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	<title>rappresentanti - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>rappresentanti - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>I rappresentanti dell&#8217;Unione Europea hanno siglato l’accordo che amplia il quadro normativo europeo al 2030 sulle energie rinnovabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 10:53:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[AMPLIA]]></category>
		<category><![CDATA[normativo europeo al 2030 sulle energie rinnovabili]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[32% di energie rinnovabili; 14% per il settore dei trasporti e sostegno per i consumatori che autoproducono energia. Sono state&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>32% di energie rinnovabili; 14% per il settore dei trasporti e sostegno per i consumatori che autoproducono energia.</p>
<p>Sono state quindi approvate due delle otto proposte legislative del pacchetto “Energia pulita per tutti”. La prima delle proposte – l’aggiornamento della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPDB Directive) – era stata approvata in aprile.</p>
<p>Alzato quindi il target relativo alla quota di energie rinnovabili dal 27% al 32% con una revisione (verso l’alto) entro il 2023.</p>
<h3>Trasporti più puliti, maggiore utilizzo di biocarburanti di seconda generazione</h3>
<p>Secondo quanto approvato, nel settore trasporti almeno il 14% del carburante deve provenire da fonti rinnovabili entro il 2030, inoltre è previsto un aumento dell’utilizzo di biocarburanti di seconda generazione con un target al 3,5%.</p>
<h3>Riscaldamento e raffreddamento efficiente, sostenibile e digitale</h3>
<p>L’accordo provvisorio individua un sotto-obiettivo con un aumento annuo dell’1,3% delle energie rinnovabili per gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, calcolato su un periodo di 5 anni a partire dal 2021.</p>
<p>Gli Stati membri devono garantire che le informazioni sul rendimento energetico e la quota delle energie rinnovabili nei loro sistemi di teleriscaldamento e raffreddamento siano fornite ai consumatori finali in modo accessibile. I clienti dei sistemi di teleriscaldamento o di raffreddamento che non sono efficienti sono autorizzati a rescindere i loro contratti al fine di produrre autonomamente il riscaldamento o il raffreddamento da fonti di energia rinnovabile.</p>
<h3>Misure di sostegno per l’autoconsumo di energia</h3>
<p>Gli Stati membri devono garantire che un consumatore abbia la possibilità di:</p>
<ul>
<li>generare energia rinnovabile per il proprio consumo, immagazzinare e vendere la produzione in eccesso;</li>
<li>installare e utilizzare sistemi di accumulo dell’energia elettrica combinati con impianti che generano energia green per l’autoconsumo, senza responsabilità per eventuali doppie tariffe;</li>
<li>non essere soggetti ad alcun addebito o tassa sull’energia autoconsumata fino al 2026;</li>
<li>ricevere una remunerazione per l’elettricità rinnovabile autoprodotta che viene immessa nella rete;</li>
<li>possibilità di aderire alle comunità di energia rinnovabile per integrare l’autoconsumo nella transizione verso un’energia sostenibile.</li>
</ul>
<p>L’accordo necessita ora dell’approvazione sia dei ministri dell’Unione Europea, sia dei deputati al Parlamento europeo. Successivamente la legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 30 giugno 2021.</p>
<p>“Questo accordo rappresenta un punto di svolta nelle politiche europee di contrasto al clima – come sottolineato da Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura – e dimostrano l’impegno delle istituzioni comunitarie nella costruzione di un’economia decarbonizzata. Il percorso di transizione energetica non è reversibile e ora è necessario che i governi nazionali creino le condizioni ottimali per centrare gli obiettivi”.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sorgenia ha incontrato a Milano i rappresentanti delle banche creditrici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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		<category><![CDATA[incontrato]]></category>
