Kasanova ha accettato un’offerta vincolante che prevede l’acquisizione completa.
L’operazione non riguarda soltanto il rilancio della catena specializzata nell’arredamento, ma potrebbe portare alla costruzione di un nuovo polo retail, che Pamaf – guidata da da Antonio Bernardo – intende sviluppare attraverso ulteriori acquisizioni. Il primo obiettivo è fissato per la fine di maggio: terminare il percorso di composizione negoziata della crisi d’impresa, avviato nell’ottobre 2024 da Kasanova e che prevede l’uscita in bonis entro 60 giorni. Il Cda ha deliberato di accettare l’offerta ritenendola «seria, solida e pienamente idonea ad assicurare una rapida e positiva soluzione della crisi d’impresa».
Parallelamente sono già in discussione piani per il rilancio della rete commerciale, con aperture di nuovi punti vendita e l’introduzione di nuovi format. «Siamo molto orgogliosi di avere ricevuto e accettato l’offerta di un imprenditore gentiluomo – ha detto l’ad di Kasanova Maurizio Ghidelli Kasanova -, un uomo di valori e di parola che potrà, insieme alle nostre persone e alle sue, portare questa società ancora al successo». Fondata nel 1968 a Concorezzo, in Brianza, da Giannina Fontana, inizialmente come grossista di casalinghi, Kasanova porta questo nome dal 2016 e la sua trasformazione è sta guidata da Ghidelli. Oggi la rete conta circa 700 punti vendita – di cui 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi di bricolage. Negli anni pre-crisi l’insegna aveva aperto in media un centinaio di negozi l’anno, prevalentemente in franchising, non sempre con risultati positivi.
La ritirata di Ovs dall’acquisizione
A novembre 2025 sembrava sarebbe andata in porto un’acquisizione da parte di Ovs, con una proposta già formalizzata e l’ad Stefano Beraldo che aveva progettato di integrare i negozi Kasanova negli store di abbigliamento. A inizio febbraio però Ovs ha ritirato l’offerta vincolante «in quanto non si sono verificate le condizioni a cui la stessa era subordinata». Alla base della rinuncia, secondo ipotesi non confermate, un mancato accordo con le banche. Kasanova aveva definito la decisione una «sorprendente comunicazione», ribadendo la propria intenzione di proseguire nel percorso di risanamento.
Antono Bernardo, ex Piazza Italia
Pamaf fa capo ad Antonio Bernardo, esponente della famiglia che ha fondato il marchio di abbigliamento Piazza Italia, che fa capo alla holding Alma spa. A novembre 2025 il gruppo aveva ceduto la sua quota del 37% al fratello Luigi Bernardo, attraverso un’operazione di family buy-out. Con la separazione dei percorsi dei due fratelli, Antonio Bernardo ha avviato una strategia autonoma nel retail. L’acquisizione di Kasanova segnerebbe quindi il suo esordio.