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	<title>Normativa giuridica si intende un insieme di regole</title>
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	<title>Normativa giuridica si intende un insieme di regole</title>
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		<title>Nuovo esame avvocato 2026-2027, approvata la riforma: come sarà, novità su prova scritta e orale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:31:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[esame abilitazione avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[esame avvocato 2026]]></category>
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	Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che riordina l'accesso alla professione forense. La tornata d'esame per l'abilitazione da avvocato prevede ora un'unica sessione annuale, strutturata su due prove scritte da svolgere in presenza tramite videoscrittura e un colloquio orale. I candidati potranno avvalersi dei codici annotati con la giurisprudenza]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/nuovo-esame-avvocato-2026-2027-riforma-come-sara-novita-prova-scritta-orale/"><img title="avvocato.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/04/avvocato-300x171.jpg" alt="Nuovo esame avvocato 2026-2027, approvata la riforma: come sarà, novità su prova scritta e orale" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">La <strong>riforma dell&#8217;esame da avvocato per l&#8217;anno 2026</strong> diventa realtà con l&#8217;approvazione del decreto legge varato dal Consiglio dei ministri il 4 giugno scorso. Il provvedimento istituisce un&#8217;unica sessione all&#8217;anno articolata in tre prove, in linea con quanto previsto dal recente riordino della professione. Il testo, oltre a ridisegnare l&#8217;abilitazione forense, introduce limiti temporali per le azioni di responsabilità nei confronti dei notai e nuove regole per il lavoro dei detenuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come sarà l&#8217;esame di avvocato nel 2026?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iter di<strong> abilitazione da avvocato</strong> si lascia definitivamente alle spalle le formule emergenziali legate alla pandemia, per approdare a un sistema più selettivo e orientato alla professione. I candidati dovranno affrontare <strong>due prove scritte</strong>, elaborando un parere motivato e un atto giudiziario in una disciplina a scelta tra diritto civile, penale e amministrativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La successiva prova orale si concentrerà sulla risoluzione di un caso pratico, integrata da specifiche domande di diritto sostanziale, processuale e di ordinamento forense. Le nuove regole sull&#8217;<strong>esame da avvocato per il biennio 2026-2027 </strong>mirano a testare l&#8217;effettiva capacità di ragionamento giuridico applicata a fattispecie concrete.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come cambia l&#8217;esame di Stato nel 2026?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle innovazioni fondamentali del <strong>nuovo esame per diventare avvocato</strong> riguarda l&#8217;introduzione obbligatoria della <strong>videoscrittura</strong> in presenza. Gli aspiranti professionisti redigono gli elaborati al computer, all&#8217;interno di aule sorvegliate e tramite software dotati di sistemi di sicurezza informatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il candidato può consultare i codici annotati con la giurisprudenza, un passaggio che sposta l&#8217;attenzione dalla memorizzazione passiva all&#8217;interpretazione del dato normativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In vista dell&#8217;<strong>esame da avvocato del 2026, il ministero della Giustizia</strong> adotta la digitalizzazione per garantire uniformità nei parametri di correzione, tracciabilità delle operazioni e contrazione delle tempistiche burocratiche necessarie per l&#8217;attribuzione dei punteggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le nuove regole delle prove di abilitazione 2026?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il recente <strong>decreto legge sull&#8217;esame da avvocato</strong> detta criteri precisi per l&#8217;accesso alla prova orale, aggiornando contestualmente la struttura delle commissioni e delle sottocommissioni giudicanti. Come sottolineato dal <strong>ministro della giustizia Carlo Nordio</strong>, l&#8217;obiettivo del governo è restituire all&#8217;esame la sua naturale funzione di filtro qualitativo, dando così seguito alle richieste delle istituzioni forensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso questo intervento, la <strong>riforma dell&#8217;esame da avvocato</strong> introduce una regolamentazione stabile, mettendo fine alla stagione delle deroghe legate ai vari decreti milleproroghe. Si delinea, in questo modo, un quadro normativo chiaro, in grado di garantire ai praticanti le certezze necessarie per pianificare lo studio teorico e le tecniche di redazione degli atti giudiziari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le date esame di avvocato 2026 e ultime notizie</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uscita in Gazzetta Ufficiale del <strong>bando per l&#8217;esame da avvocato del 2026</strong> rappresenta il passaggio istituzionale decisivo per ufficializzare il calendario delle prove. Per sapere con esattezza <strong>quando si terrà l&#8217;esame da avvocato quest&#8217;anno</strong>, è necessario attendere il consueto decreto attuativo tra la fine dell&#8217;estate e l&#8217;inizio dell&#8217;autunno, che programmerà gli scritti per il mese di dicembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;abbandono delle deroghe emergenziali istituisce, in via definitiva, un&#8217;unica sessione annuale. Una scelta che azzera la precarietà organizzativa del recente passato, garantendo scadenze certe sia alle commissioni valutatrici sia ai candidati in attesa della convocazione ministeriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sapere nel dettaglio <strong>come sarà strutturato l&#8217;esame da avvocato nel 2026</strong> rappresenta il punto di partenza per organizzare tirocini professionali davvero efficaci. Grazie a questo quadro normativo definito, i praticanti potranno affrontare una preparazione integrata, nella quale<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/devo-andare-in-mediazione-lavvocato-e-necessario/"> l&#8217;applicazione concreta della logica giuridica</a> e lo studio della tecnica redazionale possano procedere di pari passo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Rinnovo contratto metalmeccanici 2026, arriva l’aumento stipendi di 200 euro al mese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[busta paga]]></category>
		<category><![CDATA[ccnl metalmeccanici]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/rinnovo-contratto-metalmeccanici-2026-arriva-laumento-stipendi-di-200-euro-al-mese/"><img title="Metalmeccanici-rinnovato-il-contratto.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/12/Metalmeccanici-rinnovato-il-contratto-300x171.jpg" alt="Rinnovo contratto metalmeccanici 2026, arriva l’aumento stipendi di 200 euro al mese" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	L'accordo stipulato a Roma definisce importanti adeguamenti retributivi per i dipendenti delle piccole e medie imprese. L'intesa prevede un incremento di 200 euro a regime, distribuito a tranche, unitamente a una clausola per proteggere i salari dall'inflazione. Vengono inoltre introdotte stringenti tutele per la salute, per i congedi parentali e per la stabilizzazione dei lavoratori precari]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/rinnovo-contratto-metalmeccanici-2026-arriva-laumento-stipendi-di-200-euro-al-mese/"><img title="Metalmeccanici-rinnovato-il-contratto.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/12/Metalmeccanici-rinnovato-il-contratto-300x171.jpg" alt="Rinnovo contratto metalmeccanici 2026, arriva l’aumento stipendi di 200 euro al mese" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>rinnovo del contratto dei metalmeccanici per il 2026</strong> stabilisce un rinnovato quadro economico e normativo per oltre 450.000 addetti impiegati nelle piccole e medie imprese. L&#8217;intesa, siglata a Roma tra Unionmeccanica Confapi e le organizzazioni sindacali, va a sostituire l&#8217;accordo scaduto alla fine del 2024 e manterrà la propria efficacia fino al 31 dicembre 2028. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le disposizioni contenute nel <strong>nuovo CCNL dei metalmeccanici</strong> garantiscono un corposo aumento mensile degli stipendi, accompagnato da un articolato sistema di misure finalizzate al welfare aziendale, alla riduzione del precariato e alla prevenzione degli infortuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rinnovo contratto metalmeccanici 2026, quando ci sarà il prossimo aumento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iter concordato per l&#8217;adeguamento delle retribuzioni fissa tempistiche precise per l&#8217;erogazione delle tranche in busta paga. In primo luogo, l&#8217;accordo sancisce la continuità degli incrementi già definiti precedentemente, estendendo l&#8217;impianto economico anche al biennio successivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro complessivo determina un <strong>montante salariale di 5.638,70 euro</strong>, riferito ai calcoli effettuati sul 5° livello contrattuale, per l&#8217;intero periodo di validità. Un passaggio fondamentale riguarda la specifica disciplina per il <a href="https://www.notiziariofinanziario.com/si-e-svolto-a-roma-lincontro-per-il-rinnovo-del-ccnl-metalmeccanici/" id="https://www.notiziariofinanziario.com/si-e-svolto-a-roma-lincontro-per-il-rinnovo-del-ccnl-metalmeccanici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rinnovo del CCNL dei metalmeccanici</a>, che programma ulteriori erogazioni scaglionate nel tempo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, agli adeguamenti retributivi di <strong>100 euro</strong> del 2025-2026, sottoscritti il 25 luglio dello scorso anno, si confermano ulteriori 100 euro ai aumento anche per il biennio 2027-2028. Per il 5° livello, l’incremento totale nel quadriennio sarà di 200 euro, pari al 9,32%. Pertanto, a giugno 2027 è prevista l’erogazione di 45,00 euro in più in busta paga, mentre a giugno 2028 l’aumento sarà di 55,00 euro. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;aumento della busta paga per i metalmeccanici a giugno 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i calcoli delle sigle sindacali, gli incrementi mensili corrispondono a una rivalutazione delle retribuzioni del 9,32%, aliquota concepita per rispondere, in modo fattuale, al generale incremento del costo della vita. Gli <strong>aumenti per i metalmeccanici previsti nel 2026</strong> si collocano all&#8217;interno di una più ampia strategia negoziale, volta a preservare la stabilità operativa delle oltre 42.000 aziende del settore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia a scaglioni garantisce una progressione costante della base imponibile, tutelando l&#8217;intera platea dei lavoratori. Pertanto, le parti firmatarie hanno delineato un sistema retributivo capace di coniugare le necessità reddituali delle famiglie con il mantenimento della competitività industriale del sistema manifatturiero nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ultime notizie rinnovo contratto metalmeccanici: appalti e precariato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre agli elementi puramente retributivi, il testo introduce rilevanti disposizioni di natura normativa. Nel nuovo CCNL per il <strong>rinnovo del contratto dei metalmeccanici</strong> si evidenzia un intervento sulle forme flessibili di assunzione e di impiego. Per i <strong>contratti a termine</strong>, viene sancita una clausola di stabilizzazione del 20%, definendo parallelamente le causali necessarie per le proroghe fino a 24 mesi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte della <strong>somministrazione</strong>, scatta il diritto all&#8217;assunzione a tempo indeterminato una volta superata la soglia dei 48 mesi lavorati. Per quanto concerne gli appalti, le società con un organico superiore ai 400 dipendenti sono obbligate a fornire alle Rappresentanze Sindacali Unitarie un modulo informativo dettagliato. Il documento deve raccogliere i dati sulle imprese terziste e le regole applicate in caso di cambio di appalto, assicurando trasparenza in tutta la filiera produttiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CCNL metalmeccanici: salute, welfare e orari di lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto contrattuale ridefinisce i diritti legati alla persona e alla prevenzione in azienda. L&#8217;aggiornamento del <strong>CCNL per i metalmeccanici</strong> riconosce tutele estese a favore del personale affetto da patologie oncologiche e da condizioni di disabilità. Riguardo all&#8217;<strong>orario di servizio</strong>, gli addetti inseriti in cicli operativi superiori ai <strong>15 turni settimanali</strong> beneficiano di una riduzione strutturale di quattro ore lavorative. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Assume notevole importanza l&#8217;istituto della conciliazione tra tempi di vita e professione: i genitori ottengono <strong>tre giorni di permesso retribuito</strong> per la malattia dei figli fino al compimento dei quattro anni di età. Sotto il profilo della sicurezza, viene promossa la segnalazione proattiva dei cosiddetti &#8220;quasi infortuni&#8221; ai responsabili preposti. Infine, il testo riafferma il ruolo centrale della formazione continua per l&#8217;acquisizione di nuove competenze digitali e tecnologiche.