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	<title>oggetto - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<description>Notizie Myposte bper home banking trn bonifico carta di credito findomestic carta aura www.bper.it banca mps app unicredit non funziona</description>
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	<title>oggetto - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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	<item>
		<title>Agevolazioni alle imprese oggetto di sequestro o confisca alla criminalità organizzata</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/agevolazioni-alle-imprese-oggetto-sequestro-confisca-alla-criminalita-organizzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 09:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contributi]]></category>
		<category><![CDATA[agevolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[confisca]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[TERRITORIALITA&#8217;: le imprese possono essere localizzate su tutto il territorio nazionale e operare in tutti i settori produttivi. BENEFICIARI: I&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TERRITORIALITA&#8217;: le imprese possono essere localizzate su tutto il territorio nazionale e operare in tutti i settori produttivi.<br />
BENEFICIARI: I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono rappresentati da: -imprese che sono state sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata: -imprese che hanno acquistato o affittato imprese sequestrate o confiscate o loro rami di azienda: -cooperative sociali assegnatarie di beni immobili confiscati; -cooperative di lavoratori dipendenti dell’impresa confiscata affittuarie di beni aziendali confiscati.<br />
INTERVENTI AMMESSI: Gli interventi sono finalizzati a sostenere le imprese beneficiarie a fronte di programmi di sviluppo di durata biennale relativi a una o più delle seguenti attività: -investimenti produttivi; -investimenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;  -interventi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale; -tutela e incremento dei livelli occupazionali ed emersione del lavoro irregolare; -fabbisogno finanziario aggiuntivo, determinato da un insufficiente accesso al credito bancario o dalla sua contrazione.<br />
AGEVOLAZIONE: finanziamento a tasso zero di importo non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 700.000, per una copertura fino al totale dell’ammontare del programma di sviluppo presentato. La durata deve essere non inferiore a tre anni e non superiore a dieci anni, comprensivi di un periodo di preammortamento massimo di due anni.<br />
RISORSE: le risorse finanziarie destinate alla concessione di finanziamenti ammontano complessivamente a euro 48 milioni.<br />
PROCEDURA: le agevolazioni sono concesse mediante procedura valutativa a sportello.<br />
DOMANDE: fino ad esaurimento fondi.</p>
<h2>FINALITA&#8217;</h2>
<p>1. Gli interventi disposti dal decreto sono finalizzati a sostenere le imprese beneficiarie a fronte di programmi di sviluppo di durata biennale relativi a una o più delle seguenti attività:</p>
<ul>
<li>a) investimenti produttivi;</li>
<li>b) investimenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;</li>
<li>c) interventi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale;</li>
<li>d) tutela e incremento dei livelli occupazionali ed emersione del lavoro irregolare;</li>
<li>e) fabbisogno finanziario aggiuntivo, determinato da un insufficiente accesso al credito bancario o dalla sua contrazione.</li>
</ul>
<p>Il decreto prevede e disciplina i limiti, i criteri, le modalità e le procedure per:</p>
<ul>
<li>a) la concessione alle imprese beneficiarie di garanzie dirette e controgaranzie a valere sulla Sezione del Fondo di garanzia;</li>
<li>b) la concessione e l’erogazione alle imprese beneficiarie di finanziamenti agevolati a tasso zero a valere sulla Sezione del Fondo crescita.</li>
</ul>
<h2>BENEFICIARI</h2>
<p>Possono presentare domanda di ammissione alle agevolazioni le imprese beneficiarie in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:</p>
<ul>
<li>a) sono regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese;</li>
<li>b) non sono in stato di scioglimento o liquidazione e non sono sottoposte a procedure concorsuali per insolvenza o ad accordi stragiudiziali o piani asseverati ai sens dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), della legge fallimentare di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o ad accordi di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182-bis della medesima legge.</li>
</ul>
<p>Non sono ammesse alle agevolazioni di cui al presente decreto le imprese che abbiano ricevuto e non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea.</p>
<p><strong>I SOGGETTI BENEFICIARI DELLE AGEVOLAZIONI SONO RAPPRESENTATI DA:</strong></p>
<ul>
