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	<title>voglia - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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		<title>Censis: gli italiani non si fidano della guida automatica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 14:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[automatica]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggiare sicuri è il primo desiderio degli italiani che si spostano con la propria auto. Vogliono tante tecnologie per la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Viaggiare sicuri è il primo desiderio degli italiani che si spostano con la propria auto. Vogliono tante tecnologie per la sicurezza, che evitino le collisioni, aiutino a guidare in situazioni pericolose, monitorino lo stato di salute del guidatore. Invece l’auto senza autista umano, a guida automatica, non rassicura. Il 47,8% degli italiani è contrario, il 30,4% favorevole e il 21,8% indifferente. Tra i contrari, il 35,7% pensa che solo una persona alla guida sia una vera garanzia di maggiore sicurezza. Solo il 10,5% dei favorevoli crede che la guida automatica darà maggiore sicurezza. Il no all’auto senza autista dipende proprio dalla convinzione che non innalzerà gli standard di sicurezza. È quanto emerge dal “Rapporto Censis-Michelin sulla mobilità degli italiani”.</p>
<p>Viaggiare sicuri vuol dire avere buoni freni e buoni pneumatici. I componenti dell’auto di cui si occupano gli italiani prima di iniziare un viaggio per garantire maggiore sicurezza alla guida sono per il 71,7% i freni, per il 64,7% gli pneumatici, poi l’olio del motore (36,2%), le cinture di sicurezza e l’airbag (30,1%), l’acqua del radiatore (22%), il funzionamento delle luci (18,5%) e la frizione (10,7%). Da freni e pneumatici dipende la sicurezza, per questo gli italiani prestano così tanta attenzione a questi due componenti. I freni sono richiamati di più dalle donne (73,3%) e gli pneumatici dagli uomini (70,5%), che li reputano importanti tanto quanto i freni. Solo il 3,4% degli italiani dice che tutto è ugualmente importante: la grande maggioranza sa invece distinguere tra i componenti e punta a tenere d’occhio il corretto funzionamento di freni e pneumatici.</p>
<p>“Dal Rapporto Censis emerge che oggi è diffusa la consapevolezza di quale ruolo giochino gli pneumatici nella sicurezza degli utenti della strada”, ha detto Simone Miatton, Presidente e Amministratore Delegato di Michelin Italia. “Purtroppo, però, per l’automobilista non sono disponibili informazioni sulle prestazioni e il livello di sicurezza dei suoi pneumatici quando sono usurati, condizione nella quale tutti ci troviamo quando siamo a bordo di una vettura. Michelin propone quindi l’introduzione di test sugli pneumatici usurati. Fornire dati e informazioni corrette a tutti gli automobilisti è indispensabile per contribuire al progresso di una mobilità sempre più sicura e consapevole per tutti”, ha concluso Miatton.</p>
<p>Ma quale bicicletta o mezzi pubblici: è ancora l’auto la regina della mobilità degli italiani. Il 65,4% degli italiani (era il 57,4% nel 2001) utilizza l’automobile per i propri spostamenti: sono 27 milioni, con un incremento del 17,4% rispetto al 2001. Nel lungo periodo si riduce il ricorso al trasporto pubblico (-20,3% dal 2001, lo utilizzano 1,8 milioni di persone nel giorno feriale medio), alla moto (-45,7%, la utilizzano 1,2 milioni di italiani), alla bicicletta (-10,4%, la utilizzano 1,4 milioni di persone) e la quota di persone che si spostano a piedi (-23,6%, 7,1 milioni di persone). Bicicletta, moto e mezzi pubblici non scalfiscono il primato dell’auto.</p>
<p>Distanze più lunghe e meno abitudinarietà: ecco perché vince l’auto. Sono 11,4 milioni (ben 4 milioni in meno rispetto al 2001) le persone che nel giorno feriale medio percorrono fino a un massimo di 2 km di spostamento. I “pendolarissimi”, che percorrono oltre 50 km al giorno, sono 1,2 milioni (500.000 in più rispetto al 2001), 9,7 milioni percorrono tra 10 e 50 km (+2,9 milioni), 19 milioni tra 2 e 10 km (+2 milioni). Meno prossimità, più pendolarismo su distanze medio-lunghe: ecco la quotidianità della mobilità, esito della dilatazione della residenzialità soprattutto intorno alle grandi città. E cresce la mobilità per il tempo libero: pesa per il 34,8% degli spostamenti (+2,1% tra il 2008 e il 2016), per il 36,7% si tratta di spostamenti per ragioni di studio o di lavoro (+0,8%), per il 28,5% per la gestione familiare (-2,9%). La quota di mobilità per il tempo libero cresce molto in ambito urbano e anche negli spostamenti extraurbani.</p>
