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	<title>cinque - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>cinque - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Sono terminate le consultazioni e il presidente della Repubblica ha dato cinque giorni di tempo ai partiti per trovare un accordo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 10:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questi giorni di grande fermento sono previsti confronti tra i vari partiti, in particolar modo tra M5S e PD,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni di grande fermento sono previsti confronti tra i vari partiti, in particolar modo tra M5S e PD, anche se il M5S non sembra aver chiuso del tutto le porte alla Lega e Salvini, ieri, ha teso la mano al suo ex alleato.</p>
<p>Secondo un retroscena, il leader della Lega sarebbe addirittura intenzionato a offrire Palazzo Chigi a Di Maio.  “Se qualcuno mi dice ragioniamo perché dei no diventano sì, miglioriamo la squadra e il programma, diamoci un tempo e un obiettivo non ‘contro’ ma ‘per’, io ho sempre detto che sono uomo concreto e non porto rancore”. Così il leader della Lega Matteo Salvini uscendo dalle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.</p>
<p>Cosa succederà? Staremo a vedere.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nella sessione di crash test Euro NCAP di aprile 2019 la Land Rover Range Rover Evoque ha conquistato cinque stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 10:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ La Citroën C5 Aircross si è invece dovuta accontentare di quattro stelle. La seconda generazione della Land Rover Range Rover Evoque – l’unica vettura capace di conquistare cinque stelle in&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> La Citroën C5 Aircross si è invece dovuta accontentare di quattro stelle.</p>
</div>
<div>
<p>La seconda generazione della Land Rover Range Rover Evoque – l’unica vettura capace di conquistare cinque stelle in questa sessione di crash test Euro NCAP – ha raggiunto livelli di eccellenza per quanto riguarda il freno automatico di emergenza in ambito urbano e l’urto contro la barriera laterale e ha mostrato qualche criticità solo nella prova del colpo di frusta per i passeggeri posteriori e in quella della frenata automatica con il ciclista.</p>
<p>La Citroën C5 Aircross ha ottenuto quattro stelle nei crash test Euro NCAP di aprile 2019nell’allestimento standard (che prevede solo la telecamera) mentre ha portato a casa cinque stelle con il safety pack (dotato del sistema di frenatura automatica e del radar). La SUV francese ha convinto nella protezione di adulti e bambini, anche se non è stata perfetta nella protezione della tibia e del torace del conducente e nella salvaguardia della testa del passeggero posteriore.</p>
</div>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Cinque al Superenalotto: a Covo vinti 100mila euro</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/cinque-al-superenalotto-covo-vinti-100mila-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 11:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[Covo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’altra super vincita a “La Rocca Shop” di Covo, la dea bendata torna in paese e regala 100mila euro a&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un’altra super vincita a “La Rocca Shop” di Covo, la dea bendata torna in paese e regala 100mila euro a un gruppo di 64 giocatori.</p>
<h2>Superenalotto fortunato a Covo</h2>
<p>Anche questa volta la dea bendata ha scelto Covo e in particolare la fortunata tabaccheria “La Rocca Shop” di Silvia Minniti che già in passato aveva regalato vincite importanti al gioco di casa Sisal, più conosciuto dagli italiani. La vincita, da 100mila euro, è stata realizzata nella tabaccheria di via Giulio De Micheli gestita da Silvia e dal fratello Luca. A lui il merito di aver realizzato il “sistemone” che è risultato, alla fine, vincente.</p>
<h2>Festeggiano in 64</h2>
<p>A trovare la combinazione giusta, azzeccando un cinque al Superenalotto, è stato uno dei sistemi che da oltre 15 anni vengono proposti a “La Rocca Shop”. Questa volta a dividersi la sostanziosa vincita, saranno 64 giocatori, clienti e amici fedeli alla ricevitoria di Covo. Il “sistemone del venerdì”, come viene chiamato, ha portato in paese 100mila euro che, magari non cambieranno la vita, ma di sicuro alleggeriranno le spalle di 64 cittadini.</p>
<div>
<div>Leggi anche:  Treni Cremona-Treviglio, RFI risponde ai sindaci con una lettera</div>
</div>
