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	<title>arresti - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<description>Notizie Myposte bper home banking trn bonifico carta di credito findomestic carta aura www.bper.it banca mps app unicredit non funziona</description>
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	<title>arresti - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Due arresti per tentata rapina all&#8217;Intesa San Paolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 04:23:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa San Paolo]]></category>
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		<category><![CDATA[tentata]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 21 Aprile scorso, a Lombriasco, all’Intesa San Paolo, un rapinatore, con il pretesto di effettuare un bonifico, era entrato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 Aprile scorso, a Lombriasco, all’Intesa San Paolo, un rapinatore, con il pretesto di effettuare un bonifico, era entrato all’interno della banca e sotto la minaccia di una pistola aveva chiesto all’impiegata di aprirgli la porta per poter accedere nel retro delle casse.</p>
<p>La donna lo ha ignorato a al suo ennesimo rifiuto, l’uomo si era allontanato precipitosamente dalla porta principale.<br />
Le immagini delle telecamere e il racconto di alcuni testimoni, che avevano visto fuggire il rapinatore con un altro complice fermo davanti alla banca, hanno permesso ai carabinieri della Compagnia di Moncalieri di identificare la coppia.<br />
Si tratta di Giuseppe Di Vincenzo, 40 anni, senza fissa dimora, e Luca Menerella, 40 anni, domiciliato a Torino.</p>
<p>Sono stati arrestati il 5 luglio scorso dai militari della Compagnia i Moncalieri e di Formia, in esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Torino. Sono accusati di una tentata rapina in banca e, soltanto il Menerella, di una rapina a un medico.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Tre arresti, 126 persone coinvolte, 17 compagnie truffate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolte]]></category>
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					<description><![CDATA[Questi i numeri dell’operazione condotta congiuntamente dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e dalla sezione Polizia stradale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questi i numeri dell’operazione condotta congiuntamente dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e dalla sezione Polizia stradale di Taranto. Stroncato un vasto giro di truffe alle assicurazioni.</p>
<div id="advads-447979116" class="advads-post-center" data-id="8317"></div>
<p>I provvedimenti restrittivi hanno colpito il titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche di infortunistica stradale con sede a Taranto ed i suoi due figli. Si tratta di Carmine Tortorella, 58 anni e dei figli Antonio di 33 anni e Tiziana di 35. L’ordinanza è stata disposta dal gip del Tribunale di Taranto, Giuseppe Tommasino, su richiesta del sostituto procuratore della repubblica Marina Mannu.</p>
<p>Le indagini congiunte, hanno consentito di individuare un’organizzazione criminale, composta da 26 persone, che ha intascato risarcimenti non dovuti da 17 compagnie assicuratrici. Secondo la stima degli investigatori la truffa ammonta complessivamente a 635 mila euro, in relazione a 39 falsi incidenti stradali. Sono indagate complessivamente 126 persone, tra le quali figurano medici, avvocati, titolari di centri sanitari di diagnostica e fisioterapia. L’organizzazione contava anche su individui che dichiaravano falsamente di aver subito danni a seguito di incidenti stradali e su falsi testimoni nei procedimenti giudiziari civili e penali.</p>
<p>Gli introiti dei singoli risarcimenti venivano poi suddivisi. Metà ai promotori dell’organizzazione, la restante parte ai vari “attori” dell’illecita filiera. Gli accertamenti bancari e patrimoniali eseguiti nei confronti del sodalizio criminale hanno consentito di contestare il reato di riciclaggio nei confronti di due persone che hanno agevolato l’acquisto da parte del titolare dell’agenzia di una villa del valore di 150 mila euro. L’immobile è stato comprato con il denaro provento delle truffe, ma dopo alcuni “lavaggi” per impedire di risalire alla vera provenienza del denaro. L’immobile è stato sequestrato.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>13 arresti per false fidejussioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 11:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Confidi]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[false]]></category>
