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	<title>infrastrutture - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>infrastrutture - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Angelo Sposato e Roberto Occhiuto a confronto su caro bollette e infrastrutture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:57:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[Angelo Sposato ha avuto modo di interloquire telefonicamente e cordialmente con il Presidente Roberto Occhiuto e tutti i capigruppo di opposizione (Nicola Irto, Davide Tavernise, Amalia Bruni, Ferdinando Laghi) in Consiglio Regionale della Calabria, per manifestare viva preoccupazione circa le difficoltà economiche e di disagio che vivono ampie fasce della popolazione calabrese e che tale condizione potrebbe acutizzarsi con il rincaro di tariffe e bollette. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Nelle scorse ore il Segretario Generale calabrese della Confederazione Generale Italiana del Lavoro Angelo Sposato ha avuto modo di interloquire telefonicamente e cordialmente con il Presidente Roberto Occhiuto e tutti i capigruppo di opposizione (Nicola Irto, Davide Tavernise, Amalia Bruni, Ferdinando Laghi) in Consiglio Regionale della Calabria, per manifestare viva preoccupazione circa le difficoltà economiche e di disagio che vivono ampie fasce della popolazione calabrese e che tale condizione potrebbe acutizzarsi con il rincaro di tariffe e bollette. A questo proposito si è chiesto il massimo impegno a tutto l’arco politico in Consiglio Regionale per individuare misure di sostegno economico e ristori alle persone disagiate. Altresì si è avviata una prima discussione sulle grandi opere strategiche che dovrebbero trovare terreno di confronto comune tra maggioranza, opposizione, parti sociali, amministrazioni locali, a partire dall’intero tracciato della Strada Statale 106 e della ferrovia ionica. Occorre creare sinergie scevre da ogni pregiudiziale ideologica e da municipalismi che non servono su grandi opere strategiche nazionali che insistono su grandi corridoi internazionali e mettono in sicurezza i cittadini. Nei prossimi giorni partiranno dei confronti specifici e di merito su tali questioni.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Senza infrastrutture e logistica il sistema economico italiano si ferma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 12:49:50 +0000</pubDate>
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	L’economia italiana nei prossimi dieci anni, le nuove sfide messe in campo dalle nuove tecnologie, la logistica sempre più elemento&#8230;]]></description>
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	<p>L’economia italiana nei prossimi dieci anni, le nuove sfide messe in campo dalle nuove tecnologie, la logistica sempre più elemento centrale per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese e del suo posizionamento competitivo a livello globale. Queste le tematiche affrontate durante la due giorni milanese del Forum “Shipping, Forwarding &amp; Logistics meet Industry”.<br />
Un faccia a faccia tra i principali operatori del mondo del trasporto, della logistica, i rappresentanti delle aziende manifatturiere e gli esperti delle varie tematiche. Assente, non giustificata, la rappresentanza politica: “avevamo invitato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ma non è venuto e neppure ha mandato nessuno dei suoi ministri” &#8211; questa la stoccata al governo lanciata, nella sessione di apertura, da Betty Schiavoni, presidente di Alsea (Associazione Lombardia Spedizionieri e Autotrasportatori).</p>
<p>La discussione parte dal tema delle tecnologie emergenti e la capacità di queste di impattare sulle imprese. L&#8217;internet delle cose, la blockchain, l’intelligenza artificiale, i big data, trend a cui le aziende nazionali devono adeguarsi, pena l’esclusione dal mercato. Il dibattito pertanto si focalizza su come affrontare queste sfide e come le nostre aziende possano adeguarsi, a queste nuove necessità, in tempi brevi.<br />
