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	<title>scorso - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<description>Notizie Myposte bper home banking trn bonifico carta di credito findomestic carta aura www.bper.it banca mps app unicredit non funziona</description>
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	<title>scorso - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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	<item>
		<title>Lo scorso anno dalla lotta all’evasione fiscale l’Amministrazione finanziaria ha recuperato 19,2 miliardi di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2019 09:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[La CGIA di Mestre lancia l’allarme evasione fiscale; a seguito dell’attività di accertamento svolta lo scorso anno sulle attività economiche,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La CGIA di Mestre lancia l’allarme evasione fiscale; a seguito dell’attività di accertamento svolta lo scorso anno sulle attività economiche, emerge come la maggiore imposta media accertata dall’Agenzia delle Entrate per ogni singola grande azienda sia pari a poco più di 1 milione di euro, per la media impresa di 365.111 euro e per la piccola di 63.606 euro.</p>
<p>In altre parole, l’entità dell’evasione contestata alle grandi imprese è risultata essere 16 volte superiore a quella delle piccole aziende e dei lavoratori autonomi (nel 2017 era stata pari a 18). La lotta all’evasione è una vera e propria piaga da combattere, con tutti i mezzi e “senza quartiere” deve, senza dubbio,essere uno dei pilastri della prossima Legge di Bilancio. I dati dicono che la potenziale dimensione dell’infedeltà fiscale delle grandi aziende è enormemente superiore a quella delle piccole.<ins class="adsbygoogle" data-ad-client="ca-pub-4451162833172259" data-ad-slot="4130255466" data-adsbygoogle-status="done"></ins><ins id="aswift_1_expand"></ins></p>
<p>Infatti la Cgia, nell’analisi, ricorda che secondo i dati delle dichiarazioni dei redditi relativi al 2018, il reddito medio dichiarato delle persone fisiche (ditte individuali e lavoratori autonomi) è stato di 25.290 euro, quello delle società di persone (Snc, Sas, Ss, etc.) 34.260 euro e quello delle società di capitali (Spa, Srl, Sapa, etc.) solo 34.670 euro. Un dato, quest’ultimo, condizionato al ribasso, allorché poco meno del 40 cento del totale delle società di capitali registra un reddito in perdita o in pareggio.</p>
<p>Lo scorso anno, dalla lotta all’evasione fiscale, l’Amministrazione finanziaria ha recuperato 19,2 miliardi di euro, di cui 16,2 ascrivibili all’attività ordinaria (versamenti diretti 11,25 miliardi, compliance 1,85 miliardi e ruoli ordinari 3,1) e 3 miliardi riconducibili alle attività straordinarie (rottamazione 2,59 miliardi, voluntary disclosure 300 milioni e liti fiscali 100 milioni).</p>
<p>Rispetto al 2017 il gettito delle attività ordinarie è aumentato dell’11 per cento (+10 per cento i versamenti diretti, +38 per cento la compliance e +4 per cento i ruoli). In calo del 46 per cento, invece, le entrate dalle attività straordinarie (-87 per cento le liti fiscali, -41 per cento la rottamazione e -25 per cento la voluntary disclosure). Va altresì ricordato che dei 19,2 miliardi recuperati nel 2018, circa la metà di questo importo è costituito da sanzioni e interessi di mora.</p>
<p>Nessuno si augura che il Paese si trasformi in uno Stato di polizia tributaria; ma una maggiore attenzione verso questi soggetti sarebbe auspicabile, visto che le modalità di evasione delle grandi aziende non è ascrivibile alla mancata emissione di scontrini o ricevute, bensì al ricorso a frodi doganali, a frodi carosello, a operazioni estero su estero e a compensazioni indebite; reati quest’ultimi, che non verranno nemmeno sfiorati dalle misure di contrasto all’utilizzo del contante che il Governo metterà a punto nelle prossime settimane.</p>
<p>Grandi o piccoli che siano, gli evasori vanno perseguiti ovunque si nascondano, forse se il fisco fosse meno esigente, lo sforzo richiesto sarebbe più contenuto e probabilmente ne trarrebbe beneficio anche l’Erario, con una pressione fiscale inferiore, molti che oggi sono evasori marginali diventerebbero dei contribuenti onesti.</p>
<p>La nostra giustizia civile è lentissima, la burocrazia ha raggiunto livelli ormai insopportabili e la Pubblica amministrazione rimane la peggiore pagatrice d’Europa: nonostante queste inefficienze, la richiesta del nostro fisco si colloca su livelli elevatissimi.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sold out per il concerto di sabato scorso al Campo Coni di Latina “Un’Orchestra per Pino Daniele” con Tullio De Piscopo e Tony Esposito</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/pino-daniele/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Melia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 13:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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		<category><![CDATA[Un’Orchestra per Pino Daniele]]></category>
