Mancano solo due settimane all’avvio dell’emissione del nuovo BTP Valore
La nuova emissione di BTP Valore prenderà il via lunedì 2 marzo.

La nuova emissione di BTP Valore prenderà il via lunedì 2 marzo.

Il titolo avrà una durata di 6 anni, cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni. Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito.

Bisognerà attendere fino al 27 febbraio per conoscere  i tassi minimi garantiti dei primi 2 anni, dei successivi 2 e degli ultimi 2 anni, insieme al codice ISIN che identifica il titolo, verranno svelati il venerdì precedente all’avvio del collocamento (quindi 27 febbraio).

“La settima emissione arriva in un contesto diverso rispetto agli esordi, con rendimenti di mercato più compressi e investitori più selettivi. Il punto non sarà soltanto quanto raccoglierà,
ma quale differenziale offrirà rispetto al BTP di pari scadenza. Perché è in quei pochi punti base di premio che si misura l’equilibrio tra convenienza per il risparmiatore e sostenibilità per il Tesoro”, puntualizza Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Esaminiamo ora i commenti e le riflessioni degli esperti che hanno confrontato i vantaggi, i potenziali rischi e le novità legate a questa emissione.

BTP valore sotto la lente

Ai nastri di partenza la nuova edizione del BTP Valore che arriva in un contesto di mercato profondamente diverso rispetto alle prime emissioni. Ma con una struttura orientata al retail con cedole crescenti, premio fedeltà e una durata che scende da 7 a 6 anni. Alberto Biolzi, responsabile wealth management di Cassa Lombarda, ricorda come “il titolo prevede cedole pagate ogni tre mesi, una caratteristica molto apprezzata dai risparmiatori perché garantisce un flusso costante di reddito. Le cedole aumentano poi nel tempo secondo il meccanismo di “stepup” ogni 2 anni. Chi acquista il titolo durante il collocamento e lo mantiene fino alla scadenza di 6 anni riceve inoltre un premio finale aggiuntivo dello 0,8% sul capitale nominale investito. È uno dei premi più elevati della serie BTP Valore” e sottolinea che “come per tutte le obbligazioni, se nei prossimi anni i tassi di mercato dovessero salire o il merito creditizio dell’emittente dovesse peggiore, il titolo tenderebbe a deprezzarsi”.

Per Gabriel Debach, market analyst di eToro, non si tratta più di una semplice emissione retail, ma di qualcosa di più strutturale nel panorama del debito pubblico italiano. “Il BTP Valore non è solo una semplice emissione retail, è diventato un termometro della fiducia domestica nel debito italiano“, ha sottolineato l’esperto.

In sei collocamenti il Tesoro ha raccolto oltre 96 miliardi di euro, ma ciò che colpisce non è soltanto il dato quantitativo. La dimensione media dei tagli è salita da 27.800 a 32.700 euro, con una crescente concentrazione sugli importi elevati e una presenza del private banking passata dal 24% al 30% del totale. Non più soltanto piccoli risparmiatori, ma capitale più strutturato e consapevole, attratto dalla fiscalità agevolata e dal premio fedeltà. La settima emissione si inserisce tuttavia in uno scenario di rendimenti più compressi e investitori più selettivi.

Pro e contro: cosa emerge

Ma quali sono i pro e i contro di questa emisisone? Il primo elemento favorevole, secondo l’analisi di Debach, è il contesto macro-finanziario. L’emissione arriva, infatti, dopo la recente revisione al rialzo dell’outlook sovrano da parte di S&P, con uno spread BTP-Bund intorno ai 61 punti base e una domanda record da 157 miliardi per il recente 15 anni istituzionale. “Il Tesoro sta collocando nel momento di massima credibilità percepita. È un doppio segnale: da un lato riduce il rischio di shock immediato sullo spread, dall’altro indica che il pricing retail potrebbe essere meno generoso del passato”. In altre parole, la stabilità del contesto è un vantaggio, mentre il rischio implicito è quello di comprare in un “peak sentiment”.

Un secondo punto di forza è la struttura 2+2+2 con tre step-up cedolari. “Non è solo marketing – chirisce l’analista -. La suddivisione in tre bienni riduce la duration effettiva percepita e crea punti psicologici di revisione della scelta”. Tra i punti a favore Debach cita anche il track record e spiega: “sei emissioni per 96 miliardi, quotazioni sul secondario sostanzialmente in area pari o leggermente sopra, rendimento coerente con le attese”. Questo elemento ha costruito una base di investitori più stabile e prevedibile, fattore chiave nella gestione del funding pubblico.

