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	<title>approvato - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>approvato - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>La Bce non ha approvato le modifiche statutarie della Banca popolare di Sondrio per l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 09:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Nel contesto delle interlocuzioni con la Banca centrale europea in merito al procedimento per l’approvazione delle modifiche statutarie deliberate dall’assemblea&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nel contesto delle interlocuzioni con la Banca centrale europea in merito al procedimento per l’approvazione delle modifiche statutarie deliberate dall’assemblea dello scorso 27 aprile &#8211; si legge nel comunicato della Popolare di Sondrio &#8211; e finalizzate all’esecuzione degli accordi sottoscritti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e la Holding CR Cento per l’acquisizione del controllo della Cassa di Risparmio di Cento, è stata evidenziata l’esigenza di dare priorità alle iniziative di derisking già in corso volte alla riduzione dello stock di non performing loan &#8211; mantenendo il capital buffer, peraltro cospicuo, di cui Bps dispone, prudenzialmente al servizio delle predette iniziative &#8211; e al rafforzamento delle strutture di governo e di presidio dei rischi».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Approvato progetto di fusione per incorporazione di GIMA TT spa nella controllante IMA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 14:16:08 +0000</pubDate>
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	L&#8217;Assemblea Straordinaria di IMA ha deliberato di procedere all&#8217;aumento del proprio capitale sociale per massimi nominali Euro 208141752, mediante emissione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/approvato-progetto-di-fusione-per-incorporazione-di-gima-tt-spa-nella-controllante-ima/"><img title="ima" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2019/08/ima-300x158.png" alt="ima" width="300" height="158" /></a>
	</div>
	<p>L&#8217;Assemblea Straordinaria di IMA ha deliberato di procedere all&#8217;aumento del proprio capitale sociale per massimi nominali Euro 208141752, mediante emissione di massime n. 4002726 nuove azioni ordinarie.</p>
<p>Si prevede che ai fini contabili e fiscali, le operazioni effettuate da GIMA TT saranno imputate nel bilancio di IMA a partire dall&#8217;1 gennaio dell&#8217;esercizio in cui si verificheranno gli effetti giuridici della Fusione e che la Fusione si perfezioni al più tardi entro la fine del corrente anno.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Fondo interbancario ha approvato le azioni volte al salvataggio di Banca Carige</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 11:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Carige è salva: lo conferma il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone, al termine della riunione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Carige è salva: lo conferma il presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, Salvatore Maccarone, al termine della riunione nella quale è stata predisposta e approvata una proposta vincolante volta appunto a mettere in sicurezza la banca ligure. Il partner del Fondo interbancario è Cassa Centrale Banca, che Maccarone giudica un gruppo coeso, efficiente e ben patrimonializzato. Ora però la palla passa di nuovo in mano agli azionisti e in particolare alla famiglia Malacalza, socia di maggioranza, che saranno chiamati a votare l’ennesimo aumento di capitale. Il presidente del Fondo Salvatore Maccarone ha sottolineato che non è tanto importante quanto gli azionisti decidano di investire, ma soprattutto che votino a favore dell’aumento, altrimenti tutto sarà stato inutile. Con il nuovo voto per l’aumento di capitale le azioni dei piccoli risparmiatori, già praticamente azzerate nel loro valore, saranno definitivamente carta straccia. Ma di questo nessuno fa alcun cenno. Evidentemente è considerato un danno collaterale minimo, in paragone all’obbiettivo della salvezza di Banca Carige.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Piaggio ha esaminato e approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 14:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
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		<category><![CDATA[semestrale]]></category>
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					<description><![CDATA[I ricavi netti consolidati del Gruppo Piaggio sono stati pari a 817 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto ai 729,6 milioni di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I ricavi netti consolidati del Gruppo Piaggio sono stati pari a 817 milioni di euro, in crescita del 12% rispetto ai 729,6 milioni di euro registrati nel primo semestre 2018.</p>
<p>Il margine lordo industriale è stato pari a 250 milioni di euro, con un incremento del 9,5%,rispetto ai 228,3 milioni di euro registrati al 30 giugno 2018. L’incidenza del margine lordo industriale sul fatturato netto è pari al 30,6% (31,3% al 30 giugno 2018), 30,8% a cambi costanti.</p>
<p>L’evoluzione del conto economico sopra descritta porta a un EBITDA consolidato di 134,3 milioni di euro, in crescita del 15,2% (+15% a cambi costanti)rispetto ai 116,6 milioni di euro registrati al 30 giugno 2018.</p>
<p>L’EBITDA margin è pari al 16,4%, il valore più alto mai registrato nel periodo di riferimento dal 2006 (data dell’Ipo) (16% al 30 giugno 2018).</p>
<p>Escludendo gli effetti dell’IFRS 16, l’Ebitda al 30 giugno 2019 sarebbe pari a 130,6 milioni di euro.</p>
<p>Il risultato operativo (EBIT) è stato pari a 75,1 milioni di euro, in crescita del 21,3% rispetto ai 61,9 milioni di euro del primo semestre 2018. L’EBIT margin è pari al 9,2% (8,5% al 30 giugno 2018). Escludendo gli effetti dell’IFRS 16, l’EBIT sarebbe pari a 74,8 milioni di euro.</p>
<p>Il risultato ante imposte del periodo è stato pari a 62,8 milioni di euro, in crescita del 29,5% rispetto a 48,5 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2018. Le imposte di periodo sono state pari a 28,3milioni di euro, con un’incidenza del 45% sul risultato ante imposte.</p>
<p>L’utile netto consuntivato dal Gruppo Piaggio al 30 giugno 2019 è stato di 34,6 milioni di euro, in crescita del 29,6% rispetto a 26,7 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2018.</p>
<p>L’indebitamento finanziario netto (PFN), escludendo gli effetti negativi (pari a 20 milioni di euro) derivanti dell’adozione del principio contabile IFRS 16, risulta pari a 398 milioni di euro, in miglioramento per 33,4 milioni di euro rispetto a 431,4 milioni di euro al 30 giugno 2018 e in miglioramento per 31,2 milioni di euro rispetto a 429,2 milioni di euro al 31 dicembre 2018.</p>
<p>Considerando l’adozione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 risulta pari a 418 milioni di euro, in miglioramento per 13,3 milioni di euro rispetto al 30 giugno 2018 e di 11,2 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018.</p>
<p>Il patrimonio netto del Gruppo al 30 giugno 2019 ammonta a 393,7 milioni di euro, in crescita di 1,7 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018.</p>
<p>Nel semestre il Gruppo Piaggio ha consuntivato investimenti per 60,4 milioni di euro, in aumento del 26,5 % rispetto ai 47,8 milioni di euro del primo semestre 2018.</p>
<p>Alla base di questi risultati c&#8217;è un incremento delle vendite: nei primi sei mesi del 2019 il Gruppo Piaggio ha venduto complessivamente nel mondo 321.500 veicoli, in crescita del 5,7% (304.000 nel primo semestre del 2018), registrando ricavi consolidati per 817 milioni di euro. In crescita anche i volumi di vendita in tutte le aree geografiche, con un forte incremento in particolare dell’area Asia Pacific due ruote (+20,2%), seguita dall’area Emea e Americas (+6,7%) e dall’India (+0,5%).</p>
<p>Ben 215.900 i veicoli a due ruote venduti, in crescita del 5,9% (203.900 nei primi sei mesi del 2018), per un fatturato netto di 583,4 milioni di euro (+12,1% rispetto a 520,5 milioni di euro nei primi sei mesi del 2018). Il dato include anche i ricambi e accessori, che hanno registrato un fatturato pari a 67,5 milioni di euro, in crescita del 5%.</p>
<p>Circa le due ruote, ottimo l&#8217;andamento dell’area Asia Pacific (+20,2% volumi, +28,8% fatturato) e dell’area Emea e Americas (+4,6% volumi, +9,4% fatturato). Le 2 ruote in India hanno registrato un fatturato in crescita del 2,3%, anche grazie a un migliore mix dei prodotti venduti Mentre in Europa il Gruppo Piaggio ha confermato la leadership nel segmento scooter con una quota del 24,4%, e sul mercato nordamericano degli scooter il Gruppo ha mantenuto un forte posizionamento con una quota del 21,3%.</p>
<p>Il settore scooter ha segnato un primo semestre molto positivo con una crescita a doppia cifra del fatturato, trainata principalmente dal brand Vespa (che ha segnato un incremento del fatturato del 16% rispetto al 30 giugno 2018), dalle ottime performance dello scooter a tre ruote, Piaggio Mp3, che ha registrato un fatturato in crescita di oltre 20 punti percentuali, e degli scooter Aprilia.</p>
<p>Anche il settore moto del Gruppo ha segnato un primo semestre con fatturato in crescita del 14%, principalmente grazie alla performance del brand Moto Guzzi, che ha riportato un consistente incremento, spinto in particolare dagli ottimi risultati della nuova Moto Guzzi V85TT, la tutto terrenosul mercato dallo scorso febbraio e che ha riscosso un grande successo.</p>