“Le nuove tecnologie sono entrate pesantemente nel nostro mondo e stanno modificando radicalmente il concetto di logistica” &#8211; dice Riccardo Fuochi presidente The International Propeller Club Port of Milan -“L’ecommerce sta cambiando la distribuzione, creando nuove necessità e le nostre aziende sono costrette ad adeguarsi a questo nuovo trend. Scompariranno attività e professioni, altre attività che stanno avendo una diffusione sempre più ampia, le sostituiranno&#8221;.<br />
Come affrontare queste sfide? &#8220;Sono positivo che le nostre aziende abbiano la capacità di adeguarsi a queste nuove necessità in tempi brevi.” Perché questo sia possibile si rende necessario l’intervento della politica, specifica Fuochi, fondamentale “il completamento delle infrastrutture su cui siamo carenti”.</p>
<p>INFRASTRUTTURE<br />
Senza infrastrutture e senza una logistica efficiente il sistema economico italiano si ferma, questo il punto di partenza che trova gli interlocutori allineati: “Tutte lamentiamo la difficoltà sul mondo del trasporto e della logistica” dice il rappresentante delle imprese manifatturiere lombarde, Mario Castaldo, presidente Gruppo Trasporti Logistica e Infrastrutture, Assolombarda.<br />
La fotografia mostrata è quella di un paese in sostanziale declino, dalla crisi del 2009 ad oggi, tenuto in piedi esclusivamente dai settori import ed export. I dati parlano chiaro: sono diminuiti gli investimenti e i consumi di contro la produzione industriale ha registrato lo 0,2% 0,3% di crescita. “Un’economia sostanzialmente ferma” denuncia il rappresentante delle imprese manifatturiere lombarde &#8211; “Siamo in una situazione di recessione” – gli unici settori in crescita e che hanno trainato il paese per non farlo cadere in default, sono state quindi le esportazioni e le importazioni.</p>
<p>E se poi si analizzano i dati di crescita, c’è poco da stare sereni, perché in dieci anni il nostro paese rispetto all’Europa ha perso sostanzialmente delle posizioni, passando dal 7° al 9° posto per l’export e dal 8° al 11 posto per l’import. “Eppure l’export rappresenta il 30% del PIL italiano e nel 2019 è aumentato del 3,4% pari a 480 miliardi di euro settore significativo del sistema economico italiano”.<br />
Da qui la proposta, lanciata dal rappresentante di Assolombarda, di un piano condiviso dal mondo del trasporto e della Logistica “una vision per i prossimi venti anni e per aiutare il sistema delle imprese ad essere più competitivo sul piano internazionale” in cui centrale sia lo sviluppo infrastrutturale del paese, mentre oggi “in Italia 80% dei progetti per le infrastrutture sono fermi”.</p>
<p>Il tema delle infrastrutture ritorna centrale a detta di tutti i rappresentanti delle categorie. Betty Schiavoni, presidente di ALSEA, denuncia la mancanza di stabilità e certezze nel nostro Paese, a partire dall’amministrazione pubblica per arrivare al mondo della politica, questo danneggia le imprese a tutti i livelli. Guardando al sistema di porti, interporti e aeroporti l&#8217;auspicio che “non si disperda” non si parcellizzi, ma sul modello del Nord Europa, si faccia fronte ad un sistema limitato a “nodi e reti centrali” sui quali concentrare i flussi delle merci. Riguardo ai porti, sull’asse tirrenico il sistema si concentri pertanto sulla Liguria: Genova-Savona-La Spezia, mentre per il versante adriatico viene individuato Trieste. “Perché le merci hanno già scelto la loro strada” specifica Schiavoni, gli altri porti rafforzino pertanto le loro vocazioni, come &#8220;Livorno lo sta facendo nel settore ro-ro e Ravenna nelle rinfuse solide&#8221;. Lo stesso discorso vale per gli Interporti e gli aeroporti: Rivalta Scrivia sia l’area a terra di sbocco per porti liguri e Malpensa funga da hub nazionale per il sistema aereo.</p>
<p>CORRIDOI LOGISTICI FERROVIARI<br />
Spostando lo sguardo ai traffici a lunga distanza su ferrovia, Andrea Giuricin, docente dell’Università Milano-Bicocca, interviene sul tema della Belt and Road Iniziative: &#8220;La quota di mercato modale del treno, per quanto riguarda i traffici Cina-Europa è ancora molto limitata, corrispondente al 2%-3% in valore&#8221; &#8211; “Tutto questo però sta cambiando, perché c’è un grande investimento cinese, c’è un’alleanza Cina–Russia e il treno può rappresentare un trasporto efficiente perché più veloce rispetto al trasporto marittimo, 21 giorni in meno rispetto alla nave, ma anche meno caro rispetto al trasporto aereo”.<br />
