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	<title>taglia - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>taglia - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Banche, Ing taglia 1.700 posti di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 11:19:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ING TAGLIA 1.700 POSTI DI LAVORO &#8211; Ing taglierà 1.700 posti di lavoro nel giro di tre anni nell&#8217;ambito della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ING TAGLIA 1.700 POSTI DI LAVORO &#8211; Ing taglierà 1.700 posti di lavoro nel giro di tre anni nell&#8217;ambito della semplificazione e dell’automazione dell’attività nel mercato domestico. &#8220;Prevediamo una riduzione di 1.700 posti di lavoro nei Paesi Bassi&#8221;, ha fatto sapere il gruppo olandese, precisando che la misura toccherà in particolare il quartier generale ad Amsterdam, la divisione informatica e i centri telefonici. Ing, che conta circa 53mila addetti a livello globale di cui 16mila nei Paesi Bassi, prevede di investire circa 200 milioni di euro nei prossimi due anni per modernizzare i suoi sistemi IT. Questo upgrade, insieme ai tagli, dovrebbe permettere risparmi lordi annui per circa 270 milioni di euro a partire dal 2018.</p>
<p>RISTRUTTURAZIONE &#8211; Il gruppo olandese ha annunciato la ristrutturazione poco dopo aver finito di restituire l’ultima tranche di aiuti di Stato e dopo aver portato a termine un drastico ridimensionamento come richiesto dalle autorità dell’Unione Europea. L’annuncio di Ing arriva dopo meno di due settimane dalla notizia che un altro colosso bancario olandese, Abn Amro, controllato dallo Stato, taglierà 1.000 posti di lavoro entro il 2018.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bce taglia tassi, gli effetti su chi deve pagare un mutuo. Quasi nulli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2014 11:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
		<category><![CDATA[effetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è parlato di una svolta storica della Bce, che avrebbe inaugurato una nuova era, caratterizzata da tassi negativi. Di fatto,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è parlato di una svolta storica della Bce, che avrebbe inaugurato una nuova era, caratterizzata da tassi negativi.</p>
<p>Di fatto, l&#8217;Eurotower si è confermato la prima banca centrale ad aver portato a negativi i tassi sui depositi. Quelli che le banche europee parcheggiano presso la Bce, e che ora non solo non renderanno nulla, ma si tradurranno anche in una perdita.</p>
<p>Obiettivo: convincere le banche a erogare più prestiti a famiglie e imprese. Funzionerà?</p>
<p>E in generale, quali saranno le ripercussioni pratiche sulla vita dei consumatori e sull&#8217;operatività delle aziende in Europa? Come scrive Domenico Conti dell&#8217;agenzia di stampa Ansa, &#8220;le ripercussioni sui consumatori e imprese non saranno così immediate, e soprattutto rilevanti, come ci si potrebbe attendere con i tassi di interesse al nuovo minimo storico in Eurolandia. In primo luogo perché i mutui a tasso variabile ancorati al tasso Bce sono ancora pochissimi ed una variazione di 15 punti base (dallo 0,25% precedente ad appunto lo 0,1%) si tramuterà in un risparmio di pochi euro all&#8217;anno per i mutuatari&#8221;.</p>
<p>Ma &#8220;lo stesso vale anche per i mutui legati all&#8217;Euribor. Perché, se quando i tassi Bce viaggiavano al 4,25% nel luglio 2008 e i tagli della Bce erano dell&#8217;ordine di 50 punti base l&#8217;impatto sull&#8217;Euribor &#8211; e quindi sui mutui variabili &#8211; era consistente, variazioni così ridotte contribuiranno sì a ridurre l&#8217;Euribor, ma sempre con vantaggi risibili per i consumatori. Così come saranno infinitesimali gli svantaggi per quelli che hanno il conto di deposito o le polizze assicurative ancorate ai tassi della Bce&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; invece da vedere l&#8217;impatto su chi deve ancora accendere un mutuo. Se infatti il calo dei tassi tendenzialmente può portare ad un calo dello spread sul tasso del mutuo, ovvero il differenziale aggiuntivo che applica la banca e che rappresenta il suo margine di guadagno, può anche capitare che, con tassi di riferimento così bassi, gli istituti possano decidere di aumentare lo spread, anche per coprirsi dal maggior rischio connesso all&#8217;ingresso sul mercato di soggetti che presentano profili di rischio più elevati. Discorso differente per le imprese. Oltre che alle misure &#8216;dirette&#8217;, fra cui la maggiore il &#8216;Tltro&#8217; destinato proprio al rilancio del credito, il passaggio in negativo dei tassi sui depositi dovrebbe, nelle intenzioni di Mario Draghi, disincentivare le banche a parcheggiare proprio nei depositi ingenti somme di denaro, che verrebbero quindi dirottate sull&#8217;economia reale. La decisione, spiega l&#8217;Eurotower, non punta &#8220;a punire i risparmiatori&#8221;, ma &#8220;a premiare chi prende in prestito&#8221; e per i primi avrà alla fine effetti positivi. Anche se, con aumenti di capitale in corso e stress test in arrivo, il passaggio fra tasso su depositi negativo e maggiore offerta di credito è ancora tutt&#8217;altro che scontato&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bce non rischia e taglia tassi, ma altre misure potrebbero arrivare nei prossimi mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 16:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[arrivare]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
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		<category><![CDATA[misure]]></category>
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					<description><![CDATA[È arrivato a sorpresa il taglio dei tassi di interesse da parte della Bce, che ha ridotto il Refi rate&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivato a sorpresa il taglio dei tassi di interesse da parte della Bce, che ha ridotto il Refi rate di 25 punti base, portandolo al nuovo minimo storico dello 0,25%. Ridotto anche il tasso marginale sui prestiti allo 0,75% dal precedente 1%. La violenta reazione delle borse, che hanno accelerato al rialzo, e il forte deprezzamento dell’euro, sceso ai minimi da quasi due mesi verso il dollaro, mostrano che la decisione ha colto di sorpresa un po’ tutti gli operatori, che si aspettavano una riduzione dei tassi solo a partire dai prossimi meeting.</p>
<p>Il segnale nei confronti del mercato rimane forte. La Bce intende rispettare il suo principale obiettivo che rimane la stabilità dei prezzi, con un tasso di inflazione prossimo al 2%. I recenti dati avevano mostrato di fatti un pericoloso rallentamento dei prezzi al consumo che hanno riportato nella mente degli operatori lo spettro della deflazione. Il timing “affrettato” della decisione ci induce a ritenere che la politica monetaria possa essere allentata ulteriormente, magari attraverso operazioni di natura non convenzionale.</p>
<p>Ci aspettiamo una nuova LTro nel primo trimestre dell’anno che in qualche modo possa avere un effetto più diretto sull’economia reale. Il taglio dei tassi infatti rimane per lo più un operazione “civetta”, con una forte valenze simbolica. L’euro/dollaro si è arrestato ora a 1,3355 e ulteriori scivoloni sono possibili sino a 1,33 se anche i dati sul Pil Usa dovessero risultare migliori delle attese.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bpm: Mincione taglia quota al 7% dopo dimissioni Annunziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 07:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Annunziata]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Mincione, secondo azionista della Banca Popolare di Milano, ha ridotto la propria quota nel capitale dell&#8217;istituto all&#8217;indomani delle dimissioni&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele Mincione, secondo azionista della Banca Popolare di Milano, ha ridotto la propria quota nel capitale dell&#8217;istituto all&#8217;indomani delle dimissioni del presidente del consiglio di sorveglianza, Filippo Annunziata. E&#8217; quanto emerge dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, che segnalano un&#8217;operazione in data 23 aprile. Mincione, attraverso Capital Investment Trust, ha tagliato la propria quota al 6,999% dall&#8217;8,267% detenuto in precedenza. La sera del 22 aprile Annunziata aveva rassegnato le proprie dimissioni dal cds, seguito il giorno successivo da altri tre consiglieri di sorveglianza.