OnlyFans da record, supera il miliardo con solo 51 dipendenti
Mentre in Italia entra nel vivo la discussione sull’oggettificazione dei corpi femminili e si ipotizzano nuove pene per contrastare la cultura dello stupro, il mondo degli operatori del sesso sembra non conoscere crisi. Sul porno il femminismo nostrano abbraccia diverse correnti di pensiero, dall’abolizionismo all’autodeterminazione, dimenticando spesso di aprire nuove discussioni che riguardano il consenso,…

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Mentre in Italia entra nel vivo la discussione sull’oggettificazione dei corpi femminili e si ipotizzano nuove pene per contrastare la cultura dello stupro, il mondo degli operatori del sesso sembra non conoscere crisi. Sul porno il femminismo nostrano abbraccia diverse correnti di pensiero, dall’abolizionismo all’autodeterminazione, dimenticando spesso di aprire nuove discussioni che riguardano il consenso, reale o cinematografico.

E mentre anche nella Penisola si iniziano finalmente a girare film a luci rosse etici e a porsi nuovi quesiti sul pensiero dominante, il dato che salta subito all’occhio è che il settore non è mai stato così in forma. In una certa misura, si rileva anche un cambiamento negli equilibri di potere, sempre più nelle mani di chi presta il fisico alle fantasie di spettatori e follower.

Le piattaforme online hanno sdoganato il porno a chilometro zero, quello fatto in casa e, si presume, più consensuale di quello prodotto in scala. Che la categoria amateur sia sempre stata tra le preferite degli spettatori non è una novità, ma mai come oggi è possibile accedere a un’ampia scelta di generi, nicchie e feticismi prima impensabili, direttamente dal produttore al consumatore.

Boom di OnlyFans: la rinascita del porno amatoriale

Grande merito in questo senso ha OnlyFans, azienda inglese nata con lo scopo di far connettere artisti e ammiratori con la pubblicazione, dietro lauto compenso, di contenuti esclusivi. In breve il sito, che non prevede restrizioni su foto e video vietati ai minori, è diventato La Mecca di aspiranti pornostar e vecchie glorie decise a mettersi in proprio.

Il sito “bianco e azzurro”, come viene chiamato sui social per aggirare l’attento e penalizzante controllo dell’algoritmo, continua a registrare cifre incredibili. Nel corso dell’ultimo anno ha visto il suo fatturato moltiplicarsi, e i ricavi superare per la prima volta il miliardo di dollari. Una cifra incredibile, considerando anche lo sparuto numero di dipendenti che mandano avanti una realtà così remunerativa.

OnlyFans oltre il miliardo di ricavi: le cifre monstre

L’ultimo rapporto finanziario pubblicato dalla Fenix International, azienda madre di OnlyFans, mostra un incremento nei numeri nell’ultimo anno fiscale, terminato il 30 novembre 2022. La piattaforma ha visto aumenti in ogni voce.

Gli utenti hanno speso il 17% in più per gli abbonamenti: si è passati da 4,8 miliardi di dollari del 2021 a ben 5,6 miliardi del 2022. La piattaforma trattiene il 20% di queste cifre, ed è passata dunque dai 932 milioni di ricavi a 1,09 miliardi. La soglia dei nove zeri è stata quindi raggiunta e abbondantemente superata per la prima volta nella storia del sito.

Al netto delle tasse, i guadagni sono decisamente più bassi, ma anche in questo caso sono cresciuti, rispetto all’anno precedente, del 24%. Dai 325 milioni di dollari del 2021 si è arrivati ai 404 milioni del 2022.

Sempre più creator su OnlyFans: il mercato è saturo?

E a crescere sono anche i creator, il cuore pulsante del social VM18, e i loro fan. I primi sono oggi 3,2 milioni, il 47% in più rispetto ai 2,2 milioni del 2021. Gli utenti che li seguono sono diventati invece 238,8 milioni, il 27% in più dei 188 milioni del 2021.

OnlyFans smentisce dunque le voci che lo descrivevano come un fenomeno passeggero, destinato a finire insieme all’emergenza sanitaria della pandemia, quando in tanti hanno scoperto una vocazione per il porno tra le mura domestiche durante i lockdown decisi dai governi di tutto il mondo. La crescita di profili non è però rincuorante, almeno da un punto di vista del mercato.

La crescita di creator ha superato di gran lunga quella dei fan e quella dei ricavi, e potrebbe indicare l’inizio della saturazione dell’offerta. Se nei prossimi anni il trend dovesse confermarsi quello attuale, ci saranno più star che spettatori, e i ricavi potrebbero arrivare a una situazione di ristagno.

Quanto guadagnano i creator e i dipendenti di OnlyFans

Viene da chiedersi se questa nuova industria pornografica, apparentemente etica, rispetti effettivamente sex worker e dipendenti, o sia la realtà da sogno che viene descritta dalla Fenix International. Lungi da concederci riflessioni sociologiche, valutiamo i numeri.

I top creator, stando almeno alle loro dichiarazioni, riescono a guadagnare anche diversi milioni in un anno. Lo ha confermato Bryce Adams, la più cliccata su OnlyFans a Insider, rivelando un fatturato di 6,4 milioni di dollari durante il 2022. La maggior parte degli iscritti guadagna cifre irrisorie, conservando comunque l’80% dei soldi generati dalle quote di iscrizione e dai pagamenti una tantum.

Nel mentre il patron della Fenix International, Leo Radvinsky, ha ricevuto dividendi per 338 milioni di dollari, a cui vanno aggiunti i 6 milioni di stipendio grazie alla carica di director e ulteriori 13,7 milioni che la piattaforma versa a una sua controllata.

E i dipendenti? La voce degli stipendi pesa sul bilancio del social bianco e celeste per circa 25 milioni di dollari. Ipotizzando una spartizione equa, il salario annuale sarebbe dunque di 490 mila dollari per ognuno dei 51 dipendenti che mandano avanti questa incredibile fabbrica di soldi.

Insomma, valutando i numeri nudi e crudi, OnlyFans potrebbe davvero essere il santuario del porno etico. Almeno fino alla saturazione di un mercato che potrebbe collassare su se stesso o cedere alle pressioni dell’intelligenza artificiale. Di certo c’è che la domanda sembra non conoscere crisi, e il settore delle luci rosse ha già mostrato grande resilienza e capacità di innovarsi. Chi vivrà vedrà.

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