<h2>Una storia fortunata</h2>
<p>Non è la prima volta che “La Rocca Shop” diventa protagonista di vincite importanti. Memorabile e indimenticabile fu il 5+1 vinto ormai quasi 20 anni fa, che ammontava a 6 miliardi di vecchie lire. Insomma, la fortuna sarà anche cieca, ma a Covo, arriva e si ferma puntualmente.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>BNP Paribas REIM Sgr ha acquistato ulteriori cinque ipermercati e quaranta supermercati</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/bnp-paribas-reim-sgr-acquistato-ulteriori-cinque-ipermercati-quaranta-supermercati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 11:28:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[acquistato]]></category>
		<category><![CDATA[Bnp Paribas Reim Sgr]]></category>
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					<description><![CDATA[L’operazione, del valore complessivo di circa 250 milioni di euro, si caratterizza per la durata del fondo, a 10 anni,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’operazione, del valore complessivo di circa 250 milioni di euro, si caratterizza per la durata del fondo, a 10 anni, e la durata media dei contratti di locazione di 18 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa operazione rientra nel piano strategico 2017-2019 di Coop Alleanza 3.0 e si inserisce nell’ambito della razionalizzazione del patrimonio immobiliare e nel progetto di riqualificazione e rinnovamento della rete di vendita della cooperativa. La gestione dei negozi rimane in capo a Coop Alleanza 3.0.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’acquisizione è stata finanziata mediante la sottoscrizione di un nuovo contratto, pari a 175 milioni di euro, strutturato da Banca IMI, BNP Paribas e ING Italia e erogato da Banca IMI, BNL &#8211; gruppo BNP Paribas e ING Italia, supportati dallo studio legale DLA Piper.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BNP Paribas REIM, per il perfezionamento dell’operazione, è stata assistita dallo studio legale Molinari e Associati, dallo Studio Tributario Facchini Rossi &amp; Soci, oltre a Duff &amp; Phelps REAG, quale advisor tecnico, e ad Appeal Strategy &amp; Finance, quale advisor finanziario.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lee Jae-yong capo di Samsung Group è stato condannato a cinque anni di carcere</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/lee-jae-yong-capo-di-samsung-group-e-stato-condannato-cinque-anni-di-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Aug 2017 08:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[capo]]></category>
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		<category><![CDATA[Samsung Group]]></category>
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					<description><![CDATA[Lee, il terzo uomo più ricco della Corea del Sud, era stato incriminato nell’ambito dello scandalo che aveva coinvolto l’ex&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lee, il terzo uomo più ricco della Corea del Sud, era stato incriminato nell’ambito dello scandalo che aveva coinvolto l’ex presidente sudcoreana Park Geun-Hye, e che aveva portato al suo successivo impeachment. Lee era stato accusato di fare grandi donazioni alle fondazioni guidate da un’amica di Park, Choi Soon-sil, in cambio di favori politici. Si era sempre detto innocente: aveva sostenuto che le donazioni erano state fatte a sua insaputa, e comunque senza aspettative che l’amministrazione Park ricambiasse il favore.</p>
<p>Lee si stava preparando da anni a ereditare la società di famiglia dal padre, Lee Kun-hee, che aveva lasciato Samsung nel 2008 in seguito a uno scandalo sulla gestione di alcuni fondi illeciti. Il padre di Lee era tornato al comando dell’azienda un paio di anni dopo, ma a causa di un attacco di cuore nel 2014 e delle sue condizioni di salute piuttosto precarie, negli ultimi anni buona parte della gestione aziendale era già passata al figlio Lee.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Solo un&#8217;azienda su cinque può vantarsi di aver raggiunto la completa automazione delle proprie risorse It</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/solo-unazienda-cinque-puo-vantarsi-aver-raggiunto-la-completa-automazione-delle-proprie-risorse-it/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 10:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[automazione]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda]]></category>
