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	<title>Bce - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>Bce - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>La Bce se ne frega dello spread</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2020 11:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diceva Albert Einstein: “Coincidenza è il modo di Dio di restare anonimo”. Qui, però, di divino non c’è nulla. Semmai,&#8230;]]></description>
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<p>Diceva Albert Einstein: “Coincidenza è il modo di Dio di restare anonimo”. Qui, però, di divino non c’è nulla. Semmai, di diabolico. Già, perché lo stesso giorno in cui Christine Lagarde – la burocrate ex Fondo Monetario Internazionale oggi a capo della Bce – si lasciava andare a frasi improvvide contro l’Italia in piena emergenza coronavirus facendo intendere che i rubinetti della Banca centrale europea sarebbero rimasti chiusi, in quello stesso giorno l’istituto da lei presieduto pubblicava un maxi-bando di gara dal valore di 1,5 milioni di euro per – udite, udite – “Prestazione di servizi per agenzia di eventi”. Sembrerebbe uno scherzo e invece è proprio così.</p>
<p>COSA C’È DA FESTEGGIARE. Ma partiamo da principio. È il 13 marzo quando la Lagarde interviene in conferenza stampa sull’emergenza coronavirus e precisa (salvo poi chiedere scusa) che aiutare l’Italia sarà molto difficile perché “ridurre lo spread non è nostro compito”. Ebbene, nello stesso giorno la Bce pubblica questo più che curioso bando di gara. Stando alla breve descrizione reperibile sui documenti ufficiali che La Notizia ha potuto consultare, “la Bce sta cercando un fornitore per la fornitura di servizi di agenzia di eventi per l’evento annuale di punta della banca, il Forum della Bce sulle banche centrali (EFCB)”. Parliamo di un evento che si è tenuto per la prima volta a maggio 2014 e si svolge ogni anno con circa 200 partecipanti di alto livello.</p>
<p>Dal 2014 la sede è stata a Sintra, in Portogallo. Nel 2020 l’evento dovrebbe svolgersi dal 29 giugno al primo luglio. E la richiesta che arriva dalle stanze della Lagarde è chiara e specificata nei documenti ufficiali: “In futuro, l’evento potrebbe svolgersi in un luogo diverso, possibilmente al di fuori del Portogallo ma all’interno dell’Unione Europea”. Ma sì: meglio cambiare location, esattamente nel periodo in cui nel frattempo l’Unione europea chiude le sue frontiere esterne per scongiurare il contagio. Insomma, l’organizzazione dell’evento dell’anno non può proprio essere rinviata. Meglio non perdere tempo e mettere sul piatto 1,5 milioni di euro.</p>
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<p>AUTO DI LUSSO. Ma c’è di più. Sfogliando la ricca documentazione, infatti, si scopre che l’idea è quella di mettere a punto un contratto quadro di modo che l’agenzia di eventi possa occuparsi dell’organizzazione a 360 gradi. Mai tempi furono più azzeccati. E così, ad esempio, la consulenza dovrebbe riguardare la definizione di “idee per la progettazione e l’implementazione del contenuto relativo alla conferenza, la creazione della sala, strutture tecniche all’avanguardia e soluzioni innovative”; la strategia di comunicazione; la fornitura di servizi, dalla gestione degli inviti e delle registrazioni, ai servizi di sicurezza fino all’allestimento delle sale conferenze compresi, addirittura, pure “la costruzione e l’allestimento di palchi per le conferenze, la cena e le sale stampa, il banco di registrazione e di benvenuto, la produzione e allestimento di fondali per le aree congressuali”. E poi stampe, servizi di catering, di trasporto in “aeroporto, autobus e limousine” fino al non meglio specificato “intrattenimento”. Insomma, una vera e propria festa con tutti gli addobbi, le cerimonie, gli invitati.</p>
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<p>ZERO ALIBI. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che verosimilmente trattasi di una gara già preventivata in tempi precedenti allo scoppio dell’epidemia. È altrettanto vero, tuttavia, che basta consultare il motore di ricerca dei bandi europei, per rendersi conto che sono una marea le gare sospese, rinviata, congelate o cancellate dopo lo scoppio dell’epidemia Covid-19. Cosa che, a quanto pare, non è neanche venuta in mente alla Banca centrale europea. Tutto è andato avanti come se nulla fosse accaduto in queste ultime settimane. Tanto che dalla lettura del bando resta confermata la data di chiusura delle offerte: 3 aprile 2020 alle ore 18,00. Ed ecco l’ultima curiosa coincidenza. Lo spirito di questo bando di gara sembra proprio rispecchiare quello della presidente Lagarde: completamente disinteressata all’emergenza sanitaria italiana, completamente assente. D’altronde è stata chiara su un punto: a differenza di Mario Draghi, la Lagarde non vuole passare alla storia per il “Whatever it takes”, ad ogni costo. A meno che, manco a dirlo, non si parli di feste ed eventi in cui la Bce si addobba in pompa magna e sparla di quanto non-fatto nel corso della sua attività. In quel caso, ogni sacrificio è ben voluto. Cin cin.</p>
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		<title>Il presidente del Copasir lancia un appello dopo il crollo di Piazza degli Affari di ieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 12:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica aveva già espresso la sua sensibile attenzione sulla  conforme regolarità di azioni&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica aveva già espresso la sua sensibile attenzione sulla  conforme regolarità di azioni eventuali mirate a portare fuori dall’Italia il controllo di aziende quotate ritenute strategiche iniziando un ciclo di audizioni.</p>
<p>Alcune dichiarazioni, vogliamo credere unicamente ascrivibili a errori comunicativi, hanno portato ad un indebolimento importante e repentino di assetti quotati anche strategici.</p>