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pensione precoci 2026: per lo stato di disoccupazione va bene anche il recesso durante la prova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[quota 41]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/pensione-precoci-2026-disoccupazione-recesso-prova/"><img title="I-dati-dellosservatorio-pensioni-inps-.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/01/I-dati-dellosservatorio-pensioni-inps--300x171.jpeg" alt="Pensione precoci 2026: per lo stato di disoccupazione va bene anche il recesso durante la prova" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	La Corte di cassazione, con l'ordinanza 17130/2026, ha stabilito un principio fondamentale per l'accesso al trattamento previdenziale anticipato. Il recesso operato dal datore di lavoro durante il periodo di prova risulta giuridicamente equiparabile a un licenziamento. Di conseguenza, tale interruzione del rapporto lavorativo soddisfa il requisito dello stato di disoccupazione, essenziale per inoltrare la domanda di prepensionamento destinato ai lavoratori con almeno 41 anni di contributi e 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni di età]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/pensione-precoci-2026-disoccupazione-recesso-prova/"><img title="I-dati-dellosservatorio-pensioni-inps-.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/01/I-dati-dellosservatorio-pensioni-inps--300x171.jpeg" alt="Pensione precoci 2026: per lo stato di disoccupazione va bene anche il recesso durante la prova" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Iniziare a versare la contribuzione in giovanissima età garantisce l&#8217;accesso a canali previdenziali agevolati, come la <strong>pensione per i lavoratori precoci</strong> che, anche nel <strong>2026</strong>, impone tuttavia dei paletti rigorosi. Su uno di questi è intervenuta la Corte di cassazione per chiarire un aspetto determinante legato alla cessazione del rapporto lavorativo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la sentenza 17130/2026, i giudici supremi hanno stabilito che l&#8217;interruzione del contratto durante il periodo di prova da parte dell&#8217;azienda equivale a un licenziamento a tutti gli effetti. Questa interpretazione risulta decisiva per soddisfare la condizione di disoccupazione involontaria richiesta dalla legge per l&#8217;inoltro della domanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le ultime novità per le pensioni precoci?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i lavoratori precoci in attesa di maturare i requisiti pensionistici della <strong>quota 41</strong>, l&#8217;ultima pronuncia della Suprema Corte rappresenta uno snodo cruciale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza di quanto stabilito in precedenza dalla Corte d&#8217;appello di Bologna &#8211; che escludeva il periodo di prova dal perimetro dei licenziamenti a causa delle sue specifiche garanzie &#8211; i giudici supremi hanno chiarito, invece, che l&#8217;eventuale diversità delle tutele in caso di vizi del contratto non modifica la sostanza dell&#8217;atto espulsivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, il recesso datoriale genera una condizione di mancanza d&#8217;impiego pienamente utile per richiedere le <a href="https://www.notiziariofinanziario.com/lavori-gravosi-2026-tre-nuove-categorie-andare-pensione-anticipata-ape-sociale-quota-41/" id="https://www.notiziariofinanziario.com/lavori-gravosi-2026-tre-nuove-categorie-andare-pensione-anticipata-ape-sociale-quota-41/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pensioni per i precoci e gli usuranti</a>, garantendo l&#8217;esatto rispetto del perimetro normativo stabilito originariamente dal legislatore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia nel 2026 per i lavoratori precoci?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ordinanza giurisprudenziale consolida le tutele per chi perde il lavoro nella fase iniziale del rapporto. Analizzando le <strong>ultime notizie sulle pensioni per i precoci</strong>, emerge chiaramente che il recesso <em>ad nutum</em> intimato dall&#8217;azienda viene considerato a tutti gli effetti un licenziamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa precisazione risulta dirimente per ottenere la misura statale, la quale esige l&#8217;accertamento della <strong>disoccupazione involontaria</strong>. Ne consegue che, pur senza contestare in via giudiziale il contratto iniziale, il contribuente vede tutelato il proprio diritto a utilizzare l&#8217;interruzione lavorativa per accedere alla pensione, allargando di fatto le maglie della misura previdenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando possono andare in pensione i lavoratori precoci?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le regole per l&#8217;uscita anticipata dal lavoro si fondano su parametri contributivi specifici e rigorosi. In base all&#8217;articolo 1, comma 199, della legge 232/2016, il traguardo della pensione si raggiunge accumulando un minimo di 41 anni di versamenti, a prescindere dall&#8217;età anagrafica del soggetto richiedente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Risulta tuttavia indispensabile poter dimostrare almeno 12 mesi di contribuzione derivante da lavoro effettivo, maturati esclusivamente prima del compimento del diciannovesimo anno di età. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a tale vincolo legato all&#8217;inizio della carriera, la normativa esige in maniera categorica l&#8217;accertamento della <strong>condizione di disoccupato</strong> a seguito di licenziamento, requisito che l&#8217;odierna giurisprudenza ha definitivamente chiarito estendendolo al periodo di prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Inps deve accettare le domande di pensionamento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;interpretazione fornita dai giudici di legittimità impatta direttamente sull&#8217;istruttoria delle pratiche presso l&#8217;Inps. I <strong>requisiti del 2026 per le pensioni dei precoci</strong> impongono all&#8217;istituto previdenziale di accogliere le istanze anche quando l&#8217;ultimo rapporto d&#8217;impiego si sia interrotto nella fase di valutazione aziendale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, l&#8217;ente dovrà considerare valide le lettere di recesso in prova presentate dai lavoratori. Tale orientamento assicura una maggiore aderenza alla <em>ratio</em> della norma originaria, la quale mira a tutelare chi ha iniziato l&#8217;attività professionale in età adolescenziale e si trovi, oggi, privo di un reddito stabile.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Auto emissioni zero 100% carburanti sostenibili: in arrivo la riforma EU del Regolamento CO2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[auto emissioni zero]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti sostenibili]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/auto-emissioni-zero-100-carburanti-sostenibili-in-arrivo-la-riforma-eu-del-regolamento-co2/"><img title="Nuovi-dazi-auto-elettriche-cinesi.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/06/Nuovi-dazi-auto-elettriche-cinesi-300x171.jpeg" alt="Auto emissioni zero 100% carburanti sostenibili: in arrivo la riforma EU del Regolamento CO2" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	La commissione ENVI del Parlamento europeo ha iniziato l'esame della riforma del Regolamento CO2 per il comparto automotive. Il testo introduce i veicoli VEEF, alimentati da carburanti sostenibili, parificandoli ai modelli elettrici per il rispetto degli standard. Sono previsti crediti di emissione immediati per l'uso di combustibili rinnovabili e acciaio a basse emissioni. A livello politico, si registra una spaccatura nel Consiglio UE sull'Industrial Accelerator Act tra la Francia, che chiede il 70% di componenti europei, e la Germania, contraria a tale vincolo.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/auto-emissioni-zero-100-carburanti-sostenibili-in-arrivo-la-riforma-eu-del-regolamento-co2/"><img title="Nuovi-dazi-auto-elettriche-cinesi.jpeg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/06/Nuovi-dazi-auto-elettriche-cinesi-300x171.jpeg" alt="Auto emissioni zero 100% carburanti sostenibili: in arrivo la riforma EU del Regolamento CO2" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;imminente revisione del quadro normativo sulle <strong>auto a emissioni zero</strong> definisce il nuovo baricentro strategico della politica manifatturiera europea. La commissione ENVI del Parlamento europeo ha infatti avviato l&#8217;iter formale di revisione del Regolamento inerente al taglio dei gas serra per il <strong>comparto automotive</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo in esame, presentato dal relatore e parlamentare europeo Massimiliano Salini (Forza Italia-Popolari), introduce elementi di flessibilità strategica per i costruttori, puntando a una transizione ecologica economicamente solida, progressiva e, innanzitutto, non vincolata a un&#8217;unica opzione tecnologica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europarlamento avvia l’esame della riforma CO2 per l’auto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo di riforma CO2 del comparto auto a emissioni zero, concepito per apportare modifiche alla visione iniziale presentata dalla Commissione europea guidata dalla presidente Ursula von der Leyen, è stato ufficialmente depositato presso la <strong>commissione Ambiente</strong> (ENVI). Il parlamentare europeo Massimiliano Salini ha assunto formalmente la carica di relatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È prevista una settimana per la presentazione degli emendamenti, periodo di tempo al quale seguirà l&#8217;avvio della complessa discussione politica con il fine ultimo di giungere a una votazione in plenaria. La delibera determinerà la piattaforma negoziale del Parlamento in vista del Trilogo con il Consiglio dell&#8217;Unione europea, il cui esito definitivo è atteso per i primi mesi dell&#8217;anno 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito &#8211; e da quanto si legge su <em>Il Sole 24 Ore</em> &#8211; il vicepresidente per l&#8217;Unione europea di Confindustria, Stefan Pan, ha sottolineato la necessità di ratificare il documento senza indebolirne minimamente l&#8217;impianto, poiché esso fornisce soluzioni concrete e tempestive alle urgenti problematiche del comparto manifatturiero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auto emissioni zero: quali novità in arrivo dal nuovo Regolamento CO2?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le variazioni principali della bozza parlamentare, emerge chiaramente l&#8217;introduzione dei VEEF (Vehicle running exclusively on eligible fuels), una <strong>nuova categoria</strong> formale di mezzi di trasporto alimentati unicamente a <strong>carburanti rinnovabili sostenibili</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa specifica integrazione normativa permette di salvaguardare l&#8217;intera filiera industriale dei propulsori a combustione interna, riconoscendo il loro effettivo potenziale di decarbonizzazione qualora utilizzino combustibili ecologici certificati. Pertanto, ai fini del rispetto dei severi target imposti ai costruttori, tali veicoli verranno equiparati a tutti gli effetti ai modelli dotati di propulsione elettrica <strong>a batteria</strong> nel computo delle <strong>automobili a zero emissioni</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la proposta distingue i percorsi di riduzione dell&#8217;impronta carbonica tra vetture passeggeri e veicoli commerciali leggeri, consentendo a quest&#8217;ultimo comparto un orizzonte temporale più esteso e margini operativi superiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede alle auto a benzina dopo il 2035?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scadenza del 2035 non determinerà la scomparsa assoluta dei veicoli dotati di motore a combustione interna, a condizione che l&#8217;alimentazione avvenga mediante l&#8217;impiego di soluzioni alternative sostenibili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>emendamento</strong> numero 5 al testo proposto dalla Commissione europea &#8211; che si ferma alla riduzione al 90% dell&#8217;intera flotta &#8211; prevede che &#8220;l&#8217;obiettivo di limitazione delle emissioni per l&#8217;intera flotta a partire dal 2035 venga ribassato dal 100% al 90% per le autovetture e <strong>all&#8217;80% per i veicoli commerciali leggeri</strong>. Dall&#8217;entrata in vigore del nuovo regolamento Ue, i costruttori di autovetture e veicoli commerciali leggeri potranno utilizzare <strong>crediti</strong> per carburanti rinnovabili sostenibili e crediti per acciaio a basse emissioni di carbonio per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2&#8243;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In tale scenario normativo, le autovetture dotate di <strong>motori termici prodotte nel 2035</strong> conserveranno un ruolo commerciale all&#8217;interno della neonata categoria VEEF, garantendo stabilità occupazionale per le industrie ed espandendo le opzioni tecnologiche a disposizione dei consumatori finali in tutto il continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i limiti di emissione di CO2 per le auto nel 2030?