		<category><![CDATA[fidejussioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Avevano in mano garanzie rilasciate a centinaia di enti pubblici, dai ministeri alle prefetture, dalle agenzie delle entrate alle regioni, per più di un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avevano in mano garanzie rilasciate a centinaia di enti pubblici, dai ministeri alle prefetture, dalle agenzie delle entrate alle regioni, per più di un miliardo di euro. Un castello di sola carta che è crollato con le 13 ordinanze di custodia cautelare eseguite dal Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza di Roma e firmate dal Gip del Tribunale della capitale. Tecnicamente si chiamano “confidi” una forma giuridica utilizzata per rendere più facile l’accesso al credito bancario per le piccole e medie imprese; un sistema che, però, si era trasformato in una enorme filiera di false garanzie, pronte a sgonfiarsi al primo controllo.</p>
<p>I presunti promotori finiti in carcere sono tre imprenditori, due siciliani e un napoletano, con diversi precedenti di polizia. Si tratta di Maurizio Caruso e di Marco Longobardi, arrestati a Milano, e di Eugenio Corsentini, residente formalmente a Sofia, ma catturato a Lentini. Altre dieci misure – tra domiciliari e obblighi di firma – hanno raggiunto diversi presunti complici, tra prestanomi e professionisti, tra i quali un avvocato di Vico Equense che si occupava di tutti gli aspetti legali per l’organizzazione.</p>
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</div>
<p>I premi riscossi – secondo la ricostruzione della Guardia di finanza – avevano raggiunto i 17 milioni di euro. Una cifra che Caruso, Longobardi e Corsentini – solo formalmente estranei ai consorzi, ma ritenuti gli amministratori reali – hanno fatto confluire in alcune società da loro controllate, spiegano gli investigatori, svuotando le casse dei tre Confidi finiti nel centro delle indagini. Soldi questi che, secondo l’accusa, sono finiti in spese per l’acquisto di beni personali degli indagati – anche di notevole valore – e in investimenti immobiliari. La finanza ha poi ricostruito il tentativo da parte di alcuni indagati di far confluire parte dei soldi riscossi con i premi in fondi assicurativi in Bulgaria, che, a loro volta, potevano rivendere prodotti finanziari sull’intero mercato europeo.</p>
<p>Il meccanismo scoperto era in fondo semplice. La legge sui confidi prevede la possibilità per piccole e medie imprese di costituire un fondo comune da utilizzare come garanzia di polizze emesse poi dalle banche. In questo caso erano i Confidi a rilasciare direttamente le fideiussioni, che quindi sfuggivano al circuito finanziario legale. Il sistema era utilizzato, ad esempio, per fornire garanzie da parte di imprese vincitrici di appalti pubblici o da società di costruzione per garantire gli acquirenti di una casa ancora da realizzare dopo il versamento della cauzione. La maggior parte degli enti pubblici clienti dei tre consorzi – che non risultano al momento coinvolti nelle indagini – non approfondivano l’origine delle polizze fideiussorie presentate, trovandosi alla fine con un semplice pezzo di carta in mano, senza alcun valore reale. Con un danno potenziale enorme, ancora da quantificare.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Caso Carige, nuovi arresti al Centro fiduciario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 08:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Caso Carige]]></category>
		<category><![CDATA[Centro fiduciario]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque nuove misure cautelari nel caso Carige. Sono finiti in carcere Antonio Cipollina, Marcello Senarega e Gian Marco Grosso, rispettivamente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque nuove misure cautelari nel caso Carige. Sono finiti in carcere Antonio Cipollina, Marcello Senarega e Gian Marco Grosso, rispettivamente direttore, procuratore e vicedirettore del Centro fiduciario, controllata di Carige che gestiva i conti di clienti vip. Disposti i domiciliari per Giovanni Berneschi e per la nuora Francesca Amisano: entrambi sono già ai domiciliari per provvedimenti emessi nell&#8217;ambito