<p>Certi che gli attori preposti già stiano operando in tal senso, ci permettiamo comunque di sollecitare e sostenere qualsiasi azione di maggior vigilanza verso azioni, speculative o aggressive tendenti a modificare, in questo particolare momento, assetti di controllo e di governance di società quali quelle dei settori bancario-assicurativi, telecomunicazioni, energia e difesa che debbono rimanere nell’alveo dell’interesse nazionale.</p>
<p>È il momento della responsabilità collettiva ed è inderogabile difendere le risorse strategiche, finanziarie ed industriali, del nostro grande Paese.</p>
<p>In questo difficile  contesto ringrazio l’autorevole intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha interpretato ed espresso il pensiero dell’intero Paese.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nel giorno dell’addio di Mario Draghi alla Bce è tempo di fare un primo bilancio sul mandato del governatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2019 13:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi Mario Draghi sarà protagonista di un evento di saluto che vedrà tra gli ospiti Merkel, Macron e il presidente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Mario Draghi sarà protagonista di un evento di saluto che vedrà tra gli ospiti Merkel, Macron e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</p>
<h3>SALVATORE DELL’EURO</h3>
<p>“Draghi lascia la Bce come salvatore dell’euro” commenta Andrea Iannelli, Investment Director per l’obbligazionario Fidelity International, che sottolinea come sotto la guida di Draghi la Bce si sia trasformata in un’istituzione molto diversa “diventando essenzialmente il creditore di ultima istanza”.</p>
<h3>NON SOLO TASSI</h3>
<p>Oltre ai tassi portati verso lo zero o negativi, il mandato di Draghi sarà ricordato per il quantitative easing, un’ondata di acquisti di titoli che ha portato il bilancio della Bce a raddoppiare rispetto al 2011. Oggi, sottolinea Iannelli, la Bce ha <strong>un bilancio di 4700 miliardi di euro</strong> ma lo stesso Draghi “ha utilizzato altri strumenti non convenzionali come le linee guida esplicite, il tiering sui depositi e considerevoli iniezioni di liquidità per sostenere i mercati europei e l’economia della zona euro”.</p>
<h3>MISSIONE COMPIUTA PER L’ECONOMIA…</h3>
<p>Secondo <strong>Andrea Iannelli</strong> “i mercati devono ringraziare la Bce per la determinazione con cui è intervenuta” e “per molti versi queste operazioni sono state un successo” poiché, anche se modesta, l’economia dell’Eurozona ha fatto registrare una crescita uscendo dalla crisi.</p>
<h3>… MA NON PER L’INFLAZIONE</h3>
<p>Non si può dire altrettanto per l’inflazione. <strong>L’obiettivo di mantenerla poco al di sotto del 2% non è stato raggiunto</strong> “nonostante i migliori sforzi profusi dalla Bce” e i mercati dicono essenzialmente che “la banca centrale continuerà a non rispettare il suo mandato in materia di inflazione”, commenta Iannelli.</p>
<h3>EREDITÀ DIFFICILE PER LAGARDE</h3>
<p>“Christine Lagarde – spiega Iannelli – porterà il peso dell’eredità di Draghi con poche munizioni rimaste e un crescente malcontento all’interno del Consiglio direttivo riguardo all’ultimo programma QE. Dovrà usare tutte le sue capacità politiche per navigare in acque ancora travagliate, tra guerre commerciali e un’economia interna in rallentamento”.</p>
<h3>NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ</h3>
<p>Le attese di Iannelli, quindi, sono di una politica di continuità con un atteggiamento ancora accomodante della Bce: “Ci aspettiamo quindi che la BCE intensifichi i propri sforzi. Gli investitori dovrebbero aspettarsi un aumento degli acquisti di asset, un bilancio più consistente e tassi ancora più bassi, ma senza un’immediata ripresa economica”, conclude Iannelli.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mario Draghi oggi presiederà per l’ultima volta il Board della BCE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 11:33:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mario Draghi oggi nell&#8217;ultimo board della BCE cercherà di porre un mattone importante per la nuova Europa che dovrebbe essere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Draghi oggi nell&#8217;ultimo board della BCE<span class="ILfuVd"><span class="e24Kjd"> cercherà di porre un mattone importante per la nuova Europa che dovrebbe essere demolendo lo status quo di un organismo vetusto ed ancorato a capisaldi oramai ancronistici.</span></span></p>
<p>Dopo l’applauso raccolto da parte del Parlamento Europeo al suo ultimo discorso da presidente uscente della BCE, Draghi si prepara ad accomiatarsi anche dai media nel luogo in cui ha diretto le decisioni in capo al massimo organismo finanziario e bancario europeo. Ieri sera alla cena della vigilia, il Governatore ha difeso fino all’ultimo le sue decisioni nonostante le resistenze e le contrarietà di molti membri del board sfociate anche alle dimissioni dell’esponente tedesco nelle settimane passate.</p>
<p>Draghi, come si aspettano tutti visto e considerato il carisma ed il valore della persona, anche oggi, durante la sua ultima conferenza stampa, ne approfitterà per lanciare un nuovo forte appello ai governi perché si mobilitino ed adottino strategie di investimento svicolandosi dalle scelte di austerity almeno per quanto consentito. Draghi ha già confermato che la politica monetaria ha bisogno del sostegno degli investimenti e di misure che incentivino il rialzo dell’economia reale, comprese le misure fiscali ed ha sempre spronato soprattutto la Germania a fare qualcosa.</p>
<p>Un appello, dunque, rivolto direttamente al paese trainante dell’Europa sul quale si basa la stessa struttura dell’Unione e che oppone molte resistenze a questa richiesta. La Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha oltre un terzo degli esponenti che fanno parte del board che ha presieduto Draghi e questi hanno osteggiato ed ostacolato in modo palese la politica decisionale del Governatore italiano arrivando a definire un vero e proprio movimento di falchi conclusosi con le dimissioni della Lautenschlaeger di cui abbiamo già parlato.</p>