<li>imprese che sono state sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata</li>
<li>imprese che hanno acquistato o affittato imprese sequestrate o confiscate o loro rami di azienda</li>
<li>cooperative sociali assegnatarie di beni immobili confiscati</li>
<li>cooperative di lavoratori dipendenti dell’impresa confiscata affittuarie di beni aziendali confiscati</li>
</ul>
<h2><strong>PROGRAMMI AMMISSIBILI</strong></h2>
<p>Gli interventi sono finalizzati a sostenere le imprese beneficiarie a fronte di programmi di sviluppo di durata biennale relativi a una o più delle seguenti attività:</p>
<ul>
<li>investimenti produttivi</li>
<li>investimenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro</li>
<li>interventi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale</li>
<li>tutela e incremento dei livelli occupazionali ed emersione del lavoro irregolare</li>
<li>fabbisogno finanziario aggiuntivo, determinato da un insufficiente accesso al credito bancario o dalla sua contrazione</li>
</ul>
<h2><strong>FINANZIAMENTO A TASSO ZERO</strong></h2>
<p>L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero di importo non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 700.000, per una copertura fino al totale dell’ammontare del programma di sviluppo presentato.</p>
<ul>
<li>La durata deve essere non inferiore a tre anni e non superiore a dieci anni, comprensivi di un periodo di preammortamento massimo di due anni.</li>
</ul>
<h2>RISORSE FINANZIARIE</h2>
<p>Le risorse finanziarie destinate alla concessione di finanziamenti ammontano complessivamente a euro 48 milioni, di cui euro 20 milioni destinati esclusivamente alle iniziative localizzate nella regione Sicilia.</p>
<p>Una quota pari al dieci per cento delle risorse annualmente disponibili nella Sezione del Fondo crescita è riservata, per un periodo di dodici mesi dalla data di avvio della presentazione delle domande, alle domande di finanziamento agevolato presentate da imprese beneficiarie che, alternativamente o congiuntamente:</p>
<ul>
<li>a) prevedono nel biennio successivo alla erogazione del finanziamento agevolato la realizzazione di investimenti produttivi o di investimenti per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;</li>
<li>b) sono in possesso del rating di legalità</li>
</ul>
<h2><strong>TEMPO PER IL COMPLETAMENTO</strong></h2>
<p>Le attività previste dal programma di sviluppo devono risultare completate dall’impresa beneficiaria entro ventiquattro mesi dalla data della prima erogazione del finanziamento agevolato.</p>
<ul>
<li>Ciascuna impresa beneficiaria può presentare una sola domanda di finanziamento agevolato a valere sul presente decreto.</li>
</ul>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Negli ultimi anni il settore finanziario è stato oggetto di una intensa attività di regolamentazione</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/negli-ultimi-anni-settore-finanziario-oggetto-intensa-attivita-regolamentazione/</link>
					<comments>https://www.notiziariofinanziario.com/negli-ultimi-anni-settore-finanziario-oggetto-intensa-attivita-regolamentazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 08:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[anni]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[intensa]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[ULTIMI]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scenario non è destinato a cambiare nei prossimi anni, sia per il progressivo consolidamento di norme già uscite sia&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="articolo_contenuto" class="contentP_bf_5f_contenuto_standard">
<div class="contentP_bf_5f_standard">Lo scenario non è destinato a cambiare nei prossimi anni, sia per il progressivo consolidamento di norme già uscite sia per l’emanazione di nuove che sono già all’orizzonte. Per le banche si tradurrà in nuovi investimenti per compliance regolamentare in un contesto in cui il conto economico, complice anche il quadro macro-economico in Europa, è già abbastanza sotto pressione.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Una ricerca internazionale di Accenture (Compliance Risk Survey 2016) su più di 150 intermediari finanziari conferma aspettative di crescita dei costi di compliance: la maggior parte del campione intervistato prevede una crescita a due cifre nei prossimi 2 anni, tra il 10 e il 20%. Ciò si tradurrà in un aumento della quota dei profitti erosa dai costi di compliance che già oggi rappresenta una percentuale non trascurabile: la maggior parte degli intervistati dichiara un assorbimento tra il 3 ed il 5% imputabile principalmente alle risorse necessarie per i diversi adempimenti.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Un tema che oggi sta emergendo in modo sempre più ricorrente è quello di capire come riuscire a rendere meno oneroso il percorso di adeguamento normativo ovvero limitare la continua crescita di risorse richieste per attività regolamentari. In sintesi: rispettare le richieste obbligatorie della nuova regolamentazione e delle Autorità di vigilanza cercando però di preservare anche il conto economico.