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	<title>attività manifatturiera - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>attività manifatturiera - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Aumenta l&#8217; attività manifatturiera a dicembre 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2024 11:28:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[Aumenta l' attività manifatturiera a dicembre 2023]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Aumenta l&#8217;attività manifatturiera a dicembre 2023, pur mantenendosi in fase di contrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indice dei direttori di acquisto del&nbsp;<strong>settore manifatturiero</strong>&nbsp;si è attestato a 47,4 punti dai 46,7 del mese precedente, risultando anche superiori alle attese degli analisti che stimavano un aumento fino a 47,1 punti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indicatore, che viene usato per valutare lo stato di salute del settore manifatturiero statunitense, si mantiene dunque sotto la soglia chiave di 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione dell&#8217;attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fra le varie<strong>&nbsp;componenti dell&#8217;indice</strong>, quella sui&nbsp;<strong>nuovi ordini</strong>&nbsp;scivola a 47,1 punti da 48,3, mentre quella sull&#8217;<strong>occupazione</strong>&nbsp;sale a 48,1 da 46,5 e la componente relativa ai&nbsp;<strong>prezzi</strong>&nbsp;peggiora a 45,2 da 49,9 punti.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Peggiora l&#8217;attività manifatturiera degli Stati Uniti mentre migliora quella dei servizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 16:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[Le piccole e medie imprese manifatturiere subiscono una contrazione. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Le piccole e medie imprese manifatturiere subiscono una contrazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato scivola sotto la soglia critica dei 50 punti sotto la quale l&#8217;economia è in contrazione.<br />Nello stesso periodo il PMI dei servizi è atteso a 50,8 punti, in salita dai 50,6 punti del mese precedente ed al di sopra del consensus (50,4 punti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PMI composito si attesta così a 50,7 punti come a ottobre.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217; attività manifatturiera si è contratta a luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 09:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli esperti hanno mostrato particolare preoccupazione per la flessione del settore manifatturiero tedesco, che si è aggravata all'inizio del terzo trimestre.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti hanno mostrato particolare preoccupazione per la flessione del settore manifatturiero tedesco, che si è aggravata all&#8217;inizio del terzo trimestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prevale la cautela sull&#8217;Euro / Dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,19%. Lieve calo dell&#8217;oro, che scende a 1.956 dollari l&#8217;oncia. Il <strong>Petrolio</strong>(Light Sweet Crude Oil) continua la seduta poco sotto la parità con una variazione negativa dello 0,63%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In lieve rialzo lo spread, che si posiziona a +165 punti base, con un timido incremento di 3 punti base, con il <strong>rendimento del BTP a 10 anni</strong> pari al 4,12%.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra i mercati del Vecchio Continente</strong> giornata fiacca per Francoforte, che segna un calo dello 0,70%, senza slancio Londra, che negozia con un -0,13%, e piccola perdita per Parigi, che scambia con un -0,67%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Milano</strong>, si muove sotto la parità il FTSE MIB, che scende a 29.536 punti, con uno scarto percentuale dello 0,37%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 31.560 punti. In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,49%); con analoga direzione, poco sotto la parità il FTSE Italia Star(-0,44%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le <strong>migliori azioni italiane</strong> a grande capitalizzazione, sostenuta Telecom Italia, con un discreto guadagno del 2,17% (dopo i risultati positivi della controllata TIM Brasil). Si muove in modesto rialzo A2A, evidenziando un incremento dello 0,81% (upgrade a Buy da parte di Banca Akros). Bilancio positivo per Campari, che vanta un progresso dello 0,70%. Sostanzialmente tonico Iveco, che registra una plusvalenza dello 0,51%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le più forti vendite, invece, si manifestano su Nexi, che prosegue le contrattazioni a -4,98% (dopo i conti del secondo trimestre in linea con la guidance). Vendite su Stellantis, che registra un ribasso del 2,40%. Seduta negativa per Banca Mediolanum, che mostra una perdita dell&#8217;1,56%. Tentenna Banca MPS, che cede l&#8217;1,33%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i <strong>migliori titoli del FTSE MidCap</strong>, Brembo (+1,71%), Antares Vision (+1,63%), Webuild (+1,29%) e Fincantieri (+1,15%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le peggiori performance, invece, si registrano su Saras, che ottiene -3,62%. Sotto pressione MutuiOnline, che accusa un calo del 2,30%. Scivola Illimity Bank, con un netto svantaggio del 2,09%. In rosso Piaggio, che evidenzia un deciso ribasso del 2,07%.