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>obiettivi intermedi</strong> di riduzione dei gas a effetto serra stabiliti per il 2030 restano saldi, pur subendo alcune necessarie ricalibrazioni strategiche e operative. Per i veicoli commerciali leggeri si prospetta un calo del 30% rispetto ai volumi calcolati nell&#8217;anno 2021. L&#8217;adattamento risulta giustificato dalle evidenti criticità infrastrutturali e dalle barriere di investimento a breve termine che attualmente ostacolano tale segmento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Riguardo alle <strong>autovetture passeggeri</strong>, l&#8217;obbligo di progressivo efficientamento viene affiancato all&#8217;estensione sistematica del meccanismo dei super-crediti, specificamente indirizzato ai modelli elettrici compatti identificati come &#8220;Made in the EU&#8221;. Ai fini del raggiungimento della conformità, ciascuno di questi veicoli verrà contabilizzato nei registri industriali con un <strong>coefficiente pari a 1,5</strong>. Tale ponderazione numerica si prefigge lo scopo di incentivare le linee di produzione comunitarie e di preservare l&#8217;accessibilità finanziaria della mobilità urbana per la cittadinanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le nuove normative per le auto emissioni zero nel 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione delle <strong>emissioni di CO2</strong> sarà influenzata dalla possibilità di utilizzare, fin dall&#8217;adozione del nuovo Regolamento, speciali certificati derivanti dall&#8217;impiego di carburanti eco-compatibili e dall&#8217;uso strutturale di materie prime a basso impatto ambientale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, l&#8217;emendamento numero 10 del testo presentato prevede che i produttori di veicoli debbano essere in grado di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso il contributo di crediti per carburanti ammissibili fino al 10% e di crediti per l&#8217;acciaio a basse emissioni di carbonio fino al 7% dell&#8217;obiettivo di riferimento specifico del produttore per il 2021. La tabella seguente mette a confronto gli obiettivi di riduzione delle emissioni e le specifiche agevolazioni introdotte per supportare la transizione industriale dei costruttori europei.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Parametro Analizzato</strong></td><td><strong>Autovetture (M1)</strong></td><td><strong>Veicoli Commerciali Leggeri (N1)</strong></td><td><strong>Meccanismi di Flessibilità Applicabili</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Riduzione CO2 2030</strong></td><td>Target normativo confermato</td><td>30% rispetto ai parametri rilevati nel 2021</td><td>Super-crediti estesi</td></tr><tr><td><strong>Riduzione CO2 2035</strong></td><td>90% rispetto ai parametri rilevati nel 2021</td><td>80% rispetto ai parametri rilevati nel 2021</td><td>Applicazione crediti acciaio e carburanti</td></tr><tr><td><strong>Super-crediti per elettriche</strong></td><td>Coefficiente 1,5 per modelli EU</td><td>Coefficiente applicabile 1,5</td><td>Incentivo alla produzione europea</td></tr><tr><td><strong>Ponderazione media</strong></td><td>Periodo calcolato dal 2028 al 2032</td><td>2025-2029 e successivamente 2030-2034</td><td>Adattamento alle fluttuazioni di mercato</td></tr><tr><td><strong>Impiego crediti carburante</strong></td><td>Tetto massimo al 10% del target 2021</td><td>Tetto massimo al 10% del target 2021</td><td>Fruizione immediata senza attesa del 2035</td></tr><tr><td><strong>Impiego acciaio verde</strong></td><td>Tetto massimo al 7% del target 2021</td><td>Tetto massimo al 7% del target 2021</td><td>Calcolo su base di certificazione d&#8217;origine</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le auto a zero emissioni?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista strettamente legislativo, la nomenclatura tecnica si espande allo scopo di ricomprendere diverse metodologie propulsive altamente efficienti. In tale perimetro regolatorio convergono sia i tradizionali veicoli elettrici alimentati <strong>a batteria</strong> (BEV) – i quali registrano intrinsecamente un valore nullo rilevato al tubo di scarico – sia i sopracitati modelli classificati come VEEF. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai fini del calcolo delle medie emissive relative alla flotta immatricolata da ogni azienda, i mezzi azionati esclusivamente da biocarburanti avanzati o combustibili sintetici godranno della stessa qualifica di assoluta neutralità carbonica applicata alle <strong>vetture a zero emissioni</strong>. L&#8217;intento consiste nell&#8217;affidare ai soggetti operanti sul mercato l&#8217;onere e l&#8217;opportunità di selezionare le soluzioni tecniche più adeguate a soddisfare le innumerevoli e diversificate esigenze espresse dalla mobilità contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito sul Made in Europe: Francia e Germania a confronto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le imminenti direttive si inseriscono nel più ampio quadro dell&#8217;Industrial Accelerator Act, evidenziando alcune profonde divergenze di prospettiva economica tra i governi degli Stati membri. Attualmente, in sede di Consiglio dell&#8217;Unione europea si osserva una netta polarizzazione riguardo alla gestione delle politiche industriali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da una parte, la Francia sostiene con determinazione l&#8217;implementazione di un rigido schema normativo, proponendo che l&#8217;assegnazione di crediti e sovvenzioni pubbliche sia strettamente subordinata all&#8217;impiego di una quota di <strong>componenti di origine europea fino al 70% </strong>per ogni singola autovettura assemblata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;altra parte, la Germania manifesta un approccio spiccatamente critico verso l&#8217;adozione di quote di produzione obbligatorie associate al Made in Europe, temendo l&#8217;innesco di possibili tensioni commerciali su scala internazionale e un generalizzato incremento dei costi lungo la filiera di approvvigionamento. </p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Emergenza caldo cantieri 2026, rischio alte temperature: mappa aggiornata delle ordinanze regionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza caldo 2026]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/emergenza-caldo-cantieri-2026-mappa-aggiornata-ordinanze-regionali-rischio-alte-temperature/"><img title="divieto-lavoro-caldo-ordinanze.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/08/divieto-lavoro-caldo-ordinanze-300x171.jpg" alt="Emergenza caldo cantieri 2026, rischio alte temperature: mappa aggiornata delle ordinanze regionali" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Le alte temperature impongono interventi mirati per la tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le amministrazioni regionali stanno definendo specifiche misure restrittive per limitare le attività all'aperto durante le fasce orarie più critiche, affidandosi ai dati della piattaforma Worklimate. Vengono inoltre delineati gli strumenti di sostegno economico, come la Cigo, attivabili dalle imprese per fronteggiare le sospensioni lavorative senza penalizzare i livelli occupazionali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/emergenza-caldo-cantieri-2026-mappa-aggiornata-ordinanze-regionali-rischio-alte-temperature/"><img title="divieto-lavoro-caldo-ordinanze.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/08/divieto-lavoro-caldo-ordinanze-300x171.jpg" alt="Emergenza caldo cantieri 2026, rischio alte temperature: mappa aggiornata delle ordinanze regionali" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Per fronteggiare l&#8217;<strong>emergenza caldo nei cantieri durante l&#8217;estate 2026</strong>, numerose Regioni stanno adottando provvedimenti restrittivi volti a tutelare la salute degli addetti nei settori maggiormente esposti, come l&#8217;edilizia e l&#8217;<strong>agricoltura</strong>. Le nuove disposizioni prevedono la sospensione delle operazioni durante le fasce orarie più critiche, affidandosi ai sistemi di allerta meteorologica. Contestualmente, si consolidano gli <strong>strumenti di integrazione salariale</strong> per supportare le imprese costrette a interrompere le lavorazioni, a garanzia di un equilibrio tra continuità produttiva e sicurezza occupazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Emergenza caldo cantieri 2026: in quali Regioni c&#8217;è già l&#8217;ordinanza? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le amministrazioni locali del Settentrione stanno procedendo con tempistiche e modalità differenti al fine di arginare i rischi legati all&#8217;esposizione termica. Il <strong>Veneto</strong> ha approvato il 19 maggio una delibera contenente un Protocollo d&#8217;Intesa mirato a garantire <strong>pause ombreggiate</strong> e rimodulazioni orarie. Tuttavia, il provvedimento ha registrato la ferma opposizione della Cgil, la quale ha criticato l&#8217;assenza di tutele adeguate per la logistica e le attività industriali indoor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Liguria</strong>, un&#8217;ordinanza firmata il 29 maggio vieta il lavoro all&#8217;aperto tra le 12:30 e le 16:00, con validità fino al 31 agosto, nei giorni in cui i sistemi di monitoraggio segnalano un rischio elevato. Le stesse tempistiche e modalità operative caratterizzano l&#8217;<strong>ordinanza sul caldo del 2026 in Piemonte</strong>, entrata in vigore il 30 maggio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Emilia-Romagna</strong>, le istituzioni e le parti sociali stanno ultimando un testo per estendere i divieti fino al 15 settembre. Rimangono in sospeso altre aree nevralgiche del Nord produttivo. Infatti, si attende l&#8217;emanazione di un eventuale <strong>decreto sul caldo in Lombardia</strong> e della specifica <strong>ordinanza contro il caldo in FVG</strong>, territori in cui i sindacati sollecitano interventi normativi immediati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Centro e Sud: estensione divieti e ordinanza caldo Toscana</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scendendo lungo la penisola, i divieti diventano più stringenti. L&#8217;<strong>ordinanza sul caldo della Toscana</strong>, emanata il 28 maggio 2026, impone blocchi assoluti per l&#8217;edilizia, l&#8217;agricoltura e le cave fino al 31 agosto, attivabili automaticamente tramite le allerte dei sistemi informatici centralizzati. Il <strong>Lazio</strong>, con un provvedimento firmato il 24 maggio, ha ampliato la finestra di tutela fino al 15 settembre; tale normativa si distingue per l&#8217;inclusione esplicita non solo dei settori tradizionali, ma anche della <strong>logistica</strong> di piazzale e delle <strong>consegne a domicilio</strong> effettuate dai rider.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la <strong>Puglia</strong>, regione apripista fin dal 2021 su questo fronte, ha introdotto il 30 maggio un&#8217;ordinanza urgente valida fino al 15 settembre, bloccando le attività gravose nella fascia oraria 12:30-16:00 in caso di allerta rossa. Per quanto riguarda il Meridione, istituzioni e parti sociali attendono la stesura definitiva dell&#8217;<strong>ordinanza sul caldo in Sicilia per il 2026</strong>; un passaggio amministrativo necessario per allineare i sistemi di tutela sul lavoro alle severe ondate di calore previste nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la temperatura minima per rifiutarsi di lavorare?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un limite termico nazionale oltre il quale scatti l&#8217;astensione automatica. Il Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs. 81/08) impone ai datori di lavoro di valutare preventivamente il <strong>rischio climatico</strong>. Tuttavia, l&#8217;Inps stabilisce che temperature effettive o percepite superiori ai <strong>35 gradi</strong> giustificano il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo parametro rappresenta lo spartiacque per <strong>attivare gli ammortizzatori sociali</strong>. Qualora l&#8217;azienda non attui le contromisure previste o non disponga la sospensione, i dipendenti in grave e imminente pericolo possono interrompere le operazioni. Tale principio si applica sia in contesti operativi all&#8217;aperto sia in ambienti indoor privi di un&#8217;adeguata ventilazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;astensione diviene formalmente legittima se il datore di lavoro omette di applicare le misure sancite dal Documento di Valutazione dei Rischi. Se il microclima espone il personale a un rischio severo e mancano zone d&#8217;ombra o pause idratanti, scatta immediatamente la tutela individuale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale sarà il mese più caldo del 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) segnala anomalie termiche severe già da <strong>giugno</strong>, con scostamenti termici fino a 2 gradi sopra le medie storiche. <strong>Luglio</strong>, tuttavia, si profila come il periodo di massima allerta per i lavori fisicamente gravosi, a causa dell&#8217;anticiclone africano che potrebbe innalzare i valori di riferimento di ulteriori 3 gradi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, le amministrazioni si affidano a strumenti di analisi tecnica avanzata. Consultare le <strong>previsioni di Worklimate</strong>, basate sul modello informatico MOLOCH ad alta risoluzione, risulta indispensabile per pianificare in sicurezza i turni operativi aziendali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I bollettini meteo-climatici permettono di incrociare i <strong>dati di umidità</strong> e radiazione con le caratteristiche fisiche del personale e i livelli di affaticamento previsti. Un monitoraggio accurato consente di anticipare i picchi termici, permettendo alla dirigenza di attivare tempestivamente i protocolli di prevenzione nei <strong>cantieri edili</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Novità sicurezza sul lavoro 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il protocollo quadro siglato dal ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, amplia strutturalmente l&#8217;accesso agli ammortizzatori sociali, includendo per la prima volta i <strong>lavoratori stagionali</strong>. Le ore di cassa integrazione fruite a causa delle temperature torride non rientrano più nel limite massimo di durata fissato per legge.Un elemento di rilievo riguarda gli studenti impegnati nei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l&#8217;Orientamento (PCTO), ai quali vengono oggi garantite le medesime tutele del personale assunto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, l&#8217;<strong>Inail </strong>è stata autorizzata a riconoscere criteri di premialità per le imprese che adottano misure preventive idonee. In questo scenario, il legislatore mira a trasformare ogni singola <strong>ordinanza sul caldo del 2026</strong> da semplice restrizione temporanea a strumento integrato per la salvaguardia organica della salute occupazionale. </p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Trasparenza salariale 2026: come cambiano buste paga e colloqui di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 13:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/trasparenza-salariale-2026-come-cambiano-buste-paga-colloqui/"><img title="busta-paga-2025-cosa-cambia.