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banchieri divisi sul taglia-manager</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/banchieri-divisi-sul-taglia-manager/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 17:05:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[banchieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Più potere a Bankitalia su chi siede al vertice delle banche. Non solo attraverso un diritto di veto sui manager&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più potere a Bankitalia su chi siede al vertice delle banche. Non solo attraverso un diritto di veto sui manager considerati inadeguati ma anche con un vero e proprio potere di «rimuoverli dall&#8217;incarico» in caso di necessità. Di tutti i passaggi della relazione di Ignazio Visco, è la mozione taglia-manager quella che più fa discutere la platea del Forex: la premessa del governatore – prevenire è meglio che curare – a maggior ragione all&#8217;indomani dello scandalo-Mps, è condivisa da tutti, ma sulla soluzione il parterre si divide. «Dovrebbe far parte di una nuova regolamentazione, che al momento è solo auspicata», osserva ad esempio il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa, Giovanni Bazoli. Come dire: la strada è quella giusta, ma la norma va concepita in un contesto più ampio e non isolata come uno strumento a sé stante. Un via libera nella sostanza ma condizionato nella forma arriva anche da Antonio Patuelli, alla sua prima volta al congresso Assiom-Forex da presidente dell&#8217;Abi: il diritto di veto e di rimozione ci può stare, ma solo se «uniforme a livello europeo», dice, perché la questione – in questo caso ma non solo – è che «in Europa occorrono le stesse regole per tutti».<br />
Il ruolo dei board<br />
«In un&#8217;azienda sana spetta agli azionisti» rimuovere i manager che non funzionano, pensa il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, secondo il quale l&#8217;ipotesi di Visco, peraltro già formulata da Mario Draghi, può essere presa in considerazione «solo in contesti particolarmente gravi», come una sorta di extrema ratio. «Se ne parla da mesi, e altrove questa norma esiste già», ricorda il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni. Anche se, tiene a precisare, il problema sta a monte, ed è quello di evitare che la Vigilanza debba sostituirsi agli organi di una banca: in caso di cattivo funzionamento, «dovrebbe essere il cda ad accorgersene e a decidere».<br />
Il vero punto, come tiene a precisare il direttore generale di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, è che Banca d&#8217;Italia «vuole il potere di obiettare la nomina di amministratori», e che la facoltà di rimuoverli è solo l&#8217;altra faccia della medaglia. Ma avrebbe funzionato, la norma taglia-manager, nel caso del Monte? «È difficile dirlo ora, ex post» per l&#8217;ad della banca senese, Fabrizio Viola: «Mi sembra che il governatore sia stato chiaro nel dire che malgrado l&#8217;assenza di norme loro siano intervenuti con una moral suasion piuttosto importante».<br />
I messaggi alla politica<br />
Fin qui la taglia-manager. Per il resto, molti sì convinti e qualche precisazione. Anche perché in fondo, tutti attribuiscono al governatore il merito di aver fatto chiarezza sullo stato di salute del settore, non senza nascondere quelle criticità – dalla redditività del sistema al nodo fiscale – destinate a finire sul tavolo del governo che uscirà dalle urne di fine mese. «È stata una grande lezione monografica sulle banche», dice ancora il presidente dell&#8217;Abi, Patuelli, a Il Sole 24 Ore, «perché ha dato una risposta a tutti gli equivoci che in Italia circolano da qualche settimana sulle banche». Un merito riconosciuto anche dal presidente di Bnl, Luigi Abete, secondo il quale Visco «ha rappresentato la realtà della situazione italiana». In pratica, dice Abete, «un sistema di imprese bancarie solide che pongono le basi per cui, appena ci sarà un po&#8217; di ripresa del mercato, possano risviluppare una dinamica ancora più forte di assistenza alle imprese e al mercato dei risparmiatori».<br />
Il nodo-cedole<br />
Ma la ripresa, purtroppo, deve ancora arrivare. E con essa le prospettive di redditività delle banche, reduci – come ha detto lo stesso Visco – da 2012 &#8220;graziato&#8221; dai ricavi extra legati al trading sui titoli di Stato acquistati in saldo e rivenduti dopo la ripresa dei mercati, ma ora chiamate a fare affidamento per lo più sui soli – risicati – margini d&#8217;interesse.<br />
Se è vero, come ha osservato Ghizzoni, che «il tema del 2013 è rilanciare i ricavi, lavorando sulle imprese, sull&#8217;export, sui flussi commerciali, sugli investimenti per i clienti, sperando che sul credito ci siano volumi un po&#8217; più dinamici rispetto al 2012», il problema è come muoversi adesso, visto che nelle prossime settimane approderanno ai board i bilanci, con relativi – eventuali – dividendi per gli azionisti. Un tema, questo, su cui Visco ha dedicato un passaggio breve ma inequivocabile («L&#8217;eventuale pagamento non dovrà avvenire a valere sulle riserve patrimoniali e dovrà essere compatibile con il rispetto degli obiettivi di capitalizzazione»), anche se sull&#8217;applicazione pratica ognuno fa storia a sé. «Sono valutazioni che spettano ai consigli, ma non mi pare che siamo in uno scenario così semplice», dice ad esempio Maurizio Faroni, direttore generale del Banco Popolare, una delle banche che non hanno ancora sciolto le riserve. Se per Ghizzoni «non cambia nulla rispetto a un atteggiamento prudenziale che oggi é importante sia uguale per tutti», Massiah prima ricorda che «non è il momento di parlarne», però poi – guardando a Ubi – si concede un «grazie a Dio problemi patrimoniali non ne abbiamo».