Intermedia, finisce l’era Consorte

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A cinque anni dalla nascita del progetto Giovanni Consorte sta per dire addio a Intermedia Holding. L’ingegnere di Chieti, già ai vertici di Unipol, uscirà definitivamente di scena lunedì 14 gennaio, quando si terrà il consiglio d’amministrazione convocato via mail l’ultimo giorno del 2012 dal vice presidente Renato Martignoni.

L’avvicendamento obbligato è legato alla sentenza definitiva emessa dalla Corte di Cassazione in merito all’inchiesta Antonveneta che ha visto condannato Consorte a un anno e otto mesi (stessa condanna confermata al suo ex braccio destro ai tempi diUnipol, Ivano Sacchetti).

In particolare, come previsto dall’ordine del giorno del cda, i vertici di Intermedia provvederanno a sostituire la triplice figura incarnata sinora da Consorte (amministratore, presidente e amministratore delegato) con altri esponenti dell’azionariato diffuso: sono oltre 180 i soci che hanno sostenuto sin dall’inizio il progetto della holding d’investimento di Bologna capitalizzata fino a 200 milioni e con mire espansionistiche in tutta Italia, compresa la quotazione a Piazza Affari mai effettivamente avvenuta. Secondo indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza in ambienti vicini a Intermedia, in consiglio si confronteranno e daranno battaglia tre schieramenti: il fronte di Consorte rappresentato in gran parte dagli azionisti veneti, quello pro-Cazzola (di fatto la gran parte dei soci bolognesi) e, infine, un terzo polo rappresentato dalle finanziarie e dalle società del Centro Sud Italia che nel corso degli anni avevano appoggiato il progetto di crescita e diversificazione – dalla finanza alle energie rinnovabili fino al mattone – e ora pronte a rilanciare Intermedia cancellando la passata gestione. In particolare a questo schieramento non è piaciuto quanto deciso nell’ultimo consiglio della holding di metà dicembre che ha approvato, su volontà di Consorte, lo spin-off dei nuovi business (energia e real estate) dalla finanza.

Ma la vera novità circa il futuro della finanziaria emiliana è rappresentata dal fatto che il cda del 14 sarà chiamato a identificare e indicare la figura del coordinatore generale, ruolo finora assente all’interno della società. Un passaggio quasi obbligato per dare una svolta all’attività di Intermedia più volte bacchettata dalla Banca d’Italia. Via Nazionale, infatti, bocciò dapprima le acquisizioni ipotizzate da Consorte (Banca Emilveneta e Classica Sim) e nell’aprile scorso ha notificato la cancellazione dall’albo degli intermediari finanziari (ex articolo 107 del Tub) della controllata Intermedia Credito.

 

In questi giorni che precedono la riunione del consiglio si stanno definendo formalmente gli schieramenti in campo. Al momento non è dato sapere chi la spunterà anche se è ipotizzabile che dopo un difficile 2011, chiuso con una perdita di oltre 22 milioni, e un 2012 che a quanto è possibile apprendere presenterà una perdita superiore, ci sia la volontà di gran parte dei soci finanziari di voltare pagina e trovare una nuova mission per Intermedia. Un ruolo rilevante in tal senso potrebbe essere rivestito dalle varie cooperative regionali (Cpl, Coopsette, Coop 3L, Coop Ceramiche, Coop Reno, Cipea e Conscoop) che hanno appoggiato il progetto iniziale di Consorte. Bisogna capire se l’ex mister Motorshow Alfredo Cazzola (con il 4,66% è il terzo azionista) avrà il mano il consiglio o se, dopo il suo assenso al progetto di scissione delle attività, altri soci importanti saranno pronti a dare vita a una nuova cordata che punti al rilancio complessivo del progetto, bocciando di fatto l’operazione appena votata dal cda. Sarà un consiglio di fuoco, insomma, quello del 14, anche se mancheranno vecchi protagonisti del progetto-Intermedia quali Pierino Isoldi, Vittorio Casale, Emilio Gnutti e Alberto Rigotti. Finanzieri, imprenditori e immobiliaristi che a più riprese e in tempi diversi hanno avuto non pochi guai con la giustizia italiana.

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