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	<title>gruppi - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>gruppi - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>C’è solo la modenese Cremonini tra i 20 grandi gruppi manifatturieri al top nella classifica italiana stilata dall’ufficio studi di Mediobanca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 11:49:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Rapporto R&#38;S sui grandi gruppi manifatturieri è giunto all 43a edizionen’unica azienda alimentare di proprietà italiana che con un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Rapporto R&amp;S sui grandi gruppi manifatturieri è giunto all 43a edizionen’unica azienda alimentare di proprietà italiana che con un fatturato riclassificato 2017 da R&amp;S a 3,96 miliardi di euro (per l’azienda che pubblica i dati completi sul sito aziendale sono 4,03 miliardi), che occupa esattamente la ventesima posizione del gruppo. Manca Ferrero, che come è noto ha sede legale in Lussemburgo, ma compare anche Parmalat, che con un fatturato di 6,68 miliardi si piazza al 13° posto, ma la proprietà dell’azienda è completamente in mano francese (Lactalis).</p>
<p>Il gruppo fondato nel 1963 da Luigi Cremonini è controllato al 100% dalla famiglia, che esprime anche i vertici della holding, con Luigi Presidente e suo figlio Vincenzo amministratore delegato. Al piano di sotto le tre società operative: Inalca (produzione di carni, partecipata al 28,4% da Cdp Equity), Marr, specializzata nella distribuzione del food fuori casa (controllata al 50,1%, il resto è quotato in Borsa sullo STAR), e Chef Express, controllata al 100%.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sono le IoT ad attrarre l&#8217;interesse dei gruppi dell&#8217;hi-tech e delle Tlc</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 09:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Le telco e le società tecnologiche hanno speso più di 31 miliardi di dollari in investimenti e acquisizioni collegati con&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le telco e le società tecnologiche hanno speso più di 31 miliardi di dollari in investimenti e acquisizioni collegati con l&#8217;IoT tra il 2011 e il 2015, svela una nuova ricerca di Ovum.</p>
<p>“Usando i data dell&#8217;IoT Investments Tracker di Ovum, abbiamo rilevato 76 accordi in 8 settori, tra cui servizi It, device wearable e auto connesse. Intel guida questa spinta verso gli investimenti nell&#8217;IoT con la sua acquisizione da 16,7 miliardi di dollari del produttore di chip Altera, ma anche Verizon, Google e Qualcomm hanno fatto ciascuna almeno una acquisizione di valore superiore a 1 miliardo di dollari nel periodo 2011-2015&#8243;, afferma Francesco Radicati, senior analyst, Digital Service.</p>
<p>Il numero di acquisizioni è salito da soli quattro deal nel 2011 a ben 19 nel 2015, con un picco di investimenti nel 2013; aziende come Fitbit attraggono massimo interesse sia fra le aziende tecnologiche che tra le telco. Il singolo investimento più consistente del 2015 è il finanziamento da 115 milioni di dollari per Sigfox, fornitore di una rete ultra-narrowband, realizzato da un gruppo di investitori tra cui venture fund di Telefonica, NTT Docomo e SK Telecom.</p>
<p>Ma anche se le telco rivolgono crescente attenzione al settore della IoT, i soldi arrivano in quantità massiccia più dal settore hitech che dalle Tlc: &#8220;I dati dimostrano che vendor come Intel e Qualcomme colossi tecnologici come Google sono quelli che ancora investono di più&#8221;, sottolinea Francesco Radicati, autore del report. “Grazie ai loro venture fund e all&#8217;adiacenza agli ecosistemi dell&#8217;innovazione, queste aziende hanno sia le conoscenze e l&#8217;esperienza necessarie per individuare le start up dell&#8217;IoT più promettenti sia i fondi richiesti per investire e fare acquisizioni&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, continua Radicati, le telco stanno diventando sempre più attive: hanno cominciato a creare i loro fondi di ventura corporate e acceleratori di start up e a fare acquisizioni che danno supporto alle loro strategie. Esempi che l&#8217;analista evidenzia sono l&#8217;acquisizione di Hughes Telematics da parte di Verizon nel 2012 e l&#8217;acquisizione di Cobra, fornitore di servizi per la connected car, da parte di Vodafone nel 2015.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I grandi gruppi del settore automobilistico alla ricerca di startup di successo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 08:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[automobilistico]]></category>
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					<description><![CDATA[Numerosi gli espisodi recenti, ma il caso più eclatante è senz’altro l’acquisizione di Cruise Automation, una startup di San Francisco,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numerosi gli espisodi recenti, ma il caso più eclatante è senz’altro l’acquisizione di Cruise Automation, una startup di San Francisco, da parte di General Motors per un miliardo di dollari. Come aveva precisato Fortune,  la startup specializzata in tecnologie per veicoli autonomi aveva già raccolto in precedenza 18 milioni di dollari da diversi venture capital e 100.000 dollari grazie alla vincita di due round di investimenti.</p>