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					<description><![CDATA[Così emerge da un&#8217;indagine eseguita da Idc, su commissione di Cisco e Dimension Data, intervistando via Web il personale di 275&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span lang="it-IT">Così emerge da un&#8217;indagine eseguita da </span><span lang="it-IT">Idc</span><span lang="it-IT">, su commissione di Cisco e Dimension Data, intervistando via Web il personale di 275 imprese di dieci Paesi. Fanalino di coda è il </span><span lang="it-IT">9% </span><span lang="it-IT">di coloro che non hanno ancora realizzato </span><span lang="it-IT">nessun tipo di automazione od orchestrazione </span><span lang="it-IT">dell&#8217;infrastuttura informatica, mentre si sale progressivamente a un livello basso (13%), medio (32%) e alto (25%), fino alla punta di eccellenza del già citato 20% di chi ha già completato il percorso. </span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span lang="it-IT">Ma che cosa si intende per automazione It totale? Laddove possibile, operazioni di gestione, manutenzione e controllo delle risorse vengono svolte senza interventi manuali e/o in modo programmato, per esempio attraverso l&#8217;approccio software-defined e la virtualizzazione. Contestualmente, il rilevamento delle metriche di prestazioni, efficienza e costi dell&#8217;It diventa un&#8217;attività continua.</span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span lang="it-IT">La maggior parte delle aziende, dunque, sono solo a metà o addirittura all&#8217;inizio del percorso. Stando al sondaggio di Idc, il personale It è spesso impiegato in</span><span lang="it-IT"> attività a basso valore aggiunto </span><span lang="it-IT">e avide di tempo: tre in particolare, ovvero, la gestione dei Service Level Agreements (Sla), il monitoraggio e la risoluzione dei problemi, occupano ciascuna circa il 13% della settimana lavorativa. </span></p>
<p align="LEFT"> <span lang="it-IT">Seguono in classifica le procedure di installazione di hardware e software (10,7% del tempo), la verifica della compliance (9,8%), l&#8217;installazione o virtualizzazione di sistemi operativi (7,1%), la gestione di dati e risorse (7%), il rilascio di aggiornamenti e patch (6,9%), il controllo delle prestazioni e il tuning (6,9%), l&#8217;interazione con fornitori esterni e supporto clienti (6%). Dovendo farsi carico di tutto questo, il personale It riesce a dedicare, in media, </span><span lang="it-IT">solo il 15% del proprio tempo lavorativ</span><span lang="it-IT">o ad attività che hanno a che fare con l&#8217;</span><span lang="it-IT">innovazione</span><span lang="it-IT">.</span></p>
<p>I risultati sul mercato sembrano pagare la profonda strategia di riorganizzazione di Siemens, diretta verso l’innovazione e il consolidamento delle operations. Il colosso tedesco, che ora sta puntando molto su energia sostenibile, infrastrutture intelligenti e manufacturing 4.0, nel primo trimestre dell’anno fiscale 2017 ha registrato una crescita globale del giro d’affari del 6 per cento (il 5 per cento reale, tenuto conto dei differenziali monetari), mentre in Italia il fatturato ha raggiunto quota 1,9 miliardi di euro, con un aumento del 7 per cento. “Considerati l’andamento generale dell’economia e l’instabilità dovuta a fattori politici, oltre che finanziari, si tratta di un ottimo risultato, che premia la scelta di supportare le aziende nei processi di digitalizzazione”, ha commentato Federico Golla, presidente e amministratore delegato di Siemens Italia.</p>
<p>La componente a servizio delle imprese per cavalcare la digital transformation è sicuramente quella che traina il business globale del gruppo, con una crescita lo scorso anno dell’8 per cento circa. Ma un andamento positivo è stato garantito anche dagli altri due ambiti di presidio, ovvero l’automazione industriale (più 3-4%) e l’elettrificazione (più 1-2%), che uniti producono un volume d’affari globale pari a 19 miliardi di euro.</p>
<p>Nell’ambito di una “Vision 2020” orientata alla crescita accelerata, Siemens sta ponendo la massima attenzione alle strategie di digitalizzazione di imprese e pubbliche amministrazioni, cercando di spingere su tutto ciò che oggi si usa definire “smart”: edifici, industrie di produzione, città e così via. In questo contesto, si collocano alcune importanti realizzazioni portate a termine in Italia nel corso del 2016.</p>
<p>“Il nuovo centro direzionale di Intesa Sanpaolo è oggi il più virtuoso in Europa, grazie al nostro apporto con Total Building Solution”, ha sottolineato Golla, “ma vale la pena segnalare, in ambito energy management, la realizzazione per Enel di un sistema di accumulo dell’energia nell’isola di Ventotene o l’implementazione di un progetto di smart manufacturing in Ramaplast, azienda che produce contenitori in plastica”.</p>
