industria farmaceutica italiana

Aumento di 204 euro per tutta la durata contrattuale per i lavoratori delle aziende farmaceutiche e chimiche. L’incremento sarà così spalmato: 50 euro già da luglio (18 euro più 32 euro di Edr) e dal 2023 30 euro a gennaio, 36 euro a luglio, 36 euro a luglio, 68 euro a luglio 2024 e 20 euro a giugno 2025. Il montante complessivo sarà di 4.750 euro. Il nuovo patto interesserà una platea di circa 210 mila lavoratori in oltre 3 mila aziende. La parola passa ora ai lavoratori che dovranno votare l’intesa nelle assemblee.

Per quanto riguarda il welfare contrattuale, è importante la valorizzazione dell’aliquota mensile Fonchim nell’Eps (Valore punto), che dal prossimo rinnovo permetterà di inserire il welfare contrattuale nel computo del salario. Tante le novità normative inserite in questo rinnovo contrattuale: sul tema della parità di genere la volontà di promuovere nei luoghi di lavoro la cultura e il rispetto della dignità della persona e del contrasto alle violenze e alle molestie. Con l’obiettivo della promozione dell’inclusione sociale e della parità di genere, anche retributiva. Per quanto riguarda il tema del welfare le parti hanno concordato di attivare un meccanismo di accesso al sistema di welfare contrattuale per i lavoratori non iscritti. Per quanto riguarda il delicato tema della malattia, il trattamento economico ricomincerà ex novo dopo il quattordicesimo giorno di ricovero ospedaliero rispetto agli attuali 21. Sulla Formazione è previsto l’aumento a 2,5 giornate su progetti formativi collettivi.

«In un clima di grande incertezza, forti della nostra cultura di relazioni industriali ispirata ai principi della partecipazione e della responsabilità sociale, abbiamo assicurato una prospettiva per il futuro delle imprese e dei lavoratori», ha detto Paolo Lamberti, presidente di Federchimica. «Il rinnovo del contratto in tempi record è un risultato particolarmente importante in un momento così complesso per la pressione sui costi e la necessità di difendere i livelli di competitività delle imprese del farmaco», ha fatto eco Massimo Scaccabarozzi, numero uno Farmindustria. «204 euro sui minimi è il corretto modo per difendere il salario dall’inflazione. Un contratto che è più vicino al mondo del lavoro e dei lavoratori», ha chiosato Marco Falcinelli, segretario Filctem Cgil.

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