Il trasporto su ferro rappresenta quindi una nicchia di mercato che può risultare vincente, ma perché questo si verifichi ci sono carenze da superare sul piano per esempio dell’intermodalità e dei terminal fra Cina e Russia che ancora non lo rendono così attrattivo. Traffici ad oggi ancora piccoli,ma in grande aumento, basti pensare che in questi anni il traffico ferroviario tra Cina e Europa è aumentato del 6%. Cambiamenti che si verificheranno nei prossimi anni,  data la quantità degli investimenti cinesi.<br />
Quali i principali limiti? &#8220;Interruzioni e carenze si manifestano soprattutto quando i treni varcano i confini europei&#8221; dice Giuricin &#8211; poichè ogni sistema ha caratteristiche nazionali e diverse tra loro: “segnalamento e infrastrutturale anno sì che, ancora di fatto, l’Europa ferroviaria ancora non esista&#8221; &#8211; &#8220;Siamo quasi all’anno zero”- Le difficoltà incorrono anche sul piano delle lingue diverse che sono quelle degli stati che attraversa il treno &#8211; Qualcosa si sta andando avanti , ma l’obiettivo individuato dal docente sarebbe “Creare un’area unica per il trasporto ferroviario, per renderlo efficiente” &#8211; “Ridurre i costi di trasporto della merce su ferro, migliorare tutto il sistema logistico, italiano e europeo ma addirittura il sistema globale”.</p>
<p>Per l’Italia vent’anni di stagnazione dal punto di vista infrastrutturale è la denuncia provocatoria di Mino Giachino, presidente Saimare &#8211; “Senza infrastrutture e senza logistica efficiente il sistema economico italiano si ferma. E il Paese che è fermo da 20 anni non ritornerà a crescere”- continua Giachino che un anno fa è stato protagonista di alcuni interventi a favore della Tav- &#8220;L’Italia ha bisogno di aumentare le esportazioni, pertanto abbiamo bisogno di una manifattura competitiva e di infrastrutture efficienti ben collegate con il mondo” &#8211; “Salvando la Tav abbiamo fatto la cosa più importante l’anno scorso&#8221; &#8211; &#8220;L’opera ci metterà in rete con tutto il mercato europeo e a Budapest potrà incontrare la via della seta. Salvando quell’opera abbiamo salvato 100 miliardi di PIL nel prossimo futuro, ma abbiamo salvato anche il collegamento con la Cina”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il 2017 è l’anno delle infrastrutture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 09:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
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<div class="occhiello"></div>
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<div class="entry-content">
<p>Lo ha annunciato nell’incontro di fine anno il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: “Nella legislatura, possiamo contare su un pacchetto da 2 miliardi di euro per nuovi investimenti infrastrutturali, a cui si aggiunge 1 miliardo e 300 milioni per la Cispadana. Risorse straordinarie, che serviranno ad aumentare la competitività del territorio e a dare ossigeno al mondo del lavoro e delle imprese”.</p>
<p>Si tratta di investimenti per circa 3,5 miliardi di euro per tutto il territorio regionale, con focus sulle opere strategiche per la competitività e l’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra le opere strategiche si inserisce il completamento a dicembre del progetto Dorsale Sud Radio per l’Emilia Romagna. I lavori, avviati quattro anni fa, sono stati portati a termine da Lepida con lo scopo di ampliare la copertura Internet del territorio, riducendo progressivamente l’ampiezza dei territori montani in divario digitale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’interno del pacchetto lavori, finanziato dalla Regione con 2,5 milioni di euro, c’era anche l’azione a favore delle aree non raggiungibili con il segnale televisivo trasmesso in modalità digitale terrestre. Alla società in house della Regione Emilia Romagna era stata affidata la parte di realizzazione e gestione delle infrastrutture, che prevedeva inizialmente la realizzazione di circa 40 siti, collegati con ponti radio lungo il crinale appenninico, interconnessi in 7 anelli territoriali interprovinciali alle infrastrutture già esistenti della Rete Lepida in fibra ottica.</p>