del filone di inchiesta relativo alla truffa ai danni di CarigeVita. Le accuse sono riciclaggio e favoreggiamento. Anche Umberta Rotondo, moglie di Giovanni Berneschi, è indagata. Rotondo è accusata di riciclaggio di oltre 13 milioni di euro. Secondo la Guardia di Finanza dal Centro fiduciario sarebbero transitati alcuni milioni scudati dalla Svizzera e fatti rientrare in Italia. Secondo gli investigatori, la società «ha costituito, in alcune occasioni, un crocevia strategico per la gestione di pratiche finanziarie opache». Tra queste operazioni anche lo scudo fiscale di 13 milioni fatto da Berneschi nel 2012 a nome della nuora e della moglie, che l&#8217;avrebbero poi reimpiegato nel Centro fiduciario.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banca Carige, è truffa. Sette arresti (tra cui vicepresidente Abi) e sequestro beni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2014 15:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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					<description><![CDATA[Giornata di scandali finanziari in Italia. Alla notizia delle perquisizioni in corso in UnipolSai, sulla scia dell&#8217;inchiesta per reato di aggiotaggio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di scandali finanziari in Italia. Alla notizia delle perquisizioni in corso in UnipolSai, sulla scia dell&#8217;inchiesta per reato di aggiotaggio del numero uno, si aggiunge quella delle sette ordinanze di custodia cautelare, da parte della Guardia di Finanza, per una inchiesta su una presunta truffa da parte della banca Carige.</p>
<p>Tra gli arrestati anche il vicepresidente dell&#8217;Abi ed ex presidente del cda di Carige Giovanni Berneschi, la nuora di Berneschi, Francesca Amisano, l&#8217;ex amministratore delegato di Carige Vita Nuova Spa, Ferdinando Menconi, l&#8217;imprenditore immobiliare Ernesto Cavallini, l&#8217;avvocato svizzero Davide Enderlin, l&#8217;imprenditore Sandro Calloni e il commercialista genovese Andrea Vallebuona.</p>
<p>Perquisizioni in corso a Genova, La Spezia e Milano; sequestrati, anche, beni per un controvalore di 22 milioni di euro. L&#8217;accusa è di associazione a delinquere, truffa aggravata, riciclaggio e intestazione fittizia di beni.</p>
<p>Continua la carrellata di notizie negative su Carige, che nelle contrattazioni di ieri ha visto il titolo affossato dalle vendite, oltre -17%, scivolare sui nuovi minimi di sempre, attorno a 40 centesimi. Banca in forte difficoltà, in attesa dell&#8217;operazione di aumento di capitale da 800 milioni di euro che è stato imposto da Bankitalia.</p>
<p>Il mercato ha reagito con il panico alla sorpresa della Fondazione Carige, che due giorni fa ha reso noto di aver messo in vendita il 15% delle azioni. Un&#8217;operazione che non è andata a buon fine, dal momento che è stato venduto alla fine solo il 10,9%, e a sconto dell&#8217;11,7%.</p>
<p>Banca Carige ha riportato nel primo trimestre utili netti per 17 milioni di euro, in calo -65% su base annua, a fronte di un ratio per gli stress test &#8211; il Common Equity Tier 1 &#8211; di appena il 6,5% a fine marzo. Percentuale decisamente bassa, dal momento che la Banca centrale europea ha fissato una soglia dell&#8217;8% del ratio ai fini della valutazione delle banche dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Gli analisti vedono il gruppo bancario come tra i più deboli delle 15 banche che saranno sottoposte agli stress test della Bce.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Salerno, truffe ai danni di società finanziarie: 7 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2013 14:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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		<category><![CDATA[finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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		<category><![CDATA[TRUFFE]]></category>
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					<description><![CDATA[Sette persone sono state arrestate nel Salernitano con l&#8217;accusa di aver messo a segno una serie di truffe, per un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sette persone sono state arrestate nel Salernitano con l&#8217;accusa di aver messo a segno una serie di truffe, per un valore di oltre 300 mila euro, ai danni di alcune società finanziarie.</p>