<p>Dimissioni che hanno il chiaro intento di demolire la politica espansionistica di Draghi, ovvero, come recita il famoso detto proverbiale “di parlare a nuora perché suocera intenda”. E la suocera è la nuova Presidentessa della BCE, la Lagarde.</p>
<p>Durante la sua ultima conferenza stampa, Draghi dovrà difendere non sé stesso perché non ce ne è affatto bisogno, ma il pacchetto di stimolo monetario palesando anche i nuovi accadimenti (dazi di Trump contro l’Europa, guerra commerciale sino-americana, nodo Brexit) che rendono lo scenario economico globale assai incerto. Tanto incerto che la stessa Germania è sull’orlo della recessione tecnica anche se traspare un ottimismo per cercare proprio di evitare un disastro annunciato.</p>
<h3>Inflazione in EU: Aspettative e Ripercussioni</h3>
<p>L’inflazione nell’unione, o meglio le aspettative d’inflazione che si misurano dagli swap, nonostante la politica espansionistica emanata da Mario Draghi, sono crollate ai minimi storici ad inizio mese: 1,1150%. Come ben sappiamo un tasso d’inflazione reale ottimale, anche in base allo Statuto della stessa BCE, è posto al 2%, intendimento ancora molto lontano.</p>
<p>Gli investitori, dunque, non credono che il Quantitative easing 2.0 (acronimo Qe), ossia l’acquisto di 20 miliardi al mese a partire da novembre dei bond degli Stati europei ed il taglio dei tassi sui depositi a -0,5% da -0,4% precedente, saranno sufficienti a far rialzare la testa al tasso d’inflazione e soprattutto a tutta l’economia reale.</p>
<p>Questo a causa anche della forward guidance di Draghi, purtroppo Governatore uscente, messa in discussione da alcuni governatori delle banche centrali. Gli investitori pensano che la Lagarde rivedrà presto questa strategia, ovvero ritengono che le banche centrali oramai abbiano un ruolo marginale e non riescano ad essere più così efficaci nell’attuale contesto globale, sia per quanto riguarda la spinta deflazionistica (i prezzi al ribasso), ovvero come incentivo all’economia reale stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il Futuro della BCE: Christine Lagarde</h3>
<p>Una bella sfida per il futuro della BCE e per il nuovo presidente, Christine Lagarde che prenderà il posto di Mario Draghi alla guida della Banca Centrale. Secondo quanto affermato dal nuovo Governatore, ci sarebbe ancora spazio per un aumento del Qe o addirittura per un ulteriore taglio dei tassi, già negativi da tempo.</p>
<p>Soprattutto per quanto riguarda il Qe, ossia l’acquisto dei titoli dei paesi facenti parte dell’Eurozona, la Lagarde, di concerto con Draghi, sarebbe determinata a rimuovere il vincolo che pone una soglia massima all’acquisto di questi bond in proporzione alla quota che ciascun paese detiene nel capitale della BCE. Semplificando, se, per esempio, l’Italia detenesse il 10% ed il suo debito fosse 100, la Banca Centrale potrebbe acquistare al massimo 10.</p>
<p>Una sfida che già oggi potrebbe aizzare gli animi nonostante il clima di festa e l’apparente calma prima della tempesta. Draghi sa bene che il suo pacchetto ha delineato un solco preciso per la Lagarde definendo una forward guidance senza soluzione di continuità, ma i falchi sono assolutamente in fibrillazione e vogliono sfruttare questo cambio al timone per imporre la propria linea.</p>
<p>Starà alla Lagarde, una donna al comando ed un avvocato nonché politico di successo nella vita (era la presidentessa del Fondo Monetario Internazionale, FMI), riuscire a trovare il consenso indispensabile in un board formato da quasi tutti uomini economisti, ma ben sappiamo come una donna sappia imporsi anche e forse meglio di un uomo.</p>
<p>La Lagarde troverà forse l’appoggio di Isabel Schnabel, economista non ortodossa che al tempo difese proprio l’operato di Draghi con il sostegno del partito Spd. La new entry prenderà il posto della Lautenschlaeger. Sicuramente quello di Fabio Panetta, esponente della Banca d’Italia che proprio oggi ha avuto il nulla osta dalla BCE ed è divenuto membro integrante del board.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La Bce non ha approvato le modifiche statutarie della Banca popolare di Sondrio per l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Cento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 09:57:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Nel contesto delle interlocuzioni con la Banca centrale europea in merito al procedimento per l’approvazione delle modifiche statutarie deliberate dall’assemblea&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Nel contesto delle interlocuzioni con la Banca centrale europea in merito al procedimento per l’approvazione delle modifiche statutarie deliberate dall’assemblea dello scorso 27 aprile &#8211; si legge nel comunicato della Popolare di Sondrio &#8211; e finalizzate all’esecuzione degli accordi sottoscritti con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e la Holding CR Cento per l’acquisizione del controllo della Cassa di Risparmio di Cento, è stata evidenziata l’esigenza di dare priorità alle iniziative di derisking già in corso volte alla riduzione dello stock di non performing loan &#8211; mantenendo il capital buffer, peraltro cospicuo, di cui Bps dispone, prudenzialmente al servizio delle predette iniziative &#8211; e al rafforzamento delle strutture di governo e di presidio dei rischi».