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Una possibile risposta può essere oggi offerta dalle nuove tecnologie di intelligent automation e dalla robotica in particolare. La sua caratteristica principale è quella di consentire l’automazione di attività ripetitive ad alto contenuto manuale migliorandone l’efficienza senza modificare il flusso logico del processo. In pratica, un robot è un software che emula il comportamento di un essere umano nello svolgimento di una determinata attività riducendone il tempo di esecuzione ed i possibili errori.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">I processi operativi su cui la robotica può trovare migliore applicazione devono rispettare alcuni requisiti. In particolare, devono essere ripetitivi, con attività e step predefiniti/ predefinibili, senza decisioni discrezionali di umani nella sequenza di attività. Inoltre deve trattarsi di processi con un elevato volume di lavoro sottostante per rendere l’applicazione conveniente.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Applicazioni di Robotica sono già molto diffuse nel settore industriale, si pensi ad esempio ai processi di produzione e assemblaggio nell’industria dell’automotive o nelle telecomunicazioni. Nel settore bancario, invece, prime applicazioni sono state fatte, già in anni passati, in ambiti quali quello delle operations contabili e dei pagamenti al fine di migliorare il grado di automazione di questi processi senza dover fare interventi invasivi sul sistema informativo. Oggi, rispetto al passato, le tecnologie sono più mature e si stanno diffondendo anche in ambiti diversi da quelli tradizionali di back office come ad esempio quello della compliance.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">A livello Internazionale esistono già prime esperienze di successo in ambito bancario con la finalità di migliorare l’efficienza del modello operativo in uso ovvero migliorare l’efficacia sul presidio dei rischi. Alcuni esempi del primo tipo possono essere rintracciati in applicazioni fatte sul processo Know Your Customer a fini antiriciclaggio: questo processo presenta tipicamente numerose attività manuali ripetitive necessarie alla costruzione del fascicolo cliente, si caratterizza per un numero elevato di posizioni giornaliere da processare e in molti casi presenta anche back-log da smaltire (es. approfondimenti necessari su clienti più rischiosi che richiedono la raccolta di informazioni addizionali da diversi sistemi informatici). In queste situazioni l’introduzione della robotica può portare a importanti miglioramenti sui tempi di lavorazione della singola posizione liberando risorse per attività a maggior valore. Esperienze sul campo hanno consentito di osservare risparmi superiori al 30%, con picchi anche del 50%.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Esempi del secondo tipo possono essere rintracciati nell’esecuzione dei controlli sui diversi ambiti normativi in perimetro della compliance dove la robotica può aiutare sia nell’automazione di attività di raccolta e inserimento dati eventualmente fatte ancora in modo manuale che nell’ampliamento dei campioni verificabili a parità di tempo speso (vedi l&#8217;esempio sotto).</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Applicazioni ulteriori si possono rintracciare nel processo di lavorazione delle operazioni sospette, nel processo di Personal Account Dealing, nel processo amministrativo di verifica periodica a fini anti-corruzione (es. attività di riconciliazione delle spese per Gifts &amp; Entertainment).</div>
</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard"></div>
<div id="articolo_contenuto" class="contentP_bf_5f_contenuto_standard">
<div class="contentP_bf_5f_standard">Applicazioni più evolute possono prevedere l’introduzione di strumenti di cognitive computing, in affiancamento a quelli di robotica, consentendo un ampliamento degli spazi di applicazione. Le tecnologie di cognitive computing, infatti, si caratterizzano per la capacità di comprendere concetti senza necessità di intervento umano grazie a caratteristiche di lettura semantica. Ambiti di applicazione possono essere trovati in attività di analisi e organizzazione strutturata delle informazioni (es. attività propedeutiche alla gestione reclami) oppure su attività di ricerca e investigazione propedeutiche alla fornitura, da parte della funzione compliance, di pareri di conformità e consulenze ad altre funzioni aziendali. Si pensi ad esempio alle attività di consultazione di diverse fonti informative interne ed esterne alla banca (es. normativa, precedenti pareri, Faq) relative ad un determinato argomento che, attraverso strumenti cognitive, possono essere rintracciate, selezionate e proposte automaticamente all’operatore con grande risparmio di tempo. Ulteriori applicazioni possono poi aversi nelle attività di verifica sui nominativi dei clienti, che tipicamente sono richieste a fini antiriciclaggio e antiterrorismo, e che possono essere velocizzate facendo leva sulla possibilità di lettura intelligente di fonti informative esterne contenenti dati anche destrutturati (e.g. notizie di stampa, bad press).