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	<title>trappole - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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		<title>Doppio Albo, Oam: Ranieri Razzante spiega dove per lui si celano le trappole</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 15:56:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LE SUE PAROLE SUL SECONDO CORRETTIVO &#8211; Non espone la questione per togliersi il classico sasso dalla scarpa, dal momento che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>LE SUE PAROLE SUL SECONDO CORRETTIVO</b> &#8211; Non espone la questione per togliersi il classico sasso dalla scarpa, dal momento che è un punto su cui “mi sono battuto molto anche quando ero dentro”. E le sue riflessioni le esprime fatta salva la professionalità e l’onorabilità di tutti i componenti del comitato di gestione dell’Oam. Il professor <b>Ranieri Razzante</b>, presidente dell’Associazione italiana responsabili antiriciclaggio, consulente della commissione parlamentare Antimafia ed ex membro del comitato di gestione dell’<b>Organismo degli agenti e dei mediatori</b> in rappresentanza del <b>ministero dell’Economia</b>, richiama l’attenzione su un punto del decreto legislativo 169/2012, il cosiddetto secondo correttivo del precedente decreto legislativo 141/2010.</p>
<p><b>Quale punto?</b><br />
Quello secondo cui in pratica l’Organismo non è soggetto alle norme sugli appalti, dal momento che è un’associazione di diritto privato. Ma stando alla direttiva comunitaria 2004/18, trasposta nel decreto legislativo 163/2006, per organismo di diritto pubblico si intende qualsiasi organismo istituito per soddisfare specificamente esigenze di carattere generale, che sia dotato di personalità giuridica, che svolga un’attività finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico o che abbia una gestione soggetta al controllo di questi ultimi oppure, ancora, un organo di amministrazione, direzione o vigilanza costituito da membri dei quali più della metà sia designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.</p>
<p><b>E l’Oam?</b><br />
L’Oam ha personalità giuridica, e al fine di qualificare un organismo di diritto pubblico non importa che la personalità giuridica sia di diritto pubblico o privato. Il fine che persegue è sicuramente di interesse generale e non ha carattere industriale o commerciale. È indubbiamente sottoposto a una influenza pubblica dominante. E ciò per varie ragioni: vigilanza da parte della Banca d’Italia, nomina di tutti i membri da parte delle amministrazioni dello Stato, vale a dire Bankitalia e Mef, sovvenzioni pubbliche in termini di contribuzione obbligatoria degli iscritti.</p>
<p><b>Quindi?</b><br />
Quindi si rischia di dare a un Organismo che ha poteri di vigilanza sugli iscritti e che è sottoposto a pubblici controlli la possibilità di aggirare le regole previste per gli appalti. E questo è insidioso. Io cito come tecnico un problema che ho sollevato anche quando ero in Oam e che è stato posto all’attenzione della Banca d’Italia, che a sua volta ha formulato osservazioni critiche in adesione al mio orientamento.<br />
<b><br />
L’Oam come si è regolato?</b><br />
Noi siamo stati molto attenti e tuttora il comitato di gestione lo è. Abbiamo deciso di seguire – e si segue ancora – quanto previsto dalla legge sugli appalti e sugli incarichi conferiti dagli enti di diritto pubblico. Abbiamo optato per una linea di prudenza e tuttora il comitato di gestione la segue. Ma la norma, finché non si cambia, può diventare pericolosa perché crea un precedente per tutti gli enti che in qualche modo possono essere assimilabili all’Oam.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ecco come si calcola il tasso Euribor. I segreti (e le trappole) delle rate dei mutui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 09:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[calcola]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Euribor &#8211; il tasso interbancario al centro del secondo scandalo che porterà in tribunale alcune grandi banche europee (il primo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Euribor &#8211; il tasso interbancario al centro del secondo scandalo che porterà in tribunale alcune grandi banche europee (il primo è stato quello del Libor, l&#8217;interbancario calcolato sulla Piazza di Londra) &#8211; incrocia spesso e volentieri la vita quotidiana delle famiglie.</p>