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Barclays taglia i costi IT del 90% grazie a Linux</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 10:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[BARCLAYS]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[grazie]]></category>
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					<description><![CDATA[A riportare la notizia è stato il inglese Sunday Times, secondo il quale Barclays sta risparmiando svariati milioni di euro&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A riportare la notizia è stato il inglese Sunday Times, secondo il quale Barclays sta risparmiando svariati milioni di euro all’anno utilizzando software open source, in quello che è stato definito un vero e proprio “affronto” verso i vendor di software proprietario come Microsoft e Oracle.</p>
<p>In ogni caso, quello di Barclay non è assolutamente un addio verso i suoi tradizionali fornitori di software, quanto piuttosto un’apertura verso soluzioni che le possano permettere di trarre vantaggio da sistemi IT alternativi che le permettono di migliorare l’efficienza del proprio business.</p>
<p>A questo proposito, il COO di Barclays Retail, Shaygan Kheradpir, ha detto che “Abbiamo ottenuto significativi risparmi dalle nostre piattaforme tecnologiche sviluppando in-house e lanciando le nostre applicazioni in tempi brevi. Questo vuol dire che possiamo scrivere nuove applicazioni una sola volta e svilupparle usando un modello open source, piuttosto che riscriverle più volte per i sistemi legacy”.</p>
<p>Shaygan Kheradpir, che ha coordinato i lavori, ha anche spinto per lo sviluppo di strumenti chiave, come il servizio di pagamenti mobile Pingit e le applicazioni per l’home banking. Inoltre, il COO ha distribuito ben 8.500 iPad al personale di filiale. Kheradpir ha aggiunto che “Visto che le informazioni sono contenute nella nostra cluod sicura interna, anche ciò che riguarda l’accesso ai sistemi legacy, qualunque tipo di cliente si sia, sono accessibili tranquillamente. In precedenza questa cosa non era possibile”.</p>
<p>La mossa pare funzionare, visto che ad oggi le applicazioni per l’home banking e Pingit sono state scaricate 1,3 milioni di volte. Peccato che al momento non siano disponibili anche per Windows Phone e Barclays non abbia dato alcuna rassicurazione circa lo sviluppo delle stesse app anche per questo sistema operativo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>BBVA taglia i posti in esubero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 20:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[BBVA]]></category>
		<category><![CDATA[posti]]></category>
		<category><![CDATA[taglia]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Bbva Finanzia, società specializzata in credito al consumo del gruppo spagnolo Bbva, ha dichiarato 60 esuberi su 137&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Bbva Finanzia, società specializzata in credito al consumo del gruppo spagnolo Bbva, ha dichiarato 60 esuberi su 137 dipendenti che ha in Italia. Lo si apprende dai sindacati Fisac-Cgil, Fiba-Uil, Uilca e Dircredito, che denunciano in una nota &#8220;una filosofia aziendale di drastica e definitiva riduzione dell&#8217;organico&#8221;. I tagli riguarderebbero quasi il 45% degli addetti tra la sede legale di Roma e gli otto punti vendita di Bologna, Catania, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona.</p>
<p>L&#8217;azienda avrebbe mostrato &#8220;scarsa disponibilità&#8221; a discutere le proposte dei sindacati, tra le quali il contratto di solidarietà nell&#8217;ottica di salvare i posti di lavoro, per percorrere la strada degli incentivi all&#8217;esodo. La situazione di difficoltà attuale, secondo i sindacati, sarebbe dovuta a &#8220;una cattiva gestione tutta incentrata sul monoprodotto&#8221; in un contesto di solidità ed espansione internazionale del gruppo Bbva, che avrebbe chiuso il 2011 con un attivo di 598 miliardi.</p>]]></content:encoded>
					
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