<p>Il direttore generale di Lepida, Gianluca Mazzini, ha spiegato a Key4biz, che “<em>la connettività principale di tutti i gestori della Emilia-Romagna corre lungo il percorso della via Emilia e diminuisce mano a mano che ci si allontana da questa via storica</em>“. “<em>Abbiamo finalmente costruito una alternativa, un percorso lungo il crinale sud della Regione, con tratte su frequenze licenziate, pubblico, capace di alimentare le esigenze di qualsiasi operatore che voglia svolgere la sua attività in montagna, pronto e disponibile per tutti”.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tecnicamente, fanno sapere da Lepida, la maggior parte delle infrastrutture è costituita da tralicci porta antenna alti 20m e collocati ad una distanza media di circa 15-20km.  Le antenne installate lavorano alla frequenza licenziata di 26GHz ed hanno capacità di 450Mbps eventualmente upgradabile in caso di necessità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rilevante è stato il contributo del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, che ha contribuito fattivamente al rispetto dell’ambiente e del territorio, rilasciando le autorizzazioni sismiche e collaborando alla redazione delle verifiche geologiche.</p>
<p>C’è da tener conto che si tratta di territori per la maggior parte oltre i 1000 metri di quota e non sono mancate installazioni anche ai 2000 metri di quota, basti pensare a casi come le installazioni sul Monte Cimone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Complessivamente la Dorsale Sud Radio ha capacità di coprire oltre 100.000 cittadini. L’attivazione di tutti i siti radio si è dispiegata fino a Piacenza e oggi può contare su 52 siti (tra punti di interconnessione con la fibra ottica e siti di dorsale) dove sono attivi operatori che forniscono servizi a imprese e cittadini del territorio valorizzando la capacità di trasporto o di fornire banda offerta dalla Rete Lepida, con ben 50 ospitalità attive.</p>
<p>Grazie alla Dorsale Sud Radio alcuni Municipi, che altrimenti ne sarebbero stati sprovvisti, possono oggi usufruire della connessione ultra broadband alla Rete Lepida, tra cuii: Berceto, Casteldelci, Castiglione de Pepoli, Cerignale, Maiolo, Monchio delle Corti, Monzuno, Ottone, Pennabilli, San Benedetto Val di Sambro, San Leo, Tornolo, Valmozzola, Villa Minozzo, Zerba. in completamento in questi giorni i collegamenti di Camugnano e Castel di Casio.</p>
</div>
<div class="entry-meta"></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>A rischio cittadini e infrastrutture dello Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 15:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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					<description><![CDATA[“Questo caso mette in evidenza dimensioni gigantesche clamorose di controllo e di spionaggio da parte di soggetti al momento conosciuti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-content">
<p>“Questo caso mette in evidenza dimensioni gigantesche clamorose di controllo e di spionaggio da parte di soggetti al momento conosciuti parzialmente di personalità della vita pubblica per finalità che al momento possiamo solo immaginare. E non c’è dubbio che questo caso dimostra come quanto sia in ritardo il sistema di sicurezza cibernetica nel nostro Paese”. Lo afferma Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, al programma ‘La Radio ne parla’ su Rai Radio1, in merito all’indagine sul cyberspionaggio che ha portato in carcere i fratelli Occhionero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soro ha aggiunto: “Sono preoccupato per le dimensioni clamorose di cui abbiamo avuto notizia, ma direi che però è la punta dell’iceberg di una fragilità del sistema che abbiamo anche avuto modo di segnalare negli anni scorsi. Viviamo in una nuova dimensione degli scambi, dell’informazione, della rete, della società digitale, in quella dimensione i presìdi di sicurezza sono infinitamente inadeguati rispetto ai rischi che tendenzialmente crescono tutti gli anni: gli attacchi informatici negli ultimi anni sono cresciuti con un ritmo del 30%. Mentre prima i rischi venivano dalle rapine in banca o dal furto di gioielli oggi avvengono attraverso il furto di informazioni di dati. Ma i dati sono le nostre persone, e quindi siamo a rischio noi cittadini e sono a rischio le infrastrutture dello Stato”.</p>