<p><b>L&#8217;Euro Inter Bank Offered Rate, questo è il suo nome per intero, è una misura del costo medio</b> delle operazioni finanziarie tra banche europee. È nato insieme all&#8217;Euro e, fino a ieri, il suo metodo di determinazione è stato ritenuto più efficace e più trasparente del tasso inglese, &#8220;commissariato&#8221; dopo la prova provata delle sue adulterazioni.</p>
<p><b>Ma come si forma l&#8217;Euribor? Io, grande banca presto soldi a te, altra grande banca,</b> a un certo tasso. Tu, primario istituto, li presti a me, primario istituto&#8230; quanto costa a te e a me questa operazione tutti i giorni?</p>
<p><b>Una cinquantina di banche nei Paesi della moneta unica risponde al quesito quotidianamente.</b> E, sulla base dei dati raccolti la European banking federation fissa l&#8217;Euribor sulle varie scadenze temporali. I più utilizzati sono l&#8217;Euribor a un mese, a tre mesi e a sei mesi.</p>
<p><b>Dopo quattro anni di era glaciale, l&#8217;Euribor è ai minimi storici. A tre mesi vale lo 0,18%</b> (fixing di ieri), a sei mesi lo 0,31%, a un mese è quasi invisibile a occhio nudo: 0,11%. Le accuse di manipolazione, che sarebbero avvenute tra il 2005 e il 2009 ad opera di alcuni istituti europei per portare a casa lauti guadagni su posizioni derivate &#8211; operazioni di ingegneria finanziaria che utilizzano i tassi interbancari come gancio e come motore al pari del mutuo e del singolo bond per privati &#8211; riguardano invece un&#8217;epoca in cui l&#8217;Euribor quotava ben di più.</p>
<p><b>Chi ha un mutuo variabile con un minimo di anzianità ricorderà la fine del 2008</b>, quando i primi spasmi della crisi e della glaciazione da cui non si riesce ad uscire spedirono l&#8217;Euribor a tre mesi al 5,3%. Dolori seri per i mutuatari variabili, che oggi invece godono della taglia ridottissima del tasso a cui è agganciato il loro mutuo, soprattutto se la maggiorazione applicata dalla banca all&#8217;epoca della partenza del contratto è nell&#8217;ordine dell&#8217;1-1,5%. Perché queste erano le misure dello spread sui mutui variabili qualche anno fa. Al contrario chi investe in titoli indicizzati, bond bancari o anche titoli di Stato (come i Cct Eu, legati all&#8217;Euribor semestrale) si trova un motore sempre più debole dentro la cedola.</p>
<p><b>Ai giudici e alle istituzioni europee toccherà stabilire se i maneggi per avere un Euribor</b> &#8220;addomesticato&#8221; agli interessi di questo o di quel grande gruppo bancario impegnato a far soldi con i derivati, abbiano radicalmente cambiato i connotati del tasso anche a danno degli utilizzatori più deboli, le famiglie con mutuo e bond.</p>
<p><b>In questo momento, però, il problema per molte famiglie italiane è su un altro registro</b>. Chi ha un mutuo variabile partito qualche anno fa respira, sulle ali dell&#8217;Euribor in formato zero virgola. Chi invece vorrebbe fare un mutuo adesso riesce a trarre ben poco vantaggio dall&#8217;anemia dei tassi interbancari, sempre utilizzati dagli istituti di credito come &#8220;gancio&#8221; per i prestiti. Per ottenere un mutuo lo spread applicato dalla banca è infatti adesso nell&#8217;ordine del 3-4%. Vale a dire tre o quattro volte la misura degli anni in cui, da qualche parte, in giro per l&#8217;Europa, qualcuno giocava sporco con l&#8217;Euribor.</p>
<p><b>La storia dell&#8217;Euribor, parallela a quella della moneta unica, è breve ma già segnata da febbri violente </b>(come quella ricordata del 2008) e scandali. Malattie che, a quanto pare, accomunano i tassi interbancari in giro per il mondo: in questo momento, riferisce il Wall Street Journal , sono in corso indagini su tassi simili all&#8217;Euribor alle più svariate latitudini: dal Giappone all&#8217;Ungheria, da Singapore al Sud Africa. In attesa del verdetto che dovrà punire eventuali colpevoli sulla vicenda Euribor e decidere le sorti del calcolo futuro se il vecchio sistema non verrà ritenuto sufficientemente trasparente, qualcuno si domanda se, alla fine, i mutui e i bond destinati alle famiglie dovrebbero essere attaccati ad un gancio diverso dal quotidiano e volubile sondaggio interbancario.</p>]]></content:encoded>
					
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