviluppo) rilevando una crescita del 20% nell’arco di tre anni.</p>
<p>Gli investimenti puntano sui <em>vaccini</em> (che hanno come obiettivo quello di generare risparmi nel Ssn), su <em>terapie avanzate</em> (emoderivati, farmaci orfani, medicina generale), sulla <em>produzione conto terzi</em> (export che costituisce il 70% della produzione), sul <em>biotech</em> con oltre 300 progetti di ricerca, 200 aziende attive che investono 650 milioni circa.</p>
<p>La Ricerca farmaceutica confida sull’<em>open</em> <em>innovation</em> attraverso la collaborazione tra diverse realtà, pubbliche e private.</p>
<p>Sono Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Veneto le 5 regioni con più elevata presenza farmaceutica nel nostro Paese cui seguono, nel Mezzogiorno, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Spesa pubblica e risparmio </strong></h2>
<p>L’Italia spende ogni anno 288 euro procapite, il 29% in meno rispetto alla media dei grandi Paesi UE con prezzi dei farmaci inferiori generalmente del 15%.</p>
<p>Dal 2010, anche l’innovazione nel <em>settore oncologico</em> ha portato ad un risparmio dell&#8217;11% nella spesa sanitaria.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4><strong>Primi mesi 2017: trend di crescita confermati</strong></h4>
<p>Nel primo quadrimestre 2017, i trend continuano a salire rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +4,7% per la produzione, +14% per l’export e +2,7% per l’occupazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Integratori alimentari: il grande ruolo di un mercato consolidato</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/integratori-alimentari-il-grande-ruolo-di-un-mercato-consolidato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosanna N.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 21:42:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Federsalus]]></category>
		<category><![CDATA[Ssn]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ stato riconosciuto il grande ruolo degli integratori alimentari nella prevenzione primaria nonché motivo di risparmio e sostenibilità per il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato riconosciuto il <strong>grande ruolo degli integratori alimentari</strong> nella prevenzione primaria nonché motivo di risparmio e sostenibilità per il <em>Servizio Sanitario Italiano</em>.</p>
<p>Se n’è discusso in occasione della <em>XVIII Convention nazionale</em> di <strong>Federsalus</strong> (Associazione Nazionale Produttori e Distributori di Prodotti salutistici) tenutasi a Roma il 22 giugno scorso che ha riunito, oltre all’industria degli integratori alimentari, quella farmaceutica, i professionisti della salute ed i rappresentanti del Governo.</p>
<p>E’ stato proprio il presidente di Federsalus, <strong>Andrea Costa</strong>, ad annunciare, che, al di fuori delle patologie croniche, il ruolo ricoperto dagli integratori alimentari nella prevenzione primaria è ormai “<em>un dato acquisito</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Integratori alimentari: l’indagine GfK per FederSalus</strong></h2>
<p>Secondo la più recente <em>indagine GfK per FederSalus</em>, gli integratori alimentari vengono <strong>utilizzati da 32 milioni di italiani. </strong></p>
<p>Negli ultimi anni, il settore della <em>nutraceutica</em> si è rafforzato, è cresciuto, registrando <strong>nel 2016</strong> un potenziamento in termini di fatturato (+6,5%) e di volumi di vendita (+5,1%) con una produttività di lavoro di  <strong>77.500 euro</strong>. Questi i dati risultanti dall’indagine annuale dell’Osservatorio FederSalus.</p>
<p>E’ un’industria che vanta <em>100.000 addetti</em> complessivi (agenti di vendita ed informatori medico-scientifici compresi).</p>
<p>Oltre al suo ruolo importante in ambito di <strong>prevenzione</strong>, il settore degli integratori alimentari può rivelarsi uno degli strumenti su cui puntare in termini di <strong>salute</strong>, specie considerando l’innovazione di prodotto.</p>
<p>E’, a tutti gli effetti, un’arma efficace sulla prevenzione primaria e come tale rappresenta oggi una grande sfida nella programmazione del SSN agendo positivamente nella <em>riduzione di fattori di rischio legati a patologie croniche. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Non solo prevenzione</strong></h3>
<p>Al guadagno in salute offerto dagli integratori alimentari corrisponde <strong>sostenibilità economica, risparmio</strong>.</p>
<p>Oggi, l’integratore alimentare non viene più usato soltanto per ‘integrare’, quindi rinforzare o ristabilire l’organismo dopo un periodo di stress fisico o malattia, ma, in maniera sempre più crescente, viene assunto per favorire il benessere, <strong>migliorare la qualità della vita</strong>, le <em>prestazioni psico-fisiche</em>. In due parole, per prevenire e risolvere disturbi anziché ‘ricostituire’ o ‘recuperare’ e basta.</p>
<p>In passato, gli integratori alimentari erano sinonimo soprattutto di <em>vitamine e minerali</em>; oggi, l’innovazione nell’ambito della nutraceutica amplia l’obiettivo accrescendone il significato, trasformandolo in prodotto sicuro ed efficace a base di <strong>principi attivi, nutrienti,</strong> adatto a tutti e per svariati scopi, dai tradizionali multivitaminici alla cura di problemi urinari, gastrointestinali, dal contrasto di ansia e insonnia alla prevenzione di malattie cardiovascolari ed osteoporosi.</p>
<p>Ecco perché sono <strong>aumentati gli investimenti</strong> in beni strumentali, innovazione dei processi, formazione, digitalizzazione tanto che gli integratori alimentari entrano di diritto nella grande sfida dell’I<strong>ndustria</strong> <strong>4.0</strong>.</p>]]></content:encoded>
					
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