<p>Anche l’Italia però ha i suoi fiori all’occhiello. Dopo l’acquisizionedell’astigiana Nice da parte di Amazon, è stato il turno della pisana Yogitech, acquistata da Intel. I dettagli dell’operazione non sono stati resi noti, ma l’acquisizione ha come obiettivo lo sviluppo del settore <em>automotive</em> e <em>internet of things</em> di Intel, area di specializzazione della startup pisana. Un’operazione che mira allo sviluppo di soluzioni avanzate per i sistemi di guida.</p>
<p>Ha un sapore italiano anche la storia di Comm.ai, fondata sei mesi fa da George Hotz e che vuole sfidare Google e Tesla, sviluppando un sistema basato su un’app per smartphone che sarà in grado di trasformare ogni automobile in un veicolo autonomo. La startup ha appena ricevuto un finanziamento di 3 milioni di dollari da Andressen Horovitz. Ed è Riccardo Biasini, ingegnere parmense che lavorava da tempo in Tesla, ad essere a capo del team tecnico che si occuperà della connessione tra il sistema di intelligenza artificiale, in grado di garantire l’automazione del veicolo, e la struttura fisica dell’auto.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>10 tra i principali gruppi bancari hanno adottato la soluzione SWIFT contro i crimini finanziari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 13:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono 1.523 le istituzioni finanziarie che nel mondo hanno adottato il Know Your Customer (KYC) Registry di SWIFT, banca dati&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 1.523 le istituzioni finanziarie che nel mondo hanno adottato il Know Your Customer (KYC) Registry di SWIFT, banca dati centralizzata che racchiude e gestisce le informazioni standardizzate relative alle istituzioni finanziarie, necessarie per il rispetto delle leggi in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo.</p>
<p>In Italia, ben 10 tra i più importanti gruppi bancari &#8211; tra cui UniCredit SpA, prima banca al mondo ad aver fornito l’informativa completa a KYC Registry &#8211; utilizzano la soluzione di SWIFT per le proprie esigenze di compliance.</p>
<p>Sviluppato in collaborazione con le maggiori banche globali nel mondo, il KYC Registry fornisce informazioni Know Your Customer per le banche corrispondenti, per i collocatori e per i depositari dei fondi. E’ stato lanciato nel dicembre 2014 e, da allora, si è diffuso molto rapidamente a livello internazionale: ad oggi, è stato adottato in 178 Paesi nel mondo e da 589 gruppi bancari, per un totale di 851 istituzioni finanziarie in Europa, Medio Oriente e Africa, oltre 290 nelle Americhe, e circa 378 nella regione dell’Asia &#8211; Pacifico.</p>
<p>Luc Meurant, Head of Compliance Services di SWIFT, ha dichiarato: “Il KYC Registry contribuisce a migliorare l’efficienza e a ridurre costi e rischi di compliance Know Your Customer del settore bancario. L’adozione rapida da parte della comunità finanziaria è un chiaro indicatore dell’approccio collaborativo che le banche hanno deciso di adottare, al fine di poter disporre di strumenti standardizzati che consentano di affrontare le sfide della compliance KYC a livello mondiale. Intendiamo continuare a lavorare insieme alla nostra comunità di riferimento per rendere il KYC Registry sempre più esteso, a beneficio di tutti i suoi utilizzatori”.</p>
<p><strong>UniCredit SpA</strong>, tra i principali utilizzatori italiani del KYC Registry, lo considera non solo uno strumento di compliance particolarmente efficace e competitivo, ma anche un’opportunità verso i propri clienti, e un punto di riferimento per l’affermazione di un nuovo modello culturale: quello dell’approccio collaborativo al tema KYC.</p>
<p>“Con gli strumenti idonei, gli obblighi di compliance possono essere tradotti in opportunità a vantaggio delle banche – commenta Fabrizio Bottani, Head of CIB Know Your Customer Italy di UniCredit SpA &#8211; Così è stato per l’adozione del KYC Registry, attraverso cui abbiamo potuto riconfermare sul mercato le nostre caratteristiche di trasparenza e affidabilità, nonché il nostro impegno per il pieno rispetto delle regolamentazioni internazionali, nell’interesse dei nostri clienti. Siamo stati la prima banca al mondo a pubblicare tutte le informazioni nel KYC Registry, e crediamo molto nelle opportunità che possono derivare da uno sforzo collettivo a livello settoriale. Si tratta di una sfida importante, che richiede un cambiamento culturale del modo di lavorare delle banche, in un’ottica di maggiore cooperazione. Il KYC Registry rappresenta un esempio particolarmente virtuoso da questo punto di vista: SWIFT si rivolge infatti  ad una comunità di oltre 10.800 istituzioni bancarie nel mondo, presso cui può promuovere l’utilizzo della soluzione. Anche noi stiamo ci stiamo impegnando per far partecipare le nostre banche corrispondenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme, per il bene del nostro settore.”</p>