<p>Nel settore dei veicoli commerciali il Gruppo Piaggio ha venduto nel periodo 105.700 unità, in crescita del 5,5% rispetto alle 100.100 unità nel primo semestre 2018, consuntivando un fatturato netto pari a 233,5 milioni di euro, +11,7% rispetto ai 209,1 milioni di euro al 30 giugno 2018.  Il dato include i ricambi e accessori, che hanno registrato vendite per 26,1 milioni di euro, in crescita del 9,9%.</p>
<p>A livello geografico l’incremento più rilevante è stato registrato nell’area Emea e Americas (+45,5% volumi; +18,6% fatturato). In India il Gruppo Piaggio ha venduto 95.800 veicoli commerciali (+2,6% volumi; +9,8% fatturato) e laconsociata PVPL si è attestata su una quota complessiva di mercato dei 3 ruote del 24,8% confermando inoltre la leadership nel segmento del trasporto merci (cargo) con una quota di mercato del 44,3%. Al 30 giugno 2019 il polo produttivo PVPL ha esportato 19.300 veicoli.</p>
<p>Piaggio Fast Forward (PFF), la società del Gruppo Piaggio con sede a Boston incentrata sulla robotica e mobilità del futuro, sta proseguendo l’attività di sviluppo del primo innovativo progetto, Gita, che verrà assemblato e prodotto nel nuovo stabilimento situato a Charlestown.</p>
<p>Nella seduta odierna il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato una nuova politica di distribuzione dei dividendi incentrata sulla distribuzione di acconti sul dividendo nel corso dell’Esercizio (piuttosto che in un&#8217;unica soluzione), per allinearsi alle altre società internazionali del settore due ruote, anche con l’obiettivo di ottimizzare la gestione dei flussi di cassa considerata la stagionalità del business.</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione, avendo approvato il Prospetto Contabile al 30 giugno 2019 e la Relazione degli Amministratori ai sensi dell’art. 2344 -bis del Codice Civile, ha quindi deliberato di distribuire un acconto sul dividendo ordinario dell’esercizio 2019 pari a 5,5 centesimi di euro, lordo da imposte, per ciascuna azione ordinaria avente diritto (a fronte di un dividendo di 9 centesimi deliberato per l’intero esercizio 2018), per un ammontare complessivo di Euro 19.650.390,43.</p>
<p>La data di stacco della cedola n.13 è il giorno 23.09.2019, record date dividendo il 24.09.2019 e, quale data a partire dalla quale viene posto in pagamento il dividendo (payment date), il giorno 25.09.2019.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le autorità antitrust europee hanno oggi approvato l’acquisizione da GBP46bn di Shire da parte di Takeda Pharmaceutical</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/le-autorita-antitrust-europee-oggi-approvato-lacquisizione-gbp46bn-shire-parte-takeda-pharmaceutical/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 16:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[acquisizione]]></category>
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		<category><![CDATA[Takeda Pharmaceutical]]></category>
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					<description><![CDATA[L’acquisizione aveva giá ottenuto l’approvazione dalle autorità di China, Giappone e USA. L’acquisizione ha trovato l’opposizione interna da parte dell’1%&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’acquisizione aveva giá ottenuto l’approvazione dalle autorità di China, Giappone e USA.</p>
<p>L’acquisizione ha trovato l’opposizione interna da parte dell’1% degli azionisti di Takeda che hanno manifestato le loro preoccupazione in relazione all’enorme indebitamento che si verrà a creare. Secondo i manager Takeda però l’indebitamento potrà essere controllato e hanno sviluppato un piano che prevede l’estinzione del debito in soli 5 anni.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 10:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Generali]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio di amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[CONSOLIDATI]]></category>
		<category><![CDATA[giugno]]></category>
		<category><![CDATA[risultati]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Un risultato molto solido che mostra le nostre&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha</p>
<p>commentato: “Un risultato molto solido che mostra le nostre capacità di attrarre nuova clientela</p>
<p>anche in contesti di mercato sfidanti. Le nostre masse hanno toccato a fine giugno un nuovo</p>
<p>massimo storico con un incremento a doppia cifra nell’ultimo anno a conferma della qualità dei</p>
<p>nostri consulenti e della versatilità delle soluzioni per la protezione dei portafogli. La banca rimane</p>
<p>inoltre concentrata sulla strategia di rafforzamento della componente ricorrente dei risultati per</p>
<p>aumentarne la sostenibilità indipendentemente dalla dinamica dei mercati finanziari. Il positivo</p>
<p>riscontro alle nuove soluzioni di investimento e all’advisory evoluta unite alla realizzazione di alcuni</p>
<p>nuovi progetti strategici per la banca ci rendono fiduciosi per i prossimi trimestri e per il</p>
<p>raggiungimento degli obiettivi prefissati”.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Approvato il Bilancio consuntivo 2017 di Nova Coop</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/approvato-bilancio-consuntivo-2017-nova-coop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 15:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[consuntivo]]></category>
		<category><![CDATA[Nova Coop]]></category>
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					<description><![CDATA[Applaudito l’intervento del presidente di Nova Coop, Ernesto Dalle Rive, che ha annunciato tra l’altro come “nel 2017 sono stati&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_34486-2" style="width: 1010px" class="wp-caption alignleft"><p id="caption-attachment-34486-2" class="wp-caption-text">coop</p></div>
<p>Applaudito l’intervento del presidente di Nova Coop, Ernesto Dalle Rive, che ha annunciato tra l’altro come “nel 2017 sono stati investiti 7,8 milioni di euro in interventi di ristrutturazione che hanno interessato alcuni punti vendita, tra cui quello di Borgomanero. Nel 2018 prosegue il cammino di interventi di sviluppo e rinnovamento della rete con una spesa di 65 milioni di euro. Interessati i punti vendita dì Gravellona Toce e di Trecate.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Cda di RCS Mediagroup ha approvato i risultati del primo trimestre 2018</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/cda-rcs-mediagroup-approvato-risultati-del-primo-trimestre-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 12:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
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		<category><![CDATA[RCS Mediagroup]]></category>
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		<category><![CDATA[trimestre]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Ebitda sale a 20,2 milioni rispetto ai 12,1 milioni del pari periodo 2017. Inversione di segno invece per l’Ebit, che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ebitda sale a 20,2 milioni rispetto ai 12,1 milioni del pari periodo 2017. Inversione di segno invece per l’Ebit, che passa da un deficit di 0,6 milioni a un importo positivo di 11,2 milioni.</p>
<p>La performance della gestione operativa si è riflessa anche sul risultato finale, che evidenzia un utile netto di 6 milioni, contro una perdita di 5,7 milioni registrati nel primo trimestre 2017.</p>
<p>L’indebitamento finanziario netto passa da 287,4 milioni a fine dicembre scorso a 259,2 milioni al 31 marzo 2018.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato la revisione congiunturale speciale dello studio di settore</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/ministero-delleconomia-delle-finanze-approvato-la-revisione-congiunturale-speciale-dello-studio-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 14:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero dell'economia e delle finanze]]></category>
		<category><![CDATA[revisione]]></category>
		<category><![CDATA[speciale]]></category>
		<category><![CDATA[studio di settore]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato l’aggiornamento dei trend economici degli studi di settore, attraverso la revisione congiunturale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato l’aggiornamento dei trend economici degli studi di settore, attraverso la revisione congiunturale speciale degli stessi, allo scopo di rappresentare la situazione economico-congiunturale che ha caratterizzato il 2017, apportando gli interventi correttivi che tengano conto degli effetti della crisi economica e dei mercati.<br />
L’aggiornamento tiene conto di alcune grandezze e variabili economiche e delle relativa relazioni, modificate a seguito della crisi economica verificatasi nel corso del 2017, tra cui:<br />
– le contrazioni più significative dei margini e delle redditività;<br />
– il minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari;<br />
– la riduzione dell’efficienza produttiva;<br />
– le riduzioni delle tariffe per le prestazioni professionali;<br />
– gli andamenti congiunturali negativi intervenuti nell’ambito dei diversi settori, anche in relazione al territorio;<br />