<p>L’efficienza energetica non guida solo l’approccio al mercato di Siemens, ma anche i progetti interni, con un programma che ha già portato alla riduzione del 37 per cento dei consumi nelle sedi esistenti e il progetto del nuovo quartier generale da 32mila metri quadrati, che vedrà la luce a Milano nel 2018. Dal punto di vista dell’offerta, invece, particolare affidamento viene posto su Mindsphere, sistema operativo aperto indirizzato all’Internet delle Cose e basato su cloud, su cui è possibile sviluppare, eseguire e fornire applicazioni e servizi digitali.</p>
<p>La strategia di crescita centrata sull’innovazione si fonda anche su forti investimenti in ricerca e sviluppo (nel 2017 saranno messi sul piatto cinque miliardi di euro), che vede attività presenti anche in Italia e in particolare a Genova per il software industriale e a Milano per le tecnologie di ricarica delle auto elettriche.</p>
<p>“Stiamo investendo anche nella formazione di nuovi profili professionali e nel supporto alle startup, con la creazione, lo scorso autunno, di ‘next47’ e con uno stanziamento di un miliardo di euro in favore delle giovani realtà impegnate in aree come l’intelligenza artificiale, l’elettrificazione distribuita, l’e-mobility, il machine-to-machine e le applicazioni blockchain”, ha concluso Golla.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Hit e cinque startup informatiche del Trentino hanno partecipato a Helsinki a &#8216;Slush&#8217;</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/hit-cinque-startup-informatiche-del-trentino-partecipato-helsinki-slush/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 11:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[Helsinki]]></category>
		<category><![CDATA[Hit]]></category>
		<category><![CDATA[informatiche]]></category>
		<category><![CDATA[partecipato]]></category>
		<category><![CDATA[SLUSH]]></category>
		<category><![CDATA[startup]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
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					<description><![CDATA[Vi hanno preso parte 2.300 startup e 1.100 investitori da tutto il mondo. Nello specifico, erano presenti tre imprese attualmente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi hanno preso parte 2.300 startup e 1.100 investitori da tutto il mondo.<br />
Nello specifico, erano presenti tre imprese attualmente ospitate negli spazi di Hit a Trento: Chino e Atooma, attive nel settore della Cyber Security e Internet of Things, e 2Aspire, vincitrice dell&#8217;edizione 2016 del Premio D2T promosso da Trentino Sviluppo. Le altre realtà trentine presenti erano ICEcall, startup nata con la Fondazione Bruno Kessler e sviluppatasi poi nell&#8217;ambito del percorso TIS (Technology Idea Sharing) organizzato da FBK con il supporto di HIT e U-Hopper, nata grazie al supporto di Create-Net e presente a Slush in collaborazione con Eit Digital.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Cinque milioni di euro per sviluppare e potenziare Contamination Lab nelle università italiane</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/cinque-milioni-euro-sviluppare-potenziare-contamination-lab-nelle-universita-italiane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2016 14:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[Contamination Lab]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>
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					<description><![CDATA[Li mette a disposizione il bando pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I CLab sono spazi di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Li mette a disposizione il bando pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.</p>
<p>I CLab sono spazi di contaminazione tra studenti e dottorandi di discipline diverse, che puntano alla promozione di nuovi modelli di apprendimento e allo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale e sociale.</p>
<p>“Il bando rappresenta uno dei tasselli dell’attuazione del nostro Programma nazionale per la ricerca – ricorda il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini – Promuovere il confronto di idee tra studenti di diverse discipline e aprire le porte delle Università alle contaminazioni del territorio e di attori esterni, anche di carattere internazionale, creerà le condizioni ideali per sviluppare progetti innovativi”.</p>