</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard"></div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Il primo passo da svolgere è una ricognizione sui processi di lavoro in uso al fine di identificare i migliori candidati per l’applicazione della robotica e stimare il relativo business case. Infatti, non tutti i processi presentano le caratteristiche ideali per la robotizzazione e soprattutto ciò che è robotizzabile con successo presso una banca non è detto che lo sia anche per altre: possono essere diversi i livelli di automazione di partenza sullo stesso processo produttivo o i volumi di lavoro che rendono l’applicazione conveniente. È necessaria quindi una fase di analisi iniziale, in cui si lavora tipicamente a fianco degli utenti del processo per comprendere nel dettaglio le attività svolte, gli strumenti informatici utilizzati, le possibili varianti del workflow operativo e i volumi.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Per partire si può selezionare un processo “pilota” e realizzare su quello una prima applicazione pratica. Parallelamente si può progettare l’infrastruttura tecnica che supporterà l’estensione della Robotica agli altri processi che saranno selezionati.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Poiché la robotica può trovare applicazione in diverse aree della banca, gli investimenti iniziali potranno essere messi a fattor comune tra più aree/funzioni aziendali con relative economie di scala al crescere dei processi via via robotizzati.</div>
<div class="contentP_bf_5f_titolo1">
<h2></h2>
</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">L’intensa attività di regolamentazione che ha caratterizzato il settore finanziario negli ultimi anni non è ancora giunta al termine. Nei prossimi mesi saranno attese nuove regole con la necessità delle banche di impegnare ulteriori risorse per il relativo recepimento.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Al tempo stesso rimane alta l’attenzione delle Autorità di vigilanza sull’adeguatezza dei presidi sui rischi di non conformità e quindi anche la necessità da parte delle banche di impegnare adeguate risorse in attività di controllo per contenere i costi operativi legati a possibili sanzioni e/o litigations con la clientela.</div>
<div class="contentP_bf_5f_standard">Le nuove tecnologie di intelligent automation possono oggi aiutare le banche nel compensare i maggiori costi dovuti alla compliance con recuperi di efficienza sul fronte delle operations. Queste tecnologie possono aiutare anche in un migliore presidio dei rischi operativi abilitando un’attività di controllo più capillare a parità di tempo speso su attività oggi svolte in modo manuale.</div>
</div>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il mobile wallet è un oggetto con più volti</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/mobile-wallet-un-oggetto-piu-volti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 08:16:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[mobile wallet]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto]]></category>
		<category><![CDATA[volti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il primo è quello più noto e indagato, relativo ai sistemi di transazione e pagamento, ed è stato messo fin dall’inizio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo è quello più noto e indagato, relativo ai sistemi di transazione e pagamento, ed è stato messo fin dall’inizio sotto i riflettori. Il secondo volto, su cui ancora poco si è discusso, è quello relativo a tutte le funzioni e sottofunzioni per cui i diversi wallet digitali già sono predisposti, ma sono state ancora pochissimo impiegate, come per esempio tutti i tool che portano servizi aggiuntivi ai consumatori: dall’archiviazione di carte fedeltà e coupon di scontistica, alla gestione di biglietti (aerei, treni, mezzi pubblici urbani). Ma i mobile wallet  &#8211; entrando con sempre maggiore regolarità nelle abitudini d’uso &#8211; possono essere anche sfruttati come intelligenti canali di marketing e comunicazione per le aziende, per esempio per comunicare promozioni ad hoc e personalizzate per ogni singolo utente (dal momento che attraverso una buona data analysis è possibile tracciare abitudini, gusti, acquisti &#8230;) e quindi sostanzialmente per fidelizzare l’utente nei confronti di un brand &#8220;facilitandogli” il processo di acquisto.</p>
