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	<title>digital media company - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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		<title>Il DG Rai non abbandona l’idea di fare della tv pubblica una digital media company</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 10:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervenendo alla cerimonia inaugurale del 13° biennio della Scuola di giornalismo radiotelevisivo del Centro italiano di studi superiori per la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervenendo alla cerimonia inaugurale del 13° biennio della Scuola di giornalismo radiotelevisivo del Centro italiano di studi superiori per la formazione e aggiornamento di Perugia (fondato dalla stessa Rai e dall’Università del capoluogo umbro), Campo Dall’Orto ha detto chiaramente: “La strada che stiamo percorrendo ci sta portando a diventare una media company, in grado di lavorare in ogni piattaforma per raggiungere ogni cittadino dove vuole e quando vuole, con tutta la nostra offerta di contenuti che trova il suo senso più profondo proprio nell’informazione”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazione, principale missione del servizio pubblico </strong></p>
<div class="code-block code-block-1"></div>
<p>Su questo ultimo punto il Dg si sofferma, per spiegare che ritiene proprio l’informazione centrale nel servizio pubblico.</p>
<p>“La Rai come servizio pubblico – ha indicato – ha come principale missione quella di offrire una informazione il più possibile oggettiva, che garantisca un dibattito plurale e al contempo un servizio essenziale per i cittadini”.</p>
<p>Campo Dall’Orto ha poi aggiunto, rivolgendosi agli allievi presenti: “Stiamo cercando di trasformare la Rai in un luogo che sia più meritocratico e che sia aperto al talento dei ragazzi di oggi”.</p>
<p>“Il ruolo del giornalismo oggi è più che mai necessario”, ha osservato, spiegando che “oggi che la moltiplicazione delle fonti e delle voci si è fatto a volte assordante o al contrario il silenzio regna ancora sovrano”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“L’augurio che mi sento di rivolgervi – ha concluso – è di restare ciò che siete, con gli occhi spalancati di fronte alla realtà, assetati di sapere, di conoscere, di incontrare. Chiedete molto a voi stessi perché molto vi sarà restituito e non dimenticate mai, nemmeno per un istante il motivo per il quale avete deciso che questa sarà la vostra professione: raccontate sempre ciò che avete visto, rimanete sempre indipendenti e andate incontro alle difficoltà con spirito costruttivo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il piano di Campo Dall’Orto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il Dg Rai, è necessario un profondo rinnovamento editoriale per consentire all’azienda di sviluppare una vocazione sempre più universale e mantenere la leadership di ascolti nel nuovo contesto digitale multipiattaforma.</p>
<p>Presentando il piano Rai lo scorso aprile, il Dg aveva indicato due direttrici di sviluppo per mettere a segno i nuovi obiettivi:</p>
<ol>
<li>La generazione dei contenuti diventa centrale grazie allo sviluppo di un’offerta editoriale di qualità e al rafforzamento delle caratteristiche di servizio pubblico anche attraverso la revisione del mix dei generi e dei linguaggi.</li>
<li>Il completamento della trasformazione da broadcaster tradizionale a Digital Media Company rivedendo il modello ideativo e distributivo; sviluppare un’offerta digitale distintiva e personalizzabile attraverso investimenti tecnologici, nuovi modelli produttivi e professionali adeguati al proprio ruolo di Servizio pubblico leader degli ascolti televisivi.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sei le parole chiave indicate da Campo Dall’Orto per l’avvio di questa nuova fase: universalità, indipendenza, pluralismo, responsabilità, innovazione, eccellenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le critiche del governo </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo ad attaccare il Piano è stato il Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, del parere che quelle presentate dal Direttore generale Campo Dall’Orto, e approvate all’unanimità dai vertici di Viale Mazzini, sono solo indicazioni di massima e manca chiaramente la parte pratica e di fattibilità di questi obiettivi.</p>
<p>Successivamente è intervenuto anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, dichiarando: “E’ fondamentale che la Rai torni ad essere il grande motore culturale del Paese, ma deve fare un piano editoriale e un piano industriale molto convincenti. Ma parto dal primo, è ancora più importante”.</p>]]></content:encoded>
					
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