<p>Le banche contribuiscono al KYC Registry fornendo una serie concordata di dati e documenti, per validazione da parte di SWIFT, che possono poi condividere tra loro e con le rispettive controparti. Ogni banca mantiene la proprietà delle proprie informazioni e la piena facoltà di controllare quali altre istituzioni possono accedervi. Per le banche, non vi sono costi associati alla fornitura delle informazioni, né all’utilizzo del KYC Registry per condividere le proprie informazioni con altre banche. Nel 2015, infatti, la consultazione dei dati è gratuita per le banche che contribuiscono con le proprie informazioni al KYC e lo promuovono presso i loro corrispondenti.</p>
<p>Il KYC Registry è stato recentemente premiato come “Progetto dell’anno” e come “Progetto di Compliance dell’anno” da The Banker, nella prestigiosa competizione Technology Project of the Year 2015. Questi riconoscimenti testimoniano la capacità di innovazione tecnologica di SWIFT e il successo dell’approccio<em>community-driven</em>promosso da SWIFT per i servizi di compliance contro i crimini finanziari.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Mediolanum avvia il procedimento di iscrizione all’albo dei gruppi assicurativi</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/mediolanum-avvia-il-procedimento-di-iscrizione-allalbo-dei-gruppi-assicurativi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 19:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Mediolanum ha avviato le procedure di iscrizione all’Albo dei gruppi assicurativi. Il cda della società ha infatti preso atto dell’entrata&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mediolanum ha avviato le procedure di iscrizione all’Albo dei gruppi assicurativi. Il cda della società ha infatti preso atto dell’entrata in vigore della normativa, anche regolamentare, che prevede l’inclusione delle società di partecipazione finanziaria mista, come appunto Mediolanum, nel perimetro dei gruppi assicurativi. Ha quindi inoltrato all’Ivass la comunicazione per l’avvio del procedimento di iscrizione all’Albo in qualità di capogruppo, oltre quelle delle società assicurative controllate.</p>
<p>La qualifica di capogruppo di gruppo assicurativo si affiancherà a quelle già presenti di capogruppo di conglomerato finanziario e di capogruppo di gruppo bancario.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banca d&#8217;Italia, variazioni all&#8217;albo dei gruppi bancari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 09:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LEGGI IL COMUNICATO: Banca d&#8217;Italia, variazioni all&#8217;albo dei gruppi bancari]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>LEGGI IL COMUNICATO:</p>
<p><a href="http://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2014/06/Banca-dItalia-variazioni-allalbo-dei-gruppi-bancari-.pdf">Banca d&#8217;Italia, variazioni all&#8217;albo dei gruppi bancari</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mediolanum verso l&#8217;iscrizione all&#8217;albo dei gruppi bancari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2014 07:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[albo]]></category>
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		<category><![CDATA[VERSO]]></category>
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					<description><![CDATA[MEDIOLANUM NELL&#8217;ALBO DEI GRUPPI BANCARI &#8211; Il consiglio di amministrazione di Mediolanum, riunitosi oggi a Basiglio, ha preso atto dell’entrata in vigore&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><b>MEDIOLANUM NELL&#8217;ALBO DEI GRUPPI BANCARI</b> &#8211; Il consiglio di amministrazione di <b>Mediolanum</b>, riunitosi oggi a Basiglio, ha preso atto dell’entrata in vigore della normativa che prevede l’inclusione delle società di partecipazione finanziaria mista &#8211; come <b>Mediolanum</b> &#8211; nel perimetro dei gruppi bancari e della conseguente comunicazione ricevuta dalla <b>Banca d’Italia</b>. Alla luce di ciò, come si apprende da una nota, ha deliberato di procedere con l’inoltro alla stessa <b>Banca d’Italia</b> della comunicazione per l’avvio del procedimento di iscrizione all’<b>albo dei gruppi bancari</b> in qualità di capogruppo, conferendo a questo scopo opportuno mandato agli amministratori esecutivi.</div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cariparma Crédit Agricole si conferma ai vertici nella classifica dei grandi gruppi realizzata dal mensile Banca Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 20:12:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
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					<description><![CDATA[Come di consuento la classifica annuale realizzata dal mensile finanziario Banca Finanza ha messo a confronto le performance e le&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come di consuento la classifica annuale realizzata dal mensile finanziario Banca Finanza ha messo a confronto le performance e le caratteristiche patrimoniali degli istituti di credito italiani nel corso del 2011 sotto i profili di solidità, redditività e produttività. Per il quinto anno cnosecutivo prosegue il dominio di Cariparma Crédit Agricole nella categoria “gruppi grandi”, grazie a un miglioramento degli indici di solidità nonostante oneri del tutto straordinari legati all’acquisizione di Carispezia e delle filiali ex Intesa Sanpaolo che hanno impattato sul conto economico.</p>