<p>Le potenzialità dei mobile wallet e le abitudini all’utilizzo che fino ad ora sono state esplorate dagli utenti – la platea di riferimento è quella di Usa e Uk, sicuramente le sue realtà più evolute da questo punto di vista – sono il contenuto di un’analisi effettuata da Urban Airships, azienda che sviluppa appunto soluzioni abilitanti per piattaforme di pagamento mobile. Il dato di partenza è quello relativo alla penetrazione di questi sistemi: il 54% di coloro che hanno sul proprio smartphone un wallet digitale l’ha utilizzato almeno una volta; la maggiore frequenza di utilizzo è rappresentata proprio da attività &#8220;extra pagamento” (utilizzo di carte fedeltà, coupon, carte d’imbarco per aerei e treni, ma anche per funzioni di &#8220;reminder” legate alla gestione delle proprie pendenze di pagamento bollette, tasse …). Il 69% degli intervistati ha dichiarato che proprio la praticità di avere sempre con sé le carte fedeltà e i coupon, perché archiviati sullo smartphone, hanno incentivato l’utilizzo di questo tipo di strumenti. Confermando insomma che il wallet digitale rappresenta uno strumento attraverso il quale anche il retail può rafforzare i rapporti di fidelizzazione con i propri clienti.</p>
<p>Non solo. La ricerca evidenzia un incremento esponenziale (+42%) per quei sistemi di transazione che abbinano nella stessa azione coupon sconto e pagamento. Ovvero, quei sistemi che consentono nella maniera più semplice e lineare di effettuare attraverso il wallet digitale un acquisto che applichi direttamente la scontistica prevista dal coupon (si tratta di coupon &#8220;evoluti”, che incorporano già il processo di transazione). In prospettiva, quindi, le app di pagamento e in generale l’architettura del mobile wallet ha le potenzialità per sostituire in buona parte le funzioni delle attuali piattaforme di e-commerce, con in più la praticità – per l’utente – di essere &#8220;smartphone native”, e quindi con già quel livello di semplicità e immediatezza che il mondo delle app sta ormai instillando, innovazione dopo innovazione, nelle abitudini degli utenti.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>I mercati azionari sono oggetto di molta attenzione in questi giorni</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/mercati-azionari-oggetto-molta-attenzione-giorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 10:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[azionari]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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		<category><![CDATA[questi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’inizio d’anno tumultuoso ha ammonito il grande pubblico sul fatto che su questi mercati possono verificarsi oscillazioni molto ampie. Il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’inizio d’anno tumultuoso ha ammonito il grande pubblico sul fatto che su questi mercati possono verificarsi oscillazioni molto ampie. Il valore delle società può evaporare o raddoppiare altrettanto velocemente. Tutto sembra essere riconducibile alla psicologia, o, in termini più prosaici, all’avidità e alla paura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impatto esercitato dalla psicologia degli investitori è stato oggetto di estese ricerche e in effetti determina fortemente i movimenti dei prezzi dei titoli. Ma un altro fattore riveste un ruolo fondamentale: il comportamento del top management. Troppo spesso i CEO sono preoccupati delle percezioni di breve termine del mercato e dei risultati trimestrali, e temono la “punizione” degli investitori e il crollo del prezzo delle loro azioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel lungo termine, l’attenzione eccessiva ai risultati a breve termine delle società quotate non gioca chiaramente né a favore della società né degli azionisti. Si tende, infatti, a prediligere misure estemporanee e soluzioni rapide anziché concentrarsi su progetti più strategici e ben pianificati i quali potrebbero, nel breve termine, impattare negativamente gli utili. Al tempo stesso, la corsa sfrenata per anticipare le aspettative o perlomeno per non deludere i mercati diventa ancora più complicata e spiega perché nel contesto attuale la maggior parte dei CEO rimane in carica per pochi anni soltanto. Arriva poi un nuovo CEO che ricalibra le aspettative e il gioco ricomincia.</p>