<p>L’auto vince perché gli italiani affrontano ogni giorno distanze maggiori e più ancora perché anche la mobilità è sempre più personalizzata, legata al tempo libero.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ritorna la voglia di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2017 08:50:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[ritorna]]></category>
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					<description><![CDATA[E anche quella di ristrutturarla, di comprare una macchina nuova e fare un viaggio. Le famiglie italiane infatti hanno ricominciato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="articolo_contenuto" class="contentP_bf_5f_contenuto_standard">
<div class="contentP_bf_5f_standard">
<p>E anche quella di ristrutturarla, di comprare una macchina nuova e fare un viaggio. Le famiglie italiane infatti hanno ricominciato a chiedere mutui per comprare l’abitazione e prestiti per acquistare beni di lungo consumo. Una ventata di ottimismo che le analisi del patrimonio informativo di EurisC, il sistema di informazioni creditizie di CRIF (su oltre 80 milioni di posizioni creditizie) ha messo bene in evidenza. Nel 2016 crescono del 13,3% le richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie e del 7,4% quelle di prestiti. Numeri che confermano la ripresa del credito alle famiglie iniziata nel 2015. Il risultato aggregato riferito all&#8217;intero anno 2016 riflette il complessivo miglioramento del quadro congiunturale e condizioni di accesso al credito che si sono mantenute favorevoli nel corso dell&#8217;anno, incentivando le famiglie a rivolgersi a banche e finanziarie per sostenere i propri consumi (specie quelli di beni durevoli) e progetti di acquisto casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ultimo mese del 2016 ha fatto registrare un incremento pari al 21,3% del numero di interrogazioni relative a richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno scorso. Un incremento record rispetto agli ultimi 6 mesi del 2016. Il dato di dicembre porta la variazione relativa all&#8217;intero anno ad un eloquente +13,3% rispetto all&#8217;aggregato del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2016, quindi, si conferma come l’anno del consolidamento di un trend positivo, sostenuto anche da prezzi interessanti per l’ acquisto degli immobili residenziali e anche da bassi tassi di interesse dei nuovi mutui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro segnale positivo emerge anche dall&#8217;analisi dell&#8217;importo medio relativo alle richieste di nuovi mutui e surroghe interrogate sul SIC di Crif, che nel mese di dicembre si è attestato a 125.360 euro, superiore del 2,5% rispetto a quello registrato nel corrispondente mese dell&#8217;anno precedente. Più in generale, nel 2016 si è arrestato il trend di costante contrazione dell&#8217;importo medio richiesto che aveva caratterizzato il comparto fin dal 2010, che è risultato pari a 123.324 euro, con un lieve incremento del +0,9% rispetto all’anno precedente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre a fine anno il numero di interrogazioni relative a richieste di prestiti, nell&#8217;aggregato di prestiti personali e finalizzati, ha fatto registrare un ulteriore incremento, pari a +8,1% rispetto allo stesso mese del 2015. Il dato di dicembre porta la variazione su base annua a far segnare un +7,4% rispetto al pari periodo del 2015.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma per cosa gli italiani hanno chiesto del denaro in prestito? Il numero di richieste di prestiti finalizzati all&#8217;acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre, ecc.) ha registrato una crescita pari a +8,2% rispetto al 2015. Determinanti per questo tipo di prestiti sono state  le numerose campagne a tassi promozionali e la proposizione di prodotti a elevata flessibilità e abbinati a servizi accessori aggiuntivi. Il numero di interrogazioni relative a prestiti personali, prodotto che per sua specificità prevede mediamente importi più elevati e tempi di durata più lunghi, ha invece fatto registrare un incremento del +6,2%, grazie soprattutto al persistente basso livello dei tassi di mercato, che ha favorito una forte concorrenza tra le aziende di credito e un&#8217;ampia proposta di offerte modulari e flessibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Segnali incoraggianti arrivano, sempre secondo le rivelazioni di CRIF, anche relativamente all&#8217;importo medio dei prestiti richiesti che nel mese di dicembre 2016, nell&#8217;aggregato di prestiti personali più finalizzati, si è attestato a 7.655 euro (+5,5% rispetto a dicembre 2015). Relativamente all&#8217;intero anno 2016, invece, l&#8217;importo medio si è attestato a 8.417 euro, in crescita del +5,3% rispetto al 2015 ma ancora molto lontano dai 9.498 euro richiesti nel 2008,  quando la crisi economica non aveva ancora sentire i suoi effetti sulle abitudini delle famiglie.</p>