<p>La ricerca realizzata dalla società Rating, si legge in un comunicato della banca, offre un quadro realistico di raffronto tra banche per determinarne lo stato di salute in un contesto recessivo che ha contribuito, in generale, a deteriorare gli attivi, restringere i margini, peggiorare la qualità dei crediti e rendere meno efficiente la gestione.</p>
<p>In questo scenario il Gruppo Cariparma Crédit Agricole, non solo conferma il primo posto, ma viene riconosciuto tra i best performer sia per la consistenza patrimoniale che per la qualità dei crediti.</p>
<p>Un risultato importante evidenziato dagli indicatori 2011: Core Tier 1 a 8,3% &#8211; aumentato di un ulteriore 0,5% nel primo semestre 2012 -, Tier Total a 11,4%, cost/income ratio al 59,6% e costo del credito pari a 0,73% con un livello di copertura dei crediti deteriorati rafforzato al 38,2%. Caratteristiche confermate anche a giugno 2012 con un livello di crediti deteriorati che continua a mantenersi ben al di sotto della media di sistema.</p>
<p>Risultati decisamente positivi anche per le controllate FriulAdria e Carispezia. La prima conferma il suo ottimo posizionamento tra le banche medie migliorando sia solidità che redditività. Importante la scalata in classifica di Carispezia che, sul fronte delle banche piccole, registra un sensibile miglioramento su tutti gli indici (solidità, redditività e produttività).</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I rappresentanti dei sindacati scrivono 2 lettere ai gruppi parlamentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 14:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gruppi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente nazionale Fimaa Valerio Angeletti, il presidente nazionale SIMEDIA/ALE/UGL Severino Oliva il segretario generale NIDiL/CGIL Roberto D&#8217;Andrea, il presidente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente nazionale Fimaa Valerio Angeletti, il presidente nazionale SIMEDIA/ALE/UGL Severino Oliva il segretario generale NIDiL/CGIL Roberto D&#8217;Andrea, il presidente nazionale FENAMEC/FeLSA/CISL Marcello Frasca, e il segretario nazionale UILCA/UIL Maria Teresa Ruzza, assieme al segretario generale R12/UILCA/UIL Piero Antonio Billo&#8217;, al segretario generale Fimaa Rossano Asciolla, al segretario nazionale ALE/UGL Giancarlo Bergamo, e al segretario nazionale FENAMEC/FeLSA/CISL Alessandro Lotti, hanno scritto due lettere, una indirizzata ai presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica e una ai presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.</p>
<p>Negli scritti i sindacati esprimono grande preoccupazione circa l’iter del 2° correttivo del D.Lgs.141/2010 di riforma del mercato del credito, in particolare per quanto attiene alla figura del collaboratore dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria: il testo trasmesso dal Governo alle Commissioni parlamentari per il previsto parere prevede, infatti, per tale figura l’esclusiva applicazione del contratto di agenzia di cui all’art.1742 c.c., in contrasto con il parere del Ministero del Lavoro, che ha dichiarato che “appare inopportuna, oltre che non corretta sul piano giuridico, l’impostazione normativa dell’obbligo di adottare per il collaboratore un tipo contrattuale predefinito”.</p>
<p>Inoltre hanno sottolineato, in una nota, che “nell’ambito dell’autonomia contrattuale loro garantita dall’art. 41 della Costituzione, hanno in fase avanzata una trattativa per la regolamentazione collettiva del rapporto di lavoro tra i mediatori creditizi, o agenti in attività finanziaria, e i loro collaboratori”.</p>
<p>Gli autori delle lettere ritengono che “nel testo del 2° correttivo, così come formulata, privi i collaboratori del settore di tutele e di diritti contrattuali e crei nel settore ulteriori criticità e possibili rischi sul versante occupazionale, senza peraltro realizzare maggiori tutele per i consumatori; che occorra invece puntare sull’impegno dei mediatori creditizi/agenti in attività finanziaria su una formazione più ampia rispetto a quella minima prevista dalla legge, per ottenere una sempre maggiore crescita professionale del collaboratore e realizzare così una adeguata tutela del consumatore nel mercato del credito”.</p>
<p>Infine si auspicano “un pronto intervento del Governo, affinché il testo del 2° correttivo venga modificato tenendo conto del parere espresso dal Ministero del Lavoro e venga restituito all’autonomia contrattuale delle parti sociali il potere di regolamentare il rapporto di lavoro dei collaboratori che opereranno nel riformato mercato del credito”.</p>]]></content:encoded>
					
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