Sit-in degli allevatori: da gennaio il prezzo del latte è crollato del 20%
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Hanno organizzato un sit-in al casello autostradale di Brescia della A4 per mercoledì 12 luglio. E se non sarà abbastanza, nel giro di una settimana promettono di portare i trattori fino in centro a Milano. Protestano gli allevatori lombardi: contro il prezzo del latte che da gennaio è diminuito del 20%, da un lato. Dall’altro, contro la questione delle multe per le quote latte che non si è mai risolta.

Tre sentenze della Corte di Giustizia Ue dicono che in Italia il calcolo delle multe è da rifare, poiché andrebbero divise su un numero molto più alto di produttori e, quindi, per ciascuno sarebbero più basse. Per questo, nel corso dell’ultimo anno, gli allevatori hanno voluto incontrare per due volte il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, con il quale era stato concordato un cronoprogramma per il ricalcolo. «Era il 3 di marzo – racconta Roberto Cavaliere, responsabile nazionale del settore lattiero caseario di Copagri e presidente di Copagri Lombardia, che da sola assiste il 40% di tutti gli allevatori coinvolti – da allora non solo sono andati avanti i pignoramenti, ma la settimana scorsa è stato addirittura presentato al Senato un emendamento che ci ha spiazzati, perché di fatto contraddice quanto avevamo concordato finora». Se verrà approvato, soltanto gli allevatori in possesso di una sentenza definitiva da parte del Consiglio di Stato avranno diritto al ricalcolo delle multe, tutti gli altri no. Il che, oltre che illegittimo, avrebbe effetti solo su una sparuta minoranza degli allevatori coinvolti.

«Complessivamente, per lo sforamento negli anni delle quote latte l’Italia deve pagare intorno ai 4,5 miliardi di euro – spiega Cavaliere – ma una buona parte di questi va ricalcolata. Lo dicono le sentenze Ue. Nonostante ciò, la richiesta di pagamento agli agricoltori non è mai stata sospesa. Secondo i dati dell’Agea, al 3 di marzo erano già state effettuate 5mila esecuzioni». Significano più o meno mezzo miliardo di euro di pignoramenti: «Ci sono aziende che non ce la possono fare, che rischiano il fallimento – racconta Cavaliere – recentemente ci è anche arrivata la notizia di due suicidi, uno a Vicenza e uno a Brescia». Allevatori che si sono impiccati perché non avevano i soldi per pagare.

Soltanto in Lombardia, la produzione di latte coinvolge 7mila aziende e vale tre miliardi di euro. Domenica 9 luglio, nel corso della LegaFest di Adro, in provincia di Brescia, la Copagri ha consegnato al vicepremier Matteo Salvini le tabelle da cui si evince l’errata distribuzione delle multe in Italia: «Ci ha promesso che entro la prima metà di luglio avrebbe convocato un tavolo interministeriale per affrontare finalmente il problema», dice Cavaliere. E gli allevatori lo aspettano al varco.

Sul piatto, accanto alle multe, c’è anche il tema del prezzo del latte: «Il mercato internazionale è in tensione – spiega Cavaliere – la disponibilità di latte è in calo eppure in Italia, da gennaio a oggi, il prezzo è diminuito di quasi il 20%». L’accordo che a fine 2022 aveva fissato a 60 centesimi il prezzo minimo al litro da riconoscere agli allevatori «è durato solo qualche mese – dice Cavaliere – adesso ne stiamo prendendo 50, e i costi per noi sono raddoppiati. A giugno Parmalat è addirittura scesa a 48 centesimi».

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