<p>Questa visione a breve termine non è chiaramente utile né per gli investitori né per le società e andrebbe modificata. Il comportamento del top management delle società è naturalmente dettato dai proprietari (gli azionisti). Il modo migliore per modificare il sistema è cercare di cambiare il comportamento degli azionisti. In questi giorni viene gestito molto denaro attraverso investitori che in teoria hanno un orizzonte di investimento di lungo termine. In generale infatti i regimi assicurativi e i fondi pensione hanno un orizzonte superiore a 10 anni; focalizzarsi sui risultati trimestrali è quindi illogico in tale contesto. Eppure, troppi investitori si concentrano sulla performance a breve termine degli investimenti azionari, spingendo i gestori a reagire repentinamente ad ogni delusione per evitare di sottoperformare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel settore dell’asset management sta emergendo una nuova tendenza per offrire strategie di investimento focalizzate sugli orizzonti di investimento di lungo termine e non sulla rincorsa alla performance di breve termine. Una prospettiva di più lungo termine da parte degli azionisti della società potrebbe stimolare un pensiero più strategico anche nel top management. Se i CEO capiscono che i risultati a breve termine contano meno della direzione globale della società, potrebbero essere meno tentati di lanciarsi in questa corsa sfrenata con i mercati azionari e concentrarsi di più sulla gestione della società.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Rientra dalla Svizzera la maggior parte degli asset oggetto di Voluntary disclosure</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/rientra-dalla-svizzera-la-maggior-parte-degli-asset-oggetto-di-voluntary-disclosure/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 15:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[asset]]></category>
		<category><![CDATA[maggior]]></category>
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		<category><![CDATA[Voluntary disclosure]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo rivela un primo bilancio sulla procedura di emersione degli asset detenuti all’estero, tracciato da Gsa (Generale Servizi Amministrativi), joint venture tra&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo rivela un primo bilancio sulla procedura di emersione degli asset detenuti all’estero, tracciato da Gsa (Generale Servizi Amministrativi), joint venture tra il gruppo MutuiOnline e Generale Fiduciaria.</p>
<p>Gsa ha analizzato circa 3 miliardi di euro di asset, pari a circa il 10% del totale rientrato fino a settembre, evidenziando che l’85% proviene dalla Svizzera. Il resto è frammentato in altri paradisi fiscali: il 7,3% degli asset arriva dal Lussemburgo, il 2,3% dal Liechtenstein, il 2% dal Principato di Monaco e l’1% da Guernsey. Il 53,7% degli asset rientrati riguarda patrimoni inferiori a 1 milione di euro.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La tassa bancomat è stata prontamente oggetto di correzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 09:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[bancomat]]></category>
		<category><![CDATA[correzione]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto]]></category>
		<category><![CDATA[prontamente]]></category>
		<category><![CDATA[tassa]]></category>
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					<description><![CDATA[«Tassa sul bancomat corretta: non ci sarà la sanzione dal 10 al 50% delle somme prelevate dai conti bancari intestati&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
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<div style="text-align: left;" align="center">«Tassa sul bancomat corretta: non ci sarà la sanzione dal 10 al 50% delle somme prelevate dai conti bancari intestati alle imprese qualora, in caso di accertamenti da parte dell’Agenzia delle entrate, le modalità di utilizzo di tali prelievi non siano giustificate dalle aziende stesse».</div>
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<p>A confermarlo Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia, venendo incontro a una presa di posizione di Rete imprese Italia che aveva parlato di «assurda e addirittura peggiore della disciplina vigente», mentre Enrico Zanetti, sottosegretario dell’Economia aveva confermato «il nostro impegno totale per eliminazione dai testi definitivi dei decreti di questi autentici accanimenti burocratici». Intanto, è stato chiarito che la revisione del sistema sanzionatorio sarà «senza scadenza», ovvero la partita non si chiuderà entro il 31 dicembre 2017, visto che aver indicato il termine «decorrenza», in un decreto attuativo della delega fiscale è frutto di «un errore» nel redigere il testo. E (con ogni probabilità) sarà presto il parlamento a correggerla svista. Parola di Luigi Casero, viceministro dell’economia, intervenuto ieri pomeriggio a un seminario sugli ultimi provvedimenti legati alla legge 23/2014, alla presenza, fra gli altri, di esponenti di categorie interessate dalle misure. Lo sbaglio, pertanto, sull’indicazione di un lasso temporale dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, ha precisato il numero due del Mef, è nato «con riferimento alle sanzioni amministrative per esigenze di copertura», mentre per quanto riguarda quelle penali «questo problema deve essere superato» mediante il dibattito nelle due camere, quando i dlgs verranno esaminati.</p>