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dopo la Bce tocca alla Federal Reserve System. Atteso un taglio di 25 punti del costo del denaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 11:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa settimana l’attenzione degli investitori sarà focalizzata sulle decisioni di mercoledì della Fed, e di giovedì di Bank of England&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p>Questa settimana l’attenzione degli investitori sarà focalizzata sulle decisioni di mercoledì della Fed, e di giovedì di Bank of England e Bank of Japan. Oltreoceano ci si aspetta un taglio di almeno 25 punti base per il costo del denaro, attualmente nel range 2%-2,25%, e la conferma da parte dell’istituto che quello in atto è un aggiustamento di “metà ciclo” non il tentativo di evitare una recessione. Non ci aspetta una modifica nella politica monetaria da parte delle due altre banche centrali, specie da parte della BoE con l’inflazione che si attesta intorno ai livelli obiettivo e in attesa di conoscere le modalità della Brexit. Martedì verrà pubblicato l’indice sulla fiducia nelle prospettive dell’economia di Eurozona mentre mercoledì l’inflazione nel Vecchio Continente e in Inghilterra, oltre all’import/export giapponese. Venerdì indice dei prezzi alla produzione in Germania e inflazione giapponese. Attenzione all’evoluzione in Medioriente della crisi petrolifera dopo gli attacchi ad alcuni impianti in Arabia Saudita, che ne hanno dimezzato la produzione, pari a circa il 5% dell’intero output globale, innescando il rally delle quotazioni. L’evento ha alzato il tiro dello scontro tra Usa, Arabia Saudita e Iran con Teheran ritenuta responsabile per l’accaduto. L’Arabia Saudita sta lavorando per recuperare parte della produzione persa, nel frattempo le necessità del mercato verranno soddisfatte grazie alle scorte saudite ed americane dopo che Trump ha autorizzato l’utilizzo della riserva straordinaria.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Manovre in casa Bce e Federal Reserve System</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 14:42:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pechino torna a dare segnali di apertura nei confronti degli Stati Uniti, con compagnie cinesi che tornano a piazzare ordini&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pechino torna a dare segnali di apertura nei confronti degli Stati Uniti, con compagnie cinesi che tornano a piazzare ordini a compagnie esportatrici di prodotti agricoli, con contestuale richiesta di esenzione da dazi al governo della Cina. Questo mostra un impegno e la “buona volontà” che avrebbero richiesto i negoziatori americani prima di procedere con un incontro frontale. E’ quanto sostengono gli analisti di Wings Partners Sim nel loro ultimo Macro outlook.</p>
<p>Gli esperti sottolineano inoltre che uno dei nodi della trattativa è l’apertura della Cina all’esterno, con il Paese che nel fine settimana si è mosso in questa direzione creando maggiori possibilità per gli investitori stranieri al settore finanziario nazionale. Compagnie straniere saranno ora in grado di prendere una quota di controllo in società finanziarie, incluse banche commerciale, gestione del risparmio, fondi pensione e broker valutari. Tuttavia, restano ancora dei nodi da sciogliere, tra cui la richiesta Usa di una maggior tutela della proprietà intellettuale e quella di Pechino di rimuovere i dazi come condizione per ogni accordo (mentre Trump vorrebbe un approccio graduale, condizionato al verificarsi del rispetto dei patti). L’intesa finale non è ancora raggiunta ma si fa più probabile e vicina.</p>
<h3>In attesa delle mosse di Bce e Fed</h3>
<p>Nel frattempo, il Presidente della Banca Centrale Europea è atteso alla consueta conferenza stampa, dopo la riunione del consiglio di politica monetaria, chiamato a delineare le prossime mosse ed i possibili strumenti per risollevare economia ed inflazione del blocco. A differenza dei colleghi della Federal Reserve, l’istituto dell’Eurozona non è atteso ad un intervento a seguito dell’incontro di questo mese, pur essendo le condizioni del Vecchio Continente peggiori sia per crescita del Pil che quella dei prezzi al consumo; dati però gli strumenti limitati rimasti nelle mani di Draghi (costo del denaro già allo 0%, tasso sui depositi al -0,4%), si opterà per un approccio più cauto ed un possibile aiuto all’economia globale che dovrebbe arrivare proprio grazie all’intervento di Powell. Possibile che la Bce agisca a settembre con una riduzione di 10 punti base del tasso dei depositi, una misura quasi puramente simbolica, in attesa del passaggio di consegne ai vertici dell’istituto.</p>
<p>Dalla Fed non filtrano indiscrezioni in vista dell’incontro che si concluderà il prossimo 31 luglio, con i dubbi degli operatori tra un taglio dei tassi di 25 e 50 punti base, a cui i mercati affidano rispettivamente una probabilità del 75% e 25%.</p>
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		<title>Una piccola azionista di Carige ha presentato al Tribunale della Ue due ricorsi contro il commissariamento della Bce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2019 10:51:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La prossima settimana dovrebbe definirsi il salvataggio di Carige ad opera delle banche, fra cui le bcc che fanno capo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="perdite tm_nativeauto">
<p>La prossima settimana dovrebbe definirsi il salvataggio di Carige ad opera delle banche, fra cui le bcc che fanno capo alla holding trentina Cassa Centrale Banca, il cui cda ha sostanzialmente confermato l’interesse, pur prendendo tempo.</p>
<h2>Carige, piccola azionista denuncia la Bce</h2>
<p>Quanto all’iniziativa contro la Bce, riguarda il commissariamento di Carige scattato a inizio anno da parte di Francoforte, il primo atto di questo tipo nei confronti di un istituto dell’Eurozona.</p>
<p>Con il primo ricorso l’azionista, Francesca Corneli, chiede di “avere copia del provvedimento con il quale è stata disposta l’amministrazione straordinaria di Banca Carige”, mentre con il secondo ne chiede l’annullamento.</p>
<p>L’azionista sostiene di aver chiesto una copia del provvedimento alla Bce e alle altre autorità coinvolte lo scorso 5 gennaio, tre giorni dopo il commissariamento, e di averlo potuto consultare solo in parte il 2 maggio, quando è stato depositato in Camera di Commercio con 10 pagine su 11 omesse.</p>
<p>Il 29 maggio, poi, la Bce negava – riferisce l’azionista – l’accesso al documento integrale per motivi di “riservatezza sulle attività di vigilanza”.</p>
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		<title>Dopo la Bce anche la Federal Reserve System confermerà la necessità di flessibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 15:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
