Bitcoin schizza in alto, poi crolla
C’è un che di beffardo nella notizia dell’attacco informatico alla Sec legato all’attesa decisione dell’Autorità di vigilanza sull’opportunità di approvare un fondo quotato in borsa per Bitcoin.
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C’è un che di beffardo nella notizia dell’attacco informatico alla Sec legato all’attesa decisione dell’Autorità di vigilanza sull’opportunità di approvare un fondo quotato in borsa per Bitcoin. È accaduto che l’account X (ex Twitter) della Security and exchange commission (piattaforma hi tech) sia stato compromesso con un post falso riguardo all’approvazione dell’Exchange traded fund sul Bitcoin (moneta tecnologica per antonomasia). I pirati informatici hanno fatto credere che la tanto odiata (dagli adepti delle cripto valute) Sec stava preparandosi a dare l’ok al prodotto finanziario. Il che non era vero.

Dalla beffa alla manipolazione

Di più. La beffa consiste anche nel fatto che violazione di sicurezza informatica ha colpito un regolatore il quale ha ripetutamente messo in guardia sulle vulnerabilità online delle criptovalute. Una contraddizione che non è sfuggita ai critici, i quali hanno trascorso anni aspettando che la Sec approvasse un ETF Bitcoin. Al di là di ciò, l’attacco ovviamente non è sfuggito nemmeno a coloro i quali – molto probabilmente – hanno sfruttato (o creato) l’evento anche per manipolare il mercato. Inutile dire che il bitcoin, seppure gli operatori abbiano in grande parte scontato l’ok della Sec, sulla scia della notizia è schizzato verso l’alto. La cripto regina, tra un balzo all’insù e uno all’ingiù, viaggiava intorno ai 46.000 dollari. Poi, in un lampo, è arrivata fino a 47.800 dollari. Arrivata la smentita, il token di Satoshi Nakamoto è ri-atterrato a circa 45.000 dollari. In un simile scenario c’è chi è stato in grado di portatsi a casa un’importante plusvalenza. A partire dai trader ultra veloci.

L’indagine

In particolare, rispetto all’evento, la Sec ha affermato che martedì si è verificata un’attività non approvata sull’account @SECGov X «da parte di un soggetto sconosciuto per un breve periodo di tempo, successivamente alle 16:00». Dopo che il post falso è stato rimosso, Joe Benarroch, responsabile delle operazioni aziendali di X, ha dichiarato che «l’account è sicuro e stiamo indagando sulla causa principale». Il social media ha peraltro confermato come «un individuo non identificato», abbia compromesso l’account della Sec acquisendo il controllo di un numero di telefono associato. Ha aggiunto, poi, che al momento dell’incidente l’account non aveva abilitata l’autenticazione a due fattori. Il che, per l’appunto, ha scatenato l’ironia social. L’autenticazione in oggetto, infatti, aggiunge un ulteriore livello di sicurezza, che sta diventando sempre più comune con il proliferare degli attacchi informatici.

L’effetto dell’Etf

Al di là dell’attacco hacker l’attesa per la “scelta” di Gensler – rispetto alla quale un termine scade proprio oggi – è comunque alto. Il mercato, affermano diversi esperti, avrebbe già scontato il presumibile ok dell’authority. «L’approvazione – sottolinea Ferdinando Ametrano, fondatore di CheckSig – è già nei prezzi della cryptocurrency». Ciò detto l’eventuale nulla osta «non implica il tradizionale “buy on rumor sell on the news”. La presenza di un Etf scambiato a Wall Street, infatti, porterà investimenti per miliardi di dollari. Una dinamica la quale crea una pressione rialzista sulla quotazione del token di Satoshi Nakamoto». Non solo. «Il possibile “ok” ha anche un’elevata valenza simbolica. È un punto di svolta che segnala come sia diventato possibile investire sul bitcoin in maniera diretta, trasparente e senza rischi che non siano quelli di mercato». Gli scandali, i fallimenti cui «abbiamo assistito negli ultimi anni, e rispetto ai quali la cripto regina è sempre uscita indenne, sono stati un elemento fortemente negativo per la cryptoeconomy». Adesso, il passaggio, unitamente all’arrivo di regolamentazioni quali il MiCa in Europa, pone un punto fisso importante nel processo di maturazione del bitocin e dell’intero sistema.

Ideali traditi?

Almeno, dal punto di vista degli operatori tradizionali. Che poi gli ideali dei Cypherpunk, e dello stesso Satoshi Nakamoto (video) , fossero un po’ diversi da quelli di BlackRock & co pare non troppo importare. È l’evoluzione in ottica capitalistica. Rilevante è il profitto la plusvalenza. Tutta l’idea della disintermediazione dalle banche tradizionali, dagli operatori istituzionali può finire sullo sfondo. Ciò che conta è che il prezzo salga. Money is king!

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