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	<title>Centro Est Europa - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>Centro Est Europa - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Effetti della Brexit sui livelli di insolvenza in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo settimane di possibili ipotesi di scenario, i futuri rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea sono confermati. Con&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo settimane di possibili ipotesi di scenario, i futuri rapporti tra il Regno Unito e l’Unione Europea sono confermati.</p>
<p>Con una percentuale di votanti del 72%, la decisione di uscire dall’Unione Europea è stata confermata da una maggioranza del 51.9%. Sebbene si tratti di una decisione di portata storica, in termini pratici poco cambierà nell’immediato futuro. Comunque, inevitabilmente ci saranno impatti  sia nel Regno Unito che in altri Stati membri dell’Unione.</p>
<p>Un periodo d’incertezza è inevitabile per il Regno Unito, con il centro dell’attenzione sulla stabilità politica alla luce dell’annuncio del Primo Ministro David Cameron di sue dimissioni prima della fine del  2016.</p>
<p>A seguito della ‘Brexit’, Atradius, assicuratore del credito commerciale tra i leader nel mondo, ha pubblicato un <em>Economic Briefing</em> evidenziando i settori chiave che dovrebbero risentire di tale situazione, ed indicando dati previsionali su un possibile incremento delle insolvenze nel breve termine, ad esempio in Irlanda, Paesi Bassi e Belgio, a causa dei forti legami commerciali e finanziari. Tuttavia, si prevede che molti altri Paesi europei vedrebbero uno scarso impatto.</p>
<p>Per il Regno Unito, in previsione di un voto di potenziale uscita, un certo impatto è già stato sentito con il deprezzamento della sterlina inglese, ed un ritardo in investimenti e assunzione di personale nelle imprese. In seguito alla decisione di lasciare la UE, il PIL del Regno Unito si prevede potrà contrarsi dall’ 1% al 3% nei prossimi due anni. La struttura degli accordi commerciali nel corso dei prossimi due anni determinerà l’impatto a lungo termine.</p>
<p>Un impatto sarà anche sentito altrove. Ad esempio, per i Paesi Bassi l’impatto sarà sull’investimento diretto estero, mentre per Irlanda e Norvegia impatti potrebbe essere nel commercio di esportazione. Inoltre, aumenti di insolvenze che vanno dal 1% al 3,5% sono previsti nei Paesi del Benelux e in Irlanda. Variazioni nei livelli d’insolvenza in altri Paesi europei dovrebbero essere trascurabili.</p>
<p>Andreas Tesch Chief Market Officer di Atradius, ha detto: “Nel Regno Unito l’economia si era stabilizzato su una crescita più contenuta, intorno allo 0,4% nel primo trimestre. Comunque il voto di uscita ha avuto un impatto immediato sul  tasso di cambio contro tutte le valute principali. Pur riconoscendo che i trattati commerciali dovranno essere oggetto di revisione, nel breve termine, le imprese che operano all’estero continueranno e beneficiare di un tasso di cambio più basso. ”</p>
<p>Alun Sweeney Country Director per Atradius Regno Unito e Irlanda, ha dichiarato:“Non ci sarà alcun impatto a breve termine sulla nostra modalità di assumere rischi per il mercato del Regno Unito. Quando l’emozione del risultato si sarà calmata, è importante riconoscere che le imprese del Regno Unito si adatteranno e quella con una solida gestione, una strategia chiara e ben finanziata, continueranno il loro percorso. Il Regno Unito prosegue con le consuete modalità di gestione degli affari  ed anche noi. Le aziende che scelgono di assicurare i crediti riconoscono che una solida strategia di gestione del rischio agevola il commercio e rimaniamo fiduciosi che possiamo supportare i nostri clienti a crescere il loro business, nel mercato domestico, in Europa e in altri mercati di tutto il mondo”.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Unicredit pensa a operazioni di acquisto e consolidamento nell&#8217;Est Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 09:19:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[ACQUISTO]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Est Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[operazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la divisione &#8216;Centro Est Europa&#8217; della banca il focus è infatti &#8220;sulla crescita organica&#8221;, ma in caso di opportunità&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la divisione &#8216;Centro Est Europa&#8217; della banca il focus è infatti &#8220;sulla crescita organica&#8221;, ma in caso di opportunità la struttura è pronta a valutare nuove acquisizioni.</p>
<p>Lo ha dichiarato Carlo Vivaldi, il nuovo responsabile della divisione, che da febbraio 2015 ha preso il posto di Gianni Franco Papa, il quale ora è al comando della divisione Cib.</p>
<p>&#8220;Siamo pronti e aperti a valutare ogni possibile opportunità, anche se il focus del piano è sulla crescita per linee interne&#8221;, ha proseguito.</p>
<p>Al primo incontro con la stampa nel suo nuovo ruolo, Vivaldi ha spiegato che &#8220;in questo periodo la maggior parte dei concorrenti sta disinvestendo in Centro Est Europa, invece per noi è importante continuare ad investire in quell&#8217;area.</p>
