Il Tesoro ha completato la cessione del 2,8% di Eni 
Il Ministero dell'Economia e Finanze incasserà 1,3 miliardi di euro dalla vendita delle azioni di Eni.
ENI

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Il Ministero dell’Economia e Finanze incasserà 1,3 miliardi di euro dalla vendita delle azioni di Eni.

La cessione sarà regolata il 20 maggio 2024. «Con questa cessione», spiegano dal ministero, «il Mef completa un’operazione programmata a valle di un programma di buyback avviato dalla società».

Tesoro e Cdp ora hanno il 30% del capitale

Il Ministero dell’Economia e Finanze, che possiede direttamente una quota del 4,79%, scende intorno al 2%. Il controllo pubblico è comunque assicurato dall’altro azionista Cassa Depositi e Prestiti (che fa capo al Mef) che detiene il 28,503%. Sommando le partecipazioni, perciò, la quota resta sulla soglia del 30%. 

L’operazione vede in campo un consorzio di banche costituito da Goldman Sachs International, Jefferies e Ubs Europe Se in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, «con l’obiettivo di promuovere il collocamento delle azioni presso investitori qualificati in Italia e investitori istituzionali esteri». 

Gli accordi tra il Mef e le banche del consorzio

Nell’ambito dell’operazione il Mef si è impegnato con i Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners a non vendere sul mercato ulteriori azioni di Eni per un periodo di 90 giorni «senza il consenso degli stessi Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners e salvo esenzioni, come da prassi di mercato. I termini finali dell’operazione saranno comunicati al termine del collocamento».

La decisione del Mef arriva dopo che Eni ha concluso in anticipo il programma di buyback da 2,2 miliardi di euro. Il riacquisto di azioni proprie ha fatto così da apripista al collocamento di un’altra tranche di azioni del gruppo, in linea con le intenzioni del governo. La taglia della nuova privatizzazione era prevista fra il 3 e il 4%, considerando che Eni non ha annullato tutte le azioni rientrate in suo possesso, portando la quota pubblica intorno al 33,4%. 

Nello stesso giorno in cui è partito l’accelerated book building, mercoledì 15 maggio, l’assemblea degli azionisti di Eni ha approvato il nuovo programma di buyback fino a 3,5 miliardi di euro (1,6 miliardi nel 2024). 

I dettagli del buyback che ha aperto alla nuova tranche

Nel periodo compreso tra il 4 e il 5 marzo 2024, Eni ha riacquistato sull’Euronext Milan706.279 azioni proprie (pari allo 0,02% del capitale sociale), al prezzo medio ponderato di 14,3754 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 10,15 milioni di euro. Gli acquisti hanno completato così la seconda tranche del programma di acquisto di azioni proprie avviato il 4 settembre 2023.

Nell’ambito di questa seconda tranche, Eni ha acquistato complessivamente 91.447.368 azioni proprie, pari al 2,71% del capitale sociale, per un controvalore complessivo che supera 1,374 miliardi di euro. «A seguito degli acquisti effettuati fino al 5 marzo 2024», si legge nei documenti del gruppo, « Eni detiene n. 181.668.440 azioni proprie pari al 5,38% del capitale sociale». Il calcolo si ottiene considerando le azioni proprie già in portafoglio, l’annullamento di 195.550.084 azioni proprie, e l’assegnazione di azioni ordinarie a dirigenti Eni, previsto dal piano di incentivazione di lungo termine 2020-2022. 

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