– la ritardata percezione dei compensi da parte degli esercenti attività di lavoro autonomo a fronte delle prestazioni rese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INDICATORE DI “ANALISI DELL’EFFICIENZA PRODUTTIVA”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato introdotto un’apposita funzione di “analisi dell’efficienza produttiva” per 182 studi di settore (escludendo i 12 studi relativi alle attività professionali che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi), che misura la capacità del soggetto economico di combinare gli input produttivi impiegati in maniera efficiente, nel senso di ottenere un valore della produzione il più vicino possibile a quello potenziale di efficienza. Tale indicatore permette di considerare contemporaneamente il contributo alla produzione dei fattori produttivi impiegati (il lavoro e il capitale).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INDICATORI DI ANALISI DI “NORMALITÀ ECONOMICA” E “COERENZA”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato modificato l’indicatore di “analisi della normalità economica” riguardante la “Durata delle scorte” per i soggetti che, per il 2017, presentano contemporaneamente le seguenti situazioni:<br />
– situazione di coerenza delle esistenze iniziali;<br />
– situazione di normalità economica rispetto agli indicatori di controllo del valore dei beni strumentali;<br />
– riduzione dell’efficienza produttiva rispetto a quella storica, individuata come il maggior valore di efficienza produttiva del triennio 2014-2016;<br />
– dichiarazione, per il biennio 2016-2017, dello stesso codice attività prevalente o applicazione dello stesso studio di settore.<br />
In tal caso, la soglia massima di normalità economica dell’indicatore viene aumentata in modo da tener conto dell’incremento di rimanenze finali riconducibile alla crisi economica (merci e prodotti invenduti a seguito di contrazione delle vendite).<br />
Gli interventi relativi all’analisi di coerenza riguardano tutti gli indicatori per i quali la determinazione dei valori soglia di coerenza può essere influenzata dalla riduzione dei margini e della redditività, nonché dal minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari, collegati alla situazione di crisi economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CORRETTIVI CONGIUNTURALI E INFLUENZA DEI RISULTATI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono stati introdotti correttivi congiunturali relativi al settore, a livello territoriale e individuali.<br />
In fase di applicazione, l’analisi della coerenza degli indicatori economici utilizza le soglie modificate sulla base degli interventi correttivi per le imprese in contabilità semplificata e dei correttivi congiunturali individuati per ciascuno dei 193 studi di settore approvati. Gli eventuali valori di riduzione dei ricavi / compensi stimati, determinati sulla base dei correttivi, sono sottratti ai risultati derivanti dall’applicazione dell’analisi di congruità e dell’analisi di normalità economica, individuando pertanto, in fase di applicazione, il ricavo o compenso puntuale e quello minimo ammissibile.<br />
I contribuenti che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, dichiarano, anche a seguito dell’adeguamento, ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quello risultante dall’applicazione degli studi di settore integrati con i correttivi della revisione congiunturale, non sono assoggettabili, per tale annualità, all’accertamento induttivo basato sugli studi di settore.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OVS: approvato il bilancio 2017</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/ovs-approvato-bilancio-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2018 11:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[OVS]]></category>
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					<description><![CDATA[Vendite nette in aumento del 4% al netto del sell-in alla ex Vögele (al lordo, +12%), l&#8217;ebitda rettificato sfiora i&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Vendite nette in aumento del 4% al netto del sell-in alla ex Vögele (al lordo, +12%), l&#8217;ebitda rettificato sfiora i 197 milioni di euro (+5,3%) mentre il risultato netto rettificato segna un bel +16%. Interessante il commento di Stefano Beraldo, l&#8217;ad, sul contesto di mercato nel quale si è mossa OVS nell&#8217;ultimo anno</div>
<div title="Page 1">
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<p>OVS archivia il 2017 (anno finanziario 1° febbraio 2017 &#8211; 31 gennaio 2018) con vendite nette di 1.525,7 milioni di euro, +12%; se si esclude il sell-in verso Sempione Fashion AG (ex Charles Vögele) l&#8217;incremento è del +4%.</p>
<p>L&#8217;Ebitda rettificato si è arricchito di quasi 10 milioni di euro (9,8 milioni per l&#8217;esattezza) e sale a complessivi 196,5 milioni, +5,3% rispetto all&#8217;esercizio 2016.</p>
<p>Il Risultato netto rettificato (106,5 milioni di euro) si alza da terra fino al +16% con 14,7 milioni di euro di euro in più appetto l&#8217;anno preterito.</p>
<p>La quota di mercato in Italia guadagna quasi 50 bp salendo al 7,84%.</p>
<p>La Posizione finanziaria netta rettificata è di 317,9 milioni (escludendo il non cash item di -€59,9 milioni relativo all’impatto mark-to-market: per la spiegazione/traduzione vedi nota* in fondo all&#8217;articolo).</p>
<p>Nel 2017 la rete del gruppo ha raggiunto un totale di 1.624 punti di vendita (di cui 744 a gestione diretta) aumentando di 151 esercizi. A quel totale si aggiungono i 140 negozi in Svizzera e gli 11 in Slovenia in franchising, convertiti in OVS grazie all’accordo commerciale siglato con Sempione Fashion AG.</p>
<p>Ecco il commento -e l&#8217;ottima sintesi- di Stefano Beraldo, amministratore delegato:</p>
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<p>&#8220;Consumi italiani ancora deboli da un lato, settore soggetto a profonde trasformazioni dall’altro, situazione climatica non favorevole ed elevate presenze di stock presso la concorrenza e forti promozioni, hanno comportato un 2017 caratterizzato da un mercato dell’abbigliamento italiano in contrazione dell’1,3%, e molto volatile, con i mesi di ottobre e gennaio in forte regresso (rispettivamente -8,6% e -5%). Ancor più significativa la discesa  del mercato dell’abbigliamento in Svizzera, mercato di riferimento del principale franchisee di OVS, Sempione Fashion AG (ex Charles Vögele), dove l&#8217;arretramento nel 2017 è stato addirittura pari a -5,2%. Entrambi i mercati sono stati sottoposti a una significativa pressione sui margini, conseguenza di un ulteriore aumento di competizione dei diversi attori, e di una diminuzione del traffico nei negozi in parte dovuta alla crescita del canale online&#8221;.</p>
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<p>&#8220;Il 2017 è stato un anno eccezionale per il Gruppo OVS -aggiunge Beraldo- in termini di crescita internazionale -precisa Stefano Beraldo- escludendo l’accordo commerciale con Sempione Fashion AG, le superfici di vendita del brand OVS sono aumentate del 43%, con l’espansione in 8 nuovi mercati, 62 nuovi negozi (di cui 14 full-format) principalmente in franchising, e il consolidamento del mercato spagnolo, che conta, a chiusura esercizio, 50 negozi su un totale di 238 in 33 paesi esteri. Ad oggi, le aperture in Italia e nei paesi frutto di crescita organica, dalla Spagna all’Arabia Saudita, dall’Iran ai Balcani, performano in linea o al di sopra delle aspettative. Il mercato svizzero invece si sta dimostrando più difficile del previsto, necessitando di maggiori tempi in ragione tanto dell’attuale difficile momento del mercato stesso, quanto della necessità di un radicale cambiamento della customer base ora certamente ringiovanita&#8221;.</p>
<p>Le vendite eCommerce nel 2017 sono proseguite in linea con le attese, raddoppiando rispetto al 2016, sia grazie al sito OVS sia con il contributo dei marketplace europei. &#8220;L‘attenzione alla multicanalità e il miglior servizio al cliente -precisa Beraldo- ha contribuito, tra l’altro, a un incremento del tasso di conversione in-store del +4,7%. Gli investimenti fatti dal Gruppo durante il 2017, con l’introduzione di un nuovo Digital Transformation Director e di un nuovo Crm manager testimoniano il chiaro percorso intrapreso dalla società in tal senso&#8221;.</p>
<p>Entrando nel dettaglio dei risultati Beraldo aggiunge: &#8220;Nonostante il difficile contesto, i risultati del Gruppo sono stati ragguardevoli. Le vendite a parità del Gruppo OVS in Italia sono state piatte per tutto il 2017, subendo poi una contrazione in gennaio causata da un mercato fortemente in calo e che ha portato le vendite a parità totali dell’anno fiscale 2017 in territorio leggermente negativo (-1,1%). Il 2017 è proseguito nel percorso di consolidamento del mercato domestico tramite la crescita di entrambi i marchi (Ovs e Upim, ndr), rafforzando il ruolo di leadership in Italia e incrementando ulteriormente la quota di mercato, da 7,37% a 7,84% in un anno. Abbiamo inoltre sviluppato la presenza dei nostri marchi nei mercati internazionali. La crescita organica realizzata attraverso l’espansione del network preesistente ha portato le insegne del Gruppo a raggiungere un totale di 307 negozi all’estero, per un fatturato realizzato nel 2017 pari 58,8 milioni di euro, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente. A questa si è aggiunta la conversione dei negozi svizzeri e sloveni di Sempione Fashion AG (precedentemente Charles Vögele)&#8221;.</p>
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<p>&#8220;Il 2017 -prosegue Beraldo- è stato l’anno dell’accelerazione della crescita economica e di un primo accenno alla ripresa dell’inflazione in Europa. La crescita del Pil dell’eurozona si è attestata a +2,3%. L’economia Italiana nel 2017 ha dunque proseguito il consolidamento della ripresa vista l’anno precedente, chiudendo con il Pil in aumento dell’1,5% (+0,9% nel 2016), ma dimostrando ancora non poche incertezze di natura politico-economica soprattutto in chiusura d’anno e all’inizio d’anno nuovo, principalmente a causa delle elezioni politiche. La ripresa a livello macroeconomico si è tradotta parzialmente in una ripresa dei consumi che tuttavia non ha interessato il settore dell’abbigliamento, calato del -1,5%&#8221;.</p>