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/01/busta-paga-2025-cosa-cambia-300x171.jpg" alt="Trasparenza salariale 2026: come cambiano buste paga e colloqui di lavoro" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Dal 7 giugno 2026 entrano in vigore le nuove norme a tutela dell'equità salariale. I datori di lavoro saranno obbligati a indicare la RAL o una fascia economica precisa già negli annunci professionali, mentre viene introdotto il divieto assoluto di richiedere informazioni sulle retribuzioni precedenti dei candidati. La normativa punta ad azzerare il divario di genere e a garantire la parità di trattamento, istituendo specifici obblighi di rendicontazione per le imprese con più di cento dipendenti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/trasparenza-salariale-2026-come-cambiano-buste-paga-colloqui/"><img title="busta-paga-2025-cosa-cambia.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/01/busta-paga-2025-cosa-cambia-300x171.jpg" alt="Trasparenza salariale 2026: come cambiano buste paga e colloqui di lavoro" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore delle regole sulla <strong>trasparenza retributiva</strong>, il mercato del lavoro subisce una trasformazione normativa radicale per via del recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 e dell&#8217;adozione del relativo decreto legislativo n. 96/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2026. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 7 giugno, infatti, le nuove disposizioni modificano l&#8217;approccio alla <strong>selezione del personale</strong> e alla gestione delle risorse umane. Le aziende sono chiamate ad adeguarsi a standard rigorosi che, conformemente all&#8217;articolo 5 del decreto, impongono l&#8217;indicazione chiara delle condizioni economiche prima di qualsiasi <strong>colloquio di lavoro</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, spariscono le formule generiche per lasciare spazio a parametri oggettivi e neutrali, volti a sradicare ogni forma di discriminazione e a garantire una reale parità di trattamento fin dal reclutamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza salariale 2026, come funziona?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo operativo introdotto dal decreto legislativo 96/2026 ribalta le tradizionali consuetudini del reclutamento. Innanzitutto, i datori di lavoro perdono la facoltà di indagare sulla storia economica del candidato e di domandare a quanto ammontasse il salario precedente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicare correttamente questa regola neutralizza il rischio di trascinare vecchie disparità nei nuovi contratti lavorativi, imponendo l&#8217;adozione di parametri retributivi strettamente oggettivi. Di conseguenza, prende forma un inedito modello per la <strong>trasparenza salariale in Italia</strong>, concepito per stroncare alla radice le discriminazioni di genere e quelle legate ad altri fattori intersezionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia per gli stipendi nel 2026? </h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto più significativo si registra nella fase pre-assuntiva, dove si impone una redazione rigorosa delle inserzioni e offerte di lavoro. Formule storicamente diffuse come &#8220;<strong>retribuzione commisurata all&#8217;esperienza</strong>&#8221; non sono più tollerate senza l&#8217;indicazione di limiti precisi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo proposito, l&#8217;esame delle <a href="https://www.notiziariofinanziario.com/trasparenza-stipendi-le-novita-ue-non-e-come-sembra/" id="https://www.notiziariofinanziario.com/trasparenza-stipendi-le-novita-ue-non-e-come-sembra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novità dell&#8217;UE sulla trasparenza degli stipendi</a> evidenzia come la direttiva prescriva una chiarezza assoluta già al momento della pubblicazione del bando. Pertanto, ogni offerta di impiego dovrà contenere i seguenti elementi essenziali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la retribuzione iniziale o la fascia economica di riferimento;</li>



<li>il contratto collettivo nazionale applicato alla specifica mansione;</li>



<li>i criteri oggettivi per la determinazione dell&#8217;inquadramento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede dal 7 giugno 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 7 giugno prossimo, i dipendenti maturano nuovi diritti informativi per conoscere in modo trasparente gli assetti salariali all&#8217;interno della propria organizzazione. Ogni dipendente può richiedere e ottenere per iscritto, entro due mesi, i dati relativi ai livelli medi di retribuzione dei colleghi che svolgono mansioni di pari valore, suddivisi per sesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, con l&#8217;effettiva introduzione della <strong>trasparenza salariale</strong> <strong>2026</strong>, diventano formalmente nulle tutte le clausole contrattuali che impongono l&#8217;obbligo di riservatezza sull&#8217;importo percepito. Pertanto, chiunque è libero di condividere le proprie condizioni economiche senza temere ritorsioni o sanzioni disciplinari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le novità per la busta paga nel 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di <strong>retribuzione</strong> viene ridefinito in modo estensivo per includere non solo lo stipendio base, ma anche tutte le componenti accessorie. Tuttavia, le nuove regole previste per le <strong>buste paga da giugno 2026</strong> presentano specifiche eccezioni di calcolo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I trattamenti economici individuali non strutturali, come i superminimi riconosciuti su base puramente discrezionale, temporanea e non generalizzata, non rientrano nel computo dei <strong>livelli medi</strong>, a condizione che siano fondati su presupposti oggettivi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;applicazione di un contratto collettivo stipulato dai sindacati maggiormente rappresentativi costituisce, in ogni modo, una presunzione di conformità ai principi di parità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza retributiva dal 2026: obblighi e criticità da gestire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il legislatore ha previsto un sistema di adempimenti scaglionato in base alle dimensioni delle imprese. Tutte le realtà imprenditoriali devono rispettare i doveri di comunicazione <strong>in fase di colloquio</strong>. Tuttavia, l&#8217;effettiva applicazione della <strong>trasparenza retributiva</strong> impone oneri aggiuntivi per le organizzazioni più strutturate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le società con almeno 50 dipendenti devono illustrare i criteri per la <strong>progressione di carriera</strong>. Inoltre, per i soggetti con oltre 100 addetti scatta l&#8217;obbligo di presentare periodici rapporti dettagliati sui divari interni, richiedendo un confronto sindacale qualora il differenziale non giustificato superi la soglia del 5%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il decreto trasparenza retributiva 30 aprile 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto normativo nasce per arginare in modo definitivo le disparità di trattamento sui luoghi di lavoro. L&#8217;applicazione del principio di uguaglianza non si limita alla distinzione tradizionale tra uomini e donne. Infatti, la Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea ha chiarito che tali tutele si applicano anche alle discriminazioni derivanti da un cambiamento di sesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, l&#8217;applicazione della <strong>trasparenza salariale prevista dal decreto</strong> deve tutelare i diritti fondamentali contro ogni forma di penalizzazione economica intersezionale, rafforzando i presidi già esistenti nel Codice delle pari opportunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco la versione revisionata dell&#8217;intero articolo. In veste di linguista, giornalista e correttore di bozze, ho perfezionato la sintassi e la grammatica dei passaggi contenenti le parole chiave, rendendoli fluidi, naturali e perfettamente integrati nel testo, inserendo articoli e preposizioni dove necessario. Come richiesto, i titoli H2 sono rimasti rigorosamente invariati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho evidenziato in <strong>grassetto</strong> le parole chiave e il testo àncora revisionati per facilitarne l&#8217;individuazione.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Buste paga giugno 2026: la trasparenza salariale cambia i colloqui</h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal 7 giugno la trasparenza retributiva 2026 introduce obblighi rigorosi sulle buste paga per garantire la parità di trattamento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sintesi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 7 giugno 2026 entrano in vigore le nuove norme a tutela dell&#8217;equità salariale. I datori di lavoro saranno obbligati a indicare la RAL o una fascia economica precisa già negli annunci professionali, mentre viene introdotto il divieto assoluto di richiedere informazioni sulle retribuzioni precedenti dei candidati. La normativa punta ad azzerare il divario di genere e a garantire la parità di trattamento, istituendo specifici obblighi di rendicontazione per le imprese con più di cento dipendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Introduzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;entrata in vigore delle regole sulla <strong>trasparenza retributiva nel 2026</strong>, il mercato del lavoro subisce una trasformazione normativa radicale. A partire dal 7 giugno, le nuove disposizioni modificano profondamente l&#8217;approccio alla selezione del personale e alla gestione delle risorse umane. Le aziende sono chiamate ad adeguarsi a standard rigorosi che impongono l&#8217;indicazione chiara delle condizioni economiche prima di qualsiasi colloquio. Pertanto, spariscono le formule generiche per lasciare spazio a parametri oggettivi e neutrali, volti a sradicare ogni forma di discriminazione e a garantire una reale parità di trattamento fin dal reclutamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza salariale 2026 come funziona?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo operativo della nuova normativa ribalta le consuetudini del reclutamento. Innanzitutto, i datori di lavoro non possono più indagare sulla storia economica pregressa del candidato. Risulta quindi vietato domandare a quanto ammontasse il salario precedente, impedendo che disuguaglianze passate si ripercuotano sui futuri inquadramenti. Comprendere esattamente <strong>come funziona la trasparenza salariale</strong> significa assimilare l&#8217;obbligo di fornire criteri oggettivi e neutrali per la determinazione del compenso. Di conseguenza, si fissa un nuovo paradigma per la <strong>trasparenza salariale in Italia</strong>, orientato a prevenire discriminazioni fondate sul sesso o su altri fattori intersezionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia nel 2026 per gli stipendi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mutamento principale riguarda la fase antecedente all&#8217;assunzione, imponendo la massima chiarezza negli annunci. Formule vaghe come &#8220;compenso commisurato all&#8217;esperienza&#8221; risultano inammissibili senza limiti ben definiti. Tra l&#8217;altro, occorre analizzare attentamente le <strong>novità dell&#8217;UE sulla trasparenza degli stipendi</strong> per comprendere come la direttiva imponga indicazioni inequivocabili fin dalla pubblicazione del bando. Le offerte di impiego dovranno esplicitare alcuni elementi essenziali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>retribuzione iniziale o fascia economica di riferimento;</li>



<li>contratto collettivo nazionale applicato alla specifica mansione;</li>