</div>
<div class="entry-meta"></div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il futuro delle infrastrutture finanziarie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2016 10:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[il recente studio realizzato dal Worls Economic Forum (WEF) in collaborazione con Deloitte e definito dal Wall Street Journal come&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="contentP_bf_5f_standard">il recente studio realizzato dal Worls Economic Forum (WEF) in collaborazione con Deloitte e definito dal Wall Street Journal come &#8220;uno dei più interessanti tentativi di interpretazione della trasformazione in atto nel mondo dei servizi finanziari e di come la tecnologia può condizionare lo sviluppo delle istituzioni finanziarie, pragmatico e visionario allo stesso tempo”.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard"></div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Secondo questo rapporto le Distributed Ledger Technology (DLT) alla base del sistema blockchain possono semplificare e migliorare le infrastrutture e i processi legati ai servizi finanziari, a patto che si verifichi &#8221; un’intensa collaborazione fra istituzioni, innovatori, regolatori che devono trovare la capacità di agire insieme per affrontare le complessità che le nuove tecnologie e le idee che comportano stanno facendo sorgere e per fare in modo che l’applicazione dei nuovi servizi avvenga senza ritardi e senza strappi, in favore tanto di chi presta i servizi quanto di chi li riceve”.</div>
<div class="cornice_sx"></div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Il report descrive anche in dettaglio come le DLT possono trasformare radicalmente nove tipologie diverse di servizi finanziari , uno dei quali riguarda i pagamenti globali (vedi la scheda sotto), spiegando che &#8220;non si tratta di una panacea applicabile in ogni caso, ma certamente di una delle tecnologie destinate a rimodellare completamente il panorama dei servizi finanziari nei prossimi anni. Perché la tecnologia DLT applicata alle transazioni riduce o elimina gli interventi manuali minimizzando le possibilità di errore e di contestazioni successive, riduce i rischi di controparte, riduce i tempi di liquidazione e la possibilità di frodi, elimina la necessità di fondi di garanzia e di immobilizzo di capitali liberando una maggior quantità di risorse ”.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Ecco tutti i nove servizi analizzati: Payments: Global Payments; Insurance: P&amp;C Claims Processing; Deposits and Lending: Syndicated Loans + Trade Finance; Capital Raising: Contingent Convertible Bonds; Investment Management: Automated Compliance + Proxy Voting; Market Provisioning: Asset Rehypothecation + Equity Post-Trade.</div>
<div class="cornice_sx"></div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Il secondo report è intitolato &#8221; L’innovazione radicale nei servizi finanziari: una proposta quadro per l’identità digitale ” e centra uno dei temi chiave nella discussione odierna sull’applicazione delle nuove tecnologie legate ai servizi finanziari, quello del rapporto con i cosiddetti &#8220;big data”, le informazioni sulle persone fisiche e sulle aziende che vengono implicitamente fornite nel momento in cui si usufruisce di un servizio finanziario, partendo dai più semplici servizi di pagamento. Ovvero come sia necessario mediare fra l’esigenza di sicurezza nelle transazioni digitali e l’esigenza di salvaguardia della privacy delle controparti : quali e quante informazioni è necessario che la banca o l’intermediario conosca per poter garantire la sicurezza della transazione? Quali e quante di queste informazioni sensibili possono essere utilizzate anche in pratiche commerciali che riguardano il cliente? E, infine, quali e quante di queste informazioni possono o addirittura debbono (come nel caso di informazioni sensibili riguardo alla sicurezza nazionale) essere trasferite a terzi?</div>