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	In una meravigliosa cornice come quella del Campo Coni di Latina, sabato scorso il pubblico è stato letteralmente rapito dalla&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/pino-daniele/"><img title="un&#039;orchestra per pino daniele" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2019/06/ee837ae0-8cc9-11e9-a8c1-6d0c0de71ded-rimg-w552-h266-gmir.jpg?fit=300%2C145&ssl=1" alt="un&#039;orchestra per pino daniele" width="300" height="145" /></a>
	</div>
	<p>In una meravigliosa cornice come quella del Campo Coni di Latina, sabato scorso il pubblico è stato letteralmente rapito dalla musica di Pino Daniele e travolto dall’energia di Tony Esposito e Tullio De Piscopo che hanno voluto ricordare Pino Daniele cosi, come sarebbe certamente piaciuto a lui, accompagnati da una orchestra di giovani musicisti (<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/unorchestra-per-pino-daniele/" target="_blank" rel="noopener">ne avevamo parlato qui</a>). Le voci di Arturo Caccavale e Ilaria Bucci hanno interpretato i testi con eleganza e raffinatezza e la ritmica con Simone Sala al pianoforte hanno fatto il resto.</p>
<p>Lasciava un po&#8217; a desiderare l&#8217;organizzazione:</p>
<p>&#8211; Poche sedie</p>
<p>&#8211; Alcune persone che avevano acquistato il biglietto hanno duvuto attendere fuori dall&#8217;entrata per un po&#8217; di tempo perchè erano in over booking</p>
<p>&#8211; Altre persone che avevano comprato il biglietto, hanno duvuto vedere il concerto in piedi</p>
<p>&#8211; Accrediti non comunicati dagli organizzatori all&#8217;entrata</p>
<p>Prossimo appuntamento con il concerto di chiusura il 2 agosto (e non come programmato il 26 luglio) con il vincitore di Italia’s Got Talent 2019 <a href="https://www.boxol.it/it/event/i-salotti-musicali---antonio-sorgentone/274140" target="_blank" rel="noopener">Antonio Sorgentone and his Band all’Arena Cambellotti</a>. Speriamo in un&#8217;organizzazione più ordinata.</p>









<p><iframe title="Un’Orchestra per Pino Daniele" width="1040" height="585" src="https://www.youtube.com/embed/CCnOaWD9khI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L’anno scorso il Prodotto Interno Lordo ha registrato un tasso di crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/lanno-scorso-il-prodotto-interno-lordo-ha-registrato-un-tasso-di-crescita-dello-09-rispetto-allanno-precedente/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 12:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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					<description><![CDATA[A prezzi di mercato il Pil è stato pari a 1.753.949 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,7% rispetto&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A prezzi di mercato il Pil è stato pari a 1.753.949 milioni di euro correnti, con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. L’Istat rileva che dal lato della domanda interna nel 2018 si registra, in termini di volume, una crescita del 3,4% degli investimenti fissi lordi e dello 0,5% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate dell’1,9% e le importazioni del 2,3%. La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per un punto percentuale (+0,9 al lordo della variazione delle scorte) e la domanda estera netta negativamente, per 0,1 punti.</p>
<p>Anche il debito pubblico italiano, salito al132,1% del Pil nel 2018, è in percentuale al livello più alto mai raggiunto. Lo scorso anno, spiega l’Istat, è infatti stato superato anche il precedente picco del 2014 pari al 131,8%.    In base ai dati di Bankitalia, il debito delle pubbliche amministrazioni nell’intero 2018 è aumentato in assoluto di 53,2miliardi salendo a 2.316,7 miliardi.</p>
<p>Grazie anche a una crescita dell’avanzo   primario (ovvero l’indebitamento netto meno la spesa per interessi) che lo scorso anno è stato pari all’1,6% del Pil (era all’1,4% nel   2017) nel 2018 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è stato del -2,1%, a fronte del -2,4% del 2017. Lo comunica l’Istat.</p>
<p>Nel 2018 la pressione fiscale misurata in rapporto al Pil è rimasta stabile al 42,2% allo stesso livello del 2017. Lo comunica l’Istat in base ai dati definitivi sul prodotto interno lordo. Nell’aggiornamento delle stime macroeconomiche pubblicato a dicembre, il governo aveva previsto che la pressione fiscale si attestasse nel 2018 al 41,9% del Pil.</p>
<p>Il tasso di disoccupazione a gennaio è rimasto stabile al 10,5 per cento, lo stesso livello di dicembre. Lo comunica l’Istat, sottolineando che tra i giovani il tasso sale invece di 0,3 punti percentuali rispetto a dicembre, al 33%. Si tratta di livelli lontani rispetto ai picchi della crisi, superiori al 43 per cento, ma comunque superiori ai livelli pre-crisi di quasi 14 punti percentuali.</p>
<div class="ssba ssba-wrap">
<div></div>
</div>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Aldi ha inaugurato lo scorso 3 maggio il suo 25esimo negozio ma a giorni arriverà a 28</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/aldi-inaugurato-lo-scorso-3-maggio-suo-25esimo-negozio-giorni-arrivera-28/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 14:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Aldi]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
