supercomputer leonardo

Il supercomputer Leonardo è il quarto più potente al mondo, inaugurato oggi presso il Tecnopolo di Bologna e gestito dal Consorzio Cineca.

COSA FARÀ DOMPÉ CON IL SUPERCOMPUTER

Dompé, che già usava il predecessore Marconi100, utilizzerà ora la potenza della nuova macchina per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci e la risposta precoce alle pandemie attraverso la sua piattaforma proprietaria Exscalate che combina intelligenza artificiale e supercalcolo.

“Oggi, le ricadute delle applicazioni del supercalcolo sono molto più vicine alla nostra vita di quello che pensiamo”, ha dichiarato il presidente di Cineca, Francesco Ubertini.

“Il contributo di Leonardo, linfa vitale per la comunità scientifica, infatti, è altrettanto prezioso e decisivo per il sistema industriale e per la società. Leonardo è stato pensato e configurato sia per affiancare i ricercatori negli ambiti classici della ricerca, sia per affrontare nuove sfide. Tra queste, – prosegue Ubertini, concordando con Dompé – accelerare la ricerca contro le pandemie e sviluppare nuovi farmaci, che è l’obiettivo principale dell’accordo siglato a margine dell’inaugurazione di Leonardo con Dompé farmaceutici”.

Ad Exscalate, fa sapere l’azienda, sono già state assegnate un milione di ore di calcolo che lo collocano come lo strumento più avanzato a livello globale per il supporto della chimica computazionale in ambito biofarmaceutico.

PROGETTI FUTURI

Inoltre, l’accordo apre la strada alla realizzazione da parte di Cineca di un nuovo Data Center Tier 1 a Napoli, dove Dompé ha localizzato la sede del centro di sviluppo di Exscalate. Il nuovo centro fa parte delle strategie nazionali di sviluppo del supercalcolo nell’ambito del progetto del Centro Nazionale High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.

LA PIATTAFORMA EXSCALATE

Tra l’altro, proprio nei laboratori Dompé di Napoli, secondo quanto scrive Corriere Comunicazioni, il team di Exscalate “sfrutterà la potenza di Leonardo per ridurre di centinaia di volte i tempi di analisi di grandi librerie di molecole, consentendo risposte più rapide ed efficaci a futuri rischi pandemici e tagliare di 1.000 volte (da micro a millisecondi) i tempi di simulazioni di come una molecola interagisce con un tessuto biologico. Ma soprattutto, l’uso di Leonardo apre la strada alla creazione rapida di milioni di molecole ‘sintetiche’ che, poiché completamente digitali, possono essere testate al computer anche prima di essere prodotte in laboratorio, tagliando tempi e costi di sviluppo dei nuovi farmaci”.

Come ha spiegato infatti su Nature Andrea R. Beccari che guida il team di Exscalate, “la piattaforma di screening virtuale, Exscalate, sfrutta il calcolo ad alte prestazioni, i big data e l’intelligenza artificiale (AI) per eseguire test e progettazione di farmaci in silico. La piattaforma non solo ha una velocità, una qualità e una scalabilità senza precedenti, ma è anche aperta alla comunità scientifica per promuovere l’innovazione”.

IL MONITO DI DOMPÉ SU TECNOLOGIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

“La collaborazione pubblico privato è condizione fondamentale e indispensabile per favorire lo sviluppo della ricerca biomedica, a vantaggio di tutti, dal paziente al Ssn, alle aziende farmaceutiche in quanto portatrici di valore per il benessere e la tutela della salute”, ha commentato Sergio Dompé, presidente dell’omonima casa farmaceutica.

“Oggi – ha aggiunto – le tecnologie di calcolo ad alte prestazioni, Intelligenza Artificiale e Dati sono ormai uno degli strumenti di R&D fondamentali – come ha recentemente sottolineato il Premio Nobel Arieh Warshel, advisor scientifico di Exscalate, ma diventeranno presto lo strumento principale. Come Paese dobbiamo prestare attenzione e continuare a investire in questa direzione”.

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