<p>La contaminazione, elemento centrale del progetto, potrà realizzarsi in diverse direzioni: tra studenti provenienti da corsi/dipartimenti diversi per condividere progetti e maturare nuove competenze; tra studenti e tra docenti di diversi dipartimenti/discipline/background; con attori terzi del mondo produttivo (imprese, startup, investitori, camere di commercio, associazioni di categoria, poli tecnologici, cluster, ecc.), ma anche istituti scolastici, istituzioni (locali e nazionali) e organizzazioni del terzo settore; con attori europei ed internazionali, per costruire partenariati e collaborazioni e favorire la mobilità degli studenti insieme al rafforzamento dei processi di internazionalizzazione delle Università.</p>
<p>Ogni progetto avrà una durata massima di 36 mesi e potrà essere finanziato fino a 300.000 euro. Per il finanziamento dei progetti, il MIUR mette a disposizione, a carico del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), 5 milioni di euro. La disponibilità finanziaria, al netto dei costi di valutazione e monitoraggio, sarà ripartita, sulla base della graduatoria risultante dalle valutazioni effettuate dal panel di esperti, secondo la seguente distribuzione territoriale: fino a 3/5 al Mezzogiorno, fino 2/5 al Centro–Nord.</p>
<p>Il bando prevede anche la costituzione di una rete nazionale dei Contamination Lab per un valore complessivo di 150.000 euro.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il 90% delle grandi società europee ha subito negli ultimi cinque anni un attacco informatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 07:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dato preoccupante che emerge da una ricerca effettuata dai Lloyd’s di Londra, ascoltando le opinioni di ceo e alti dirigenti senior&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un dato preoccupante che emerge da una ricerca effettuata dai Lloyd’s di Londra, ascoltando le opinioni di ceo e alti dirigenti senior di 346 società europee con un giro d’affari di almeno 250 milioni di euro.</p>
<p>Se nove manager su dieci sottolineano come la propria società sia stata oggetto di attacchi informatici, meno della metà si dice invece preoccupata per il futuro. Il che significa una grande fiducia sui progressi in tema di sicurezza dei propri sistemi operativi, “nonostante il rischio di dover pagare sanzioni milionarie secondo le nuove norme UE in materia”, come ha sottolineato Inga Beale al quotidiano “Telegraph”, ceo dei Lloyd’s di Londra.</p>
<p>Secondo lo studio dei Lloyd’s, le società europee risulterebbero meno consapevoli dei rischi connessi agli attacchi dei pirati informatici, rispetto alle imprese statunitensi, soprattutto riguardo alle severe sanzioni imposte dall’UE per la cattiva gestione dei dati.</p>
<p>“E’ importante capire il modo in cui valutare i danni da cyber attack, compresi i danni reputazionali e i costi necessari a far ripartire l’attività”, ha aggiunto Inga Beale.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cinque ville che presto diventeranno sei, 170 persone e 15 startup</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 16:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[American Startup Club]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[diventeranno]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[presto]]></category>
		<category><![CDATA[ville]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; questo l&#8217;ecosistema PiCampus, la dreamland immersa nel verde dell&#8217;estremità meridionale di Roma. Il quartiere Eur, progettato nel ventennio fascista come simbolo della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; questo l&#8217;ecosistema PiCampus, la dreamland immersa nel verde dell&#8217;estremità meridionale di Roma. Il quartiere Eur, progettato nel ventennio fascista come simbolo della nuova grandeur della capitale dell&#8217;Italia tutta, è a due passi. La vicina Cristoforo Colombo, arteria a tre carreggiate e nove corsie che ogni giorno produce buona parte dello smog di Roma, sembra lontana chilometri, nascosta com&#8217;è da una vegetazione che ricorda il sud-est asiatico. Non fosse per la calma del luogo, ti aspetteresti che spuntasse un vietcong da un momento all&#8217;altro, mentre Marco Trombetti, fondatore e &#8220;primo cittadino&#8221; di PiCampus, racconta la sua invenzione: &#8220;Lavoro nelle startup da quando avevo 22 anni e ne ho vissuti una decina in California. Potevo impiantare là la mia Translated, ma ho pensato che se la California era già un&#8217;azienda, la mia Italia era ancora una startup. E se vuoi pensare in grande devi cominciare dalla startup, così sono rientrato&#8221;.</p>
