Banca Carige, sì all’esodo volontario di 450 dipendenti

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RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE – Il cda di Banca Carige ha approvato, su proposta del direttore generale Ennio La Monica, le linee di un piano di rafforzamento della struttura patrimoniale ed economica del gruppo che prevede interventi sul patrimonio, sulla struttura dei costi e sulla rete. Lo ha annunciato lo stesso istituto di credito, precisando che, per quanto riguarda il patrimonio, il consiglio ha condiviso l’esigenza di un rafforzamento per 800 milioni di euro da realizzare in parte con la cessione di asset non core e per la parte residua con un aumento di capitale da offrire in opzione agli azionisti.

LE ESIGENZE ALLA BASE DELLA DECISIONE – Il rafforzamento della struttura patrimoniale, spiega ancora Banca Carige, “copre le esigenze derivanti dall’orientamento espresso da Consobsulle modalità di contabilizzazione dei profili di fiscalità differita, connesse al progetto di riorganizzazione del gruppo che ha portato alla nascita di Banca Carige Italia”. Rispetto a quanto comunicato lo scorso maggio, sul bilancio consolidato 2012 si determina un beneficio economico non ricorrente di 259,3 milioni e non di 715 milioni, mentre a livello patrimoniale il beneficio è di 259,3 milioni e non 601.

POLITICA DI ESODO VOLONTARIO – Il gruppo ha poi previsto una rivisitazione della governance e una riduzione dei costi, e ha definito una politica di esodo su base volontaria che si stima coinvolgerà nel quinquennio 2013-2017 oltre 450 dipendenti, con minori costi di personale per 30 milioni annui a regime e sta definendo un’azione di razionalizzazione della rete distributiva per eliminare alcune sovrapposizioni territoriali.

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