<div class="cornice_sx"></div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Il problema è tutt’altro che campato in aria. Oggi i pagamenti elettronici richiedono la validazione delle informazioni da parte di una società di clearing (come la ACH negli Stati Uniti), il che significa che chi innova nel settore dei pagamenti digitali deve chiedere ai clienti di fornire direttamente informazioni sulla loro identità attraverso canali pseudo-digitali relativamente facili da aggirare (come la fotografia della patente di guida, la digitazione di un codice fiscale, solo in pochi casi più avanzati i dati biometrici) o agire solo nell’ambito di piattaforme gestite (e pagate) dalle istituzioni finanziarie (banche in primis) e basarsi sulle loro anagrafiche del cliente, adottando anche i loro sistemi di identificazione e certificazione che cambiano da istituto a istituto. Non esiste un sistema &#8220;neutro” che permetta in ogni caso l’identificazione immediata di una controparte fisica con un’accettabile grado di certezza. E questo può costituire oggi uno dei maggiori limiti allo sviluppo di sistemi di instant payments in tutto il mondo.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Il rapporto analizza in dettaglio come le istituzioni finanziarie dovrebbero gestire le soluzioni che riguardano il tema dell’identità digitale, imposta gli elementi per una discussione quadro sulle soluzioni per definire le identità, formula raccomandazioni per costruire i diversi possibili sistemi di definizione dell’ identità stessa descrivendo quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi delle diverse soluzioni per tutte le parti in causa.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">In particolare chiede alle istituzioni finanziarie di guidare lo sviluppo di soluzioni &#8220;solide” di definizione dell’identità digitale, che possano portare vantaggi agli utenti, alle istituzioni finanziarie stesse e alla società nello stesso tempo. Alcuni dei passaggi critici delineati nel rapporto riguardano le infrastrutture tecnologiche necessarie per costruire un sistema di identità. Secondo il World Economic Forum &#8220;questo rapporto non vuole avere intenti prescrittivi. Abbiamo inteso solo fornire alle parti in causa, fra cui i regolatori, un quadro chiaro degli elementi necessari a gestire la sfida dell’identità elettronica”.</div>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banda ultralarga, gara Infratel per le infrastrutture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 10:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contributi Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Banda ultralarga]]></category>
		<category><![CDATA[gara]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Infratel]]></category>
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					<description><![CDATA[Infratel Italia Spa ha pubblicato il bando di gara per la costruzione e la gestione di infrastrutture passive per la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Infratel Italia Spa ha pubblicato il bando di gara per la costruzione e la gestione di infrastrutture passive per la banda ultralarga nelle aree bianche delle regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia e della Provincia autonoma di Trento.</p>
<p>Suddiviso in sei lotti funzionali, seguirà lo stesso iter del precedente analogo bando (pubblicato il 3 giugno 2016) con aggiudicazione mediante procedura ristretta gestita tramite Piattaforma Telematica.</p>
<p>L’importo complessivo messo a gara è di euro 1.254.989.312 Iva compresa, e il termine per la presentazione delle domande è fissato al 30 settembre 2016 (ore 13).</p>
<p>Le infrastrutture che verranno realizzate saranno in grado di coprire una popolazione di oltre 5,5 milioni di abitanti e interesseranno il territorio di3.710 Comuni. Con il programma di lavori oggetto del bando, infine, verranno raggiunte circa 3,9 milioni di unità abitative o aziendali. Con la pubblicazione del secondo bando risultano quindi impegnate il 91,8% delle risorse complessive messe a disposizione del Piano per le Aree Bianche.</p>
