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	<title>DVB-T2 - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>DVB-T2 - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Tra Gennaio 2022 e Marzo 2022 è previsto il passaggio al nuovo Digitale Terrestre DVB-T2 in Toscana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 13:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[DVB-T2]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra Gennaio 2022 e Marzo 2022 per tutti i televisori che non saranno dotati della codifica DVB-T2 sarà necessario acquistare un decoder per continuare a guardare la televisione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Tra Gennaio 2022 e Marzo 2022 per tutti i televisori che non saranno dotati della codifica DVB-T2 sarà necessario acquistare un decoder per continuare a guardare la televisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Toscana e nuovo digitale terrestre: cosa fare per guardare la televisione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fino al 31 Dicembre 2021 per tutti i toscani non ci saranno problemi per visualizzare i canali televisivi, ma a partire&nbsp;<strong>da gennaio 2022</strong>&nbsp;inizierà il passaggio al nuovo sistema di trasmissione e potrebbe essere necessario acquistare un decoder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio al nuovo digitale avverrà in Italia in 3 periodi diversi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Settembre-Dicembre 2021</strong></li><li><strong>Gennaio-Marzo 2022</strong></li><li><strong>Aprile-Giugno 2022</strong></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">In Toscana il passaggio avverrà nel 2° periodo, insieme a&nbsp;<strong>Lazio, Campania, Sardegna, Liguria ed Umbria,</strong>&nbsp;indicativamente il centro Italia.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il passaggio a DVB-T2 costringerà molti italiani a mettere mano al portafogli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 14:59:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[DVB-T2]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 20,9% degli italiani, pari a circa 4 milioni di famiglie, ha dichiarato di non avere in casa alcun televisore compatibile con il nuovo standard delle televisioni che andrà in vigore da Settembre 2021 e pertanto dovrà necessariamente cambiare apparecchio o dotarsi di decoder.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>20,9%</strong> degli italiani, pari a circa 4 milioni di famiglie, ha dichiarato di <strong>non avere in casa alcun televisore compatibile con il nuovo standard</strong> delle televisioni che andrà in vigore da Settembre 2021 e pertanto dovrà necessariamente cambiare apparecchio o dotarsi di decoder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La platea di italiani costretta ad affrontare questa spesa, si legge nell’analisi, è però ancor più grande se si considera che il numero totale di famiglie che hanno almeno&nbsp;<strong>1 apparecchio non compatibile</strong>&nbsp;con il nuovo standard è pari a circa&nbsp;<strong>11 milioni</strong>&nbsp;(il 58,8% dei rispondenti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo valore potrebbe salire ulteriormente se si considera che il&nbsp;<strong>25,2%</strong>&nbsp;degli intervistati ha dichiarato di avere in casa almeno 1 televisore per il quale&nbsp;<strong>non sa dire se sia o meno compatibile</strong>&nbsp;con il nuovo modo di trasmissione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre al danno la beffa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al danno economico, per molte famiglie italiane si profila anche la beffa; nonostante già&nbsp;<strong>dal 2017 sia proibita la vendita</strong>&nbsp;al dettaglio di apparecchi non compatibili con il nuovo standard,&nbsp;<strong>quasi 1 rispondente su 3</strong>&nbsp;tra quelli che dovranno metter mano al portafogli (pari a 3.300.000 famiglie) ha dichiarato che l’apparecchio da cambiare è stato&nbsp;<strong>acquistato meno di 3 anni fa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il bonus: chi lo conosce, chi lo userà e chi no</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alleggerire il peso del cambiamento sulle economie familiari è stato varato il cosiddetto&nbsp;<em>Bonus TV</em>, un contributo da 50 euro per l’acquisto di un nuovo apparecchio televisivo o di un decoder destinato a chi ha un ISEE inferiore ai 20.000 euro, ma non tutti conoscono il provvedimento e, anche fra chi lo conosce, non tutti saranno in grado di usarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene, come messo in luce dell’indagine, il&nbsp;<strong>60,3%</strong>&nbsp;dei rispondenti abbia dichiarato di aver sentito parlare dell’incentivo,&nbsp;<strong>quasi 1 rispondente su 2 ha ammesso di non sapere come questo funzioni</strong>; 1 su 4 (26,1%) di non rientrare nei parametri necessari per usufruirne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello territoriale, la percentuale di chi ha diritto al Bonus e intende servirsene varia tra il&nbsp;<strong>20,9%</strong>&nbsp;rilevato al Nord Ovest e il&nbsp;<strong>30,5%</strong>&nbsp;al Sud e nelle Isole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Decoder, nuovo apparecchio o… addio TV?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa faranno quindi gli italiani che hanno in casa televisori non compatibili? La&nbsp;<strong>maggior parte delle famiglie</strong>&nbsp;intervistate (43%) ha dichiarato che&nbsp;<strong>comprerà un decoder</strong>, il&nbsp;<strong>31%</strong>&nbsp;acquisterà un&nbsp;<strong>nuovo apparecchio</strong>, mentre il 21,7% non ha ancora deciso. Interessante notare come, probabilmente per ragioni economiche, il 4,3% dei rispondenti abbia detto che, semplicemente,&nbsp;<strong>rinuncerà al televisore, funzionante, ma non più compatibile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si riduce il campione di analisi alle&nbsp;<strong>famiglie che hanno un solo televisore in casa e per di più non compatibile</strong>&nbsp;con il nuovo standard, il 32,5% opterà per l’acquisto di un decoder, il 30,4% ha dichiarato che comprerà una nuova televisione, mentre il 29,8% non ha ancora scelto cosa fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi ritiene la televisione una parte della propria quotidianità sarà sorprende, forse, sapere che il 7,3% dei rispondenti di questo sotto campione, pari a circa 80.000 famiglie, abbia dichiarato che, quando partirà il nuovo standard di trasmissione,&nbsp;<strong>farà a meno dell’apparecchio tv.