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					<description><![CDATA[La scorsa settimana il Consiglio di Amministrazione di Sorgenia aveva approvato il budget 2016 della Società prendendo atto che le azioni avviate&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica; font-size: large;">La scorsa settimana il Consiglio di Amministrazione di Sorgenia aveva approvato il budget 2016 della Società prendendo atto che le azioni avviate dal management consentiranno un progressivo miglioramento della redditività dei moderni impianti a ciclo combinato (CCGT) e la crescita della presenza di Sorgenia sul mercato dei clienti finali. Questo nonostante le perduranti condizioni non favorevoli nel mercato della generazione termoelettrica che attende ancora la definizione del capacity market.<br />
Nel contesto di un settore in profonda e rapida trasformazione, la Società, che ha a disposizione risorse finanziarie più che adeguate alla strategia individuata e genera una cassa positiva, aveva avviato da alcune settimane un confronto con la banche per la rivisitazione del piano di rimborso concordato a fine 2014 che ha portato all’incontro odierno. </span></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I rappresentanti dei sindacati scrivono 2 lettere ai gruppi parlamentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 14:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanti]]></category>
		<category><![CDATA[scrivono]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente nazionale Fimaa Valerio Angeletti, il presidente nazionale SIMEDIA/ALE/UGL Severino Oliva il segretario generale NIDiL/CGIL Roberto D&#8217;Andrea, il presidente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente nazionale Fimaa Valerio Angeletti, il presidente nazionale SIMEDIA/ALE/UGL Severino Oliva il segretario generale NIDiL/CGIL Roberto D&#8217;Andrea, il presidente nazionale FENAMEC/FeLSA/CISL Marcello Frasca, e il segretario nazionale UILCA/UIL Maria Teresa Ruzza, assieme al segretario generale R12/UILCA/UIL Piero Antonio Billo&#8217;, al segretario generale Fimaa Rossano Asciolla, al segretario nazionale ALE/UGL Giancarlo Bergamo, e al segretario nazionale FENAMEC/FeLSA/CISL Alessandro Lotti, hanno scritto due lettere, una indirizzata ai presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato della Repubblica e una ai presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.</p>
<p>Negli scritti i sindacati esprimono grande preoccupazione circa l’iter del 2° correttivo del D.Lgs.141/2010 di riforma del mercato del credito, in particolare per quanto attiene alla figura del collaboratore dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria: il testo trasmesso dal Governo alle Commissioni parlamentari per il previsto parere prevede, infatti, per tale figura l’esclusiva applicazione del contratto di agenzia di cui all’art.1742 c.c., in contrasto con il parere del Ministero del Lavoro, che ha dichiarato che “appare inopportuna, oltre che non corretta sul piano giuridico, l’impostazione normativa dell’obbligo di adottare per il collaboratore un tipo contrattuale predefinito”.</p>
<p>Inoltre hanno sottolineato, in una nota, che “nell’ambito dell’autonomia contrattuale loro garantita dall’art. 41 della Costituzione, hanno in fase avanzata una trattativa per la regolamentazione collettiva del rapporto di lavoro tra i mediatori creditizi, o agenti in attività finanziaria, e i loro collaboratori”.</p>
<p>Gli autori delle lettere ritengono che “nel testo del 2° correttivo, così come formulata, privi i collaboratori del settore di tutele e di diritti contrattuali e crei nel settore ulteriori criticità e possibili rischi sul versante occupazionale, senza peraltro realizzare maggiori tutele per i consumatori; che occorra invece puntare sull’impegno dei mediatori creditizi/agenti in attività finanziaria su una formazione più ampia rispetto a quella minima prevista dalla legge, per ottenere una sempre maggiore crescita professionale del collaboratore e realizzare così una adeguata tutela del consumatore nel mercato del credito”.</p>
<p>Infine si auspicano “un pronto intervento del Governo, affinché il testo del 2° correttivo venga modificato tenendo conto del parere espresso dal Ministero del Lavoro e venga restituito all’autonomia contrattuale delle parti sociali il potere di regolamentare il rapporto di lavoro dei collaboratori che opereranno nel riformato mercato del credito”.</p>]]></content:encoded>
					
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