<p>Trombetti torna dalla Silicon Valley con la preziosa lezione del modello venture capital, ossia come attrarre capitali se hai un&#8217;idea di successo. Passano pochi anni e fonda Memopal, un cloud storage che anticipa di pochi mesi Dropbox. Solo che l&#8217;azienda californiana adesso vale 10 miliardi di dollari, mentre con Memopal Trombetti e soci hanno fatto una uscita a 2 milioni di euro, più che dignitosa ma lontana da quello che avrebbe potuto essere a continenti invertiti: &#8220;Siamo partiti prima e con più soldi di Dropbox, eppure loro ci hanno sorpassati perché hanno raggranellato molti più finanziamenti di noi. È stato illuminante&#8221;. Consapevole che il successo è calamita di capitali, nel 2007 Trombetti apre PiCampus con la moglie Isabelle Andrieu, co-fondatrice di Translated, e Gianluca Granero, co-fondatore di Memopal e mentor a Luiss Enlabs. Ma cos&#8217;è PiCampus? &#8220;È sia un distretto per startup che un venture fund &#8211; spiega Trombetti &#8211; Noi non affittiamo desk, né siamo un acceleratore. Noi prendiamo startup già accelerate e le accompagniamo nel processo che le porta a diventare grandi, offrendo un luogo dove innovare e condividere idee, conoscenze e possibilità di ottenere investimenti&#8221;.</p>
<p>PiCampus è nato con un investimento di 5 milioni di euro provenienti dagli utili di Translated, che nel frattempo continua la sua crescita su un binario parallelo che la porterà presto a diventare un unicorno. In due anni ne sono stati spesi un milione e 700mila in 16 investimenti seed che funzionano così: alle startup selezionate si offrono 6 mesi di permanenza all&#8217;interno di PiCampus e dai 25mila ai 200mila euro per sviluppare. Una volta entrati, gli startupper possono godere di tutto quello che offre l&#8217;ecosistema PiCampus: cucine, parchi, una piscina, una palestra, una sala riunioni, una &#8220;stanza segreta&#8221; dove meditare, un bagno attrezzato a pensatoio, un garage trasformato in back-up, biliardino, biliardo, tavolo da ping pong e soprattutto un ambiente dove scambiare idee e sentirsi un po&#8217; come Bill Gates e Steve Jobs, che campeggia sulla parete in una foto che lo ritrae in una di queste ville che negli anni &#8217;80 era la prima sede italiana di Apple. &#8220;Insomma, qui ti devi sentire più a casa che in un ufficio, così non avrai paura di fallire&#8221; sintetizza Trombetti.</p>
<p>I modi per entrare a PiCampus sono tre: &#8220;Selezioniamo startup che siano uscite da un acceleratore, come quello della Luiss, e vengono qui per crescere; quelle segnalate dai nostri funders, che non fanno una vera e propria attività di scouting ma raccomandano persone e startup che secondo loro valgono; infine si può entrare a PiCampus se raccomandati dai nostri partner europei&#8221;. Non ci sono call o postazioni da noleggiare, ma solo la cara e vecchia raccomandazione che in questo caso assume un&#8217;accezione positiva. Prendiamo il caso di Le Cicogne, una startup romana uscita da Luiss Enlabs con qualche difficoltà economica che ha quadruplicato il fatturato dopo essersi impiantata a PiCampus. Nella &#8220;Cupertino&#8221; romana c&#8217;è anche WineOWine, il portale per scoprire e ordinare vini dai produttori italiani: &#8220;Diciamo che se Luiss Enlabs è stata un&#8217;ottima università, è a PiCampus che siamo entrati nel mondo del lavoro, perché ci serve molto per l&#8217;esternalizzazione e perché chi sta più in alto aiuta chi ancora ci deve arrivare&#8221; dice Federico De Cerchio, Ceo della startup. Ci sono anche Filo, una delle realtà più premiate nel panorama romano, Boom, che sta progettando il nuovo Concorde che dovrà collegare Londra e New York in tre ore e mezza, o ClickMeter e la sua nuova ReBrandly, l&#8217;app che ti permette di creare shortlink per fare del tuo nome un brand da condividere e valorizzare: &#8220;PiCampus è un&#8217;isola felice&#8221; sentenzia il suo fondatore, Davide De Guz.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nel 2015 sono stati autorizzati cinque Istituti di Pagamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 13:45:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzati]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[istituti di pagamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre hanno chiesto l’abilitazione a svolgere servizi di pagamento collegati alla gestione di una piattaforma di prestito tra privati (Social&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tre hanno chiesto l’abilitazione a svolgere servizi di pagamento collegati alla gestione di una piattaforma di prestito tra privati (Social Lending), a riprova di un crescente interesse per tale attività̀, il cui quadro regolamentare non è armonizzato a livello europeo. Fino al marzo 2016 hanno presentato istanza di iscrizione nell’elenco degli operatori del Micro Credito 11 soggetti.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cinque colossi bancari beffati da un italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 16:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[bancari]]></category>