<p>GLI SCENARI, SECONDO BERALDO</p>
<p>&#8220;Il nostro settore sta vivendo un momento di trasformazione rapida, profonda e strutturale -aggiunge Beraldo-. Molti nostri concorrenti, presenti e non nel territorio italiano, stanno da tempo registrando risultati scoraggianti e questo ci fornisce un più forte pungolo a continuare nel costante processo di miglioramento del modello di business. Alcuni cambiamenti possono ritenersi epocali, come i nuovi paradigmi del segmento value (o forse sarebbe meglio dire super-value) che caratterizzano business unicamente sostenuto dai volumi, con nuovi e minori posizionamenti prezzo, o come la rivoluzione digitale e multicanale, che ha comportato nuove sfide per la rete di vendita fisica. Altri cambiamenti saranno più graduali, ma non per questo meno significativi, come la sempre maggior attenzione alla sostenibilità del business e all’economia circolare. La risposta a questi e ad altri cambiamenti non è solo una, e richiede la capacità di essere agili, reattivi, capaci di trasmettere chiaramente ai propri clienti il motivo per essere scelti in via privilegiata rispetto ad altri. I prezzi competitivi sono necessari, ma non si possono più ritenere sufficienti. I negozi devono essere più attraenti. Il processo di digitalizzazione è indispensabile non solo per sostenere le relazioni multicanale con il cliente finale, ma anche per accelerare ed implementare i processi interni, dalla pianificazione alla distribuzione. La supply chain deve essere sempre più flessibile e reattiva, avvicinandosi sempre più a un modello completamente pull, capace di soddisfare tutte le esigenze dei clienti, talvolta anticipandole&#8221;.</p>
<p>* NOTA</p>
<p>OVS acquista la maggior parte della merce in Usa, e pertanto utilizza strumenti di copertura operativi a termine per garantire costi di acquisto merci non influenzati da oscillazioni sui cambi. I principi contabili richiedono la valutazione mark-to-market degli strumenti utilizzati e l’impatto contabile è dovuto al rafforzamento dell’Euro nei confronti del Dollaro registrato nella seconda parte dell’anno. La scrittura di costo pertanto è un non cash item derivante dal differenziale tra il cambio di copertura della merce prevista in acquisto principalmente nel 2018 in dollari americani e il cambio effettivo euro/dollaro al  31 gennaio 2018.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Snam ha approvato il bilancio consolidato</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/snam-approvato-bilancio-consolidato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 11:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio consolidato]]></category>
		<category><![CDATA[Snam]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio ha inoltre deliberato di proporre all&#8217;Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,2155 euro per azione,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio ha inoltre deliberato di proporre all&#8217;Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,2155 euro per azione, di cui 0,0862 euro per azione già distribuiti a titolo di acconto nel mese di gennaio 2018.</p>
<p>Highlight finanziari<br />
&#8211; Ricavi totali: 2.441 milioni di euro (+26 milioni di euro; +1,1% rispetto ai ricavi totali pro-forma adjusted del 2016, grazie ai continui investimenti e ai maggiori volumi di gas immesso)<br />
&#8211; Utile operativo adjusted: 1.363 milioni di euro (+27 milioni di euro; +2,0% rispetto all&#8217;utile operativo pro-forma adjusted del 2016, grazie anche alla riduzione dei costi operativi che beneficiano delle azioni di efficienza avviate)<br />
&#8211; Utile netto adjusted: 940 milioni di euro (+95 milioni di euro; +11,2% rispetto all&#8217;utile netto proforma adjusted del 2016, grazie anche ai minori oneri finanziari netti che beneficiano della riduzione del costo medio del debito)<br />
&#8211; Investimenti tecnici: 1.034 milioni di euro (906 milioni di euro nel 2016)<br />
&#8211; Free Cash Flow: 423 milioni di euro</p>
<p>Highlight operativi<br />
&#8211; Domanda di gas naturale: 75,1 miliardi di metri cubi (+6,0% rispetto al 2016, in aumento per il dodicesimo trimestre consecutivo)<br />
&#8211; Gas immesso nella rete di trasporto: 74,6 miliardi di metri cubi (+5,6% rispetto al 2016)<br />
&#8211; Capacità disponibile di stoccaggio: 12,2 miliardi di metri cubi (+0,2 miliardi di metri cubi rispetto al 31 dicembre 2016), pressoché interamente conferita per l&#8217;anno termico 2017-2018 (99,9%)</p>
<p>Principali eventi<br />
&#8211; Acquistate, nell&#8217;ambito del programma di share buyback avviato in data 7 novembre 2016, n. 84.788.366 azioni proprie al 31 dicembre 2017, pari al 2,42% del capitale sociale, per un costo complessivo pari a 313 milioni di euro e costo medio unitario pari a 3,69 euro per azione<br />
&#8211; Perfezionata, in data 13 ottobre 2017, l&#8217;acquisizione del 100% del capitale sociale di Infrastrutture Trasporto Gas S.p.A. e del 7,3% di Adriatic LNG S.r.l.<br />
&#8211; Concluso con successo il riacquisto di obbligazioni Snam in circolazione per un valore nominale complessivo pari a 607 milioni di euro. Il prezzo di riacquisto, pari a complessivi 656 milioni di euro, è stato in gran parte finanziato tramite un&#8217;emissione obbligazionaria del valore nominale di 650 milioni di euro.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Saras ha approvato il Bilancio Consolidato di Gruppo</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/saras-approvato-bilancio-consolidato-gruppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 15:02:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio Consolidato di Gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Saras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.notiziariofinanziario.com/?p=35923</guid>

					<description><![CDATA[Conseguentemente alla scomparsa del Presidente del Consiglio, Dott. Gian Marco Moratti, si rende noto che il Consiglio di Amministrazione di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Conseguentemente alla scomparsa del Presidente del Consiglio, Dott. Gian Marco Moratti, si rende noto che il Consiglio di Amministrazione di Saras S.p.A., in considerazione dell&#8217;imminenza dell&#8217;Assemblea Generale chiamata, inter alia, a nominare il nuovo Consiglio, e considerato che nel frattempo non sono previste attività che vedano coinvolto il Consiglio medesimo, ha deliberato di non procedere alla nomina per cooptazione di un Amministratore ai sensi dell&#8217;art. 2386, 1° comma, del codice civile ed ai sensi di Statuto e, per le stesse ragioni, ha altresì deliberato di non procedere al conferimento della carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione.</p>
<p>IlConsiglio di Amministrazione ha inoltre deliberato di proporre all&#8217;Assemblea Generale degli Azionisti di Saras SpA, prevista per il giorno 27aprile 2018, un <strong>dividendo pari a 0,12 Euro</strong> per azione, corrispondente a circa il 52% del Risultato Netto comparable conseguito dal Gruppo nell&#8217;esercizio 2017. Il dividendo sarà pagato in data 23 maggio 2018, con stacco della cedola in data 21maggio 2018.</p>
<p>A margine del Consiglio l&#8217;Amministratore Delegato, Dott. <strong>Massimo Moratti</strong>, ha commentato: &#8220;È per me estremamente difficile parlare dei risultati e del futuro del Gruppo senza poter condividere questo compito con mio fratello Gian Marco come è sempre avvenuto. Ma proprio la sua grande passione e dedizione per questa azienda deve spingere tutti noi a dare il meglio e proseguire nel percorso di crescita e prosperità che lui aveva tracciato e che con tanto sacrificio ed impegno ha contribuito a realizzare.<br />
Il 2017 è stato un anno fortemente positivo per il Gruppo Saras con l&#8217;utile netto che è cresciuto del 23% rispetto all&#8217;esercizio precedente ed una posizione finanziaria netta che si conferma saldamente positiva. Il nostro modello di business orientato alla flessibilità operativa e commerciale si è dimostrato vincente anche in un contesto molto complesso specie sul mercato dei grezzi e caratterizzato da dinamiche poco prevedibili.1Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Dott. Franco Balsamo,dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l&#8217;informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società.<br />
Il Piano industriale si pone l&#8217;obiettivo di conservare una posizione di leadership nel settore della raffinazione anche nel prossimo decennio e punta all&#8217;eccellenza operativa attraverso 800 milioni di Euro di investimenti focalizzati sul mantenimento di impianti all&#8217;avanguardia, anche grazie al contributo dell&#8217;innovazione tecnologica e della digitalizzazione.<br />
L&#8217;impianto IGCC è un elemento molto importante del nostro sistema industriale. La completa integrazione con la raffineria ne permetterà il pieno sfruttamento anche dopo il 2021 e ci permetterà di cogliere le opportunità che si presenteranno, a partire dalla seconda metà del 2019, con l&#8217;introduzione della normativa IMO che ridurrà la percentuale di zolfo dei fumi dei motori marini.&#8221;</p>
<p><strong>Linee guida del Piano Industriale 2018–2021<br />
</strong>Il Consiglio di Amministrazione di Saras SpA ha approvato il Piano Industriale del Gruppo per il periodo 2018 –2021 (il &#8220;Piano&#8221;), che si fonda sulle medesime strategie operative e leve di creazione divalore annunciate nel piano precedentee include il completamento del ciclo di investimenti avviato nel 2015, aggiornando lo scenario di riferimento.</p>
