L’intensificarsi del confitto in Medio Oriente continua a pesare sui mercati azionari.
Tuttavia le Borse europee cercano di risalire la china dopo i pesanti cali delle sedute precedenti. «I mercati scontano un mix tossico, con l’impennata dei prezzi dell’energia, il rialzo del dollaro e le tensioni geopolitiche», che non sembrano destinate a un’immediata soluzione, come spiegano gli analisti di Vantage Global Prime. Questo mentre l’Iran ha intensificato gli attacchi missilistici e con droni nella regione e Israele ha colpito obiettivi in Libano. Sul fronte macroeconomico, i riflettori saranno puntati su una serie di dati macro (in Europa gli indici sul settore servizi, negli Stati Uniti i dati Adp sul lavoro).
In questo scenario, i principali indici del Vecchio Continente si muovono contrastati: il FTSE MIB +0,38% di Milano, il CAC 40 +0,33% di Parigi, il DAX 40 +0,67% di Francoforte.
A Piazza Affari scivola Mps, scatto di Lottomatica
Sul listino milanese, scivola Banca Monte Paschi Siena -3,90% dopo le indiscrezioni sull’esclusione del ceo Luigi Lovaglio dalla lista di 20 nomi che verrà presentata dal cda. Male anche Mediobanca -3,36% e gli altri principali titoli bancari. Debole Finecobank -0,69% dopo la presentazione del nuovo piano industriale, così come Italgas -0,38% dopo i conti 2025. Sul fronte opposto, svetta in testa Leonardo +3,31% , con il generale rialzo dei titoli della difesa. Corre anche Lottomatica Group +4,63% , dopo lo scatto della vigilia in scia ai conti 2025 e con gli analisti positivi sulla traiettoria del gruppo. Acquisti su Enel +1,21% , Ferrari +1,04% , Stellantis +2,50% e Prysmian +0,69% . Quest’ultima beneficia del giudizio degli analisti di Citi che hanno migliorato il target price da 102 a 113 euro per azione confermando raccomandazione
Petrolio ancora in rialzo
Petrolio ancora in rialzo, con aumenti più contenuti rispetto ai picchi delle sedute precedenti, mentre resta alta la tensione in Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che la Marina americana potrebbe scortare le petroliere attraverso lo stretto di Hormuz «se necessario», per garantirne la sicurezza, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha dichiarato di avere il «controllo totale» sullo stretto all’ingresso del Golfo Persico. Il timore è che si inneschi una potenziale crisi energetica, scatenata appunto dal conflitto. Così, i prezzi salgono di circa due punti e mezzo percentuali, con il Wti sopra i 76 dollari al barile e il Brent oltre gli 83 dollari.
Prosegue il recupero del dollaro, oro in cauto rialzo
Oro in rialzo ma senza una forte accelerazione. «Il movimento di mercato più singolare in una settimana allarmante di conflitti in Medio Oriente è il modo in cui il più classico dei beni rifugio, l’oro, si muove, con rialzi non eccessivi, se non ribassi (alla vigilia aveva ceduto il 4%, ai minimi dal 20 febbraio)» osservano gli analisti. «Invece di accaparrarsi il metallo prezioso, gli investitori sembrano correre verso il dollaro», che infatti si è rafforzato, nonostante i cali dei titoli azionari e obbligazionari americani. Il cambio euro/dollaro è in area 1,16 mentre il dollaro/yen è poco mosso, intorno a quota 157. L’oro viaggia sui 5.180 dollari l’oncia con un rialzo di oltre l’1 per cento.
Spread Btp-Bund in rialzo a 73 punti
Apertura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. In avvio di seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 73 punti, uno in più rispetto alla chiusura di ieri. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,49%, stesso livello della chiusura della vigilia.
Borsa Tokyo: Nikkei (-3,6%) ancora in calo su crisi Iran
La crisi nel Golfo Persico e le forti ripercussioni sulle materie prime energetiche, petrolio e gas tra tutte, continuano ad impattare negativamente sui mercati asiatici. A Tokyo, l’indice Nikkei ha chiuso in ribasso del 3,61% a 54.245,54 punti, mentre l’indice Topix ha perso il 3,67%. In generale tutte le piazze asiatiche, sulla scia del calo di Wall Street, si sono trovate in difficoltà, con gli investitori che, di fronte alla volatilità dei prezzi dell’energia e delle valute, hanno abbandonato gli asset considerati rischiosi. Seul in particolare ha perso il 12,06%, quella di Taipei il 4,35%, Bangkok è arrivata a perdere l’8% mentre ad Hong Kong a contrattazioni ancora in corso l’indice Hang Seng perde il 2,52%.