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		<category><![CDATA[scorso]]></category>
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					<description><![CDATA[A due mesi dall’arrivo del brand in Italia, oltre 1 milione di clienti hanno già provato la nuova idea di spesa presso&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A due mesi dall’arrivo del brand in Italia, oltre 1 milione di clienti hanno già provato la nuova idea di spesa presso i 25 negozi di Aldi distribuiti nei Comuni di Arcore (MB), Bagnolo Mella (BS), Borgo Valsugana (TN), Cantù (CO), Castellanza (VA), Concorezzo (MB), Conegliano (TV), Curno (BG), Ferrara, Fidenza (PR), Gambarare di Mira (VE), Manzano (UD), Marcon (VE), Novara, Peschiera del Garda (VR), Piacenza, Reana del Rojale (UD), Ronchi dei Legionari (GO), Rovereto (TN), San Donà di Piave (VE), Spilimbergo (PN), Stezzano (BG), Trento, Trieste e Verona.</p>
<p>Con l’inaugurazione del negozio di Ronchi dei Legionari (GO), il brand ha ampliato la propria rete nel Nord Italia: con 25 punti vendita, infatti, è presente in ben 6 regioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto) e ha permesso l’assunzione in totale di oltre 1.000 collaboratori sui 1.500 che il brand prevede di assumere entro la fine dell’anno.</p>
<p>Giovedì 17 maggio verranno inaugurati altri tre punti vendita: a Mantova, Somma Lombardo (Varese) e Camposampiero (Padova).</p>
<p>Nel frattempo la catena tedesca ha lanciato la prima campagna sottocosto in Italia, denominata “Aldisotto”, con sconti fino al 45%. Durerà fino a domenica 20 maggio.</p>
<p></p>
<p>In una superficie complessiva di oltre 30.000 metri quadrati, i negozi Aldi offrono ai propri clienti una gamma di prodotti selezionati. Il design dei punti vendita, sviluppato ad hoc per l’Italia, rende l’esperienza d’acquisto del cliente semplice e piacevole, attraverso un’organizzazione intuitiva degli spazi che consente a ogni prodotto di essere visibile e facilmente fruibile. Inoltre, all’interno dell’assortimento proposto nei 25 negozi Aldi – pensato appositamente per la clientela italiana – grande attenzione è stata riservata alla varietà e alla cultura enogastronomica del nostro Paese. Basata al 75% su prodotti che nascono dalla collaborazione con fornitori italiani selezionati, l’offerta di Aldi è costituita per l’85% da linee a marchio proprio e comprende oltre 100 referenze tra frutta e verdura.</p>
<p><span lang="it-IT">Un ruolo importante è stato dato alla riqualificazione e al recupero urbanistico delle aree interessate dal piano di sviluppo di Aldi. Una valorizzazione del territorio che ha permesso ad Aldi di dare nuova linfa a spazi in disuso o non più interessati da attività commerciali. Per offrire un maggiore servizio ai propri clienti, nell’area esterna di alcuni punti vendita sono state installate colonnine elettriche di ricarica per veicoli elettrici.</span></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Prima industrie ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi in aumento del 14,1% a 449,5 milioni</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/industrie-chiuso-lo-scorso-esercizio-ricavi-aumento-del-141-4495-milioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 12:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[AUMENTO]]></category>
		<category><![CDATA[chiuso]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio]]></category>
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		<category><![CDATA[Prima industrie]]></category>
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		<category><![CDATA[scorso]]></category>
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					<description><![CDATA[Per quanto riguarda la gestione operativa, i margini hanno segnato un incremento più che proporzionale rispetto al fatturato, con un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda la gestione operativa, i margini hanno segnato un incremento più che proporzionale rispetto al fatturato, con un Ebitda adjusted balzato del 25% a 45 milioni che ha portato l’incidenza sui ricavi al 10 % (+90 punti base).</p>
<p>L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 18,7 milioni, in crescita dell’83,3% rispetto al 2016. Dal lato patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto risulta pari a 69,6 milioni, in deciso miglioramento rispetto agli 84,2 milioni al 31 dicembre 2016.</p>
<p>Il Cda ha inoltre proposto un dividendo pari a 0,4 euro per azione, in aumento rispetto ai 30 centesimi staccati sul bilancio 2016.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Parlamento europeo ha raggiunto martedì scorso a Strasburgo un accordo informale su nuovi metodi d’inchiesta anti dumping</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/il-parlamento-europeo-ha-raggiunto-martedi-scorso-strasburgo-un-accordo-informale-su-nuovi-metodi-dinchiesta-anti-dumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 09:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[anti]]></category>