		<category><![CDATA[beffati]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[colossi]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque colossi bancari internazionali, tra cui la francese BNP Paribas e la giapponese Nomura, hanno perso circa 171 milioni di sterline a&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque colossi bancari internazionali, tra cui la francese BNP Paribas e la giapponese Nomura, hanno perso circa 171 milioni di sterline a causa dell’esposizione creditizia verso una società di trading nel mercato dei bond gestita da un italiano.</p>
<p>Eppure non è la prima volta che Alberto Statti, 49enne manager e unico dipendente di Invexstar, è riuscito a convincere grandi banche a credere nelle potenzialità del suo gruppo prima di dichiarare fallimento.</p>
<p>Sotto la gestione di Statti due altre aziende prima del broker londinese appena citato hanno fatto crac l’anno scorso. Una ha smesso di essere operativa nel 2008 dopo aver subito perdite pari a 54 milioni di sterline, mentre l’altra si è fermata nel 2013, dopo aver accumulato 12 milioni di sterline di debiti con diversi gruppi bancari tra cui JP Morgan Chase.</p>
<p>Le perdite subite a causa di Invexstar sono brustoline rispetto ai diversi miliardi di dollari di ricavi che le principali banche del mondo ottengono con le loro attività di trading, ma stupisce come un “piccolo pesce” come Statti sia riuscito a beffare più di una volta colossi bancari del calibro di JP Morgan, BNP Paribas e Nomura, e convincerli a diventare suoi creditori.</p>
<p>Gli episodi, inoltre, alimentano forti dubbi sulle capacità di gestione del rischio delle grandi banche. Gli istituti hanno iniziato ad aumentare la loro esposizione alle attività di Invexstar, che ha iniziato a scambiare bond nel 2014 ed era già finita in rosso a maggio dell’anno scorso, in un momento decisamente poco propizio per il mercato obbligazionario.</p>
<p>Da qualche anno i tassi ai minimi storici rendono certamente poco appetibile il mercato del reddito fisso. La brama di fare profitti a tutti i costi nel mercato del debito in un contesto di tassi zero deve avere ottenebrato la luce della ragione di grandi banche come JP Morgan e BNP Paribas.</p>
<p>“Sono sconvolto da tutta questa storia”, dice a Bloomberg Christopher Wheeler, analista del settore bancario presso Atlantic Equities. “Il desiderio di aumentare i ricavi e i profitti nel business del reddito fisso deve avere occultato la capacità di dare un giudizio” obiettivo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>UniCredit ha emesso cinque nuovi Reverse Bonus Cap su indici settoriali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 10:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[emesso]]></category>
		<category><![CDATA[indici]]></category>
		<category><![CDATA[indici settoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi]]></category>
		<category><![CDATA[Reverse Bonus Cap]]></category>
		<category><![CDATA[UniCredit]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel dettaglio, l&#8217;emissione riguarda un Reverse bonus cap sull’indice FTSE/MIB; un Reverse bonus cap sull’indice DAX; due Reverse Bonus Cap&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel dettaglio, l&#8217;emissione riguarda un Reverse bonus cap sull’indice FTSE/MIB; un Reverse bonus cap sull’indice DAX; due Reverse Bonus Cap sull’indice settoriale Eurostoxx Banks e un Reverse Bonus Cap sull’indice settoriale Eurostoxx Auto. Le caratteristiche, informa una nota, sono in linea con le attuali condizioni di mercato con barriere al rialzo al 20% dalle attuali quotazioni.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banca Euromobiliare punta a reclutare entro fine 2015 altri cinque professionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 11:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Euromobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[cinque]]></category>
		<category><![CDATA[entro]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[PROFESSIONISTI]]></category>
		<category><![CDATA[punta]]></category>
