Israele ha un piano per un anno di guerra a Gaza
Il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha annunciato che l’Idf, le forze di difesa di Israele, ha presentato al governo un piano per continuare la guerra a Gaza per oltre un anno. La Striscia è definita come un territorio complesso, pieno di tunnel e densamente popolato. Anche dopo l’operazione a Rafah, secondo questo report, le…

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Il portavoce militare israeliano Daniel Hagari ha annunciato che l’Idf, le forze di difesa di Israele, ha presentato al governo un piano per continuare la guerra a Gaza per oltre un anno. La Striscia è definita come un territorio complesso, pieno di tunnel e densamente popolato. Anche dopo l’operazione a Rafah, secondo questo report, le operazioni di terrorismo continueranno.

Israele nel frattempo ha riaperto il valico di Kerem Shalom, nel sud della Striscia di Gaza, chiuso dopo alcuni lanci di missili di Hamas che avevano causato una decina di feriti. Prosegue anche l’operazione dell’esercito da Rafah, dove le condizioni della popolazione locale sono sempre più precarie.

Il piano di Israele per un anno di guerra a Gaza

In un’intervista al quotidiano Yedioth Ahronot, il portavoce militare di Israele Daniel Hagari ha annunciato che l’esercito del Paese ha presentato al governo un piano per continuare per più di un anno la guerra nella Striscia di Gaza. Le ragioni per queste tempistiche, riportate nel rapporto, sono soprattutto legate alla complessità del sistema di tunnel della regione in cui Hamas nasconderebbe ancora diverse basi e la grande densità di popolazione che rende complesso avanzare e trovare i terroristi.

Le dichiarazioni di Hagari vanno in parte contro quanto detto dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che nelle ultime settimane ha definito l’avanzata su Rafah come il completamento dell’operazione militare a Gaza verso la definitiva sconfitta di Hamas.

Durante l’intervista, Hagari ha anche ammesso le responsabilità delle forze di difesa israeliane negli attacchi del 7 ottobre. Fin dal primo momento i danni causati da Hamas, con oltre 1.400 civili uccisi e decine di ostaggi portati all’interno della Striscia di Gaza, sono stati considerati il frutto di un fallimento molto grave da parte dei servizi di informazione di Tel Aviv. Anche la risposta dell’esercito è stata però considerata lenta.

Riaperto il valico di Kerem Shalom

Nella giornata dell’8 maggio Israele ha anche riaperto il valico di Kerem Shalom. L’accesso alla Striscia di Gaza, tra i pochi aperti per il passaggio di aiuti umanitari nella regione, era stato chiuso a causa di un attacco di Hamas. Il gruppo palestinese aveva lanciato alcuni razzi in territorio israeliano, ferendo 10 persone. Il varco è rimasto chiuso per alcuni giorni, come forma di rappresaglia.

Kerem Shalom si trova nel sud della Striscia di Gaza, connette il territorio della regione a Israele ed è a pochi chilometri dalla città di Rafah. La sua riapertura sarebbe stata il risultato di una forte pressione dal parte degli Stati Uniti sul primo ministro israeliano Netanyahu.

Israele ha anche cominciato a muovere le proprie truppe nella città di Rafah. La situazione della popolazione è stata definita critica. L’abitato, che prima della guerra contava meno di 200mila abitanti, ospita ora 1,4 milioni di rifugiati, parte dei quali dovrebbero essere sfollati in alcuni accampamenti organizzati proprio dall’Idf. Rafah è l’ultima grande città della regione a non essere ancora stata occupata dall’Idf. Nel frattempo le delegazioni diplomatiche stanno tentando di ristabilire i contatti tra Israele e Hamas per raggiungere un cessate il fuoco che sembra sempre più lontano.

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