		<category><![CDATA[dumping]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[informale]]></category>
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		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quest’intesa informale verrà votata il prossimo 12 ottobre nella Commissione commercio internazionale e poi dall’intero Parlamento nella sessione plenaria prevista&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’intesa informale verrà votata il prossimo 12 ottobre nella Commissione commercio internazionale e poi dall’intero Parlamento nella sessione plenaria prevista per il mese prossimo a Strasburgo. L’Ue si sta avviando a costruire una nuova barriera anti-dumping.</p>
<p>Secondo il comunicato stampa pubblicato sul sito internet del Parlamento, la Commissione europea dovrà riferire nei dettagli sulle condizioni specifiche dei paesi esportatori, concentrandosi su “distorsioni significative” di prezzi e costi e fornirà inoltre indicazioni chiare su cosa si intende per “distorsioni”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, il concetto di “distorsioni significative” non è contemplato né dalle norme anti-dumping, né da quelle anti-sussidi dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto).<br />
I paesi al di fuori dell’Ue temono che, legalizzando questo concetto, stia giocando con le parole davanti al mondo intero, e in particolare alla Cina, utilizzando la “distorsione del mercato” per nascondere il suo approccio del “paese surrogato”.</p>
<p>In base all’articolo 15 del protocollo d’accesso sottoscritto dalla Cina quando entrò nella Wto nel 2001, il meccanismo del paese surrogato è scaduto l’11 dicembre del 2016.</p>
<pre>La bozza di questa settimana segna un grosso passo avanti per il suo piano, a lungo preparato dall’Ue, di affilare le sue armi di difesa commerciale</pre>
<p>Alcuni analisti cinesi ritengono che adottando lo schema basato sulla “distorsione del mercato” la Ue stia provando a uccidere tre uccelli con una pietra: salvaguardando la sue reputazione liberoscambista, ottemperando agli obblighi previsti dall’articolo 15 e, nello stesso tempo, mantenendo il sua asso nella manica dell’approccio del paese surrogato.</p>
<p>La bozza di legge assicura anche che nelle decisioni sulle misure anti-dumping verranno prese in considerazione il rispetto degli standard internazionali su lavoro e ambiente nell’ambito della produzione manifatturiera.<br />
E, nei procedimenti anti-dumping, per le compagnie dell’Ue non è previsto alcun ulteriore onere di prova. Le piccole e medie imprese verranno assistite nelle procedure – annuncia la nota dell’Ue – rendendo apparentemente più semplice l’avvio di misure anti-dumping e, nello stesso tempo, aumentando i rischi di frizioni commerciali.</p>
<p>“Tutte le parti coinvolte, in particolare i sindacati, possono dare impulso a decisioni sulle misure di difesa commerciale”, si legge nel documento.</p>
<p>La bozza di questa settimana segna un grosso passo avanti per il suo piano, a lungo preparato dall’Ue, di affilare le sue armi di difesa commerciale.<br />
Nel novembre 2016, la Commissione europea propose un elenco provvisorio di esempi da utilizzare per identificare quali sarebbero le distorsioni significative del mercato, dando così avvio alla sua campagna per sostituire il suo approccio del “paese surrogato” con quello di “distorsione del mercato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo una discussione il 20 giugno scorso, membri della Commissione sul commercio del Parlamento europeo hanno apportato una serie di emendamenti al documento proposto dalla Commissione, incluso quello che prevede che, nella valutazione delle sue pratiche commerciali, vadano tenuti presenti gli standard fiscali, sociali ed ambientali del paese esportatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste modifiche sono state approvate con 33 voti a favore, tre contrari e due astensioni.<br />
Subito dopo, la Cina ha invitato l’Ue ad attenersi alle regole della Wto nelle sue inchieste anti-dumping contro la Cina.</p>
<p>“L’emendamento prevede ancora l’approccio del paese surrogato nelle inchieste anti-dumping, approccio che è discriminatorio, ingiusto e contrario ai regolamenti della Wto”, ha dichiarato il portavoce del ministero del Commercio, Sun Jiwen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sun ha aggiunto che la Cina è molto preoccupata per questo processo di emendamenti da parte dell’Ue e spera che quest’ultima ottemperi ai suoi obblighi nei confronti della Wto nella gestione degli attriti commerciali bilaterali e che promuova scambi commerciali continui.<br />
Ma nella sua sessione plenaria dello scorso luglio, il Parlamento europeo ha dato il via libera ai colloqui con i governi nazionali per nuove e più severe regole anti-dumping dell’Ue, aprendo la strada all’approvazione della bozza di accordo di martedì scorso.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 19 ottobre scorso il Fondo Pensione Agenti è tornato alla gestione ordinaria</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/19-ottobre-scorso-fondo-pensione-agenti-tornato-alla-gestione-ordinaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Dec 2016 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo Pensione Agenti]]></category>
