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Gli Stati Uniti verso la fine della neutralità della rete

Ajit Pai, a capo della Federal Communications Commission (Fcc), l’agenzia che regola il settore delle comunicazioni negli Stati Uniti, ha presentato il piano repubblicano per cancellare le regole volute nel 2015 dall’amministrazione Obama a favore della neutralità della rete, il principio secondo cui non si può creare un rete a due velocità per favorire chi è disposto a pagare di più.

Pai, un repubblicano scelto a gennaio dal presidente Donald Trump, ha detto che la commissione voterà il piano il 14 dicembre; con tre repubblicani e due democratici in commissione, ci sono pochi dubbi sull’esito della votazione. “La Fcc non continuerà a tenere troppo sotto controllo internet e a proibire servizi, applicazioni e prodotti che possono favorire la competitività” ha detto Pai, accusando l’ex presidente Barack Obama di voler scegliere vincitori e vinti e di aver esercitato un controllo eccessivo su internet, dopo aver equiparato la rete agli altri servizi di pubblica utilità.

“Dovremmo semplicemente fare delle regole che lascino alle aziende di tutti i tipi, in ogni settore, di competere, lasciando decidere ai consumatori chi vince e chi perde”. Pai ha aggiunto che ai governi locali e statali sarà vietato imporre regole per la neutralità della rete, perché il servizio internet “è un servizio interstatale”.

Il piano rappresenta un’importante vittoria per l’industria delle telecomunicazioni nella lunga battaglia sulla regolamentazione di internet. Secondo aziende come AT&T, Comcast e Verizon, la cancellazione delle regole potrebbe portare a miliardi di dollari in investimenti aggiuntivi nella banda larga ed eliminare la possibilità che l’amministrazione federale regoli in futuro il prezzo dei servizi internet. La ‘net neutrality’ è stata sostenuta dall’amministrazione Obama e da grandi gruppi tecnologici della Silicon Valley (tra cui Amazon, Google, Facebook).

Gli Stati Uniti verso la fine della neutralità della rete ultima modifica: 2017-11-22T14:26:11+00:00 da Andrea M.