<p>Il Gruppo ha individuato <strong>quattro priorità strategiche</strong> volte a massimizzare la capacità di cogliere le opportunità di mercato e garantire la sostenibilità del business anche nel prossimo decennio.</p>
<p>In dettaglio:</p>
<p>(i) il completamento del ciclo di investimenti avviato nel 2015;</p>
<p>(ii) l&#8217;ottimizzazione della produzione ed il miglioramento delle performance;</p>
<p>(iii) il consolidamento del modello di business basato sulla gestione integrata della supply chain e</p>
<p>(iv) l&#8217;ottimizzazione dei costi.</p>
<p>Si inserisce poi, senza discontinuità, in tutte le iniziative descritte, l&#8217;importante piano di digitalizzazione che la società sta realizzando e che, facendo leva sul know-how delle persone, si pone l&#8217;obiettivo di rafforzare le caratteristiche di efficienza e flessibilità che contraddistinguono l&#8217;attività del Gruppo.</p>
<p>Il Piano si fonda su uno scenario di riferimento che incorpora un mercato petrolifero favorevole all&#8217;industria della raffinazione supportato da una robusta domanda di prodotti raffinati e che, a partire dalla seconda metà del 2019, beneficerà degli effetti della regolamentazione sul contenuto di zolfo nei fumi dei motori marini che dal 1° gennaio 2020 dovrà scendere dall&#8217;attuale 3,5% allo 0,5% (c.d. &#8220;IMO -Marpol VI&#8221;).</p>
<p>È opinione largamente condivisa che come conseguenza si rafforzerà sensibilmente il valore del diesel e contemporaneamente scenderà il valore dell&#8217;olio combustibile ad alto contenuto di zolfo, determinando diversi effetti: aumenteranno i margini di raffinazione per gli impianti ad alta conversione come quello del Gruppo Saras, scenderà il prezzo dei grezzi ad alto contenuto di zolfo e le raffinerie di minori dimensioni e tecnologicamente arretrateincontreranno maggiori difficoltà.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;impianto IGCC, il 2021 rappresenta un anno di discontinuità in quanto nel secondo trimestre giungerà a scadenza il contratto CIP6/92, beneficiando di alcuni recuperi produttivi. Entro tale data avrà luogo la fermata decennale per la manutenzione programmata sull&#8217;intero impianto ripristinandone la piena efficienza al fine di estendere l&#8217;operatività al decennio successivo.</p>
<p>Nella seconda metà dell&#8217;anno la società continuerà ad acquistare l&#8217;elettricità necessaria al processo di raffinazione da terzi e venderà i volumi prodotti al mercato.</p>
<p>A tendere si prevede che l&#8217;impianto IGCC continui ad operare utilizzando pienamente la capacità installata ededicando circa 150 MW alla produzione per autoconsumo (sia dell&#8217;IGCC che della raffineria) ed i restanti 425 MW alla vendita a terzi, valorizzando i volumi prodotti a condizioni dimercato.</p>
<p>L&#8217;assetto produttivo sopra descritto consentirà di continuare ad utilizzare il TAR quale materia prima per la produzione di elettricità evitando al Gruppo rilevanti investimenti che si renderebbero necessari.</p>
<p>In uno scenario post &#8220;IMO-Marpol VI&#8221;si prevede infatti un marcato ampliamento del differenziale tra gasolio ed olio combustibile ad alto tenore di zolfo, condizione che riduce il valore del TAR. In tale contesto di mercato il valore intrinseco dell&#8217;impianto IGCC verrà massimizzato e contribuirà positivamente alla realizzazione del margine di raffinazione integrato.</p>
<p>Infine la gestione integrata dell&#8217;impianto IGCC e della raffineria garantirà il risparmio degli oneri di sistema grazie all&#8217;auto-produzione dell&#8217;elettricità, continuando a fornire vapore ed idrogeno necessari al processo di raffinazione.</p>
<p>Il nuovo piano di investimenti conferma l&#8217;impegno del Gruppo nel business della raffinazione e la volontà di mantenere l&#8217;eccellenza operativa e tecnologica consolidando la propria posizione competitiva.</p>
<p>Durante l&#8217;orizzonte di Piano, sono previsti <strong>800 milioni di Euro di investimenti </strong>che includono gli investimenti ordinari di mantenimento della capacità produttiva, gli interventi per il rispetto delle normative HSE ed anche quelli dedicati al miglioramento dell&#8217;affidabilità ed alle iniziative di digitalizzazione.</p>
<p>Incorporando lo scenario positivo sopra illustrato, la <strong>generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l&#8217;orizzonte di Piano è attesa pari a circa 1.950÷2.050milioni di Euro</strong>.</p>
<p>Il Piano risulta pertanto sostenibile da un punto di vista finanziario,in quanto i flussi di cassa previsti saranno in grado di far fronte agli investimenti, al fabbisogno di capitale circolante, al pagamento degli oneri finanziari e delle imposte, garantendo altresì un&#8217;adeguata politica di remunerazione degli azionistie rafforzando ulteriormente la solidità patrimoniale.</p>
<p>Il Piano attesta l&#8217;attenzione alla remunerazione degli azionisti confermando la politica aziendale che prevede il <strong>pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell&#8217;utile netto comparable</strong>.</p>
<p>La relazione finanziaria annuale 2017 è stata messa a disposizione del Collegio Sindacale e della Società di revisione e, insieme agli altri documenti di cui all&#8217;art. 154-ter del D.Lgs. 58/1998 (Testo Unico Finanza), sarà messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale, e pubblicata sul sito internet della società nei termini previsti dalle vigenti disposizioni.</p>
<p><strong>Commento ai risultati dell&#8217;esercizio 2017<br />
</strong></p>
<table>
<tbody>
<tr class="even">
<td>Milioni di Euro</td>
<td>FY 2017</td>
<td>FY 2016</td>
<td>Var %</td>
</tr>
<tr class="odd">
<td>EBITDA</td>
<td>504,3</td>
<td>638,1</td>
<td>-21%</td>
</tr>
<tr class="even">
<td>EBITDA comparable</td>
<td>522,5</td>
<td>506,0</td>
<td>3%</td>
</tr>
<tr class="odd">
<td>RISULTATO NETTO</td>
<td>240,8</td>
<td>196,3</td>
<td>23%</td>
</tr>
<tr class="even">
<td>RISULTATO NETTO comparable</td>
<td>217,4</td>
<td>155,9</td>
<td>39%</td>
</tr>
<tr class="odd">
<td>POSIZIONE FINANZIARIA NETTA</td>
<td>87</td>
<td>99</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>L&#8217;intero ciclo di manutenzione programmata sull&#8217;impianto di Generazione di Energia Elettrica per l&#8217;esercizio 2017 è stato svolto durante il primo semestre.<br />
Nello specifico nel primo trimestre è stato realizzato il programma manutentivo previsto relativo a due treni di &#8220;Gasificatore –Turbina a ciclo combinato&#8221; ed una &#8220;linea di lavaggio gas&#8221;, mentre nel secondo trimestre la manutenzione ha interessato il terzo treno &#8220;Gasificatore –Turbina a ciclo combinato&#8221;.La <strong>produzione di energia elettrica </strong>è stata quindi pari a 4,09TWh in flessione dell&#8217;11% rispetto allo scorso esercizio, in ragione di un programma manutentivo più pesante rispetto all&#8217;anno precedente, oltre che da una minor performance produttiva (il fattore di servizio è risultato inferiore di oltre il 4% rispetto alla media degli ultimi 10 anni).</p>
<p>L&#8217;<strong>EBITDA comparable </strong>è stato pari a 196,6 milioni di Euro, pressoché in linea con i 195,4 milioni di Euro conseguiti nel 2016. In particolare il maggior contributo della linearizzazione, lo scenario positivo caratterizzato da un incremento del valore della tariffa CIP6/92 (+7%) e le vendite di vapore ed idrogeno (non soggette alla procedura di linearizzazione) superiori per circa 10 milioni di Euro rispetto all&#8217;esercizio precedentehanno più che compensato l&#8217;incremento dei costi fissi legato all&#8217;importante ciclo di manutenzione ed i minori volumi prodotti. Si segnala inoltre che la differenza tra l&#8217;EBITDA comparable e quello reported è imputabile ad una riclassifica contabile.</p>
<p>La crescita registrata dall&#8217;<strong>EBIT comparable </strong>è principalmente dovuta alla riduzione degli ammortamenti comegià sopra riportato.</p>
<p>Passando all&#8217;analisi dell&#8217;<strong>EBITDA </strong>calcolato secondo i principi contabili Italiani, esso è stato pari a 97,7milioni di Euro nel 2017, in calo rispetto ai 133,9 milioni di Euro conseguiti nel medesimo nello scorso esercizio. La differenza è dovuta all&#8217;effetto combinato della <strong>minor produzione di energia elettrica</strong> (-11%) e dell&#8217;<strong>incremento di circa 10 milioni di Euro del costo di acquisto della materia prima (TAR)</strong>. I fenomeni descritti, sono stati solo in parte compensati dal maggior valore della tariffa CIP6/92(+7%) e dalle sopra citate maggiori vendite di idrogeno e vapore (per circa 10milioni di Euro).</p>
<p>Gli investimenti sono stati pari a 16,6 milioni di Euro, in coerenza con gli importanti interventi di manutenzione programmata che sono stati realizzati.</p>
<p><strong>Commento ai risultati del quarto trimestre del 2017<br />
</strong>Nel quarto trimestre del 2017, il segmento <strong>Generazione di Energia Elettrica</strong> ha marciato in assenza di interventi di manutenzione programmata realizzando una produzione di energia elettrica pari a 1,13TWh, in calo rispetto ai 1,24 TWh registrati nel quarto trimestre dello scorso esercizioa causa di una minor performance operativa.L&#8217;<strong>EBITDA comparable </strong>è stato pari a 48,3 milioni di Euro, in crescita del 7% rispetto ai 45,0 milioni di Euro conseguiti nel quarto trimestre del 2016.<br />