<li>criteri oggettivi per la determinazione dell&#8217;inquadramento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede il 7 giugno 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da questa data, i lavoratori acquisiscono diritti inediti in materia di informazione economica all&#8217;interno delle aziende. Ogni dipendente può richiedere e ottenere per iscritto, entro due mesi, i dati relativi ai livelli medi di retribuzione dei colleghi che svolgono mansioni di pari valore, suddivisi per sesso. Inoltre, con l&#8217;effettiva introduzione della <strong>trasparenza salariale a giugno 2026</strong>, diventano formalmente nulle tutte le clausole contrattuali che impongono l&#8217;obbligo di riservatezza sull&#8217;importo percepito. Pertanto, chiunque è libero di condividere le proprie condizioni economiche senza temere ritorsioni o sanzioni disciplinari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le novità per la busta paga nel 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di retribuzione viene ridefinito in modo estensivo per includere non solo lo stipendio base, ma anche tutte le componenti accessorie. Tuttavia, le nuove regole previste per le <strong>buste paga da giugno 2026</strong> presentano specifiche eccezioni di calcolo. I trattamenti economici individuali non strutturali, come i superminimi riconosciuti su base puramente discrezionale, temporanea e non generalizzata, non rientrano nel computo dei livelli medi, a condizione che siano fondati su presupposti oggettivi. L&#8217;applicazione di un contratto collettivo stipulato dai sindacati maggiormente rappresentativi costituisce comunque una presunzione di conformità ai principi di parità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza retributiva dal 2026: obblighi e criticità da gestire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il legislatore ha previsto un sistema di adempimenti scaglionato in base alle dimensioni delle imprese. Tutte le realtà imprenditoriali devono rispettare i doveri di comunicazione in fase di colloquio. Tuttavia, l&#8217;effettiva applicazione della <strong>trasparenza retributiva da giugno 2026</strong> impone oneri aggiuntivi per le organizzazioni più strutturate. Le società con almeno 50 dipendenti devono illustrare i criteri per la progressione di carriera. Inoltre, per i soggetti con oltre 100 addetti scatta l&#8217;obbligo di presentare periodici rapporti dettagliati sui divari interni, richiedendo un confronto sindacale qualora il differenziale non giustificato superi la soglia del 5%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tabella riepilogativa degli obblighi aziendali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto normativo nasce per arginare in modo definitivo le disparità di trattamento sui luoghi di lavoro. L&#8217;applicazione del principio di uguaglianza non si limita alla distinzione tradizionale tra uomini e donne. La Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea ha infatti chiarito che tali tutele si applicano anche alle discriminazioni derivanti da un cambiamento di sesso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, l&#8217;applicazione della <strong>trasparenza salariale prevista dal decreto</strong> deve tutelare i diritti fondamentali contro ogni forma di penalizzazione economica intersezionale, rafforzando i presidi già esistenti nel Codice delle pari opportunità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di fornire un quadro chiaro dei nuovi adempimenti strutturati in base alle dimensioni dell&#8217;impresa, si riporta di seguito la <strong>tabella riepilogativa degli obblighi aziendali</strong>. Lo schema sintetizza i doveri informativi in fase di selezione e le scadenze inderogabili per la reportistica.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Dimensione aziendale</strong></td><td><strong>Obblighi in fase di selezione</strong></td><td><strong>Criteri progressione carriera</strong></td><td><strong>Reportistica divario retributivo</strong></td><td><strong>Scadenza primo rapporto</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>Fino a 49 dipendenti</td><td>Indicazione RAL e divieto indagini pregresse</td><td>Non obbligatorio</td><td>Non obbligatorio</td><td>Non applicabile</td></tr><tr><td>Da 50 a 99 dipendenti</td><td>Indicazione RAL e divieto indagini pregresse</td><td>Obbligo di comunicazione</td><td>Non obbligatorio</td><td>Non applicabile</td></tr><tr><td>Da 100 a 149 dipendenti</td><td>Indicazione RAL e divieto indagini pregresse</td><td>Obbligo di comunicazione</td><td>Obbligatorio ogni tre anni</td><td>7 giugno 2031</td></tr><tr><td>Da 150 a 249 dipendenti</td><td>Indicazione RAL e divieto indagini pregresse</td><td>Obbligo di comunicazione</td><td>Obbligatorio ogni tre anni</td><td>7 giugno 2027</td></tr><tr><td>Oltre 250 dipendenti</td><td>Indicazione RAL e divieto indagini pregresse</td><td>Obbligo di comunicazione</td><td>Obbligatorio annualmente</td><td>7 giugno 2027</td></tr></tbody></table></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Rottamazione IMU TARI 2026: come pagare tributi locali, rette scolastiche e multe stradali?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione 2026]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione cartelle quinquies]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione multe stradali]]></category>
		<category><![CDATA[rottamazione quinquies]]></category>
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					<description><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/rottamazione-imu-tari-2026-come-pagare-tributi-locali-rette-multe-stradali/"><img title="Rottamazione-quinquies-Lega-sanatoria-2025.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/12/Rottamazione-quinquies-Lega-sanatoria-2025-300x171.jpg" alt="rottamazione quinquies" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	La conversione in legge del decreto 38/2026 introduce un'importante sanatoria per i debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le amministrazioni territoriali hanno la facoltà di aderire alla misura, consentendo di estinguere le pendenze senza sanzioni e interessi. Il provvedimento copre le annualità dal 2000 al 2023 e include non solo le imposte immobiliari, ma anche le contravvenzioni al Codice della strada e le quote non versate per i servizi educativi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/rottamazione-imu-tari-2026-come-pagare-tributi-locali-rette-multe-stradali/"><img title="Rottamazione-quinquies-Lega-sanatoria-2025.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/12/Rottamazione-quinquies-Lega-sanatoria-2025-300x171.jpg" alt="rottamazione quinquies" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">La <strong>rottamazione prevista nel 2026 per IMU e TARI</strong> rappresenta un&#8217;opportunità cruciale per i contribuenti gravati da pendenze fiscali con gli enti territoriali. Grazie alle recenti disposizioni normative introdotte in sede di conversione del decreto legge 38/2026, si apre la possibilità di regolarizzare i debiti affidati all&#8217;agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Il provvedimento consente l&#8217;annullamento di sanzioni e interessi, richiedendo il solo versamento della quota capitale e delle spese per le procedure esecutive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rottamazione IMU TARI 2026, quando arriva la delibera comunale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro normativo delineato dalla conversione in legge del decreto 38/2026 definisce i contorni della <strong>nuova</strong> <strong>sanatoria fiscale</strong>, affidando specifici poteri discrezionali agli enti territoriali. Le amministrazioni municipali, infatti, hanno la facoltà di approvare una formale <strong>delibera</strong> <strong>consiliare</strong> per aderire alla definizione agevolata entro il 30 giugno 2026. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>comuni che aderiranno alla rottamazione</strong> dovranno rendere pubblica la propria decisione attraverso la divulgazionoe della delibera sul sito internet istituzionale dell&#8217;ente stesso. Tale provvedimento, disciplinato dall&#8217;articolo 10-quinquies del decreto legge 38/2026, poi convertito dalla legge 88/2026, estende ai carichi locali la medesima disciplina varata a livello statale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Di conseguenza, una volta deliberata, la misura si applica incondizionatamente a <strong>tutte le entrate tributarie</strong> ed extratributarie, vietando alle amministrazioni di circoscrivere l&#8217;intervento solo ad alcune specifiche tipologie di ruoli. Inoltre, è prescritta una comunicazione al dipartimento delle Finanze del ministero dell&#8217;Economia entro il 30 settembre 2026, adempimento richiesto esclusivamente a fini statistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come aderire alla Rottamazione 2026: domanda e scadenze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro normativo aggiornato definisce, in modo inequivocabile, l&#8217;iter procedurale per l&#8217;invio della domanda di Rottamazione quinquies. A partire dal<strong> 15 settembre 2026</strong>, l&#8217;agente della Riscossione renderà disponibili i dati essenziali all&#8217;interno delle rispettive aree telematiche riservate. Successivamente a questa fase preparatoria, il debitore dovrà inoltrare la dichiarazione di adesione esclusivamente per via digitale, nel lasso temporale compreso tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al riguardo, risulta particolarmente rilevante ai fini del risparmio l&#8217;<strong>inclusione dell’IMU nella rottamazione delle cartelle</strong>, poiché permette di abbattere significativamente il carico debitorio derivante dalle imposte patrimoniali locali, esentando il cittadino dal pagamento degli interessi di mora e degli aggi destinati agli agenti della riscossione. Sono esclusi dalla sanatoria i soli debiti derivanti da pronunce di condanna emesse dalla Corte dei conti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali debiti si possono pagare con la definizione agevolata 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle consuete imposte di natura immobiliare (IMU, TASI, TARSU), la misura afferente alla <strong>rottamazione dei tributi locali per il 2026</strong> comprende pienamente le entrate di carattere patrimoniale. Rientrano in questo specifico perimetro gestionale voci come il <strong>canone idrico</strong> e le <strong>rette scolastiche</strong> non saldate negli anni precedenti. L&#8217;adesione a questa sanatoria comporta l&#8217;annullamento integrale degli interessi e delle sanzioni applicate originariamente sull&#8217;importo insoluto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, rimane in ogni caso obbligatorio corrispondere la quota capitale iniziale, provvedendo altresì a rimborsare le eventuali spese sostenute dall&#8217;ente per la notifica degli atti e per l&#8217;avvio delle procedure esecutive. I contribuenti mantengono la facoltà di integrare l&#8217;istanza precedentemente presentata, purché tale operazione avvenga entro e non oltre la scadenza improrogabile del 31 ottobre 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Modalità operative per la rottamazione multe stradali 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto cruciale e peculiare del provvedimento riguarda la gestione delle violazioni al Codice della strada. Le norme applicabili alla <a href="https://www.notiziariofinanziario.com/rottamazione-cartelle-verso-linclusione-di-imu-e-multe-nella-sanatoria/" id="https://www.notiziariofinanziario.com/rottamazione-cartelle-verso-linclusione-di-imu-e-multe-nella-sanatoria/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rottamazione delle multe stradali nel 2026</a> offrono un beneficio assai specifico. Infatti, l&#8217;agevolazione risulta strettamente limitata all&#8217;esonero dal pagamento degli interessi, includendo in tale esenzione la cosiddetta maggiorazione semestrale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza delle altre imposte tributarie, in questo specifico contesto non si interviene in alcun modo sulla sanzione amministrativa originaria, la quale deve essere obbligatoriamente corrisposta per l&#8217;intero ammontare. Pertanto, questa precisa impostazione normativa ricalca fedelmente i principi cardine della <strong>rottamazione quinquies per le multe stradali</strong> adottati nelle precedenti e analoghe disposizioni statali, garantendo assoluta uniformità di trattamento per i debiti formatisi a partire dal 2000 sino al termine del 2023.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tempistiche di versamento per la rottamazione IMU e Tari 2026</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione formale dell&#8217;iter procedurale concernente la <strong>rottamazione di IMU e TARI stabilita per il 2026</strong> prevede tempistiche stringenti per il saldo effettivo delle posizioni debitorie. In fase di adesione, è possibile optare per un versamento in un&#8217;unica soluzione, da effettuare categoricamente entro il 31 gennaio 2027, oppure richiedere una formale dilazione del debito. La struttura della rateizzazione ammette un numero massimo di cinquantaquattro rate bimestrali, tutte di pari importo, con scadenze fisse stabilite al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno di piano. Qualora si prediliga il pagamento frazionato, verrà applicato un tasso di interesse annuo pari al 3%, calcolato a partire dal 1° febbraio 2027. Risulta fondamentale rispettare le scadenze: l&#8217;omesso pagamento in un&#8217;unica soluzione, di due rate (anche non consecutive) o della rata finale determina la decadenza immediata e irreversibile dai benefici acquisiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempistiche di versamento per la rottamazione IMU e Tari 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione formale dell&#8217;iter procedurale concernente la <strong>rottamazione di IMU e TARI stabilita per il 2026</strong> prevede tempistiche stringenti per il saldo effettivo delle posizioni debitorie. In fase di adesione, è possibile optare per un versamento in un&#8217;unica soluzione, da effettuare categoricamente entro il 31 gennaio 2027, oppure richiedere una formale dilazione del debito. La struttura della rateizzazione ammette un numero massimo di cinquantaquattro rate bimestrali, tutte di pari importo, con scadenze fisse stabilite al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno di piano. Qualora si prediliga il pagamento frazionato, verrà applicato un tasso di interesse annuo pari al 3%, calcolato a partire dal 1° febbraio 2027. Risulta fondamentale rispettare le scadenze: l&#8217;omesso pagamento in un&#8217;unica soluzione, di due rate (anche non consecutive) o della rata finale determina la decadenza immediata e irreversibile dai benefici acquisiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tempistiche di versamento per la rottamazione IMU e Tari 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iter di pagamento delle rate relative alla <strong>rottamazione di IMU e TARI stabilita per il 2026</strong> prevede specifiche scadenze per saldare le posizioni debitorie. In fase di adesione, è possibile optare per un versamento in un&#8217;unica soluzione, da effettuare entro il 31 gennaio 2027, oppure richiedere una formale dilazione del debito. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura della rateizzazione ammette un numero massimo di 54 rate bimestrali, tutte di pari importo, con scadenze fisse stabilite al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno di piano. Qualora si prediliga il pagamento frazionato, verrà applicato un tasso di interesse annuo pari al 3%, calcolato a partire dal 1° febbraio 2027. Risulta fondamentale rispettare le scadenze: l&#8217;omesso pagamento in un&#8217;unica soluzione, di due rate (anche non consecutive) o della rata finale determina la <strong>decadenza</strong> immediata e irreversibile dai benefici acquisiti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il seguente prospetto riepilogativo sintetizza le fasi operative e i requisiti fondamentali per l&#8217;adesione alla definizione agevolata locale. La tabella illustra nel dettaglio i riferimenti normativi, le scadenze procedurali improrogabili e gli effetti giuridici connessi alla regolarizzazione delle posizioni debitorie.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Oggetto della Procedura</strong></td><td><strong>Riferimento Normativo</strong></td><td><strong>Scadenza Prevista</strong></td><td><strong>Modalità di Esecuzione</strong></td><td><strong>Effetti e condizioni</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Deliberazione adesione</strong></td><td>Art. 10-quinquies dl 38/2026</td><td>Entro 30 giugno 2026</td><td>Pubblicazione sul sito istituzionale</td><td>Efficacia immediata per l&#8217;ente locale</td></tr><tr><td><strong>Presentazione istanza</strong></td><td>Legge 88/2026</td><td>16 sett &#8211; 31 ott 2026</td><td>Trasmissione esclusivamente telematica</td><td>Possibilità di integrazione entro il termine</td></tr><tr><td><strong>Definizione imposte</strong></td><td>L. 199/2025 commi 82-101</td><td>Entro il 31 ottobre 2026</td><td>Modulistica agenzia di riscossione</td><td>Annullamento di sanzioni e interessi</td></tr><tr><td><strong>Violazioni stradali</strong></td><td>Dl 38/2026</td><td>Entro il 31 ottobre 2026</td><td>Dichiarazione di adesione</td><td>Esclusivo esonero da interessi</td></tr><tr><td><strong>Regolamento pagamenti</strong></td><td>Disposizioni Ader</td><td>Dal 31 gennaio 2027</td><td>Unica soluzione o fino a 54 rate</td><td>Decadenza in caso di rate omesse</td></tr></tbody></table></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Lavori gravosi 2026: tre nuove categorie per andare in pensione con anticipata, Ape sociale e quota 41</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 17:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Come fare per]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/lavori-gravosi-2026-tre-nuove-categorie-andare-pensione-anticipata-ape-sociale-quota-41/"><img title="pensioni-pubbliche-2025.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/08/pensioni-pubbliche-2025-300x171.jpg" alt="Lavori gravosi 2026: tre nuove categorie per andare in pensione con anticipata, Ape sociale e quota 41" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Il nuovo messaggio dell'Inps chiarisce i requisiti per l'accesso alle prestazioni previdenziali destinate a chi svolge mansioni faticose. L'aggiornamento dei codici ISTAT permette a tre specifiche categorie professionali, tra cui gli addetti all'assistenza personale e alla cura estetica, di beneficiare delle tutele per l'uscita anticipata. Vengono così ridefiniti i parametri per l'Ape sociale, l'uscita per i precoci e il blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita, garantendo un quadro normativo più preciso per i diretti interessati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/lavori-gravosi-2026-tre-nuove-categorie-andare-pensione-anticipata-ape-sociale-quota-41/"><img title="pensioni-pubbliche-2025.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/08/pensioni-pubbliche-2025-300x171.jpg" alt="Lavori gravosi 2026: tre nuove categorie per andare in pensione con anticipata, Ape sociale e quota 41" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Le regole per i <strong>lavori gravosi nel 2026 ai fini della pensione</strong> si aggiornano sulla base di quanto contenuto nel nuovo messaggio dell’Inps numero 1808 del 29 maggio 2026. La comunicazione recepisce, infatti, la transizione alla classificazione ISTAT 2021, definendo con maggiore esattezza le professioni che danno diritto all&#8217;uscita agevolata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;adeguamento risulta essenziale per garantire l&#8217;accesso all&#8217;Ape sociale, alle tutele per i lavoratori precoci/quota 41 e al blocco dell&#8217;aggiornamento dei requisiti alla speranza di vita. Di conseguenza, le direttive forniscono indicazioni vincolanti per l&#8217;istruttoria delle domande presentate dai diretti interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le mansioni gravose per la pensione anticipata nel 2026?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ridefinizione delle categorie professionali impatta in misura determinante sull&#8217;accesso alle pensioni e alle formule di uscita anticipata. Per individuare correttamente i beneficiari, l&#8217;Inps fa riferimento all&#8217;<strong>elenco dei lavori gravosi valido per il 2026</strong>, il quale recepisce il passaggio dalla vecchia classificazione CP2011 alla <strong>nuova CP2021 dell&#8217;ISTAT</strong>. Le recenti <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.05.messaggio-numero-1808-del-29-05-2026_15275.html" id="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.05.messaggio-numero-1808-del-29-05-2026_15275.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">indicazioni dell&#8217;Istituto</a> chiariscono la corrispondenza esatta per tre macro-categorie, specificando nel dettaglio i profili lavorativi ammessi e i relativi nuovi codici identificativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>gli <strong>addetti all&#8217;assistenza personale</strong>, raggruppati sotto il nuovo codice ISTAT 5.5.2.3.0, categoria che include figure essenziali per il supporto a soggetti fragili o non autosufficienti, come gli accompagnatori di invalidi, gli assistenti familiari, i badanti e gli animatori impiegati nelle residenze per anziani;</li>



<li>gli <strong>addetti alla sorveglianza di bambini</strong>, classificati con il codice aggiornato 5.5.2, ambito in cui operano i professionisti dei servizi all&#8217;infanzia e assimilati, tra cui i baby sitter, gli assistenti di doposcuola, gli operatori di ludoteca e gli animatori di campi estivi;</li>



<li>gli <strong>operatori della cura estetica</strong>, identificati dal codice ISTAT 5.5.1, gruppo che comprende il personale sottoposto a impegni fisici e posturali prolungati, come gli acconciatori, i barbieri, i parrucchieri e gli sciampisti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La corretta associazione di tali profili ai nuovi parametri statistici garantisce una valutazione oggettiva delle attività lavorative, certificando l&#8217;impegno continuativo, difficoltoso e rischioso richiesto per il loro svolgimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando si può andare in pensione con i lavori gravosi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il collegamento normativo tra i <strong>lavori gravosi e la pensione</strong> si concretizza attraverso specifiche finestre di uscita e agevolazioni sui requisiti. I soggetti impiegati in tali mansioni possono beneficiare, in primo luogo, dell&#8217;<strong>Ape sociale</strong>, misura che richiede condizioni anagrafiche e contributive agevolate rispetto alle regole ordinarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente, le normative vigenti tutelano il raggiungimento della <strong>pensione a 62 anni per chi svolge lavori gravosi</strong>, attraverso la disapplicazione degli adeguamenti legati agli incrementi della speranza di vita del 2027-2028. Pertanto, chi ha svolto occupazioni particolarmente faticose per un numero minimo di anni è esentato dagli incrementi dell&#8217;età pensionabile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, i <strong>lavoratori precoci</strong>, ossia coloro che vantano contribuzione prima del compimento del diciannovesimo anno di età, possono accedere al trattamento anticipato con parametri ridotti purché in possesso della quota 41. L&#8217;ammissione a tali benefici è però strettamente subordinata alla verifica incrociata dei dati presenti nelle comunicazioni obbligatorie dei rapporti di lavoro, analizzate dal Ministero del Lavoro di concerto con l&#8217;istituto previdenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lavori gravosi e pensione anticipata: ultime notizie sui nuovi codici ISTAT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;allineamento dei database istituzionali costituisce il passaggio fondamentale per la corretta erogazione dei trattamenti. A tal proposito, per chi intende andare in pensione nel 2026, l&#8217;adozione delle nuove tabelle ISTAT nelle comunicazioni obbligatorie UNILAV rappresenta una garanzia di maggiore trasparenza amministrativa. Le <strong>ultime notizie sulla pensione anticipata per i lavori gravosi</strong> confermano, infatti, che le istanze in corso di valutazione non subiranno blocchi procedurali, a condizione che la documentazione attesti in modo inequivocabile il <strong>nuovo codice</strong> assegnato all&#8217;attività. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali criteri assumono una rilevanza ancora maggiore se si considera l&#8217;<strong>elenco dei lavori gravosi per quota 41</strong>, misura destinata ai lavoratori precoci, dove l&#8217;esattezza formale della mansione svolta determina l&#8217;accoglimento della domanda. Di conseguenza, le direttive operative invitano le strutture competenti a definire celermente le pratiche giacenti, applicando i criteri di raccordo tra la vecchia classificazione CP2011 e la più recente CP2021.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Superbonus 110 ultime notizie: crediti per pagare l’Inps ma non le cartelle esattoriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 10:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[superbonus]]></category>
		<category><![CDATA[superbonus 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/superbonus-110-ultime-notizie-crediti-pagare-inps-cartelle-esattoriali/"><img title="Agenzia-delle-Entrate-riparte-la-Precompilata-IVA.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/02/Agenzia-delle-Entrate-riparte-la-Precompilata-IVA-300x171.jpg" alt="Superbonus 110 ultime notizie: crediti per pagare l’Inps ma non le cartelle esattoriali" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	I crediti d'imposta derivanti da agevolazioni edilizie, acquistati da soggetti terzi, possono essere impiegati per saldare i debiti previdenziali tramite modello F24. Tuttavia, la compensazione non è ammessa per estinguere le cartelle esattoriali già affidate all'Agente della riscossione, neppure nel caso in cui le somme siano riferite a contributi regolarmente rateizzati. La conferma arriva direttamente dall'amministrazione finanziaria]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/superbonus-110-ultime-notizie-crediti-pagare-inps-cartelle-esattoriali/"><img title="Agenzia-delle-Entrate-riparte-la-Precompilata-IVA.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/02/Agenzia-delle-Entrate-riparte-la-Precompilata-IVA-300x171.jpg" alt="Superbonus 110 ultime notizie: crediti per pagare l’Inps ma non le cartelle esattoriali" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Dalle <strong>ultime notizie sul superbonus 110</strong> emerge la conferma circa la possibilità di impiegare i crediti d&#8217;imposta acquisiti da terzi per saldare i debiti previdenziali correnti. D&#8217;altro canto si impone, tuttavia, un rigoroso blocco sulle cartelle esattoriali. Infatti, la compensazione orizzontale tramite modello F24 risulta preclusa per le somme affidate all&#8217;Agente della riscossione, anche in presenza di un piano di rateizzazione formalmente accordato. A definire il perimetro delle operazioni consentite interviene la risposta all&#8217;interpello numero 110/2026 dell&#8217;Agenzia delle Entrate, che traccia i confini normativi per i professionisti e le imprese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regole per il superbonus 110: limiti alla compensazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esame della normativa sul <strong>superbonus 2026</strong> scaturisce dalla richiesta di un professionista con pendenze aperte verso la Cassa forense. Nell&#8217;istanza si legge che il contribuente intende acquisire crediti d&#8217;imposta derivanti dalle agevolazioni previste per il <strong>superbonus 110</strong>, identificati dal codice tributo 7719, per procedere all&#8217;estinzione della passività. Tali somme, già iscritte a ruolo, risultano coperte da un piano di ammortamento dilazionato in 72 rate mensili. La richiesta poggia sull&#8217;articolo 17 del decreto legislativo 241 del 1997, norma che autorizza la compensazione tra crediti erariali e debiti previdenziali, ipotizzando che la regolarità dei pagamenti rateali disattivi le preclusioni di legge. Tuttavia, nella risposta all&#8217;interpello, l&#8217;amministrazione finanziaria ha respinto tale impostazione, tracciando una netta demarcazione tra i versamenti contributivi ordinari e i debiti affidati per il recupero coattivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istruzioni sul superbonus dell&#8217;Agenzia delle Entrate: stop alle cartelle</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilizzo orizzontale non incontra ostacoli qualora i crediti edilizi del superbonus servano a saldare i <strong>pagamenti previdenziali</strong>. Al contrario, l&#8217;operazione diventa inammissibile se il debito risulta formalizzato in una cartella esattoriale. In questo scenario le istituzioni intensificano costantemente i <a href="https://www.notiziariofinanziario.com/superbonus-controlli-su-condomini-e-sanzioni-in-arrivo/" id="https://www.notiziariofinanziario.com/superbonus-controlli-su-condomini-e-sanzioni-in-arrivo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">controlli sul superbonus contro frodi e irregolarità</a>, assicurando la rigida applicazione delle normative sui crediti d&#8217;imposta. I recenti chiarimenti sul <strong>superbonus dell&#8217;Agenzia delle Entrate</strong> specificano infatti che le restrizioni del decreto &#8220;Rilancio&#8221; e i divieti dell&#8217;articolo 31 del decreto legge 78 del 2010 non trovano un&#8217;applicazione diretta ai debiti previdenziali a ruolo, poiché tali norme si rivolgono essenzialmente alle imposte erariali. Sussiste pertanto l&#8217;impossibilità tecnica e giuridica di estinguere le somme a ruolo utilizzando agevolazioni fiscali, restringendo di fatto le opzioni a disposizione del debitore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Superbonus 2026: contributi Inps e normativa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I debiti previdenziali iscritti a ruolo restano esclusi dal perimetro della compensazione tramite agevolazioni, a prescindere dalla regolarità dei pagamenti rateizzati. La legislazione in vigore, che regola rigorosamente anche le future quote del <strong>superbonus per il 2026</strong>, autorizza il saldo delle cartelle mediante modello F24 soltanto impiegando crediti riferiti esattamente alle medesime imposte richieste, bloccando a priori l&#8217;utilizzo di crediti di natura agevolativa.