		<category><![CDATA[gestione]]></category>
		<category><![CDATA[ORDINARIA]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[scorso]]></category>
		<category><![CDATA[tornato]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche dopo le riduzioni delle prestazioni decise dal Commissario, Il Fondo Pensione Agenti continua a garantire agli iscritti una prestazione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-family: Arial;">Anche dopo le riduzioni delle prestazioni decise dal Commissario, Il Fondo Pensione Agenti continua a garantire agli iscritti una prestazione pensionistica superiore a quella realizzabile con qualsiasi altra forma pensionistica complementare offerta oggi dal mercato, grazie anche al raddoppio, a carico delle Compagnie mandanti, del contributo versato dall&#8217;agente.</p>
<p>E&#8217; doveroso informare gli iscritti che le operazioni di riscatto e di trasferimento delle posizioni ad altre forme pensionistiche complementari comportano forti penalizzazioni, quali la riduzione di un ulteriore 25% del capitale della prestazione ordinaria maturata, in aggiunta ai tagli <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">già</span> praticati dal Commissario, nonché la perdita della quota di contributo versata dalla Compagnia mandante. La permanenza nel Fondo, viceversa, consente l&#8217;ottimizzazione dell&#8217;investimento previdenziale, oltre alla possibilità di beneficiare di prestazioni accessorie  quali le pensioni di invalidità e reversibilità.</p>
<p>In relazione a quanto recentemente pubblicato sulla stampa riguardo a vicende che hanno interessato l&#8217;Agenim srl, società di investimento immobiliare controllata dal Fondo Pensione Agenti, è in corso la valutazione dei fatti e delle circostanze, nell&#8217;interesse del Fondo. A conclusione di tale valutazione e solo dopo aver ascoltato anche le persone interessate, saranno rese note le relative risultanze.</p>
<p>Com&#8217;è noto, l’Assemblea dei delegati aveva deliberato un aumento degli emolumenti del Collegio sindacale pari ad euro 45.000; di contro il nuovo Consiglio di amministrazione  ha deliberato  la diminuzione del numero degli Amministratori e dei Sindaci dell’Agenim srl (immobiliare del Fondo pensione), riducendo contestualmente i compensi per il Collegio sindacale. Inoltre, i nuovi Consiglieri di Amministrazione dell’immobiliare hanno rinunciato ai compensi relativi al nuovo incarico, realizzando così una riduzione dei costi di Agenim pari a 163.000 euro l&#8217;anno. </span></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nel trimestre scorso c&#8217;è stata una diminuzione delle emissioni di Minibond</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 08:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[diminuzione]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[minibond]]></category>
		<category><![CDATA[scorso]]></category>
		<category><![CDATA[trimestre]]></category>
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					<description><![CDATA[Calo dovuto prevalentemente alle emissioni di Minibond sotto i 50M, infatti 12 delle 13 nuove emissioni del periodo Agosto-Ottobre rientrano&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class=""><span class="">Calo dovuto prevalentemente alle emissioni di Minibond sotto i <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">50M,</span> infatti 12 delle 13 nuove emissioni del periodo <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">Agosto</span>-Ottobre rientrano proprio in questa categoria con volumi che passano dai <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">97M</span> del precedente trimestre ai <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">37M.</span></span></div>
<div class=""></div>
<div class=""><span class="">E’ il settore “Food &amp; Beverage” a registrare la variazione più significativa  grazie all’emissione di Gestioni Piccini S.r.l. e a quella di Agrumaria Regina S.r.l. (+ <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">0.6</span> pp rispetto al totale delle emissioni di <span class="__postbox-detected-content __postbox-detected-date">Luglio).</span></span></div>
<div class=""></div>
<div class=""><span class="">L’interesse dei paesi esteri verso questo strumento di debito, che nel nostro paese sta avendo molto successo tra le Pmi, è sempre in crescita, infatti solo in questo ultimo mese MinobondItaly.it ha registrato un aumento delle visite da parte di Stati Uniti e Inghilterra, secondi e terzi in ordine di visitatori al portale subito dopo l’Italia. Perciò da un anno e più ormai, MinibondItaly.it insieme a Epic Sim hanno pensato di realizzare anche una versione inglese del documento. Il Minibond Scorecard: Market Trends viene infatti redatto e pensato proprio per gli agenti del settore che operano all’estero: fornire una descrizione dal piglio internazionale su ciò che sta succedendo nel Mercato ExtramotPro italiano al fine di avere un quadro sempre più aggiornato e dettagliato anche fuori dallo stivale. </span></div>