Tale risultato è ascrivibile al maggior contributo della linearizzazione e dall&#8217;incremento del valore della tariffa CIP6/92 (+7%) che hanno più che compensato i minori volumi prodotti. I costi fissi e variabili sono invece risultati sostanzialmente in linea con il quarto trimestre del 2016.</p>
<p>Come evidenziato nei risultati annuali, si segnala che la differenza tra l&#8217;EBITDA comparable e quello reported è imputabile ad una riclassifica contabile. La forte crescita registrata dall&#8217;EBIT comparable è dovuta sia al maggior EBITDA che alla riduzione degli ammortamenti come già sopra riportato.</p>
<p>Passando poi all&#8217;analisi dell&#8217;EBITDA calcolato secondo i principi contabili Italiani, nel quarto trimestre del 2017 esso è stato pari a 32,5 milioni di Euro, in linea con i 32,6 milioni di Euro conseguiti nel quarto trimestre del 2016, poiché il maggior valore della tariffa CIP6/92 ha compensato la minor produzione di energia elettrica.Infine, gli investimenti del trimestre sono stati pari a 2,8milioni di Euro.</p>
<p><strong>Eolico<br />
</strong>Il Gruppo Saras è attivo nella produzione e vendita di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso la controllata Sardeolica Srl, che gestisce un parco eolico ubicato ad Ulassai (Sardegna). Di seguito si riportano i principali dati operativi e finanziari.</p>
<p>Nell&#8217;esercizio 2017 l&#8217;EBITDA comparable del segmento Eolico (coincidente con quello IFRS) è stato pari a 23,1milioni di Euro, sostanzialmente in linea con i 23,8 milioni di Euro dell&#8217;esercizio 2016 in quanto la minor ventosità (registrata nella prima parte dell&#8217;anno) che ha dato luogo ad una produzione di elettricità inferiore del 14% rispetto all&#8217;esercizio precedente, è stata compensata dal maggior valore della Tariffa Incentivo (+0,7 Eurocent/Kwh rispetto all&#8217;anno precedente), e della Tariffa Elettrica (+1,0 Eurocent/kWh, rispetto all&#8217;anno precedente).</p>
<p>Nel quarto trimestre del 2017 l&#8217;EBITDA comparable del segmento Eolico (coincidente con quello IFRS) è stato pari a 8,7 milioni di Euro, in crescita rispetto ai 7,2 milioni di Euro conseguitinel quarto trimestre dello scorso eserciziograzie alla maggior ventosità, che ha dato luogo ad una produzione di elettricità superiore del 23% rispetto allo stesso trimestredel2016. Inoltre la Tariffa Incentivo è risultata superiore di +0,7 Eurocent/kWh e la Tariffa Elettrica è cresciuta di +0,6 Eurocent/kWh rispetto al quarto trimestre dell&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>Altre Attività<br />
</strong>Il segmento include le attività delle controllate Sartec SpA, Reasar SA e altre, che hanno positivamente contribuito al risultato di Gruppo anche nell&#8217;esercizio 2017.</p>
<p><strong>Strategia ed Evoluzione prevedibile della Gestione<br />
</strong>Grazie alla configurazione ad alta conversione, all&#8217;integrazione con l&#8217;impianto IGCC e ad un modello operativo basato sulla gestione integrata della Supply Chain, la raffineria Saras, ubicata a Sarroch (Sardegna), detiene una posizione primaria nel panorama dei siti Europei. Tali caratteristiche consentono al Gruppo di posizionarsi in maniera positiva rispetto alla prevedibile evoluzione dello scenario di riferimento in particolar modo per quanto riguarda la normativa IMO –Marpol VI che prevede, dal 1° gennaio 2020, la riduzione dei valori consentiti nelle emissioni di zolfo nei fumi di combustione dei motori marini dando luogo a condizioni di mercato premianti per i siti come quello di Sarroch.</p>
<p>Il Gruppo intende proseguire nelle iniziative di miglioramento delle prestazioni operativeedell&#8217;affidabilità degli impianti oltre che nella razionalizzazione dei costi e completare l&#8217;importante piano di investimenti avviato nel 2015. Ad ulteriore rafforzamento di tale processo è stato recentemente avviato un importante programma di digitalizzazione che consentirà di far leva su fattori presenti in azienda quali la grande mole di dati ed il know-how delle persone, accrescendo la flessibilità operativa e commerciale che da sempre caratterizza il modello di business del Gruppo, con l&#8217;obiettivo di catturare le opportunità offerte dallaprevedibile evoluzione dello scenario di riferimento garantendo il mantenimento di una posizione di leadership anche nel prossimo decennio.</p>
<p>L&#8217;esercizio 2018 si è aperto con il Brent sui valori massimi degli ultimi 3 anni attorno a 70 $/bl sulla scia dell&#8217;accordo raggiunto dai paesi OPEC ed altri importanti produttori in merito al prolungamento anche per l&#8217;anno in corso dei tagli produttivi, alcune tensioni geopolitiche in Medio Oriente e problemi tecnici su oleodotti in Europa e negli Stati Uniti che hanno temporaneamente ridotto l&#8217;offerta. Gli esperti prevedono per l&#8217;anno in corso importanti incrementi di produzione, particolarmente da parte dei produttori non convenzionali statunitensi (tight oil da rocce di scisto), stimolati tra l&#8217;altro dal più elevato prezzo del petrolio. Si prevede che il Brent si attesti su una media di 60 $/bl.</p>
<p>Per quanto concerne il differenziale di prezzo tra grezzi leggeri e pesanti non si prevedono particolari variazioni rispetto ai valori registrati nel 2017 in quanto il prolungamento dei tagli produttivi continuerà a limitare l&#8217;offerta di grezzi pesanti ad alto tenore di zolfo (&#8220;heavy sour&#8221;).Sul fronte dei consumi, nel report di febbraio 2018, l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (IEA) stima una domanda globale in crescita di +1,4mbl/g nel 2018 trainata dai paesi non-OECD (in particolar modo dalla Cina).</p>
<p>Passando poi all&#8217;analisi della marginalità dei principali prodotti raffinati, gli esperti internazionali ritengono che il crack spread della benzina sia stato penalizzato nei primi mesi dell&#8217;anno dall&#8217;ascesa del prezzo del grezzo in un momentonel quale la domanda risulta stagionalmente bassa e sia destinato a risalirefacendo segnare una media annuale pari a 10,5 $/bl (in calo di circa 1 $/bl rispetto al 2017 che era stato influenzato da rilevanti chiusure non programmate di capacità di raffinazione soprattutto nei mesi estivi).</p>
<p>Per quanto concerne poi i distillati medi, gli esperti prevedono un crack spread del diesel di circa 12 $/bl (sostanzialmente allineato ai valori registrati nel 2017), sostenuto dai consumi di gasolio per usi industriali, notoriamente correlati all&#8217;andamento del ciclo economico (PIL 2018 previsto in crescita dell&#8217;1,9% in Europa e del 3,7% a livello globale).</p>
<p>Nel complesso, tali condizioni di mercato,dovrebbero consentire <strong>margini di raffinazione positivi anche se in lieve calo rispetto all&#8217;esercizio 2017</strong>.</p>
<p>Il gruppo Saras punterà a conseguire un premio al di sopra del margine EMC Benchmark pari a circa 2,5 ÷3,0 $/bl(al netto delle manutenzioni).</p>
<p>Da un punto di vista operativo, nel segmento Raffinazione, l&#8217;esercizio 2018 si caratterizzerà per un ciclo manutentivo sostanzialmente in linea con l&#8217;esercizio precedenteeconcentrato nella prima parte dell&#8217;anno. In dettaglio, il programma di manutenzione sarà articolato come segue: nel primo trimestre sono previste le attivitàsugli impianti Topping &#8220;T2&#8221;, Vacuum &#8220;V2&#8221; e presso gli &#8220;Impianti Nord&#8221;; nel secondo trimestre la manutenzione riguarderà i Topping &#8220;RT2&#8221; e &#8220;T1&#8221;, il VisBreaking &#8220;VSB&#8221; e l&#8217;impianto MildHydroCracking &#8220;MHC2&#8221;; nel terzo trimestre non sono previste manutenzioni rilevanti mentre nel quarto trimestre saranno posti in essere interventi presso l&#8217;impianto Reforming Catalico &#8220;CCR&#8221;.</p>
<p>Complessivamente la lavorazione annuale di grezzo è prevista pari a circa 13,8 ÷ 14,6 milioni di tonnellate (ovvero 101 ÷ 107 milioni di barili), cui si aggiungerà circa 1 milione di tonnellate di carica impianti complementare al grezzo (corrispondenti a circa 7 milioni di barili).</p>
<p>Per quanto riguarda il segmento Generazione di Energia Elettrica, il programma manutentivo prevede nel primo trimestre un intervento standard su uno dei tre treni di &#8220;Gasificatore –Turbina a ciclo combinato&#8221;eduna delle due linee di lavaggio gas. Nel secondo trimestre, poi, la manutenzione interesserà un treno di &#8220;Gasificatore –Turbina a ciclo combinato&#8221;. Infinea cavallo tra il terzo ed il quarto trimestre sarà completata la manutenzione sul terzo treno di &#8220;Gasificatore –Turbina a ciclo combinato&#8221;.</p>
<p>La produzione totale di energia elettrica per l&#8217;anno 2018 è prevista in recupero rispetto all&#8217;esercizio precedente, attorno ai 4,30 TWh (rispetto ai 4,09 TWh prodotti nel 2017). Relativamente al segmento Marketing, si prevede un consolidamento del miglioramento dei margini realizzato nell&#8217;esercizio precedente grazie alle azioni di ottimizzazione dei costi e di razionalizzazione del portafoglio clienti.</p>
<p>Nel segmento Eolico, la controllata Sardeolica prosegue l&#8217;iter per la Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto di ampliamento del Parco di Ulassai (sito nel comune di Ulassai e Perdasdefogu), per una capacità di ulteriori 30 MW. Nel corso dell&#8217;esercizio 2018 giungerà a scadenza il periodo di incentivazione per parte dei 48 aerogeneratori dell&#8217;impianto.</p>
<p><strong>Commentiai risultati di Saras SpA per l&#8217;esercizio 2017</strong><br />