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		<category><![CDATA[Federal Reserve System]]></category>
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					<description><![CDATA[Incertezze del trading, le pressioni di Trump per ridurre i tassi di interesse e un set di dati in peggioramento&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Incertezze del trading, le pressioni di Trump per ridurre i tassi di interesse e un set di dati in peggioramento sembrerebbero tutti elementi che indicherebbero alla Fed come reagire. Anche l’interpretazione del mercato dovrebbe giocare un ruolo importante negli sviluppi futuri del dollaro. Continua il rally dei titoli di Stato Usa con i rendimenti ormai ai minimi degli ultimi dodici mesi su tutte le scadenze dato che le attese di un taglio dei tassi dei Fed Fund e le incertezze si amplificano. Sebbene non siano attesi riduzioni del costo del denaro nel corso della riunione di domani, le modifiche della forward guidance e i dot plot sono già stati largamente anticipati.</p>
<p>Pertanto, domani, la Fed dovrebbe ritornare ancora più accomodante con un cambiamento nel linguaggio utilizzato da “paziente” a “più flessibile”, preparandosi così la strada per un taglio dei tassi quest’anno e un secondo taglio nel 2020. Sia il Pil (2,10%) che l’inflazione (1,80%) potrebbero essere rivisti al ribasso in quanto dati economici in peggioramento stanno supportando questa tendenza, così come le spese per consumi personali (rimaste ad aprile sotto l’obiettivo 2%) e le attività manifatturiere si stanno avvicinando in territorio negativo come conseguenza dell’escalation sulla guerra commerciale contro la Cina.</p>
<p>Oltre a ciò, problemi più rilevanti e relativi alle continue interferenze di Trump negli affari della Fed costituiscono un enorme ostacolo per la banca centrale americana che fonda la sua credibilità agli occhi del mercato sulla preservazione della sua indipendenza al fine di assicurare credibilità ed evitare difficoltà di lungo termine, in particolare nell’assicurare stabilità all’economia e al dollaro. Certamente, un’escalation delle pressioni politiche potrebbe riversarsi negativamente sia sulla moneta che sullo stato di salute dell’economia USA.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il governatore della Bce Mario Draghi ha chiarito una volta per tutte la proprietà legale delle riserve auree di Bankitalia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 16:14:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordando il &#8220;Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione Europea&#8221; (Tfue) dove si parla anche di questo, Draghi ha detto che è la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordando il &#8220;Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione Europea&#8221; (Tfue) dove si parla anche di questo, Draghi ha detto che è la Bce a gestire l&#8217;oro che funge da riserva per l&#8217;euro; ma ogni mossa viene concordata con Bankitalia. Inoltre la Bce ha il diritto di approvare o negare le operazioni fatte con le riserve (sia auree che monetarie) dai singoli Stati.</p>
<p>Il principio insomma è che la Bce ha l&#8217;ultima parola, ma non può gestire le riserve auree come se fossero sue. L&#8217;interrogazione parlamentare era stata presentata da Claudio Borghi, sottosegretario in quota alla Lega, che da anni propaganda la bufala che la Germania e la Bce hanno rubato le riserve auree italiane. In realtà, Borghi ha presentato una legge per fare in modo che sia il governo italiano da gestire le riserve auree, col recondito scopo di svenderle sui mercati per ottenere i soldi necessari a ridurre la spesa corrente per un anno. Naturalmente, nel massimo dell&#8217;incoscienza, visto che quell&#8217;oro è un po&#8217; come i gioielli di famiglia: venderli significa che sei più povero, non più ricco. E gli speculatori internazionali ci vanno a nozze con i Paesi poveri.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Intesa Sanpaolo e altre 3 big italiane sottoposte all’esame congiunto Eba-Bce hanno registrato esiti positivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 15:12:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Unicredit, Intesa SanPaolo, Ubi e Bpm hanno superato gli stress test condotti dall’Autorità bancaria europea (Eba). Unicredit ha passato l’esame con un capitale al 9,34%&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Unicredit, Intesa SanPaolo, Ubi e Bpm hanno superato gli stress test condotti dall’Autorità bancaria europea (Eba). Unicredit ha passato l’esame con un capitale al 9,34% in caso di scenario avverso nel 2020, Intesa SanPaolo con un capitale al 10,40%, Unione banche italiane invece all’8,32% mentre Banco popolare di Milano all’8,47%.</p>
<h3>I risultati sono in linea con la media Ue</h3>
<p>Gli stress test condotti da Bce con l’Eba mettono alla prova la tenuta dei bilanci delle banche in due scenari, uno normale e uno avverso nel triennio al 2018-2020. Quello avverso, considerato il più severo di sempre, prevede per l’Italia un calo del Pil cumulato del 2,7%. Contestate dagli istituti per la loro scarsa sofisticazione, le prove sono statiche poiché si basano sulla fotografia dei bilanci scattata il primo gennaio 2018. Non considerano quindi le operazioni di pulizia degli attivi varate nel corso di quest’anno (si pensi, oltre a BancoBpm, al caso della maxi-cessione dei circa 10,8 miliardi di deteriorati di Intesa Sanpaolo a Intrum) mentre contemplano ai fini patrimoniali i maxi-accantonamenti varati con l’introduzione dell’Ifrs9.</p>