Infine, il premio fedeltà dello 0,8% non va letto solo come incentivo simbolico. “Funziona come una piccola assicurazione contro il pentimento. Aumenta il costo opportunità della vendita anticipata e rende la domanda più sticky”. A ciò si aggiungono i benefici fiscali: tassazione al 12,5%, esenzione dall’imposta di successione e esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro, elementi particolarmente rilevanti in ottica di pianificazione patrimoniale.

Fin qui i vantaggi, ma sul piatto della bilancia vengono posti anche una serie di potenziali rischi, tra cui una possibile normalizzazione dello spread. “Con spread a 61 punti base e domanda record, il contesto è quasi troppo perfetto”, osserva Debach, secondo il quale se nei prossimi 12-18 mesi lo spread tornasse in area 100-120 punti base, un BTP a sei anni potrebbe subire una perdita in conto capitale sul secondario. Il capitale è garantito solo a scadenza, non durante il percorso.

C’è da considerare anche il rendimento reale. “Con un rendimento intorno al 3% e inflazione tra il 2% e il 3%, il rendimento reale atteso è vicino allo zero”, avverte l’esperto. In uno scenario di inflazione più persistente sopra il 3%, il rendimento reale potrebbe diventare negativo. Il BTP Valore resta quindi uno strumento di stabilizzazione, non di creazione di ricchezza reale significativa.

Un terzo elemento critico può essere il confronto con le alternative di mercato. Il benchmark a sei anni quota intorno al 2,91% lordo. Con rendimenti attesi tra il 3,15% e il 3,30%, il premio offerto sarebbe moderato. “Il vero discrimine sarà il differenziale rispetto al BTP a 6 anni benchmark”.

C’è poi un fattore timing da valutare: a soli quattro mesi dall’ultima emissione, la liquidità retail potrebbe non essersi completamente ricostituita, con possibili effetti sulla domanda o sulla necessità di offrire tassi più generosi. Infine, un rischio più strutturale. “La concentrazione di domanda retail crea una base fedele, ma anche aspettative. La fidelizzazione è un vantaggio oggi, ma può diventare un vincolo domani”. Ma il vero banco di prova,  sottolinea Debach, si giocherà sui tassi minimi garantiti che verranno comunicati il 27 febbraio. “È lì che si misura se stiamo comprando valore o stiamo pagando la tranquillità del momento”.

“Il BTP Valore presenta un vantaggio fiscale per i residenti italiani, ma se dovessimo valutarne l’appetibilità all’interno di un portafoglio più ampio, potremmo trovare maggiori opportunità nel credito corporate investment grade europeo, più interessante per rendimento aggiuntivo, spread e diversificazione”. E’ questa, invece, la view di John Taylor, head of european fixed Income di AllianceBernstein che preferisce detenere credito corporate Investment Grade in euro piuttosto che titoli di Stato italiani in questa parte della curva.

Le caratteristiche principali

Il BTP Valore di marzo avrà una durata di 6 anni, cedole crescenti nel tempo pagate ogni tre mesi, secondo un meccanismo “step-up” di 2+2+2 anni. Il premio finale extra per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza sarà pari allo 0,8% del capitale nominale investito. In attese dell’annuncio sui tassi minimi garantiti  e del codice ISIN che identifica il titolo (annunciati il 27 febbraio), il Mef precisa che una volta concluso il collocamento i tassi così comunicati potranno essere solo confermati o rivisti al rialzo, qualora le condizioni di mercato lo richiedessero.

Ecco in sintesi le caratteristiche principali:

  • Durata 6 anni
  • Cedole pagate ogni tre mesi, con rendimenti prefissati crescenti nel tempo secondo il cosiddetto meccanismo step-up di 2+2+2 anni
  • Premio finale extra pari allo 0,8%, per chi lo acquista durante i giorni di collocamento e lo detiene fino alla scadenza
  • Capitale garantito a scadenza
  • Investimento non vincolato nel tempo
  • Tassazione agevolata, come per tutti i buoni del Tesoro, al 12,5% su cedole e premio finale extra;
  • Esenzione dalle imposte di successione
  • Esclusione dalla determinazione del valore dell’ISEE, nel limite complessivo di 50.000 euro, di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postale
  • Nessuna commissione per i piccoli risparmiatori che acquistano nei giorni di collocamento (esclusi costi di gestione del conto o del trading online)
  • Garanzia di vedere sottoscritto l’intero ammontare richiesto
  • Taglio minimo acquistabile: 1.000 euro.

Come per le precedenti emissioni, il BTP Valore potrà essere acquistato esclusivamente dai piccoli risparmiatori attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online, o rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto corrente con il conto deposito titoli.

Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma MOT (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite tre banche dealers, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM e due banche co-dealers, Banca Monte dei Paschi di Siena e ICCREA Banca.

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