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’ attività manifatturiera in Cina è calata nel mese di marzo</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/l-attivita-manifatturiera-in-cina-e-calata-nel-mese-di-marzo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 08:06:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[L'indice manifatturiero cinese è tornato in fase di contrazione a un livello inferiore ai 50 punti, linea di demarcazione tra fase di espansione e di contrazione. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indice manifatturiero cinese è tornato in fase di contrazione a un livello inferiore ai 50 punti, linea di demarcazione tra fase di espansione e di contrazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ la prima volta in tre mesi che il Pmi manifatturiero della Cina torna in fase di contrazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Registra +48,5% l&#8217; attività manifatturiera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 10:24:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[Decisa e positiva inversione di tendenza della fase economica rispetto al 2020 grazie alle misure di contrasto alla pandemia. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Decisa e positiva inversione di tendenza della fase economica rispetto al 2020</strong> grazie alle misure di contrasto alla pandemia<strong>. A questo si aggiunge, tuttavia, la crescita dei prezzi industriali e al consumo</strong> determinata soprattutto dalla forte ripresa della domanda e dalle frizioni sulle catene di approvigionamento e trainata dal petrolio (passato da un minimo di 51,1 US$/bbl di inizio anno, ad un massimo di 77,2 US$/bbl, +51,1%):</p>



<p class="wp-block-paragraph">– La&nbsp;<strong>WTO</strong>&nbsp;stima una&nbsp;<strong>crescita per il 2021 pari al +6%</strong>.&nbsp;<strong>L’UE27 nel suo complesso dovrebbe registrare nel 2021 un aumento del Pil del 4,8% e nel 2022 del 4,5% (stime al rialzo</strong>&nbsp;sulle precedenti previsioni della Commissione Europea);</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Nel&nbsp;<strong>I semestre 2021</strong>, il&nbsp;<strong>commercio estero italiano vero i Paesi extra-UE</strong>&nbsp;ha raggiunto ottimi risultati: +<strong>22,9% per le esportazioni e + 21,7% per le importazioni.</strong>&nbsp;Da sottolineare, in particolare, la crescita dell’export di alcuni comparti della manifattura: autoveicoli, rimorchi e semirimorchi registrano +48,5% e altre attività manifatturiere (mobili, giocattoli, articoli sportivi, gioielli) +45,5%. (Istat).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Shipping: porti a livello pre-pandemia</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le ultime stime il&nbsp;<strong>traffico container&nbsp;</strong>(al netto delle attività di trasbordo e feeder)<strong>&nbsp;nel I semestre del 2021 è stimato in 88,6 milioni di Teu</strong>,&nbsp;<strong>con un deciso aumento del +13,5% rispetto al 2020.&nbsp;</strong>In molti casi, tuttavia, i volumi degli scambi tra le aree geografiche restano inferiori ai livelli pre-pandemia. Un fenomeno che sta caratterizzando in negativo lo shipping internazionale è il&nbsp;<strong>mancato rispetto dei tempi di arrivo delle navi nei vari porti</strong>: secondo i dati di Sea Intelligence, nel 2021&nbsp;<strong>solo il 40% delle navi è arrivato nei tempi schedulati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la flessione dello scorso anno, i porti italiani sono tornati a crescere, recuperando i volumi pre-pandemia: nel&nbsp;<strong>I semestre del 2021 sono stati movimentati</strong>&nbsp;<strong>3,945 milioni di Teu,&nbsp;</strong>un&nbsp;<strong>aumento</strong>&nbsp;del 10,9% senza Gioia Tauro e<strong>&nbsp;del 4,6% con Gioia Tauro rispetto allo stesso periodo del 2020.&nbsp;</strong>Per quanto riguarda quest’ultimo, la flessione è legata soprattutto al minor volume di transhipment (29,5% del totale, era del 39% nel 2019) verso gli altri porti adriatici come Venezia, Ravenna e Ancona, non totalmente compensato dalla crescita dei traffici hinterland (70% del totale, erano il 61% nel 2019). Tra gli altri porti,&nbsp;<strong>significativo il recupero di La Spezia (+27,6%), dopo le difficoltà dei mesi scorsi, e di Genova (+15,7%).</strong>&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Porti europeo e costi del trasporto marittimo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel&nbsp;<strong>I semestre del 2021</strong>, i porti censiti del&nbsp;<strong>Mediterraneo</strong>&nbsp;(non italiani) hanno movimentato&nbsp;<strong>10,9 milioni di Teu&nbsp;</strong>con un aumento del&nbsp;<strong>+6,6% rispetto al 2020</strong>. In decisa crescita i porti spagnoli di&nbsp;<strong>Barcellona</strong>&nbsp;(+31%) e&nbsp;<strong>Valencia</strong>&nbsp;(+11,7%), mentre flette il traffico di Algeciras (-9,1%), porto che risente della concorrenza di Valencia e soprattutto di Tanger Med. Nello stesso periodo, i porti del&nbsp;<strong><em>North Range</em></strong>hanno evidenziato una crescita del&nbsp;<strong>9,0%,&nbsp;</strong>con<strong>&nbsp;22,2 milioni di Teu&nbsp;</strong>movimentati.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’andamento dei costi del trasporto marittimo, a partire da fine 2020 i&nbsp;<strong>noli marittimi hanno avuto un impressionante rialzo:</strong>&nbsp;<strong>fatta 100 la media dei noli di gennaio 2020, a metà settembre 2021 essi hanno toccato quota 472 sulla tratta Cina-Nord Europa e 419 su quella Cina-Mediterraneo,&nbsp;</strong>mentre l’indice generale ha toccato quota 334.