<p>Subito dopo i risultati il ministro del Tesoro, Giovanni Tria, ha espresso soddisfazione. Mentre la Banca d’Italia in un comunicato ha affermato che i test “nel complesso” hanno visto le banche Ue mostrare “una buona capacità di tenuta a fronte delle condizioni di stress ipotizzate nello scenario avverso”. “Per le quattro banche italiane incluse la riduzione media ponderata del Cet1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato – rileva l’istituzione – in linea con quello medio del complesso delle banche incluse nel campione e con la media totale Eba”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Debito pubblico, Bce e Quantitative Easing: è possibile ridurre il debito pubblico?</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/debito-pubblico-bce-quantitative-easing-possibile-ridurre-debito-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BernardoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2018 14:49:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[QE]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali sono le implicazioni del programma di acquisto di titoli pubblici implementato dalla Bce con il Quantitative Easing? Negli ultimi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono le implicazioni del programma di acquisto di titoli pubblici implementato dalla Bce con il Quantitative Easing?</p>
<p>Negli ultimi giorni sono sorte numerose polemiche a seguito della divulgazione della bozza del contratto di governo tra M5S e Lega, rivelatasi poi solo in parte veritiera. In particolare, grande scalpore ha suscitato il paragrafo riguardante l&#8217;estinzione di 250 miliardi di debito pubblico italiano acquistati dalla Bce attraverso le operazioni di QE. Successivamente è stato chiarito che non si trattava di un&#8217;estinzione, quanto piuttosto di una revisione del calcolo del rapporto Debito/Pil.</p>
<p>In un precedente articolo è già stato spiegato dettagliatamente il funzionamento del programma di acquisti operato con il QE. Veniamo dunque al tema della cancellazione o dello scorporo dal calcolo del debito dei titoli dei Paesi dell&#8217;Eurozona acquistati dalla Bce.<br />
Per spiegare come funziona il rapporto tra Banca Centrale e Tesoro prendiamo spunto da quanto scritto in un articolo del 2013 dal Professor De Grauwe (John Paulson Chair in European Political Economy, London School of Economics), uno dei massimi esperti mondiali di economia monetaria:<br />

<p>Anzitutto è necessario specificare che le Banche Centrali non possono fallire.<br />
Una banca centrale può emettere qualsiasi somma di denaro che gli consenta di &#8220;rimborsare i suoi creditori&#8221;, cioè i detentori di denaro. Un tale &#8220;rimborso&#8221; equivarrebbe solo a convertire denaro vecchio in denaro nuovo.</p>
<p><strong>La domanda che ci si pone però è la seguente: se la Bce cancellasse i titoli che ha acquistato e che si trovano nell&#8217;attivo del suo bilancio, questo non genererebbe una perdita nel bilancio della Banca Centrale?</strong><br />
La risposta è sì, ma la Banca Centrale può sostenere qualsiasi perdita a condizione che la perdita non comprometta la sua promessa di mantenere la stabilità dei prezzi. Non ha quindi bisogno di operare con un attivo di bilancio.</p>
<p><em>Inoltre, non è corretto affermare che la banca centrale debba avere un equity positivo &#8220;per rimanere solvibile&#8221;. Una banca centrale non ha bisogno di equity. Di conseguenza, l&#8217;affermazione che a volte viene fatta che una banca centrale con un capitale negativo debba essere ricapitalizzata dal Tesoro è insensata.</em></p>
<p><strong>Qual è allora il rapporto tra Banca Centrale e Tesoro?</strong><br />
Quando la banca centrale acquista il debito del suo governo, il debito si trasforma: il debito pubblico che ha un tasso di interesse e un rischio di default diventa un debito che rappresenta una passività monetaria della Banca Centrale (base monetaria) che è priva del rischio d&#8217;insolvenza ma soggetta al rischio di inflazione.</p>
<p><em>Dopo la trasformazione (ossia dopo che i titoli di Stato sono stati acquistati dalla BC), il debito pubblico detenuto dalla banca centrale si annulla. È una risorsa di un ramo (la banca centrale) e una passività di un altro ramo (il governo). Di conseguenza, scompare. La banca centrale può ancora tenerla nel suo portafoglio, ma non ha più alcun valore economico. In effetti, la banca centrale potrebbe eliminare questa finzione ed eliminarla dal suo bilancio e il governo potrebbe quindi eliminarla dal conteggio del debito. È diventato inutile perché è stato sostituito da un nuovo tipo di debito, vale a dire il denaro, che comporta un rischio di inflazione anziché un rischio di insolvenza.</em></p>
<p>Se la banca centrale mettesse i titoli di Stato nella macchina trituratrice nulla andrebbe perso.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda l&#8217;inflazione, tutto ciò non genererebbe una perdita di valore della valuta e un aumento ingestibile dell&#8217;inflazione?</strong><br />
Se la banca centrale tiene sotto controllo le sue passività (base monetaria), questa operazione, che potremmo definire come una sorta di insolvenza del Tesoro nei confronti della Banca Centrale stessa, da sola non porta ad una maggiore inflazione.</p>
<p>E&#8217; infatti ogni operazione di mercato aperto che prevede l&#8217;acquisto di titoli di Stato, come lo è il Quantitative Easing, a creare il potenziale dell&#8217;inflazione, perché aumenta la base monetaria. Non è dunque l&#8217;operazione di &#8220;cancellazione&#8221; dei titoli da parte della Banca Centrale a determinare in alcun modo un aumento della base monetaria.</p>
<p>Nel periodo 2008 (ottobre) &#8211; 2013 (aprile, momento in cui è stato scritto l&#8217;articolo), il rapporto tra la base monetaria e il capitale monetario si è rotto. La base monetaria è aumentata di oltre il 50% mentre lo stock di denaro è aumentato solo del 7%. Questo suggerisce che il moltiplicatore di denaro è diminuito drasticamente.</p>
<p><em>Durante i periodi di crisi i limiti sulla quantità di base monetaria che può essere creata senza innescare pressioni inflazionistiche è molto più elevato a causa dell&#8217;esistenza di una trappola di liquidità.</em></p>
<p>Quanto più elevato (il limite) dipende dal moltiplicatore di denaro.<br />