<div class=""></div>
<div class=""></div>
<div class=""><span class="">Vediamo nel dettaglio cosa è successo nel mercato rispetto al nostro ultimo aggiornamento: </span></div>
<div class=""></div>
<ul class="">
<li class=""><span class="">Raggiunto il numero di 201 emissioni sul mercato ExtraMOT Pro </span></li>
<li class=""><span class="">Leggera diminuzione del taglio medio</span></li>
<li class=""><span class="">La più alta variazione si registra nel settore Food &amp; Beverage</span></li>
<li class=""><span class="">Confermata maggiore quantità di emissioni nel Nord Italia</span></li>
</ul>
<div class=""></div>
<div class=""><span class="">L’identikit aggiornato del minibond sotto €50 M è il seguente:</span></div>
<div class=""></div>
<ul class="">
<li class=""><span class="">Taglio medio </span><span class="">€8,6 M</span></li>
<li class=""><span class="">Scadenza media: 5,8 anni </span></li>
<li class=""><span class="">Tasso medio d’interesse: 5,39%</span></li>
</ul>]]></content:encoded>
					
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		<title>Gli Italiani hanno tagliato le proprie spese rispetto allo scorso anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 19:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[proprie]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[scorso]]></category>
		<category><![CDATA[Spese]]></category>
		<category><![CDATA[tagliato]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle risposte ricevute è emerso che circa 24 milioni di italiani, quasi un adulto su due sono riusciti a risparmiare rispetto al&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="justify">Dalle risposte ricevute è emerso che circa 24 milioni di italiani, quasi un adulto su due sono riusciti a risparmiare rispetto al 2014. La cifra media che ciascuno di loro è riuscito a tenere da parte è di circa 625 euro.</p>
<p class="western" align="justify">Lo studio ha voluto indagare non solo sul risparmio attuale, ma anche su come sia cambiato il modo di tagliare le spese negli ultimi cinque anni, sia per quanto riguarda le voci obbligatorie del bilancio familiare che per quelle “accessorie”.</p>
<p class="western" align="justify">Sul fronte delle prime i risparmi maggiori si sono ottenuti sulle polizze auto e moto; il38%del campione intervistato (pari a 9,1 milioni di italiani) ha dichiarato di essere riuscito a tagliare il costo della propria assicurazione.</p>
<p class="western" align="justify">A seguire si scopre che, pur senza cambiare operatore, il 36% degli italiani (8,4 milioni circa) ha risparmiato sui costi telefonici e il 26% (6,1 milioni) lo ha fatto migrando verso un’altra compagnia per i servizi di linea fissa e ADSL. Rimanendo nell’ambito delle spese domestiche il 29% degli intervistati (6,8 milioni) afferma di aver risparmiato cambiando fornitore di energia elettrica e gas.</p>
<p class="western" align="justify">Se si confrontano i dati con quelli del 2011 emerge che molti italiani hanno dovuto rinunciare ai controlli medici a pagamento. Se cinque anni fa sceglieva di risparmiare sulla salute solo il 15% dei nostri connazionali, oggi dichiara di farlo il 34%, vale a dire 8 milioni di cittadini.</p>
<p class="western" align="justify">Gli Italiani sembrano aver imparato anche a gestire meglio i rapporti con la propria banca: dalle interviste risulta che 3,3 milioni di persone sono riuscite a risparmiare cambiando istituto e 570 mila lo hanno fatto surrogando o rinegoziando il mutuo.</p>
<p class="western" align="justify">Passando invece alle “spese accessorie” gli italiani sono più disposti a risparmiare su: pasti fuori casa (il 67% contro il 57% di cinque anni fa), spese per l’abbigliamento (il 54% contro il 37% del 2011) e spettacoli a pagamento (il 42% contro il 29%). Sembra essere aumentato invece l’interesse dei nostri connazionali per libri, giornali e musei;solo il 15% decide di tagliare su queste spese contro il 19% del 2011.</p>
<p class="western" align="justify">Il vero risparmio si ottiene dando la giusta attenzione a tutte le spese quotidiane. Il 24%dichiara di essere stato spinto a cambiare supermercato e il 14% sostiene di non fare benzina nel primo distributore che capita.</p>
<p class="western" align="justify">Il web è lo strumento più usato per risparmiare. Il 57% di chi ha tagliato le spese domestiche dichiara di esserci riuscito utilizzando i compratori e le offerte on-line. Al secondo posto si trovano i volantini e le offerte dei punti vendita che raccolgono il 44% delle preferenze. Medaglia di bronzo ai consigli di parenti e amici, utili nel 27% dei casi.</p>
<p class="western" align="justify">Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it dichiara: “In occasione dei cinque anni di attività abbiamo calcolato che, dal 2011, il risparmio totale permesso agli utenti del portale è stato di oltre 260 milioni di euro. Limitandoci alla sola Rc auto e al solo 2015, il risparmio medio per ogni polizza è stato di circa 88 euro, con picchi superiori ai 2000 euro”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo scorso mese di luglio ha debuttato Fideuram Intesa San Paolo Private banking</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/lo-scorso-mese-di-luglio-ha-debuttato-fideuram-intesa-san-paolo-private-banking/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 13:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[debuttato]]></category>