		<category><![CDATA[reclutare]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo del canale private banking di Banca Euromobiliare &#8211; società controllata al 100% da Credem &#8211; è di raggiungere i 4,2 miliardi di euro di patrimonio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo del canale private banking di Banca Euromobiliare &#8211; società controllata al 100% da Credem &#8211; è di raggiungere i 4,2 miliardi di euro di patrimonio entro fine 2015.<br />
Lo fa sapere in una nota la banca, specializzata nel private banking e guidata dal direttore generale Giuseppe Rovani con Francesco Ferrarini responsabile dell’area private banking. Inoltre, la società punta a reclutare entro fine 2015 almeno altri cinque professionisti con esperienza nella gestione della clientela private e competenze professionali in ambito wealth management e advisory sul patrimonio. L’obiettivo è proseguire nella strategia di crescita con una nuova raccolta di 200 milioni di euro entro fine 2015 grazie ai reclutamenti che saranno effettuati nel corso dell’anno e allo sviluppo della clientela esistente. Il focus sarà sulla aree ad alto potenziale di sviluppo per la clientela private come Milano, Torino, Firenze e Roma.</p>
<p>“Abbiamo focalizzato l’attenzione sul reclutamento di professionisti con una consolidata esperienza nella gestione dei grandi patrimoni perché vogliamo garantire ai nostri clienti un livello di servizio ai vertici del sistema in termini di qualità ed efficienza”, ha dichiarato Ferrarini, responsabile private banking di Banca Euromobiliare. “Il nostro modello di servizio è basato sulla corretta interpretazione dei bisogni e delle aspettative del cliente, sull’attento presidio del rischio e sull’offerta di soluzioni di investimento dei migliori player a livello globale senza conflitti di interessi. I nostri punti di forza sono anche rappresentati dalla nostra storia, con oltre 40 anni di esperienza nel settore, e dall’appartenenza al gruppo Credem, uno dei gruppi bancari più solidi in Italia come confermato anche dai recenti stress test della Banca centrale europea”.</p>
<p>Nel corso del 2015 l’istituto proseguirà lo sviluppo del modello di business basato su consulenza finanziaria evoluta, gestioni patrimoniali personalizzate e servizi di corporate finance &amp; investment banking. In particolare, il servizio di consulenza evolutaprevede strumenti di reportistica per il monitoraggio degli asset sotto consulenza. Le analisi prodotte dal team di advisory si traducono in raccomandazioni di investimento in azioni, obbligazioni, etf, oicr e soluzioni assicurative in linea con il profilo del cliente dei principali asset manager internazionali. Banca Euromobiliare opera in tutta Italia attraverso 360 relationship manager con 34 sedi tra filiali e centri finanziari dedicati al private banking.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Buco da cinque miliardi a causa della legge Fornero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2015 16:25:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[buco]]></category>
		<category><![CDATA[causa]]></category>
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		<category><![CDATA[Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[Legge]]></category>
		<category><![CDATA[miliardi]]></category>
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					<description><![CDATA[Come si farà a coprire il buco da cinque miliardi per le pensioni, dopo la decisione della Corte Costituzionale sulla&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si farà a coprire il buco da cinque miliardi per le pensioni, dopo la decisione della Corte Costituzionale sulla legge Fornero? soprattutto, poi, se si considera che secondo altri calcoli il buco sarebbe di <span class="spanbold">13 miliardi?</span> Oltre all&#8217;addio al tesoretto, il governo Renzi dovrà anche ricorrere all&#8217;imposizione della patrimoniale?</p>
<p>Rassicurazioni sono arrivati dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. &#8220;Non ci sarà una patrimoniale &#8211; ha detto a margine dell&#8217;assemblea 2015 di Rete Imprese Italia in corso a Palazzo Lombardia a Milano &#8211; Non abbiamo in previsione una patrimoniale o altre tasse. Noi le tasse le vogliamo diminuire&#8221;.</p>
<p>Poletti ha poi annunciato: &#8220;Abbiamo trovato le risorse per rifinanziare i contratti di solidarietà di tipo B&#8221;.</p>
<p>Da segnalare che i contratti di solidarietà di tipo B sono quelli destinati alle aziende che non rientrano nel regime di Cigs e per le aziende artigiane.</p>]]></content:encoded>
					
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