Come ricevere velocemente 4 mila euro di rimborso spese dall’ Agenzia delle entrate
Fare la dichiarazione dei redditi può essere snervante da sopportare, in modo particolare per i liberi professionisti, che devono pagare in autonomia tasse e contributi, spesso con conti che possono essere stellari.
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Fare la dichiarazione dei redditi può essere snervante da sopportare, in modo particolare per i liberi professionisti, che devono pagare in autonomia tasse e contributi, spesso con conti che possono essere stellari. Fortunatamente è possibile rientrare almeno parzialmente dalle spese che sono state sostenute nel corso dell’anno, quali visite mediche o assicurazioni varie, grazie al modello 730.

Questa soluzione può essere un salvagente importante, anche se si dovrà attendere qualche mese prima di avere quanto previsto (in genere nella busta paga di luglio, che si avrà ad agosto). A volte si può temere però che i tempi possano allungarsi se l’importo a cui si ha diritto sia elevato. Niente paura, c’è un trucco a sfruttare per chi deve ricevere un rimborso spese di 4 mila euro.

Come ricevere velocemente 4 mila euro di rimborso spese

Uno dei luoghi comuni che abbiamo ripetuto spesso o ascoltato a altri si riferisce a come sia necessario agire velocemente se si ha un debito con il fisco, mentre non sempre c’è la stessa solerzia se siamo noi a dover ricevere la somma, anche se piccola. Se il rimborso spese a cui si ha diritto è addirittura di 4 mila euro, situazione rara ma non impossibile (basti pensare a chi fa lavori edilizi), la trafila diventa più lunga? Il timore di molti è questo, impossibile negarlo.

Effettivamente uno slittamento in questi casi non è da escludere, soprattutto perché l’Agenzia delle Entrate effettua una serie di controlli per avere la sicurezza che si abbia davvero diritto a quella cifra. L’accredito non avverrà quindi in busta paga o nella pensione, come avviene solitamente.

La liquidazione, infatti, in casi simili non viene effettuata dall’ente di riscossione, bensì dall’Agenzia delle Entrate stessa. Pensare di avere l’indennizzo in estate come previsto solitamente è da escludere. In genere, le verifiche iniziano entro il quarto mese successivo al termine ultimo previsto per la dichiarazione dei redditi. I controlli saranno quindi portati a termine entro gennaio 2025.

Per quanto riguarda la liquidazione, invece, questa dovrà essere attesa entro sei mesi dal termine ultimo previsto per la presentazione della dichiarazione, quindi entro marzo 2025. Un’ulteriore proroga potrebbe esserci solo se si è provveduto a inviare la dichiarazione dei redditi oltre il termine ultimo, ma entro i 90 giorni concessi per considerarla tardiva: in casi simili i quattro e i sei mesi vanno considerati da quel momento, quindi entro la fine di marzo 2025.

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