<p>Il bando integrale è disponibile su <a href="http://www.gareinfratel.it/" target="_blank" rel="alternate noopener">www.gareinfratel.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Connettere l’Italia – Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 16:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[connettere]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[logistica]]></category>
		<category><![CDATA[strategie]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto]]></category>
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					<description><![CDATA[il documento “Connettere l’Italia – Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica”, è stato redatto dalla Struttura tecnica di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>il documento “Connettere l’Italia – Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica”, è stato redatto dalla Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza del Ministero guidato da Graziano Delrio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>quattro le sezioni principali:</p>
<ol>
<li>Verso una nuova stagione;</li>
<li>Da dove partiamo;</li>
<li>Obiettivi della politica dei trasporti in Italia;</li>
<li>Strategie e linee d’azione.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<div class="code-block code-block-1"></div>
<p>Il documento del Mit rielabora i contenuti dell’allegato infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF), approvato ad aprile 2016, e offre un quadro strategico e programmatico di riforma strutturale, più alcune premesse del nuovo Piano Generale dei Trasporti e della Logistica(PGTL).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come spiega il ministro nel testo di introduzione: “L’obiettivo è di un moderno sistema che sia di supporto all’economia e alla crescita, alla qualità della vita nelle città, e che permetta l’accessibilità ai territori e connessioni semplici tra Europa e Mediterraneo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All’interno dello studio, si trovano gli obiettivi da raggiungere in chiave smart mobility e le soluzioni individuate per la mobilità sostenibile e sicura, la qualità della vita e la competitività nelle aree urbane e metropolitane, il sostengo all’industria sul territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quattro le strategie individuate, trasversali agli obiettivi:</p>
<ul>
<li>Infrastrutture utili, snelle e condivise;</li>
<li>Integrazione modale e intermodalità;</li>
<li>Valorizzazione del patrimonio infrastrutturale esistente;</li>
<li>Sviluppo urbano sostenibile.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ciascuna di esse sono identificate le Linee d’azione, e le relative misure, che il Ministero intende perseguire, presentando i primi risultati già raggiunti dalle attività in corso. Nei prossimi mesi sarà definita la tabella di marcia verso la redazione del primo Documento Pluriennale di Pianificazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sette progetti su infrastrutture e innovazione da 1,3 mld di euro complessivi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 14:58:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[complessivi]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono i numeri degli interventi approvati per l’Italia nell’ambito del «piano Juncker» per gli investimenti, a un anno dall’adozione della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono i numeri degli interventi approvati per l’Italia nell’ambito del «piano Juncker» per gli investimenti, a un anno dall’adozione della proposta legislativa dell’esecutivo Ue che lo ha fatto nascere istituendo il Fondo europeo investimenti strategici (Feis) e coordinandolo con altri strumenti che già funzionano grazie alla garanzia della Banca europea degli investimenti (Bei).<br />