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Tipologia di passività</strong></td><td><strong>Compensazione con crediti Superbonus</strong></td><td><strong>Riferimento normativo o di prassi</strong></td><td><strong>Condizioni e limitazioni operative</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>Contributi previdenziali ordinari</td><td>Ammessa</td><td>Art. 17 D.Lgs. 241/1997</td><td>Esclusivamente tramite modello F24 orizzontale</td></tr><tr><td>Debiti Inps non a ruolo</td><td>Ammessa</td><td>Risposta interpello n. 478/2023</td><td>Applicabile ai contributi per il personale dipendente</td></tr><tr><td>Contributi Casse professionali</td><td>Ammessa</td><td>Risoluzione n. 1/E del 2021</td><td>Valido per i debiti correnti verso enti convenzionati</td></tr><tr><td>Cartelle esattoriali affidate alla riscossione</td><td>Non ammessa</td><td>Risposta interpello n. 110/2026</td><td>Divieto assoluto per tutti i crediti di natura agevolativa</td></tr><tr><td>Cartelle esattoriali regolarmente rateizzate</td><td>Non ammessa</td><td>Risposta interpello n. 110/2026</td><td>Il rispetto del piano di rientro non disattiva il divieto</td></tr><tr><td>Imposte erariali a ruolo (Irpef, Iva)</td><td>Non ammessa</td><td>Art. 31 D.L. n. 78/2010</td><td>Compensabili esclusivamente con crediti della stessa imposta</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio delineato trova pieno riscontro nelle disposizioni operative dell&#8217;<strong>Agente della riscossione</strong>, che ammettono la compensazione volontaria unicamente per imposte erariali pure come Irpef o Iva. In materia tributaria, le operazioni di versamento seguono criteri tassativi e inderogabili.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Iperammortamento 2026, ecco quanto si risparmia su Irpef e contributi Inps</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo I.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento 2026]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/iperammortamento-2026-ecco-quanto-si-risparmia-su-irpef-e-contributi-inps/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Qual è il risparmio per artigiani e commercianti che ricorrono all’iperammortamento 2026? Tagli a Irpef e contributi Inps fino al 179%]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/iperammortamento-2026-ecco-quanto-si-risparmia-su-irpef-e-contributi-inps/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;introduzione dell&#8217;<strong>iperammortamento 2026</strong>, la legge di Bilancio vara rilevanti novità per le imprese impegnate nella trasformazione tecnologica ed energetica. L&#8217;impianto normativo è stato progettato per abbattere la base imponibile e tagliare l&#8217;esborso legato all&#8217;Irpef e agli oneri previdenziali. Per artigiani e commercianti, il beneficio si traduce in un risparmio complessivo capace di raggiungere il 179% del costo sostenuto per i beni strumentali. A conti fatti, l&#8217;incentivo fiscale si rivela nettamente superiore ai crediti d&#8217;imposta scaduti a fine 2025, sebbene imponga rigorose procedure informatiche e documentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iperammortamento 2026: come funziona l&#8217;agevolazione per le imprese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attivazione di questa misura di sostegno ridisegna le prospettive di investimento per le aziende. Per massimizzare i vantaggi, occorre esaminare con precisione la platea dei beneficiari dell&#8217;<strong>iperammortamento 2026 e come funziona</strong> il quadro normativo di riferimento. A differenza dei precedenti crediti d&#8217;imposta scaduti a fine 2025 (con la sola eccezione della coda dell&#8217;Industria 4.0 che scade il prossimo 30 giugno sui beni prenotati entro la fine del 2025), l&#8217;incentivo attuale garantisce una maggiorazione del costo ammortizzabile che varia dal 50% al 180%, a seconda dello scaglione di investimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Calcolo iperammortamento 2026: di quanto si riduce la base imponibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per misurare l&#8217;effettiva portata della misura, il tessuto commerciale e artigiano deve valutare attentamente il <strong>calcolo dell&#8217;iperammortamento 2026</strong>. Il meccanismo agevolativo sconta non solo le imposte dirette, ma abbassa l&#8217;imponibile Inps per le imprese individuali e per le società a responsabilità limitata trasparenti. Per un socio o un titolare ad alto reddito, iscritto alle gestioni previdenziali dal 1996 in poi, la somma tra le aliquote medie dell&#8217;imposta sul reddito delle persone fisiche, le addizionali locali e la quota Inps determina un abbattimento radicale del debito d&#8217;imposta. Computando la maggiorazione massima e aggiungendo i vantaggi derivanti dal normale processo di ammortamento ordinario del bene, il beneficio totale tocca il 179% del costo sostenuto.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Scaglione di investimento / tipologia impianto</strong></td><td><strong>Maggiorazione fiscale</strong></td><td><strong>Vantaggio Base Ires (24%)</strong></td><td><strong>Risparmio massimo (Irpef + Inps)</strong></td><td><strong>Categorie di beni ammessi (Legge di Bilancio)</strong></td><td><strong>Iter burocratico e scadenze</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Fino a 2,5 milioni di euro</strong></td><td>180%</td><td>43,2%</td><td>Fino al 179% (incluso ammortamento ordinario)</td><td>Beni materiali (All. IV) e immateriali (All. V)</td><td>Comunicazione su piattaforma GSE entro il 30/09/2028</td></tr><tr><td><strong>Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro</strong></td><td>100%</td><td>24,0%</td><td>Variabile in base ad aliquota media e addizionali</td><td>Beni materiali (All. IV) e immateriali (All. V)</td><td>Comunicazione su piattaforma GSE entro il 30/09/2028</td></tr><tr><td><strong>Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro</strong></td><td>50%</td><td>12,0%</td><td>Variabile in base ad aliquota media e addizionali</td><td>Beni materiali (All. IV) e immateriali (All. V)</td><td>Comunicazione su piattaforma GSE entro il 30/09/2028</td></tr><tr><td><strong>Impianti solari (autoproduzione FER)</strong></td><td>Subordinata a massimali per kW</td><td>Variabile in base al costo massimo ammissibile</td><td>Variabile in base al costo massimo ammissibile</td><td>Impianti per autoproduzione (limite 105% fabbisogno)</td><td>Piattaforma GSE + Perizia tecnica asseverata</td></tr><tr><td><strong>Sistemi di accumulo energetico</strong></td><td>Coefficiente specifico sul costo impianto</td><td>Variabile in base al coefficiente applicato</td><td>Variabile in base al coefficiente applicato</td><td>Impianti per accumulo di energia rinnovabile</td><td>Piattaforma GSE + Perizia tecnica asseverata</td></tr><tr><td><strong>Beni acquisiti tramite locazione finanziaria</strong></td><td>Calcolata in base allo scaglione di riferimento</td><td>Equiparato all&#8217;acquisto diretto in proprietà</td><td>Equiparato all&#8217;acquisto diretto in proprietà</td><td>Beni strumentali e immateriali in leasing</td><td>Piattaforma GSE + Certificazione requisiti tecnologici</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come inviare la domanda di iperammortamento 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per beneficiare degli abbattimenti d&#8217;imposta, gli operatori devono uniformarsi alle prescrizioni di natura telematica. In seguito alla firma del <strong>decreto attuativo per l&#8217;iperammortamento 2026</strong>, le direttive operative assumono piena efficacia, rendendo obbligatorio l&#8217;inoltro delle istanze attraverso la piattaforma informatica del <strong>GSE</strong>. L&#8217;ente assume il controllo esclusivo dell&#8217;iter procedurale, archiviando in via definitiva il pregresso modello fondato sull&#8217;autodichiarazione redatta a posteriori. Sul fronte dell&#8217;<strong>iperammortamento 2026, il decreto attuativo</strong> scioglie le riserve delle imprese in merito all&#8217;obbligo di comunicazioni antecedenti all&#8217;investimento. La disciplina traccia un percorso inequivocabile: occorre notificare preventivamente le caratteristiche del progetto, per poi confermare l&#8217;ordine e liquidare un acconto pari almeno al 20% entro i successivi 60 giorni. Le comunicazioni formali destinate al <strong>GSE per l&#8217;iperammortamento 2026</strong> culminano con una dichiarazione consuntiva, necessaria al completamento dei lavori. A ciò si aggiungono scadenze stringenti per il monitoraggio: infatti, ogni anno, entro il 20 gennaio e il 30 giugno, le imprese comunicano l&#8217;avanzamento degli investimenti, i costi sostenuti e i relativi piani di deduzione fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iperammortamento 2026: è già attivo?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La conferma che l&#8217;iperammortamento 2026 sia già attivo arriva dalle direttive. L&#8217;incentivo copre i progetti intrapresi a partire dal 1° gennaio di quest&#8217;anno, con scadenza di completamento fissata a settembre 2028. Il legislatore ha voluto premere l&#8217;acceleratore sulla digitalizzazione, varando un <strong>iperammortamento 4.0</strong> dedicato a beni ad alta tecnologia come sistemi multi-robot e piattaforme avanzate. Sul fronte della transizione ecologica, sono agevolabili anche gli impianti da fonti rinnovabili, a patto che il dimensionamento resti entro la soglia del 105% del fabbisogno aziendale. L&#8217;accesso al beneficio impone vincoli documentali rigorosi: un professionista abilitato deve redigere una perizia tecnica asseverata per l&#8217;interconnessione, mentre un revisore contabile certifica il sostenimento dei costi. Infine, il legislatore estende queste aliquote di favore anche all&#8217;<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/?s=iperammortamento+per+beni+in+leasing+interconnessi" id="https://www.notiziariofinanziario.com/?s=iperammortamento+per+beni+in+leasing+interconnessi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">iperammortamento per beni in leasing interconnessi</a>, a condizione che vengano rispettati i medesimi parametri richiesti per l&#8217;acquisto in proprietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>First Cisl ha sottoscritto il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori di Agenzia delle entrate-Riscossione</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/first-cisl-ha-sottoscritto-il-rinnovo-del-contratto-collettivo-nazionale-dei-lavoratori-di-agenzia-delle-entrate-riscossione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 15:25:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[first cisl nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/first-cisl-ha-sottoscritto-il-rinnovo-del-contratto-collettivo-nazionale-dei-lavoratori-di-agenzia-delle-entrate-riscossione/"><img title="agenzia-entrate-riscossione-cartella.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/10/agenzia-entrate-riscossione-cartella-300x171.jpg" alt="agenzia-entrate-riscossione-cartella.jpg" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	First Cisl esprime soddisfazione per l’accordo sottoscritto per i lavoratori dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/first-cisl-ha-sottoscritto-il-rinnovo-del-contratto-collettivo-nazionale-dei-lavoratori-di-agenzia-delle-entrate-riscossione/"><img title="agenzia-entrate-riscossione-cartella.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/10/agenzia-entrate-riscossione-cartella-300x171.jpg" alt="agenzia-entrate-riscossione-cartella.jpg" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">First Cisl esprime soddisfazione per l’accordo sottoscritto per i lavoratori dell&#8217;Agenzia delle entrate-Riscossione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dopo un lungo e complesso confronto, siamo riusciti ad ottenere un aumento tabellare dell’8%, pari a 210 euro per il livello medio (3ª area, 3º livello), che insieme all’incremento del valore degli scatti di anzianità, porta l’incremento percentuale complessivo al 10%. Di grande rilevanza anche l’aumento del premio aziendale 2026 per le lavoratrici ed i lavoratori dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, pari al 15% per un importo di 2.697 euro per il livello medio (3ª area, 3º livello). Abbiamo lottato e ottenuto l’eliminazione del salario d’ingresso, abbiamo migliorato la qualità della vita con la riduzione dell’orario di lavoro di 30 minuti e con l’incremento delle giornate di smart working”. Lo dichiarano <strong>Ramon Bertone</strong>, Segretario responsabile First Cisl di Ader, e <strong>Emma Marra</strong>, delegata nazionale alla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“I significativi miglioramenti economici e normativi, segnano l’avvio di un percorso di indispensabile valorizzazione della professionalità e dell’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore della riscossione – concludono Bertone e Marra – che hanno consentito un costante e crescente recupero del gettito fiscale per il Paese”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Novità su Tfr e fondo pensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 14:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo pensione]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/novita-su-tfr-e-fondo-pensione/"><img title="contributi-fondo-pensione-sconto-irpef.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/11/contributi-fondo-pensione-sconto-irpef-300x171.jpg" alt="fondo pensione" width="300" height="171" /></a>
