La prima settimana del 2024 è stata incolore per i principali indici della borsa valori
I dubbi sulla tenuta dell'economia, le perplessità sull'inflazione e le poche certezze sulle prossime mosse delle banche centrali hanno scoraggiato gli investitori.
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I dubbi sulla tenuta dell’economia, le perplessità sull’inflazione e le poche certezze sulle prossime mosse delle banche centrali hanno scoraggiato gli investitori. Piazza Affari nell’ottava ha registrato un aumento dello 0,3% per il Ftse Mib. Debole il resto del Vecchio Continente: Parigi -1,6%, Francoforte -0,9%i, Londra -0,6% e Amsterdam -1,1%. Meglio Madrid, in rialzo dello 0,6%. In Europa le performance peggiori sono state registrate dall’immobiliare (-3%), dalla chimica (-3,4%), dal retail (-4,9%) e dai tecnologici (-4,2%), mentre l’andamento migliore è stato quello dei bancari (+2,1%), dei titoli del settore sanità (+2,7%) e delle telecomunicazioni (+2,3%). Per quanto riguarda i titoli, in Italia le small cap e le utilities hanno segnato le performance peggiori, positivo invece l’andamento delle banche. 

Seduta del 5 gennaio debole per l’Ue, si salva Milano

Chiudono deboli le Borse europee la seduta di venerdì 5 gennaio, giorno del report sul lavoro Usa di dicembre, cruciale per le future mosse della Fed. A incidere sui listini del Vecchio Continente sono i dati dell’inflazione dell’Eurozona che a dicembre è vista in risalita al 2,9%, mentre a Wall Street il dato sui nuovi posti di lavoro è sopra le attese.

Si salva il Ftse Mib di Milano, che chiude a +0,12%. Sotto la parità il Cac di Parigi (-0,4%), il Dax di Francoforte (-0,14%), FTSE 100 -0,20% l’Ibex di Madrid (-0,18%), l’Aex di Amsterdam (-0,21%) e il Ftse 100 di Londra (-0,43%) .

Wall Street in rialzo. Mercato lavoro Usa resta forte

Wall Street in rialzo dopo un’inizio di seduta incerto. Il Dow Jones guadagna lo 0,07% a 37.466,11 punti, il Nasdaq avanza dello 0,09% a 154.524,07 punti mentre lo S&P 500 aumenta dello 0,18% a 4.697,24 punti. I dati sull’occupazione di dicembre dipingono un mercato del lavoro forte. Negli Stati Uniti a dicembre si sono registrati infatti 216.000 posti di lavoro in più, un dato sopra le stime, con la disoccupazione stabile al 3,7%. Numeri che potrebbero far temere un rinvio dei tagli dei tassi di interesse: i trader hanno ridotto le possibilità dal 62,1% al 55,7% di un primo taglio già a marzo. Gli investitori però, spiegano gli esperti, per cercare di indovinare le prossime mosse delle banche centrali, preferiscono guardare ai numeri sull’inflazione, in programma giovedì 11 gennaio.

A Piazza Affari in luce le banche. Recordati in coda al listino

A Piazza Affari Saipem (+1,95%) ha chiuso tra le migliori del Ftse Mib, con il fondo sovrano norvegese Norges Bank che è salito al 3,177% del gruppo. In spolvero le banche con Bper (+1,96%) che si posiziona in cima al listino, Banco Bpm (+1,74%) e Intesa Sanpaolo (+1,2%). Piatta Generali (-0,1%), dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sul ddl capitali. In coda Inwit (-1,13%) e Recordati (-1,44%). Vendite anche su Campari (-1,01%) dopo che la Cina ha aperto una indagine antidumping sui liquori europei, che fa crollare anche Pernod Ricard (-3,57% a Parigi).Moncler +0,11% 

Petrolio e gas in salita. Euro sopra gli 1,09 dollari

Il petrolio continua a puntare verso l’alto sulla scia dell’escalation della tensione in Medio Oriente: il Wti febbraio sale del 2,54% a 74,02 dollari al barile, il Brent marzo dell’1,8% a 78,99 dollari. Crescono anche i prezzi del gas naturale scambiato ad Amsterdam a più di 34 euro al megawattora. Sul valutario, le notizie sul lavoro americano hanno momentaneamente spinto al rialzo il dollaro: l’euro (1,092 in avvio e alla vigilia) è scivolato sotto la soglia degli 1,09 dollari a un minimo di 1,0877, per poi risalire a 1,097. Il dollaro/yen, salito fino a 145,97, è tornato a 144,089.

Spread stabile a 168 punti

Chiusura su livelli invariati per lo spread tra BTp e Bund in un contesto di generale rialzo per i rendimenti sulla curva euro. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 168 punti, senza variazioni rispetto alla chiusura della vigilia. Sale il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato gli scambi a quota 3,82%, dal 3,78% della chiusura della vigilia, dopo aver toccato un massimo di giornata al 3,90% dopo la diffusione dei dati sull’inflazione nell’Eurozona.

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