Saras SpA ha funzione di Capogruppo ed opera nel mercato petrolifero a livello italiano ed internazionale attraverso le attività di acquisto e di vendita dei prodotti derivati dalla raffinazione. Nell&#8217;esercizio 2017, i ricavi di Saras SpA sono stati pari a 7.850milioni di Euro, in incremento di 1.873milioni di Euro rispetto all&#8217;esercizio precedente, principalmentea causa dell&#8217;andamento delle quotazioni petrolifere. L&#8217;EBITDA è stato pari a 284 milioni di Euro, in calo rispetto all&#8217;esercizio precedente, a causa di margini di raffinazione inferiori nel corso del 2017. L&#8217;utile netto dell&#8217;esercizio, pari a 207milioni di Euro, è influenzato da quanto sopra descritto a livello di risultati operativi. La Posizione Finanziaria Netta di Saras SpA al 31 dicembre 2017 è negativa per 184 milioni di Euro, rispetto alla posizione negativa per 116 milioni di Euro registrata alla fine dell&#8217;esercizio 2016.</p>
<p><strong>Dividendo<br />
</strong>Il Consiglio di Amministrazione proporrà all&#8217;Assemblea Generale degli Azionisti di Saras S.p.A. un dividendo pari a 0,12Euro per azione, corrispondente acirca il 52% del Risultato Netto comparableconseguito dal Gruppo nell&#8217;esercizio 2017. Il dividendo verrà pagato in data 23maggio 2018, con stacco della cedola in data 21maggio 2018.</p>
<p><strong>Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell&#8217;esercizio 2017<br />
</strong>In data 26 febbraio 2018 è mancato il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Gian Marco Moratti. Figlio di Angelo Moratti, fondatore della Saras, è stato Amministratore Delegato della società fino al 1981, anno in cui neha assunto la presidenza.</p>
<p><strong>Piano Industriale 2018–2021<br />
</strong>Il Consiglio di Amministrazione di Saras SpA ha approvato il Piano Industriale del Gruppo per il periodo 2018–2021(il &#8220;Piano&#8221;), che si fonda sulle medesime strategie operative e leve di creazione divalore annunciate nel piano precedentee include il completamento del ciclo di investimenti avviato nel 2015, aggiornando lo scenario di riferimento.</p>
<p>Muovendo da uno scenario che prevede la prosecuzione del ciclo positivo per l&#8217;industria della raffinazione nei prossimi anniche dovrebbe ricevere ulteriore impulso dagli effetti della normativa IMO, il Gruppo ha individuatoquattro priorità strategiche volte a massimizzare la capacità di cogliere le opportunità di mercato e garantire la sostenibilità del business nel prossimo decennioche si preannuncia ricco di sfide ma anche di opportunità per gli operatori che saranno in grado di mantenere una posizione di leadership nel settore.In dettaglio il Piano prevede: (i) il completamento del ciclo di investimenti avviato nel 2015; (ii) l&#8217;ottimizzazione della produzione ed il miglioramento delle performance; (iii)il consolidamento del modellodi business basato sulla gestione integrata della supply chaine (iv) l&#8217;ottimizzazione dei costi. Si inseriscepoi,senza discontinuità,in tutte le iniziative descritte, l&#8217;importante piano di digitalizzazioneche la società sta realizzandoe che,facendo leva sul know-how delle persone, si pone l&#8217;obiettivo di rafforzare le caratteristiche di efficienza e flessibilità che da sempre hanno contraddistintol&#8217;attività del Gruppo.Scenario di riferimentoIl Piano si fonda su uno scenario di riferimento che incorpora un mercato petrolifero favorevole all&#8217;industria della raffinazionesupportato da una robusta domanda di prodotti raffinati che, a partire dalla seconda metà del 2019,beneficerà degli effetti della regolamentazione sul contenuto di zolfo nei fumi dei motori mariniche dal 1° gennaio 2020 dovrà scendere dall&#8217;attuale 3,5% allo 0,5%(c.d. &#8220;IMO -Marpol VI&#8221;).È opinione largamente condivisa che come conseguenza si rafforzerà sensibilmente il valore del diesel e contemporaneamente scenderà il valore dell&#8217;olio combustibile ad alto contenuto di zolfo, determinando diversi effetti: aumenteranno i margini di raffinazione per gli impianti ad alta conversione, scenderà il prezzo dei grezzi ad alto contenuto di zolfo e le raffinerie di minori dimensioni e tecnologicamente arretrateincontreranno maggiori difficoltà.Pur con queste premesse molto positive, si è scelto di utilizzare uno scenario alla base delle proiezioni economico-finanziarie, più prudente rispetto a quelloprospettato da importanti esperti internazionali specializzati nel settoreparticolarmente con riferimento ai crack spreaddei distillati medi. Per quanto concerne il Brent, lo scenario prevalente stima un graduale incremento delle quotazioni da 60,0$/bl nel 2018fino a 70$/bl nel2021.Il differenziale di prezzo tra i grezzi leggeri a basso tenore di zolfo (light sweet) equelli pesanti ad alto tenore di zolfo (heavy sour)è previsto 20inizialmente su valori contenuti e sostanzialmente allineati a quelli registrati nel 2017, anche in ragione del prolungamento dei tagli produttivi ad opera dell&#8217;OPEC che limita l&#8217;offerta dei grezzi pesanti. A partire dal 2020si ipotizza un incremento degli sconti rispetto al Brent dei grezzi heavy soure medium souredun contestuale lieve incremento dei premidei grezzi light sweet, maggiormente adatti a produrrecarburante per i motori marini(bunker) allo 0,5% di zolfo.Relativamente agli andamenti dei prodotti raffinati, gli esperti internazionali prevedono il crack spreaddella benzina in lievecalo da +10,5$/blnel 2018 a 9,2 $/bl nel 2021 in quantol&#8217;incrementoattesodelle vendite di vetture a benzina,specialmente nei paesi in via di sviluppo, verrà bilanciatodalla maggiore efficienza dei motori a combustione e dalla crescente penetrazione dei veicoli elettrici che rappresenteranno comunque una percentualelimitata del parco veicoli globale. Il crack spreaddel diesel è previsto pari a +12,0$/bl nel 2018per poi rafforzarsi sino a 16,6$/bl nel 2021.Aseguito della sopra citata normativa &#8220;IMO –Marpol VI&#8221;, infatti parte della domanda di carburante per motori marini(in totale pari a circa 3 ÷4 mbl/g),attualmente soddisfatta dall&#8217;olio combustibile ad alto tenore di zolfo,dovrebbe orientarsi verso i distillati medisupportandone i crack spreads. Sempre per tale motivoè ragionevole attendersi cheil crack spreaddell&#8217;olio combustibile ad alto tenore zolfo si indebolisca da -9$/bl nel 2018 a -18$/bl nel 2021.A partire dal suddetto scenario, è stato calcolato un margine di riferimento EMC Benchmark pari a circa 2,5 $/bl nel 2018 che sale gradualmente sino a 4,8$/bl nel 2020 quando gli effetti della nuova normativa dovrebbero avere pieno effetto sia in termini di differenziale heavy-lightche sul crack spread dei distillati medi,ed infine pari a 3,5$/bl nel 2021 ipotizzando una certa normalizzazione degli effetti della normativaIMO.Il Piano si allinea allo scenario prevalente che prevede un tassodi cambio dell&#8217;Eurocontro il dollaro USAche cresce tra la media di 1,20 nel 2018e di 1,24 nel 2021, incorporando un rafforzamento dell&#8217;Euro rispettoalpiano precedente.Assetto produttivo e costiCirca i livelli produttivi della raffineria, il Piano prevede lavorazioni totali comprese tra circa 15,2÷16,0milioni di tonnellateper anno(di cui circa 0,8÷1,0milioni di tonnellate per anno di semilavorati), la cui variabilità durante l&#8217;orizzonte di Piano dipenderà dalle opportune scelte produttive edagliinterventi di manutenzione programmataprevistiin ciascun anno.In particolare nel 2021 la raffineria, completato il ciclo di investimenti e manutenzioni programmate, potrà operare a piena capacità.Per quanto riguarda la generazione di energia elettricadell&#8217;impianto IGCC, si prevedono valori compresi tra 4,3÷4,4TWh/anno nel periodo 2018-20, congruenti con le consuete attività di manutenzione programmate annuali, valorizzati secondo la tariffa CIP6/92.Il 2021 rappresenta un anno di discontinuitàin quanto nel secondo trimestre giungerà a scadenzail contratto CIP6/92, beneficiando di alcuni recuperi produttivi. Entro tale data avrà luogo la fermata decennale per la manutenzione programmata sull&#8217;intero impiantoripristinandonela piena efficienzaal fine di estenderel&#8217;operatività al decennio successivo. Pertanto la produzione annua è prevista pari a circa 4 TWh. Nella seconda metà dell&#8217;anno la società continuerà ad acquistare l&#8217;elettricità necessaria al processo di raffinazione da terzi e venderà i volumi prodotti al mercato.A tendere si prevede chel&#8217;impianto IGCC continui ad operare utilizzandopienamente la capacità installata ededicando circa 150 MW alla produzione per autoconsumo (sia dell&#8217;IGCC che della raffineria) ed irestanti 425 MW alla vendita a terzi,valorizzando i volumi prodotti a condizioni di mercato.L&#8217;assetto produttivo sopra descritto consentirà di continuare ad utilizzare il TAR quale materiaprima per la produzione di elettricitàevitando al Gruppo rilevanti investimenti che si renderebbero necessari.In uno scenario post &#8220;IMO-Marpol VI&#8221;si prevede infatti un marcato ampliamento del differenziale tra gasolio ed olio combustibile ad alto tenore di zolfo, condizioneche riduce il valore del TAR. In tale contesto di mercato il valore intrinseco dell&#8217;impianto IGCC verrà massimizzato e contribuirà positivamente alla realizzazione del margine di raffinazione integrato. Infine la gestione integrata dell&#8217;impianto IGCC e della raffineria garantirà il risparmio degli oneri di sistema grazie all&#8217;auto-produzione dell&#8217;elettricità, continuando a fornire vapore edidrogeno necessari al processo di raffinazione.Per quanto riguarda l&#8217;andamento dei costi, il Piano prevede costi fissi complessivi dei segmenti Raffinazione e Generazione diEnergia Elettrica pari a circa 350÷360milioni di Euro per anno, sostanzialmente stabili rispetto al buon livello raggiunto nell&#8217;esercizio 