&nbsp;&nbsp;L’ascesa dei noli, a partire da luglio, sembra aver subito un certo rallentamento, dando l’impressione che il momento più critico potrebbe essere stato superato. L’ulteriore e continua crescita dei noli nel corso del 2021 e le misure di contenimento dei costi hanno permesso alle compagnie marittime di ottenere significativi aumenti del fatturato, e&nbsp;<strong>ottimi risultati in termini di utili final</strong>i, che si collocano abbondantemente&nbsp;<strong>sopra il 20% del fatturato.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cargo aereo</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’ultimo&nbsp;<em>Air Cargo Market Analysis di IATA (luglio 2021)</em>:&nbsp;<strong>a luglio 2021 il traffico espresso in ton-km (CTK&nbsp;<em>cargo tonne-kilometres</em>) è aumentato dell’8,6% rispetto allo stesso mese del 2019</strong>, anno di riferimento pre-pandemia. Il mese di luglio è stato il terzo consecutivo di crescita dei traffici (giugno + 9.2%). Appare possibile, tuttavia, un rallentamento del trend di crescita – ma non un’inversione – a causa dalla stabilizzazione della domanda e dall’andamento della pandemia in alcune aree del Mondo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Nei primi<strong>&nbsp;8 mesi del 2021 l’Italia ha visto un aumento del traffico cargo del 34,8%</strong>&nbsp;sullo stesso periodo del 2020 con 700mila ton, risultato ottimo anche se inferiore alle 713mila ton raggiunte nel 2019; il principale aeroporto cargo italiano<strong>, Milano MXP, ha segnato una crescita record del +56,4%,&nbsp;</strong>confermando il trend di concentrazione del traffico merci italiano (quasi 70%).</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217; attività manifatturiera continua a migliorare a ottobre nell&#8217;Eurozona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 08:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[L’attività economica dell’Eurozona ha riportato di nuovo una contrazione a ottobre, poiché l’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera è stata superata dal peggioramento della flessione del settore terziario, causato dalle crescenti preoccupazioni sul Covid-19.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">L’attività economica dell’Eurozona ha riportato di nuovo una contrazione a ottobre, poiché l’accelerazione della crescita della produzione manifatturiera è stata superata dal peggioramento della flessione del settore terziario, causato dalle crescenti preoccupazioni sul Covid-19.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indice Pmi Composito della zona euro, secondo la lettura preliminare di ottobre condotta dall&#8217;istituto IHS Markit, è diminuito per il terzo mese consecutivo, scendendo a 49,4 da 50,4 di settembre e registrando dunque la prima contrazione dell’attività da giugno. Sebbene si sia mantenuto nettamente superiore al record minimo storico toccato durante il picco della pandemia nel secondo trimestre, questo nuovo declino aumenta la possibilità che nel quarto trimestre l’economia dell’Eurozona indichi una nuova contrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine rivela tendenze di settore sempre più divergenti: la crescita della produzione manifatturiera, dovuta all’impennata dei nuovi ordini che hanno registrato il più rapido tasso di incremento da gennaio 2018, mentre l’attività del settore terziario ha indicato la seconda contrazione mensile consecutiva, registrando il calo più marcato da maggio. Escludendo il periodo di picco delle restrizioni da Covid-19 che va da marzo a maggio, quest’ultima contrazione dei servizi segna il valore peggiore in otto anni. Nel dettaglio, l&#8217;indice Pmi manifatturiero è salito a 54,4 punti dai 53,7 di settembre, mentre il Pmi servizi è sceso a 46,2 punti dai 48 di settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L’idea di scivolare nuovamente in recessione di certo eserciterà una maggiore pressione sulla Bce per aggiungere nuovi stimoli &#8211; commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit &#8211; (&#8230;) Tale situazione non solo diventerà ad ottobre sempre più rigida, ma pare che a novembre si intensificherà ulteriormente”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>A Luglio torna a crescere l&#8217; attività manifatturiera dell&#8217;eurozona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2020 08:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[attività manifatturiera]]></category>
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					<description><![CDATA[A Luglio il Pmi manifatturiero della zona euro si è attestato a 51,8 contro la stima di 51,1 e quella finale di giugno a 47,4.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">A Luglio il Pmi manifatturiero della zona euro si è attestato a 51,8 contro la stima di 51,1 e quella finale di giugno a 47,4. Ihs Markit, che ha elaborato i dati, segnala che &#8220;anche se modesto, il miglioramento generale delle condizioni operative segnalato dal Pmi è stato il primo registrato dall“indagine da febbraio 2019&#8221;.<br />&#8220;I dati dei prossimi mesi saranno importantissimi nel valutare se la recente ripresa della domanda avrà un seguito, aiutando quindi le aziende a recuperare la produzione persa alleviando il bisogno di ulteriori tagli futuri&#8221;, commenta Chris Williamson, chief business economist di Ihs Markit, analizzando i dati finali Pmi del manifatturiero dell“eurozona.</p>]]></content:encoded>
					
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