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	È attivo il portale della previdenza complementare realizzato dal ministero del Lavoro per accompagnare i cittadini nel percorso previdenziale integrativo.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/novita-su-tfr-e-fondo-pensione/"><img title="contributi-fondo-pensione-sconto-irpef.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/11/contributi-fondo-pensione-sconto-irpef-300x171.jpg" alt="fondo pensione" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">È attivo il portale della previdenza complementare realizzato dal ministero del Lavoro per accompagnare i cittadini nel percorso previdenziale integrativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come è noto la Legge di Bilancio 2026 ha previsto per i neoassunti un meccanismo di silenzio-assenso a partire dal prossimo 1° luglio per il conferimento del TFR ai fondi pensione al 60° giorno dall’assunzione, con un innalzamento del limite massimo annuo della deducibilità fiscale dei contributi versati a 5.300 euro, oltre all’introduzione di una maggiore flessibilità nella liquidabilità in capitale delle somme versate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le quattro aree tematiche del portale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il portale della previdenza complementare è disponibile <a href="https://www.lavoro.gov.it/previdenza-complementare">sul sito del ministero</a>. È strutturato in quattro aree tematiche con contenuti realizzati per semplificare l’acquisizione di conoscenze: “Cos’è la previdenza” (con informazioni sul funzionamento della previdenza complementare, i diversi fondi pensione, il TFR, i falsi miti da sfatare, ed una guida alle possibilità di adesione in base alla tipologia di attività lavorativa prestata). La seconda area tematica “A chi è rivolta” (raggruppa servizi e strumenti per la cittadinanza, diritti e garanzie previste, con una guida interattiva per la simulazione delle opportunità di scelta), la terza è “Normativa di riferimento” (la normativa italiana, europea e la modulistica aggiornata). La quarta area tematica “Comunicazione” (contiene aggiornamenti in materia e materiali divulgativi, comprensivi di un glossario per orientarsi nei termini di settore e le risposte alle domande più frequenti).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Calderone: la previdenza è un investimento sul proprio futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«&nbsp;La previdenza è un investimento sul proprio futuro &#8211; spiega il ministro del Lavoro, Marina Calderone-. Per questo è essenziale che ogni cittadino disponga di informazioni chiare per costruire una prospettiva pensionistica solida. Il nuovo portale sulla previdenza complementare accompagna lavoratrici e lavoratori in un percorso informato, aiutandoli a orientarsi tra regole, opportunità fiscali e tutela dei risparmi. Allo stesso tempo affianca i datori di lavoro, semplificando le procedure e offrendo strumenti immediati per comprendere le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio e svolgere al meglio il loro prezioso ruolo informativo».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un mese di giugno più ricco per migliaia di pensionati italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[giugno]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/un-mese-di-giugno-piu-ricco-per-migliaia-di-pensionati-italiani/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
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	Dal prossimo cedolino della pensione scatteranno gli aumenti destinati ai grandi invalidi.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/un-mese-di-giugno-piu-ricco-per-migliaia-di-pensionati-italiani/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Dal prossimo cedolino della pensione scatteranno gli aumenti destinati ai <strong>grandi invalidi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Inps</strong>, con il messaggio n. 1269 del 14 aprile 2026, ha confermato che gli incrementi saranno applicati con&nbsp;<strong>decorrenza retroattiva</strong>&nbsp;dal&nbsp;<strong>1° gennaio 2026</strong>. Nel pagamento di giugno, quindi, saranno accreditati sia il&nbsp;<strong>nuovo assegno mensile</strong>, sia gli&nbsp;<strong>arretrati relativi ai primi cinque mesi dell’anno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura rappresenta una risposta all’<strong>erosione</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong>potere d’acquisto</strong>causata dall’inflazione degli ultimi anni e punta a rafforzare le tutele economiche per chi ha riportato gravi menomazioni durante il servizio militare o assimilato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi spettano gli aumenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incrementi riguardano l’<strong>assegno sostitutivo dell’accompagnatore</strong>, una prestazione economica riconosciuta ai grandi invalidi che hanno subito infermità o lesioni durante il servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I beneficiari possono scegliere questa identità in alternativa all’accompagnatore militare. La disciplina di riferimento resta quella prevista dal&nbsp;<strong>DPR n. 915 del 1978</strong>, che suddivide gli&nbsp;<strong>invalidi</strong>&nbsp;in diverse categorie in base alla gravità delle condizioni fisiche. Le modifiche introdotte dai commi 922-924 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025 aggiornano proprio gli importi previsti per queste categorie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli importi: fino a 122 euro in più al mese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento più consistente riguarda i grandi invalidi appartenenti alla fascia più elevata, cioè gli&nbsp;<strong>invalidi indicati nelle categorie più gravi della tabella E</strong>, allegata al&nbsp;<strong>Testo unico delle&nbsp;<a href="https://tg.la7.it/economia/cambiano-criteri-pensione-inps-cgil-09-01-2025-229614" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pensioni</a>&nbsp;di guerra</strong>. Per questi soggetti, l’assegno mensile passa dagli attuali&nbsp;<strong>878 euro a 1.000 euro</strong>, con un incremento di&nbsp;<strong>122 euro al mese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cedolino di giugno verranno, inoltre, pagati gli arretrati maturati da gennaio a maggio: si tratta di una somma aggiuntiva pari a&nbsp;<strong>610 euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aumenti anche per la fascia media</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Incrementi previsti anche per le categorie considerate di fascia media, cioè i soggetti con&nbsp;<strong>infermità</strong>&nbsp;comprese nelle lettere&nbsp;<strong>B), C), D) ed E)</strong>della tabella prevista dal DPR. In questo caso, l’assegno salirà da circa&nbsp;<strong>439 euro mensili a 500 euro</strong>, con un aumento di&nbsp;<strong>61 euro al mese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per questi beneficiari saranno liquidati gli arretrati relativi ai primi cinque mesi del 2026, per un totale di&nbsp;<strong>305 euro</strong>&nbsp;aggiuntivi nel cedolino di giugno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessuna domanda da presentare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’adeguamento sarà effettuato direttamente dall’<strong>Inps</strong> senza necessità di nuove richieste o domande da parte degli interessati. I beneficiari potranno controllare i nuovi importi e la presenza degli arretrati, accedendo al proprio <strong>fascicolo previdenziale online</strong> sul portale dell’Istituto.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Exor in difficoltà, ma lo stipendio di John Elkann aumenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[John Elkann]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/exor-in-difficolta-ma-lo-stipendio-di-john-elkann-aumenta/"><img title="John-Elkann-Exor-bilanci-Juve.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/07/John-Elkann-Exor-bilanci-Juve-300x171.jpg" alt="john elkann" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Giornata importante oggi ad Amsterdam, prevista l’assemblea di Exor. ]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/exor-in-difficolta-ma-lo-stipendio-di-john-elkann-aumenta/"><img title="John-Elkann-Exor-bilanci-Juve.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/07/John-Elkann-Exor-bilanci-Juve-300x171.jpg" alt="john elkann" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giornata importante oggi ad Amsterdam,</strong> prevista l’assemblea di <strong>Exor</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le premesse non sono delle migliori, visto anche quanto dichiarato da <strong>John Elkann</strong>, numero uno e maggiore azionista dell’azienda, nei giorni scorsi quando aveva parlato così agli analisti finanziari in merito ai conti dello scorso anno. “<strong>Il 2025</strong> – ha detto Elkann – <strong>è stato un anno difficile, ma ora siamo più resilienti</strong>. Abbiamo meno società nel nostro portafoglio, vogliamo focalizzarci soprattutto sulle grandi dove riteniamo ci sia più valore. Siamo interessati alla gestione delle aziende, non solo alla loro acquisizione”. <strong>Così aveva tracciato un nuovo identikit della holding a cui fanno capo Stellantis (15,5%) Ferrari (21%) Philips (19%) e Cnh (26,9%).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi si riunirà l’assemblea degli azionisti di Exor per&nbsp;<strong>approvare il bilancio 2025</strong>. La perdita consolidata è di&nbsp;<strong>3,79 miliardi</strong>, ma – riporta Il Fatto Quotidiano – il numero uno dell’azienda&nbsp;<strong>vedrà il suo stipendio salire</strong>, visto che è previsto&nbsp;<strong>un aumento dal precedente milione a 3,15 milioni lordi</strong>. Ma non solo. Per Elkann, secondo quanto racconta il Fatto Quotidiano, sono maturate anche delle azioni gratuite del piano di incentivi triennale per un valore, una volta pagate le tasse, di 21,2 milioni.&nbsp;<strong>In totale si arriva così a 24,35 milioni</strong>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>A Giugno è previsto un importante aumento nel cedolino Inps</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[inps cedolino]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/a-giugno-e-previsto-un-importante-aumento-nel-cedolino-inps/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
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	Per i grandi invalidi è previsto un importante aumento nel cedolino della pensione, come previsto dalla Legge di Bilancio.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/a-giugno-e-previsto-un-importante-aumento-nel-cedolino-inps/"><img title="inps-ape-social.jpg" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2026/03/inps-ape-social-2-300x171.jpg" alt="pensioni aprile 2026" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Per i grandi <strong>invalidi</strong> è previsto un importante aumento nel cedolino della <strong>pensione</strong>, come previsto dalla Legge di Bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo è andato a modificare la disciplina delle previdenze (Legge 288/2002) per modificare l&#8217;assegno mensile. Una diretta risposta alla perdita di potere d&#8217;acquisto causata dall&#8217;inflazione degli ultimi anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si legge nel messaggio numero 1269 dello scorso 14 aprile, la novità riguarda i commi 922-924 dell&#8217;articolo 1 della legge n. 199/2025, che hanno portato significativi&nbsp;aggiornamenti. Gli aumenti sono stati confermati e la decorrenza sarà retroattiva dal primo gennaio 2026. In conseguenza di ciò, nel mese di giugno saranno corrisposti sia il nuovo importo che gli arretrati spettanti per i primi cinque mesi del 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A beneficiare dell&#8217;assegno sostitutivo dell&#8217;accompagnatore sono i&nbsp;grandi invalidi per il servizio militare o simili che hanno riportato gravi infermità o menomazioni durante il servizio. A questa categoria spetta decidere se preferire l&#8217;indennità piuttosto che l&#8217;accompagnamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto concerne gli importi, bisogna fare due distinzioni, che sono indicate dall&#8217;Inps. Le categorie con&nbsp;indennità più elevata – ossia, come si legge sul portale, &#8220;invalidi di cui alle lettere A), numeri 1), 2), 3) e 4), secondo periodo, e A-bis) della tabella E allegata al Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915&#8221; – spettano 1.000 euro. L&#8217;assegno attuale è di 878 euro mensili, ai quali si aggiungeranno 122 euro.</p>]]></content:encoded>
					
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