<p>&#8220;I nostri programmi al 2020 sono la dimostrazione che noi ci crediamo, abbiamo fiducia e continuiamo ad investire&#8221;, ha detto il manager da Vienna, senza però volersi soffermare sulla quantificazione dell&#8217;entità dei futuri investimenti.</p>
<p>&#8220;Faremo investimenti importanti e crediamo che avremo un ritorno adeguato&#8221;, si è limitato a dire.</p>
<p>Dal punto di vista geografico, Vivaldi ha ricordato che &#8220;nel piano del gruppo UniCredit i Paesi nel mirino erano Repubblica Ceca, Polonia, Turchia e Russia. In questo momento la Russia non ci interessa per investire ulteriormente ma è un Paese dove vogliamo conservare e proteggere il nostro investimento&#8221;.<br />
Comunque, ha concluso, &#8220;al momento non ci sono dossier sul tavolo&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>UniCredit è Best Bank in Italia e nel Centro Est Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 08:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Best Bank]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Est Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[UniCredit]]></category>
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					<description><![CDATA[A decretarlo è stato il premio Emea Finance Europe banking Awards, assegnato ogni anno dalla rivista di finanza internazionale Emea Finance alle migliori&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A decretarlo è stato il premio Emea Finance Europe banking Awards, assegnato ogni anno dalla rivista di finanza internazionale Emea Finance alle migliori banche commerciali e di investimento in tutta Europa, valutate sulla base di una serie di fattori tra cui l’analisi dei risultati, delle quote di mercato, della strategia aziendale e della struttura di business. Il gruppo guidato da Federico Ghizzoni si è aggiudicato poi la qualifica di “Best Investment Bank” per le sue attività nella Repubblica Ceca e in Slovacchia e di “Best Foreign Bank” in Ungheria, Serbia e Slovenia. La controllata Bank Pekao ha inoltre ricevuto il riconoscimento di Most Innovative Bank” in Polonia. UniCredit infine è stata votata dalla rivista “Best Project Finance House” nell’area CEE.</p>
<p>&#8220;Il forte contributo dell’Italia e della divisione CEE ai profitti di UniCredit lo scorso anno ha messo in evidenza l&#8217;efficienza con cui vengono eseguite le operazioni in tutta la rete &#8211; e ciò è ulteriormente illustrato dai premi attribuiti alle banche del gruppo quest&#8217;anno&#8221;, ha commentato Tim Burke, direttore di Emea Finance.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>UniCredit presenta il nuovo responsabile del Centro Est Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 14:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Est Europa]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[presenta]]></category>
		<category><![CDATA[responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[UniCredit]]></category>
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					<description><![CDATA[NUOVO RESPONSABILE CENTRO EST EUROPA &#8211; Il consiglio di amministrazione di UniCredit ha nominato, con decorrenza 16 febbraio 2015, Carlo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>NUOVO RESPONSABILE CENTRO EST EUROPA &#8211; Il consiglio di amministrazione di UniCredit ha nominato, con decorrenza 16 febbraio 2015, Carlo Vivaldi in qualità di nuovo responsabile della divisione Central &amp; Eastern Europe. In questa funzione, il signor Vivaldi succederà a Gianni Franco Papa, già designato lo scorso agosto quale vice direttore generale di gruppo e responsabile della divisione Corporate &amp; Investment Banking. In considerazione della nomina decisa oggi dal consiglio di UniCredit, il supervisory board di Bank Austria sarà chiamato ad approvare la nomina del signor Vivaldi anche nel management board di questa banca. Il signor Vivaldi, 48 anni, è nato a Treviso. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha iniziato la sua carriera nel gruppo UniCredit nel 1991 come cassiere in Cassamarca. Nel 2000 è diventato responsabile pianificazione e controllo della divisione New Europe, contribuendo allo sviluppo dell&#8217;attività di UniCredit nella regione dell&#8217;Europa centro orientale.</p>
<p>L&#8217;ESPERIENZA DEL MANAGER &#8211; Ha quindi coperto il ruolo di cfo, prima in Yapi Kredi e poi in UniCredit Bank Austria. Dal gennaio 2011 è deputy ceo di Yapi Kredi. A seguito della decisione del consiglio, l&#8217;amministratore delegato Federico Ghizzoni ha commentato: &#8220;la nomina oggi deliberata dal consiglio è coerente con gli esiti dell&#8217;executive development plan e del relativo piano di successione, e testimonia ulteriormente la nostra capacità di valorizzare i talenti interni, cresciuti nel gruppo anche attraverso esperienze internazionali, sostenendo la crescita di una forte linea di top management’. Inoltre, Gianni Franco Papa ha dichiarato: &#8220;sono sicuro che Carlo Vivaldi, che ho avuto modo di conoscere personalmente e apprezzare in questi anni, è la persona migliore per portare avanti il processo di sviluppo e consolidamento in una regione a forte valenza strategica per il nostro gruppo’.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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