<p>I carabinieri della compagnia di Battipaglia (Salerno) hanno eseguito le misure cautelari ai domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della locale Procura della Repubblica, a Salerno, Battipaglia, Eboli e Capaccio.</p>
<p>Il gruppo &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; avrebbe chiesto e ottenuto finanziamenti, producendo documenti identificativi falsi, come carte d&#8217;identità, tessere sanitarie, buste paga, modelli CUD, ma di fatto «clonando» l&#8217;identità di persone totalmente inconsapevoli dell&#8217;esistenza di una pratica di finanziamento a loro carico.</p>
<p>Le indagini sono state avviate nel settembre dello scorso anno dai militari della stazione di Montecorvino Rovella (Salerno). Le accuse sono di associazione per delinquere, truffe ai danni di società finanziarie, uso di atti falsi, sostituzione di persona, ricettazione e riciclaggio. Le somme erogate dalle finanziarie venivano accreditate su conti correnti bancari e postali riconducibili agli indagati, che venivano accesi appositamente in vari istituti di credito, sempre con l&#8217;utilizzo di documenti falsi e a nome di soggetti inconsapevoli.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Palermo, truffe telematiche con carte di credito per 10 mln: 7 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 19:27:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[Per mesi hanno acquisito illegalmente i numeri di carta di credito di cittadini statunitensi, brasiliani, giapponesi ed europei per acquistare&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per mesi hanno acquisito illegalmente i numeri di carta di credito di cittadini statunitensi, brasiliani, giapponesi ed europei per acquistare poi on line biglietti aerei, ferroviari e marittimi. Ad organizzare la truffa, che ha fruttato oltre 10 milioni di euro, una vera e propria organizzazione criminale, i cui componenti sono stati arrestati questa mattina. Le fiamme gialle di Palermo hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere per cinque persone, mentre altre due sono finite ai domiciliari. La base logistica dell&#8217;organizzazione era il capoluogo siciliano. Il meccanismo di frode era semplice, ma efficiente: i truffatori incassavano, da viaggiatori alla ricerca di &#8216;prezzi ridotti&#8217;, una cifra che, a seconda dei casi, variava dal 50% al 70% del prezzo del biglietto fornito e, di contro, lasciava addebitare il 100% del costo dell&#8217;operazione all&#8217;inconsapevole titolare della carta di credito, i cui codici erano stati illecitamente acquisiti con la tecnica del phishing e dello sniffing.</p>
<p>Le indagini sono partite dopo una segnalazione da parte di una società di navigazione, che aveva riscontrato una serie di anomalie su numerosi pagamenti ricevuti con carta di credito, molti dei quali provenivano dallo stesso account di posta elettronica, ma riconducibili a identità diverse e a date di partenza troppo ravvicinate tra loro. Inoltre, la società aveva riscontrato pagamenti effettuati con carte di credito intestate a soggetti, in buona parte cittadini stranieri, le cui generalità non coincidevano con quelle del viaggiatore indicato sul biglietto, ma anche transazioni con indirizzi di fantasia e utenze telefoniche inesistenti.</p>
<p>Durante le indagini le fiamme gialle hanno quindi incrociato i dati e sono risaliti a un negozio di prodotti alimentari e a due phone center, gestiti da cittadini rumeni e nigeriani, nella zona della stazione centrale di Palermo. Qui i finanzieri hanno scoperto che i titolari degli esercizi commerciali lavoravano come se fossero agenti di viaggio, consegnando personalmente anche i biglietti di viaggio. Rilevanti i danni economici subiti dalle principali compagnie di trasporto aereo, marittimo e ferroviario, nazionali ed estere, interessate dalle frodi, ammontanti nel complesso a circa 10 milioni di euro. Una compagnia di navigazione ha denunciato un danno economico per un milione e mezzo di euro soltanto nell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>I destinatari dlel&#8217;ordinanza di custodia cautelare sono quattro cittadini rumeni, un bengalese e un uomo italiano, tutti domicliati tra Palermo e Cagliari. Per loro l&#8217;accusa è di associazione per delinquere, ricettazione, frode informatica, indebito utilizzo di carte di pagamento, aggravati dalla transnazionalità delle attività delittuose.</p>]]></content:encoded>
					
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