<p>Quanto alla «tassa bancomat», è stata prontamente oggetto di correzione, ha spiegato Orlandi, e così è stata «prevista l’eliminazione di una sanzione impropria, molto pesante, collegata a prelevamenti nel reddito di impresa non rilevabili in modo chiaro, perché non venivano identificati i beneficiari del pagamento», inserendone, al contrario, una «proporzionata, con un elemento significativo di attenzione graduato al differente comportamento». Per Lapecorella tra il 2011 e il 2014 il contenzioso è diminuito del 30%, grazie soprattutto all’introduzione dello strumento della deflazione, malgrado ciò «l’uso di strumenti deflattivi del contenzioso è ancora limitato», e i ricorsi presentati nel 2014 presso le commissioni riguardano controversie il cui valore ammonta a più di 30 miliardi di euro, ha affermato Orlandi. Per il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza Giancarlo Pezzuto per quel che concerne la nuova formulazione del reato di dichiarazione infedele, viene adesso «garantita maggiore certezza per gli operatori, riducendo il rilievo penale alle sole infedeltà dichiarative» scongiurando, fra l’altro, dubbi interpretativi «connessi alla deducibilità o meno di talune elementi negativi di reddito». Fra le richieste al Legislatore dell’ordine nazionale dei commercialisti, rappresentato a Montecitorio dal consigliere Luigi Mandolesi, una sforbiciata, da effettuare «in modo appropriato», alle sanzioni amministrative per l’omessa e l’infedele dichiarazione, con riferimento alle violazioni riguardanti la dichiarazione dei sostituti d’imposta, nonché con riferimento alle violazioni riguardanti la dichiarazione ai fini Iva. Rifacendosi, infine, a quanto delineato da Lapecorella sull’andamento del contenzioso, Mario Cavallaro, presidente del Consiglio nazionale della giustizia tributaria ha affermato che «non è possibile avere una magistratura professionale, capace di dirimere controversie fiscali ormai tutte consistenti», che continua ad essere «non dignitosamente pagata», richieste peraltro sottolineate anche nel corso della recente audizione in Commissione finanze al senato (si veda ItaliaOggi del 9/07/2015).</p>
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		<title>Rilascio d’urgenza ex art. 700 c.p.c. dell’immobile oggetto di leasing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2014 10:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[immobile]]></category>
		<category><![CDATA[Leasing]]></category>
		<category><![CDATA[oggetto]]></category>
		<category><![CDATA[rilascio]]></category>
		<category><![CDATA[urgenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Tribunale di Bologna, 2 settembre 2014 (leggi la sentenza) Si segnala ai lettori l’ordinanza con la quale il Giudice bolognese&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="post-title typography-title"><em><b>Tribunale di Bologna, 2 settembre 2014 (leggi la sentenza)</b></em></p>
<div class="copy clearfix">
<p>Si segnala ai lettori l’ordinanza con la quale il Giudice bolognese ha rigettato un ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c. con cui era stata chiesta la restituzione di un immobile oggetto di un contratto di locazione finanziaria risolto di diritto dalla concedente per  mancato pagamento dei canoni di locazione da parte dell’utilizzatore.</p>
<p>Nel respingere il ricorso, il Tribunale ha evidenziato come il danno di natura economica consistente nella mancata disponibilità dei canoni e nell’impossibilità di procedere ad una nuova allocazione del bene, prospettato dalla ricorrente a fondamento della sussistenza del requisito del <i>periculum in mora</i>, non rivesta, invero, il carattere di irreparabilità richiesto dall’art. 700 c.p.c..</p>
<p>Il Giudice bolognese afferma che l’irreparabilità del danno, più che collegarsi al mero pregiudizio di carattere economico (che come tale sarebbe suscettibile di riparazione pecuniaria), va ravvisata piuttosto nel concreto ed attuale pericolo di deterioramento del bene, fondato sulla ragionevole previsione che  l’utilizzatore, già inadempiente all’obbligo di corrispondere i canoni di locazione finanziaria, si astenga dal l’ordinaria e straordinaria manutenzione, con ciò rendendo impossibile la (futura) riconsegna del bene nelle stesse condizioni in cui si trovava al momento della conclusione  del contratto.</p>
<p>Risultando nel caso in esame “soddisfacente” lo stato di manutenzione dell’immobile oggetto della locazione finanziaria il Tribunale ha quindi ritenuto che non potesse dirsi integrato il requisito del <i>periculum in mora</i>.</p>
<p>Si tratta peraltro di una pronuncia non isolata: si veda in senso conforme l’ordinanza del Tribunale di Treviso 2.09.2011 e, più recentemente quella resa dal Tribunale di Milano 14.04.2014 che conferma il limitato ricorso al procedimento cautelare atipico richiedendo al ricorrente di soddisfare l’onere della prova circa i presupposti della cautela (<i>periculum</i>).</p>
</div>]]></content:encoded>
					
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