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	<title>euforia - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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		<title>Draghi, dura poco l’euforia dell’euro/dollaro</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 10:17:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo il silenzio strategico adottato dalla Banca Centrale Europea a seguito della Brexit, il calendario imponeva il meeting ufficiale del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il silenzio strategico adottato dalla Banca Centrale Europea a seguito della Brexit, il calendario imponeva il meeting ufficiale del Board i cui esiti sono stati resi pubblici oggi. Da un lato si nutrivano forti aspettative, visto che si trattava della prima uscita ufficiale di Francoforte dopo il referendum, dall’altro il <em>consensus</em> stimava in larga parte il mantenimento dello status quo relativo alle leve di politica monetaria. Soprattutto relativamente a tassi e Quantitative Easing, per il quale nessuna modifica avverrà sul fronte della durata, dell’importo e del ventaglio di strumenti che la BCE può acquistare nell’ambito del programma di allentamento monetario. La strategia comunicativa e fattuale del banchiere centrale verteva su un sostanziale stemperamento dei toni allarmistici che potevano derivare dal tema Brexit, per cui l’Eurozona è fortemente esposta; tema per il quale Draghi ha preso tempo, affermando come sia troppo presto per valutare l’impatto economico dell’evento e di come sia necessario ottenere più informazioni pur reiterando sui famigerati “downside risks” che affliggono l’area euro. Il non interventismo, inoltre, risulta funzionale a non instillare volatilità sui mercati a fronte anche dell’imminente mese di agosto, nel quale solitamente questi ultimi sono piuttosto illiquidi ed esposti a potenziali forti scossoni. In ultimo, Draghi si è riservato di implementare ulteriori  (ed estreme) misure proprio a fronte di un potenziale veloce deterioramento degli indicatori economici, che però anche nel dopo Brexit non si è palesato. L’eurodollaro ha inizialmente reagito positivamente sui toni neutrali risalendo fino a 1,1065 dai minimi intraday in area 1,10, per poi lasciare spazi a vendite nel momento in cui, in assenza di contenuti, è in qualche modo tornato a seguire il trend e i fondamentali. Sotto 1,0970 sono ipotizzabili discese importanti sui minimi post-Brexit a 1,0915.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Ftse Mib azzera gran parte dei guadagni con l’euforia che si spegne nel finale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 17:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[L’indice, in rialzo di quasi +3% nei massimi intraday, chiude la sessione con un rialzo +1,63% a quota 19.028,42 punti.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’indice, in rialzo di quasi +3% nei massimi intraday, chiude la sessione con un rialzo +1,63% a quota 19.028,42 punti.  Il rialzo rimane ben solido, ma si smorza decisamente l’impatto delle promesse di Mario Draghi. Il presidente della Bce ha detto che alla prossima riunione di marzo l’istituto potrebbe varare nuovi piani di stimolo monetario per alimentare l’inflazione e favorire la crescita e ha anche oggi rassicurato gli investitori sulle banche italiane, assaltate dai sell off a livelli record nelle precedenti sessioni.</p>
<p>Ma nel finale si smorzano soprattutto gli acquisti sui titoli bancari, anche se la maggior parte riporta guadagni di tutto rispetto. Mps chiude tuttavia a poco più del 3%, quando durante la seduta era arrivata a balzare oltre +10%, mentre Banco Popolare vira addirittura in rosso con una perdita -3,39%. Bper anche scivola in territorio negativo, con una perdita -0,86%. Rimangono in rialzo BPM +2,13%, Intesa SanPaolo +2,33%, Unicredit +0,35%, mentre Ubi Banca cede -4,25%. Tra gli altri titoli crolla -20% Saipem.</p>
<p>Le quotazioni del petrolio riportano il rally in due giorni più forte da agosto, dopo essere scivolare al minimo in 12 anni. In particolare, i contratti WTI con scadenza a un mese sono balzati oltre +18% dopo aver toccato il valore più basso dal 2003, nella sessione di mercoledì. Tuttavia, dopo il boom a livelli record delle scommesse short sul petrolio crude scambiato sul Nymex, le cose potrebbero cambiare, secondo alcuni esperti. In particolare Citigroup parla di “trade dell’anno”.</p>
<p>Sullo sfondo, i dati deludenti giunti dal fronte economico in Eurozona, che mostrano come l’area sia ancora alle prese con troppe sfide.</p>
<p>Tra i mercati asiatici, l’indice della Borsa di Tokyo ha fatto un balzo di quasi il 6%, il più sostenuto in quattro mesi e mezzo di tempo. Ad aiutare il paniere dell’azionario sono stati la debolezza dello yen e le speculazioni circa un nuovo intervento espansivo della Banca del Giappone la prossima settimana. In buon rialzo anche la Cina.</p>
<p>Ieri è stata la migliore seduta degli ultimi cinque mesi (+4,2% in chiusura) per Piazza Affari, con i titoli MPS che dopo tre sedute da incubo hanno spiccato il volo, con volumi passati di mano pari a più dell’8% del capitale. .</p>
<p>Tra le materie prime, i contratti Wti e Brent sul petrolio si sono portati sopra i 31 dollari, forti di rialzi fino a oltre +7%. Sul valutario, euro e yen sono destinati a subire in settimana i cali più pesanti dell’anno. Sulla moneta unica pesano le aspettative di nuove manovre straordinarie di accomodamento da parte della Bce.</p>]]></content:encoded>
					
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