		<category><![CDATA[Fideuram Intesa San Paolo Private banking]]></category>
		<category><![CDATA[luglio]]></category>
		<category><![CDATA[mese]]></category>
		<category><![CDATA[scorso]]></category>
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					<description><![CDATA[Una fusione che ha messo il gruppo al primo posto in Italia, sorpassando Unicredit: dall’integrazione ha preso corpo un polo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una fusione che ha messo il gruppo al primo posto in Italia, sorpassando Unicredit: dall’integrazione ha preso corpo un polo con masse in gestione di quasi 190 miliardi di euro, che ne fanno il quarto player in Europa.<br />
Una riorganizzazione che ha visto la confluenza di due grandi strutture, profondamente diverse tra loro: quella dei promotori finanziari (Fideuram) e quella del private banking. E i dati relativi ai primi nove mesi del 2015, presentati nei giorni scorsi dal gruppo hanno evidenziato il buon momento della divisione private, che ha chiuso il periodo da gennaio a settembre con utili netti in crescita del 36,1%, masse amministrate a 184,2 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto a dicembre dello scorso anno. La gestione dei grandi portafogli, insomma, gode di buona salute anche se il contesto si presenta complicato. Non sarà semplice fare grandi profitti nei mesi a venire, a fronte di tassi di interesse destinati a restare particolarmente bassi, agli investimenti necessari per cavalcare un certo tipo di innovazione, in primis tecnologica e allo sforzo di adeguamento alle direttive europee (Mifid2). Senza dimenticare la necessità di rimodellare la struttura professionale dato che si rendono sempre più necessarie competenze che vanno al di là del puro ambito finanziario.<br />
Ora la priorità è sulla crescita per linee interne, anche se la visione resta internazionale: nei primi giorni di dicembre aprirà una sede a Londra, negli uffici di Queen Street, già nel portfolio del gruppo dai tempi della Banca Commerciale italiana. L’ad di Fideuram- Intesa Sanpaolo Private Banking è Paolo Molesini mentre Saverio Perissinotto ricopre la carica di direttore generale di Intesa Sanpaolo Private Banking. E quest’ultimo ha di recente ribadito che, al netto delle incognite macro, «è difficile generare rendimento attraverso un approccio conservativo come quello che in genere contraddistingue i clienti private. Circa la metà dei titoli obbligazionari dell’area euro offre rendimenti inferiori allo 0,5% annuo». E dato che in questo scenario non è facile ripararsi dai picchi di volatilità, ha fatto sapere che in questa fase potrebbe essere interessante «puntare con maggiore decisione sulle strategie alternative, dato che l’approccio non è legato a uno specifico parametro di riferimento». Si è detto positivo, poi, sull’azionario euro mentre resta prudente sulle prospettive delle commodity. Anche Unicredit ha fatto sapere di avere l’intenzione di potenziare il private banking e far crescere il nuovo segmento di wealth management. La sua ipotesi di riorganizzazione, però, è diversa rispetto a quella di Intesa San Paolo. Se la prima fa confluire il nuovo segmento nella Cordusio Sim, che diventerà il nuovo hub dedicato a tutti i servizi di consulenza e gestione degli investimenti, anche attraverso le società estere del gruppo, la seconda accorpa sotto l’ombrello della banca il nuovo polo.<br />
Il segmento wealth ha come target la clientela con un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro. Unicredit ha previsto l’ingresso di 200 private banker nella propria rete per superare i 100 miliardi di patrimonio gestito al 2018, mentre l’amministratore delegato Federico Ghizzoni ha chiamato Paolo Langè, fondatore e azionista di Banca Leonardo, al timone di questa nuova divisione wealth management. C’è poi chi sta puntando forte sui prodotti assicurativi sul fronte della clientela dei grandi paperoni, grazie anche al lancio dei nuovi prodotti multiramo e a servizi tailor-made. Come Banca Leonardo che ha toccato una raccolta, a fine giugno, pari a 8 miliardi di euro nel wealth management, di cui 6,3 miliardi in Italia e 1,7 miliardi in Francia. «Crediamo molto nel private insurance, attività in cui siamo entrati quasi due anni fa e dove offriamo l’accesso a una piattaforma multibrand, grazie ad accordi con broker di primario livello», spiega Gianluca Attimis, responsabile dell’area wealth management dell’istituto, che ritiene che il private insurance diventerà, a fine 2016, un’importante voce del business della banca. «Questo approccio indipendente e privo di conflitti di interesse, ci consente di mettere a disposizione della clientela un’offerta completa sia nel ramo I sia nel ramo III». In particolare, le polizze del ramo I sono i classici contratti vita che danno un rendimento minimo garantito che