2017. Tale stima incorpora il piano di efficientamento lanciato all&#8217;inizio del 2017 i cui effetti compenseranno la deriva inflazionistica dei costi di manutenzione, dei salari e per il rispetto della normativa ambientale. Con riferimento ai costi variabili, le iniziative di miglioramento poste in essere controbilanceranno buonapartedegli incrementi del prezzo delle utilities legati allo scenario.Investimentied iniziative di miglioramentoIl nuovo piano di investimenti conferma l&#8217;impegno del Gruppo nel business della raffinazione e la volontà di mantenere l&#8217;eccellenza operativa e tecnologica consolidando la propria posizione competitiva. Durante l&#8217;orizzonte di Piano, sono previsti investimenti pari a 800 milioni di Euroche includono gli investimenti ordinari di mantenimento dellacapacità produttiva,gli interventi per il rispetto delle normative HSE ed anche quelli dedicati al miglioramento dell&#8217;affidabilità ele iniziative di digitalizzazione. I nuovi investimenti previsti fanno sostanzialmente riferimento per circa 50 milioni di Euro agli investimenti in digitalizzazione, per circa 45 milioni di Euro adinvestimenti relativi aturn around degli impianti non inclusi nel perimetro del piano precedente (i.e. manutenzione decennale dell&#8217;impianto IGCC per estenderne sino al 2031 la vita utile) e per circa 55 milioni di Euro ad investimenti aggiuntivi relativi al miglioramento dell&#8217;affidabilitàed alla riconfigurazione del sistema di gestione del vapore e dell&#8217;elettricità. 21Il Gruppo Saras resterà focalizzato sulle leve operative, gestionali e strategiche sulle quali può esercitare un&#8217;influenza direttacon investimenti di sviluppo della configurazione del sitoed iniziative dedicate al miglioramento dell&#8217;affidabilità e dell&#8217;efficienza energetica, anche grazie all&#8217;impiego delle nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione. Le suddette iniziative di miglioramento dovrebberogenerare un contributo crescente a livello di EBITDA che andrà da circa 15 milioni di Euro nel 2018 fino a circa 65 milioni di Euro nel 2021.Il Gruppo prevede inoltre di produrre e vendere olio combustibile a bassissimo contenuto di zolfo (compatibile con la nuova normativa IMO). Grazie alla sua peculiare configurazione,il sito di Sarroch sarà infatti in grado di produrre tale combustibile a condizioni competitive e di commercializzarlo,favorito dalla collocazione geografica nel mezzo del Mediterraneo. Si anticipanocondizioni di mercato favorevoli per questo carburanteanche in relazione al fatto che sarà disponibilein quantità limitate poiché sono pochi i grezzi in grado di poterlo produrre.Evoluzione della redditività attesaIl segmento raffinazione del Gruppoè atteso generare un premio, rispetto al margine EMC Benchmark, che cresce gradualmente tra 2,5÷3,0$/bl nel 2018sino a circa 5,0$/bl nel 2020(stimato sulla base dell&#8217;evoluzione dello scenario di riferimento, includendo il contributo delle iniziative di miglioramento, la riduzione dei costi variabilied al netto delle manutenzioni).La Generazione di Energia Elettrica dovrebbe generare un EBITDA comparablepari a circa 190 milioni di Euro/annonel periodo 2018 –2020, valorizzando la produzione sulla base del contratto CIP6/92.A partire dal 2021 l&#8217;impianto IGCC verrà considerato un&#8217;unità di conversione della raffineria ed i relativi risultati economico-finanziari (inclusi i costi fissi), saranno incorporati nel segmento Raffinazione per riflettere l&#8217;assetto produttivo integrato. In tale anno si prevede un premio complessivo pari a circa 7,0$/bl.Nel segmento Marketing, l&#8217;EBITDA comparableè atteso pari a circa 10÷12 milioni di Euro/anno, grazie al consolidamento dell&#8217;incremento di redditività derivante dalle attività dirazionalizzazione realizzatenel corso dell&#8217;esercizio 2017.Infine, nel segmento Eolico, si attende un EBITDA di circa 5÷10milioni di Euro/anno considerando che giungeranno al termine i meccanismi di incentivazione su circa l&#8217;80% della capacità installataa partire dall&#8217;esercizio in corso.Alla luce di quanto illustrato, la generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l&#8217;orizzonte di Piano è attesa pari a circa 1.950÷2.050milioni di Euro. Il Piano risulta pertanto sostenibile da un punto di vista finanziario,in quanto i flussi di cassa previsti saranno in grado di far fronte agli investimenti, al fabbisogno di capitale circolante, al pagamento degli oneri finanziari e delle imposte, garantendoaltresì un&#8217;adeguata politica di remunerazione degli azionistied un ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale del Gruppo.Il Piano attesta l&#8217;attenzione alla remunerazione degli azionisticonfermando la politica aziendaleche prevede il pagamento di dividendi compresi tra il 40% ed il 60% dell&#8217;utile netto comparable,anche dopo la revisione del piano di ammortamento dell&#8217;impianto IGCC,a seguito dell&#8217;estensionedella vita utile dello stesso,che avrà un effetto positivo sul Risultato Nettocomparabledei prossimi anni.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Approvata all‘unanimità la decisione di rinnovare alla presidenza dell‘Associazione Bancaria italiana Antonio Patuelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 14:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Patuelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Associazione Bancaria Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[La proposta, annunciata ai giornalisti dal vice presidente Camillo Venesio, è stata fatta dall‘Ad di Intesa Carlo Messina e dal&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="td-g-rec td-g-rec-id-content_inline td_uid_2_5a5f59d5ca999_rand td_block_template_11 ">La proposta, annunciata ai giornalisti dal vice presidente Camillo Venesio, è stata fatta dall‘Ad di Intesa Carlo Messina e dal presidente della Bnl Luigi Abete.</div>
<p>Il comitato esecutivo ha anche approvato le modifiche statuarie necessarie per superare il vincolo dei due mandati.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’assemblea degli azionisti di Mediobanca ha approvato il bilancio dell’esercizio 2016/2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 13:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
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		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il b ilancio è stato chiuso con un utile netto civilistico di 318,3 milioni di euro e ha deliberato di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il b ilancio è stato chiuso con un utile netto civilistico di 318,3 milioni di euro e ha deliberato di assegnare un dividendo di 0,37 euro per azione. La cedola sarà staccata il 20 novembre.</p>
<p>Inoltre, l’assemblea ha fissato in 15 il numero dei componenti del consiglio di amministrazione, che sarà presieduto da Renato Pagliaro.</p>
<p>Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Margrethe Vestager ha approvato la fusione tra Atlantia e Abertis</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/margrethe-vestager-approvato-la-fusione-atlantia-abertis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 16:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Abertis]]></category>
		<category><![CDATA[approvato]]></category>
		<category><![CDATA[Atlantia]]></category>
		<category><![CDATA[Margrethe Vestager]]></category>
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					<description><![CDATA[La commissaria alla Concorrenza dell’Unione Europa, Margrethe Vestager, ha dichiarato di  aver “approvato una fusione tra un operatore autostradale spagnolo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La commissaria alla Concorrenza dell’Unione Europa, Margrethe Vestager, ha dichiarato di  aver “approvato una fusione tra un operatore autostradale spagnolo e uno italiano”. Lo ha riportato Bloomberg citando le sue parole interpellata a margine di un evento a Parigi.</p>
<p>La Vestager non ha fatto esplicitamente i nomi di Atlantia e Abertis, sulla cui fusione la Commissione europea ha tempo fino a domani per esprimersi ufficialmente.</p>
<p>Intanto, Florentino Perez, che controlla il gruppo di costruzioni spagnolo Acs, non desiste su Abertis e starebbe attuando una manovra di disturbo per contrastare l’Opas lanciata da Atlantia, anche se in queste ultime settimane ha cercato invano fondi esteri disposti ad appoggiare una possibile controfferta da formulare entro il termine ultimo del 19 ottobre.</p>
<p>Il presidente del Real Madrid sarebbe quindi intenzionato a valutare un piano alternativo. Secondo fonti di stampa si tratta di una proposta mista, carta e contanti, che non richiede l’immediato sostegno di soggetti terzi. L’offerta complessiva dovrebbe essere di 17 euro per azione (rispetto ai 16,5 euro dell’Opas di Atlantia), di cui 10 euro in equity più 0,05 titoli Hochtief di nuova emissione (il titolo Hochtief tratta a circa 140 euro). In questo modo, parte dell’operazione verrebbe finanziata con un aumento di capitale da circa 5 miliardi della controllata tedesca e, di fatto, sottoscritto direttamente dai soci Abertis.</p>
<p>Una proposta finanziaria con la finalità principale di intralciare le intenzioni di Atlantia. Infatti, presentando tale rilancio Acs costringerebbe la Cnmv, la Consob spagnola, a interromperebbe l’Opas per dar modo ai soci di Abertis di valutare anche la controfferta. In tal modo Acs guadagnerebbe tempo, almeno un paio di mesi, per trovare investitori pronti a supportare il progetto.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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