</strong></p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Avete in famiglia televisori non compatibili con il nuovo standard?</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>Tutti i televisori che abbiamo NON sono compatibili</td><td>20,9%</td></tr><tr><td>Tutti i televisori che abbiamo SONO compatibili</td><td>24,2%</td></tr><tr><td>Abbiamo ALMENO un televisore non compatibile</td><td>58,8%</td></tr><tr><td>Abbiamo ALMENO un televisore del quale non so se sia compatibile o meno</td><td>25,2%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(rispondenti: famiglie che hanno in casa almeno 1 televisore)</em></p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Quando avete comprato, all’incirca, ciascuno di questi televisori non compatibili con il nuovo sistema di trasmissione televisiva?</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>Da 0 a 3 anni fa</td><td>30,2%</td></tr><tr><td>Da 3 a 5 anni fa</td><td>17%</td></tr><tr><td>Oltre 5 anni fa</td><td>48,9%</td></tr><tr><td>Non ricordo</td><td>3,9%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(Rispondenti: famiglie che hanno in casa almeno 1 televisore non compatibile)</em></p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Cosa pensate di fare per ciascuno di questi televisori non compatibili con il nuovo sistema di trasmissione televisiva?</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>Lo sostituiremo, acquistando un televisore nuovo</td><td>31%</td></tr><tr><td>Installeremo un decoder</td><td>43%</td></tr><tr><td>Faremo a meno di questo televisore</td><td>4,3%</td></tr><tr><td>Non so/non abbiamo ancora deciso</td><td>21,7%</td></tr></tbody></table></figure>]]></content:encoded>
					
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		<title>Rivoluzione della tv in arrivo con il DVB-T2</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/rivoluzione-della-tv-arrivo-dvb-t2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 16:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[arrivo]]></category>
		<category><![CDATA[DVB-T2]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il passaggio dalla tv analogica a quella digitale, il piccolo schermo dovrà adeguarsi a un nuovo cambiamento contenuto in un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il passaggio dalla tv analogica a quella digitale, il piccolo schermo dovrà adeguarsi a un nuovo cambiamento contenuto in un articolo della legge di Bilancio in via di approvazione, esattamente all’articolo 89. La nuova tecnologia, definita digitale terrestre di seconda generazione, completerà il suo effettivo passaggio per tutti gli italiani il primo luglio del 2022. Le modalità di questo passaggio sono appunto nell’articolo 89 dove si spiegano &#8216;Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G&#8217;. Il passaggio alla nuova tv nasce dal Piano della Commissione Europea sul 5G, ovvero la necessità di avere più spazio di frequenze per la nuova modalità della telefonia mobile. Per raggiungere tale obiettivo le tv dovranno passare al DVB-T2 che appunto permette la trasmissione dei canali in meno spazio.</p>
<p>Il primo passo del nuovo corso della nostra tv è affidato all&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la quale entro il 31 marzo 2018, quindi in tempi strettissimi, dovrà definire “le procedure per l&#8217;assegnazione dei diritti d&#8217;uso di frequenze radioelettriche”, con lo scopo di rendere i televisori strumenti di multipla fruizione tecnologica, con una copertura il più ampia possibile del territorio nazionale ma con una particolare attenzione all&#8217;annoso problema delle interferenze con i paesi confinanti, dove spesso le frequenze si sovrappongono. L’altro passaggio sarà entro il 30 settembre del 2018, quando il Ministero dello sviluppo economico provvederà all&#8217;assegnazione dei diritti d&#8217;uso delle frequenze in banda con disponibilità dal 1 luglio 2022. Quindi sarà sempre l&#8217;Agcom ad adottare entro il 31 maggio del 2018 il piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo in digitale terrestre, ovvero il cosiddetto PNAF 2018 ma “considerando le codifiche o gli standard più avanzati” secondo cioè il nuovo standard trasmissivo denominato DVB-T2, ovvero il secondo tempo del digitale terrestre. Entro il 28 febbraio del 2019, invece, avverrà il rilascio da parte del Ministero dello sviluppo economico dei diritti d&#8217;uso, che prevedono per il servizio pubblico “radiofonico, televisivo e multimediale sino al 40% della capacità trasmissiva del multiplex regionale”.</p>
<p>La transizione effettiva dal vecchio modo di trasmissione a quella nuova avverrà dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2022, quando secondo modalità non ancora definite avverrà il passaggio vero e proprio da una tecnologia all&#8217;altra. In tutto ciò poi la nuova rivoluzione digitale nelle case degli italiani, entrerà non soltanto una nuova numerazione sul telecomando, ma anche apparecchi televisivi adeguati ai nuovi standard in vendita dal 2017. Dovranno anche essere adeguate le antenne centralizzate dei condomini.</p>
<p>Per realizzare il progetto, la legge di Bilancio prevede di stanziare 100 milioni di euro entro il 2022 come contributo alle famiglie per l&#8217;adeguamento delle tv in vista dello switch off. La norma prevede infatti un contributo ai costi a carico degli utenti finali per l&#8217;acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva (tv o decoder) per il passaggio al nuovo standard DVB-T2. Sono quindi “assegnati 25 milioni di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2019-2022”.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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