Il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen esporrà i dati, assieme a quelli degli altri paesi, nella riunione settimanale dei commissari domani. I progetti italiani approvati grazie al piano Juncker, secondo fonti della commissione Ue, si tradurranno nella «creazione di 3 mila posti di lavoro» nei programmi più grandi e «benefici per 14 mila piccole e medie imprese della Penisola» per quelli più piccoli. La governance del Feis è finalmente operativa, alcuni progetti avevano già avuto il via libera l’anno scorso, altri a ridosso di Natale, per altri ancora sta per arrivare l’ufficialità. In totale, in Europa la Bei ha approvato 42 progetti che saranno finanziati grazie alla garanzia Feis e 66 accordi per il finanziamento delle piccole e medie imprese attraverso il Fondo europeo per gli investimenti (Fei). L’Italia ottiene l’ok su sette proposte presentate per il Feis e altrettanti accordi tra Bei e intermediari finanziari per agevolare il credito alle pmi. Per quanto riguarda il primo gruppo, quello dei progetti che ottengono la garanzia del Feis, il disco verde è arrivato per interventi in settori come digitale, industria, trasporti e ricerca e sviluppo. Lo scorso maggio è stata la volta del Gruppo Arvedi, per l’ammodernamento dei suoi impianti per la produzione di acciaio con 100 mln di investimento della Bei e un investimento totale atteso da 227 milioni. Il 23 dicembre è stato perfezionato l’accordo tra Bei e Ferrovie dello stato (Fs) per un finanziamento di 300 milioni per l’acquisto di nuove carrozze viaggiatori destinate alle tratte regionali. Sugli altri cinque progetti non c’è l’ufficialità, ma sono stati approvati. Il primo è l’estensione della connessione internet ad alta velocità nel Centrosud della Penisola e dovrebbe esserselo aggiudicato Telecom per un finanziamento da 500 milioni. Un secondo concerne la modernizzazione di una raffineria petrolifera, per renderla più efficiente e ridurre l’impatto ambientale, e secondo indiscrezioni si tratta dell’Eni di Milazzo. Dal Feis passeranno anche risorse per l’ampliamento di un’autostrada per ridurre la congestione del traffico, dovrebbe essere la A4 Serenissima, la diffusione di contatori intelligenti per il gas e il sostegno a un programma di ricerca, sviluppo e innovazione nel settore delle bioplastiche e delle tecnologie di prodotto. Per quanto riguarda il Fei e le azioni per favorire l’accesso al credito per le pmi, dalla primavera 2015 a oggi sono state firmate intese con differenti istituti di credito, intermediari o fondi italiani e in particolare con: 21 Investimenti, Alcedo, Programma 101, Credem (due), Bper e Mediocredito Trentino-Alto Adige. Infine, poco prima di Natale, Fei, Cassa depositi e prestiti e Sace (Gruppo Cdp) hanno siglato due accordi di garanzia InnovFin e Cosme che destinano 1 miliardo alle pmi italiane, anch’essi con il sostegno del Feis. Si prevede che oltre 800 milioni di imprese possano beneficiarne.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cassa Depositi e Prestiti investe 2mld in infrastrutture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2012 09:18:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[cassa]]></category>
		<category><![CDATA[depositi]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[investe]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Cassa Depositi e Prestiti ha approvato operazioni per il finanziamento di infrastrutture per 2 mld di euro. Di questi, 500&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cassa Depositi e Prestiti ha approvato operazioni per il finanziamento di infrastrutture per 2 mld di euro. Di questi, 500 mln saranno elargiti a favore di Autostrade per l&#8217;Italia, per la costruzione della terza corsia nella tratta autostradale dell&#8217;A1 compresa fra Barberino e Firenze Nord, mentre 295 milioni di euro andranno a finanziare Roma. Di questi 207 milioni sono destinati alla costruzione della linea metropolitana C di Roma e la realizzazione di opere di ampliamento e potenziamento delle linee metropolitane B, B1, ed A.</p>
<p>Investimenti pari a 274 milioni di euro saranno fatti nel Comune di Milano con 194 mln destinati alla costruzione della linea 4 della metropolitana, il cui percorso riguarderà la tratta Lorenteggio &#8211; Linate.</p>
<p>166 milioni andranno alla società Tram di Firenze per la realizzazione del sistema integrato di Tranvia nel territorio dei comuni di Firenze e Scandicci.</p>
<p>Infine, 760 milioni di euro saranno investiti a favore degli impegni di Brebemi Spa, per la realizzazione del collegamento autostradale a pedaggio da circa 62 km tra le città di Brescia, Bergamo e Milano.</p>]]></content:encoded>
					
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