<em>&#8220;In De Grauwe e Ji (2013) stimiamo la dimensione del moltiplicatore durante il periodo di crisi e concludiamo che è crollato a zero. Di conseguenza, non vi è alcun limite alle dimensioni del programma di acquisto di obbligazioni, ovvero la BCE può acquistare qualsiasi ammontare di titoli di stato senza mettere a repentaglio la stabilità dei prezzi, finché dura la crisi.&#8221;</em></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come funziona il Quantitative Easing della Bce</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/funziona-quantitative-easing-della-bce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BernardoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 May 2018 14:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[Quantitative Easing]]></category>
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					<description><![CDATA[Come funziona il Quantitative Easing (QE) della Bce? Molto spesso in televisione si sente parlare del QE, il programma di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come funziona il Quantitative Easing (QE) della Bce?</p>
<p>Molto spesso in televisione si sente parlare del QE, il programma di acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell&#8217;Eurozona messo in piedi dalla Bce presieduta da Draghi. Non molto chiaro però è il meccanismo di funzionamento di questo programma e le sue implicazioni. Si è parlato di un &#8220;ombrello&#8221; che ripara il nostro Paese dagli attacchi speculativi dei mercati finanziari e si parlato di una sua fine come di un evento pericoloso per i conti pubblici italiani.</p>
<p>Ma come stanno le cose?<br />
Come sappiamo la Bce attraverso il suo programma di Quantitative Easing sta procedendo a rastrellare titoli del debito pubblico sul mercato secondario. Per ciò che riguarda l&#8217;Italia si stima che al termine degli acquisti la Bce arriverà a detenere nel proprio portafoglio più di 370 miliardi di titoli di Stato del debito pubblico italiano.</p>
<p><strong>Che implicazioni ha tutto ciò?</strong><br />
Proviamo a spiegarlo schematicamente:<br />
1. Con l&#8217;acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell&#8217;Eurozona la Bce ha immesso liquidità sul mercato e offerto una copertura per la solvibilità dei titoli stessi, svolgendo il ruolo di &#8220;compratore di ultima istanza&#8221;: in questo modo i tassi d&#8217;interesse sono scesi enormemente e gli spread tra i Paesi si sono ridotti, rendendo così meno gravosi i costi dovuti al pagamento degli interessi sul debito;<br />
2. Con questa operazione la Bce ha ampliato il proprio bilancio nonché la base monetaria, che è una delle componenti dello stock monetario (M3), che è l&#8217;indice che guida l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione. Lo scopo è di riportare il tasso d&#8217;inflazione verso il target del 2%;</p>
<p><strong>A questo punto sorge però una domanda: che fine fanno i titoli acquistati dalla Bce?</strong><br />
Anzitutto è bene premettere che i titoli vengono acquistati pro quota per ciascun Paese, a seconda della quota di partecipazione della Banca Centrale nazionale al capitale della Bce. Essendo la Bundesbank quella con il &#8220;peso&#8221; maggiore, i Bund tedeschi sono i titoli maggiormente acquistati. A seguire ci sono la Banque de France e la Banca d&#8217;Italia, e così via.<br />
I titoli finiscono dunque nel portafoglio delle singole Banche Centrali nazionali.</p>
<p>E&#8217; importante sottolineare un aspetto: con questa operazione i titoli vengono sottratti dal mercato. Di fatto è come se non costituissero più un debito dello Stato, essendo diventati un attivo della Banca Centrale, che a sua volta è un&#8217;istituzione pubblica. Inoltre, gli interessi che la Banca Centrale percepisce sui titoli acquistati vengono rigirati al Tesoro.</p>
<p>In definitiva, con questa operazione, si annulla il costo del debito pubblico per la quota di esso che è stata acquistata dalla Banca Centrale a seguito del Quantitative Easing.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Constancio (vice Presidente BCE): i saldi Target2 vanno saldati</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/constancio-vice-presidente-bce-saldi-target2-vanno-saldati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BernardoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 14:34:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[Target2]]></category>
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					<description><![CDATA[Importanti dichiarazioni del vice Presidente della Bce Vitor Constancio sui saldi Target2. Pochi giorni fa, durante la conferenza stampa del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Importanti dichiarazioni del vice Presidente della Bce Vitor Constancio sui saldi Target2. Pochi giorni fa, durante la conferenza stampa del vice Presidente della Bce, diversi giornalisti hanno rivolto svariate domande riguardanti lo spinoso tema dei saldi Target2.</p>
<h4>Ma cosa è il sistema Target2?</h4>
<p>Come illustrato dalla stessa Bce, <em>il Target2 è un sistema di pagamento di proprietà dell’Eurosistema, che ne cura anche la gestione. È la principale piattaforma europea per il regolamento di pagamenti di importo rilevante; viene utilizzato sia dalle banche centrali sia dalle banche commerciali per trattare pagamenti in euro in tempo reale. Target2 è un sistema di pagamento che consente il trasferimento di moneta tra le banche dell’UE in tempo reale. Permette alla moneta di fluire liberamente attraverso i confini e sostiene l’attuazione della politica monetaria unica della BCE.</em></p>
<p>La piattaforma è di proprietà dell’Eurosistema, che ne cura anche la gestione. In parole povere, si può sintetizzare così il suo funzionamento:</p>
<ul>
<li>La banca A e la banca B hanno entrambe un conto presso la banca centrale</li>
<li>Un pagamento in euro deve essere effettuato dalla banca A alla banca B</li>
<li>La banca A immette le istruzioni di pagamento in Target2</li>
<li>Il pagamento è regolato mediante un addebito sul conto della banca A e un accredito su quello della banca B</li>
<li>Target2 trasferisce le informazioni sul pagamento alla banca B</li>
</ul>