è acquisito anno dopo anno e sono caratterizzati da una gestione separata, che spetta alle compagnie assicurative, mentre le polizze di ramo III sono le cosiddette unit-linked, cioè fondi d’investimento e altri prodotti finanziari vestiti da prodotti assicurativi, collegati all’andamento di una gestione personalizzata. «La novità che sta riscontrando un grande successo sono i prodotti multiramo, che permettono al cliente di passare dal ramo I al ramo III e viceversa, unendo i benefici di entrambe le formule». Intanto, nel settore del private, si stanno muovendo altri player. Julius Baer ha appena annunciato l’intenzione di crescere ancora nel capitale di Kairos con l’obiettivo di quotare in seguito la società a Piazza Affari. Il colosso svizzero del risparmio gestito e del private banking, infatti, è in trattative con la società fondata da Paolo Basilico, di cui è azionista con il 19,9%, per aumentare la propria partecipazione e avere la maggioranza con “l’obiettivo di quotare, nel futuro, una adeguata minoranza alla borsa di Milano”. E anche oltreoceano si assiste a progetti di fusione tra investment e wealth management, fatto abbastanza diffuso tra le merchant bank straniere. È il caso del colosso americano Morgan Stanley, appena premiata da Euromoney come migliore banca d’investimento del 2015. La banca ha reinventato il suo modello di business, facendo leva soprattutto sul wealth management negli Usa, dove ha una posizione dominante. Oggi il business investment e wealth management è stato unificato. Più in generale, comunque, non c’è operatore del settore che non stia mettendo mano alla struttura interna. Hanno dato il via le grandi banche d’affari estere, da JP Morgan a Ubs e Crédit Suisse. Hanno deciso di riposizionare la loro attenzione sul private banking, il segmento più profittevole. E ora, anche in scia alle evoluzioni normative gli americani, a cominciare da JP Morgan, stanno scalando le classifiche del mercato del private, dove un tempo dominavano le banche svizzere. Intanto in Occidente si affacciano nuovi competitor come Dbs, gigante del private banking di Singapore.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Compass: lancio di CompassPay e miglioramento dei risultati rispetto allo scorso anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 13:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[Compass]]></category>
		<category><![CDATA[CompassPay]]></category>
		<category><![CDATA[lancio]]></category>
		<category><![CDATA[miglioramento]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
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		<category><![CDATA[scorso]]></category>
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					<description><![CDATA[In un mercato del credito al consumo in flessione per il quarto anno consecutivo, Compass ha ulteriormente migliorato la propria posizione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mercato del credito al consumo in flessione per il quarto anno consecutivo, Compass ha ulteriormente migliorato la propria posizione competitiva, portando la quota di mercato complessiva all’11% (dal 10%).<br />
La politica di erogazione è stata tuttavia prudente e si è tradotta in una modesta crescita dell’erogato (+2% a Euro 5 miliardi) e del portafoglio impieghi (+3% a Euro 9,4 miliardi). In questo contesto i ricavi sono rimasti stabili a Euro 713 milioni: la crescita del margine di interesse (da Euro 540,4 milioni a Euro 554,6 milioni), connessa alla tenuta dei tassi di impiego, ha compensato il calo delle commissioni (da Euro 171,9 milioni a Euro 158,6 milioni) dovuto alla minore enfasi sulla vendita di prodotti assicurativi.</p>
<p><strong>CompassPay:</strong> con la chiusura dell’esercizio a fine giugno è stato avviato questo nuovo progetto di cui si è già fatta molta comunicazione, finalizzato ad aumentare i ricavi commissionali a basso assorbimento di capitale. Si tratta di una piattaforma digitale che associa ad un conto di pagamento un finanziamento al consumo.<br />
CompassPay, infatti, si presenta come una piattaforma unica e di facile accesso, fruibile sia via web che in mobilità, che integra un conto (per effettuare gli usuali servizi di gestione e trasferimento fondi) con carte di pagamento, servizi di money transfer e un borsellino elettronico per poter effettuare acquisti on-line in totale sicurezza e con estrema semplicità. Compass Pay si differenzia da quanto viene già proposto sul mercato in Italia anche per la possibilità di ottenere un minicredito che consente al cliente di avere a disposizione, in ogni momento, una riserva di liquidità per fronteggiare le spese impreviste<br />
CompassPay è il modo per allargare il perimetro del core business facendo leva sugli asset consolidati dell’azienda: valore del marchio, ampia e soddisfatta base clienti, competenza nel mondo dei pagamenti, sensibilità nello sviluppare soluzioni innovative e semplici. Compass per questa attività ha ottenuto da Banca d’Italia l’autorizzazione ad operare come Istituto di Moneta Elettronica (IMEL).</p>]]></content:encoded>
					
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