<p>Il <strong>saldo Target2</strong> rappresenta la posizione netta di ciascuna banca centrale nazionale con tutte le altre e il saldo viene assegnato al bilancio della Banca centrale europea. A ogni banca centrale nazionale viene dunque assegnata una posizione bilaterale netta (a credito o a debito) con la sola Bce. I motivi per cui questo saldo può divergere in positivo o in negativo sono svariati: si va da surplus/deficit commerciali che si riflettono in una variazione dei flussi in entrata e uscita e quindi in una movimentazione del Target2, a movimentazioni di altro genere come differenziali di interesse tra Paesi, fuga di capitali, etc.</p>
<p>Negli ultimi anni questi saldi sono esplosi, con Paesi come la Germania che hanno accumulato dei crediti significativi (oltre 900 miliardi) e altri, come Spagna e Italia, debiti superiori ai 300-400 miliardi. Rispondendo a una delle domande Constancio ha ribadito che qualora un Paese dovesse uscire dall’unione monetaria dovrebbe regolare i sui saldi Target2 in pieno, ed in Euro.</p>
<p>In particolare se un Paese si dovesse trovare in una situazione debitoria, come l’Italia che ha attualmente un saldo Target2 profondamente negativo a – 442 miliardi, la sua banca centrale dovrebbe farsi carico dei debiti utilizzando i suoi attivi di bilancio, tra cui si annoverano 86 miliardi in oro.</p>
<p>Si nota però come Constancio abbia aggiunto un dettaglio importante in più: se il Paese uscente invece si dovesse trovare in una situazione creditoria, come la Germania che ha un saldo Target2 positivo ad oltre 900 miliardi, sarebbe la sua banca centrale (cioè la Bundesbank) a dover essere pagata dalle altre banche centrali dei Paesi restanti.</p>
<p>Di seguito il link della conferenza stampa: ]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cala ancora l&#8217;inflazione in Italia e Draghi valuta se prolungare il QE</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/cala-ancora-linflazione-italia-draghi-valuta-prolungare-qe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[BernardoD]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 17:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora in calo l&#8217;inflazione in Italia. A Febbraio l&#8217;IAPC (indice armonizzato dei prezzi al consumo), misura dell&#8217;inflazione comparabile a livello europeo,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora in calo l&#8217;inflazione in Italia. A Febbraio l&#8217;IAPC (indice armonizzato dei prezzi al consumo), misura dell&#8217;inflazione comparabile a livello europeo, è sceso allo 0,5% annuale rispetto allo 0,7% atteso dagli analisti. L&#8217;indice mensile infatti è risultato in calo dello 0,5% rispetto a gennaio contro una stima di -0,3%.</p>
<p>Come rende noto l&#8217;Istat, la frenata dell&#8217;inflazione si deve prevalentemente all&#8217;inversione di tendenza dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-3,2% da +0,4% di gennaio), cui si aggiunge il rallentamento della crescita dei prezzi sia degli Alimentari lavorati (+1,3% da +2,1%) sia dei Beni energetici regolamentati (+5,3% da +6,4%).</p>
<p>Più nel dettaglio, sottolinea l&#8217;Istat, <em>&#8220;il rallentamento non riguarda la dinamica dell'&#8221;inflazione di fondo&#8221;, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, che si attesta a +0,6% come a gennaio. L&#8217;inflazione al netto dei soli Beni energetici si riduce invece di quattro decimi di punto percentuale (+0,2%, da +0,6% del mese precedente).&#8221;</em></p>
<p>Nonostante dunque gran parte della riduzione mensile non sia da attribuirsi a una dinamica di fondo dei prezzi, l&#8217;indice si mantiene particolarmente debole. L&#8217;inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,4% per l&#8217;indice generale e nulla per la componente di fondo.</p>
<p>Il dato italiano non è isolato. Andando a guardare a livello europeo si nota una dinamica che resta debole anche in quei Paesi che stanno sperimentando una crescita più sostenuta dell&#8217;economia e un mercato del lavoro in ripresa, come in Francia, se non addirittura in piena salute, come quello tedesco.</p>
<p>In Francia l&#8217;IAPC mensile a Febbraio è stato nullo ed è risultato in crescita dell&#8217;1,3% a livello annuale, stabile rispetto al mese precedente e in linea con le previsioni degli analisti. In Germania l&#8217;indice è sceso all&#8217;1,2%, in linea con le attese ma in rallentamento per il terzo mese consecutivo. I dati di Germania, Francia e Italia sono particolarmente indicativi per delineare il quadro entro il quale si trova ad operare Mario Draghi e la BCE. L&#8217;indice dei prezzi al consumo per l&#8217;eurozona è infatti risultato in calo a livello annuale all&#8217;1,1% dall&#8217;1,2% del mese precedente e rispetto a quanto atteso.</p>
<p>Non a caso due giorni fa Draghi si era espresso sottolineando come nonostante il miglioramento del mercato del lavoro rispetto al 2013 sia significativo, con circa 7,5 milioni di posti di lavoro creati, permangono incertezze e fragilità. <em>&#8220;Per porre fine al QE&#8221;</em>, ha aggiunto, <em>&#8220;occorre che ci sia una condizione molto chiara, dobbiamo vedere un aggiustamento sostenibile nel percorso dell&#8217;inflazione verso il nostro obiettivo, ovvero un tasso vicino al 2% nel medio termine&#8221;</em>. Questo perché nonostante l&#8217;economia si è sviluppata <em>&#8220;in modo ancora più forte rispetto a quanto ci aspettassimo e la fiducia nell&#8217;Eurozona è aumentata, non possiamo ancora dire che il lavoro sia finito&#8221;</em>. <em>&#8220;La nostra politica monetaria dovrà dunque essere calibrata in modo da garantire che l&#8217;inflazione prosegua lungo questa strada&#8221;</em>.</p>
<p>Non è detto dunque che il QE possa terminare a settembre, come inizialmente stabilito. Molti si stanno interrogando se questa condizione di bassa inflazione possa diventare cronica e se quindi i tassi bassi e gli interventi straordinari della Banca Centrale possano diventare la nuova normalità della politica monetaria.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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