</div>
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		<title>Sicilia 17 Maggio 2016: un’isola che trasuda innovazione, imprenditorialità e voglia di fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 14:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[affare]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditorialità]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[isola]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’isola dove si annidano centinaia di startupper, espressione di idee spesso non ancora incubate e che un giorno diventeranno imprese&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Un’isola dove si annidano centinaia di startupper, espressione di idee spesso non ancora incubate e che un giorno diventeranno imprese o progetti di social innovation. Un’isola per niente isolata, perché il desiderio più grande è quello di essere collegati col resto d’Italia e di quel mondo che fa innovazione.</p>
<p class="p4">Ecco la Sicilia che incontreremo martedì 17 maggio alle ore 15, per il secondo appuntamento del roadshow Sharing Innovation, tour promosso da Intesa Sanpaolo. Si tratta di un evento fatto di tanti eventi che ci traghetteranno direttamente all&#8217; Open Summit di dicembre 2016.</p>
<p class="p4">Il panorama delle startup made in Sicilia racconta di 263 realtà <span class="Apple-converted-space"> </span>iscritte al registro. Spiccano come numerosità Catania e Palermo, rispettivamente con 90 e 80 startup. A seguire Agrigento (19), Messina (34), Siracusa (12), Trapani (11), Caltanissetta (9), Enna (3). Una giornata speciale, quella di martedì 19 maggio. Il primo confronto è con tre esperienze che fanno letteralmente scuola.</p>
<h3 class="p1">Mosaicoon. La startup sul mare che domina il video online</h3>
<p class="p4">Sul palco di Sharing Innovation Ugo Parodi Giusino, a capo di Mosaicoon, una delle migliori scaleup tecnologiche d’Europa, unica azienda che fornisce una piattaforma di collaborazione per la produzione e la condivisione di contenuti d’intrattenimento di alta qualità. Si tratta di una startup che in fondo è una video community marketplace: mette in contatto creativi professionisti e brand per la gestione di campagne video. La piattaforma proprietaria di Mosaicoon consente a creativi e brand di scalare e facilitare la produzione di campagne video, integrandone l’intero processo dall’ideazione al monitoraggio finale dei risultati. E poi c’è al forza della squadra: una community globale di professionisti del video e con una reach di oltre 800 milioni di utenti in tutto il mondo</p>
<p class="p4">Dalla Sicilia al resto del mondo: fondata nel 2010, Mosaicoon conta ora oltre 80 dipendenti e uffici a Londra, Madrid, Milano, Roma, Singapore. Mosaicoon è stata premiata a livello internazionale per la sua innovatività e creatività ed è stata riconosciuta come. L’headquarter di Mosaicoon è in posto meraviglioso, sul mare e a due passi dall’Isola delle Femmine. Perché per lavorare in modo creativo bisogna sapersi ispirare bene, e quel mare di Sicilia aiuta. E tanto.</p>
<h3 class="p6">GreenRail. La mobilità corre sui binari (eco-sostenibili)</h3>
<p class="p4">Potrebbe sembrare un paradosso: nella terra che vive ancora oggi forti difficoltà di mobilità, con strade e autostrade ridotte in condizioni critiche, nasce una startup che sta scalando il modo di pensare il trasporto su rotaia nel mondo.</p>
<p class="p4"><span class="s1">«</span>Abbiamo progettato e brevettato una traversa ferroviaria ecosostenibile, ottenuta in parte da pneumatici fuori uso e plastica riciclata<span class="s1">»</span>, racconta Giovanni De Lisi, fondatore di GreenRail.</p>
<p class="p4">Perché per Giovanni non ci sono dubbi: «Il futuro della mobilità sostenibile è sul binario». Proprio lui a diciannove anni, durante gli studi universitari, inizia a lavorare nel settore della costruzione e manutenzione dei binari. E quattro anni fa la scoperta sul mercato mondiale di traverse ferroviarie in plastica e gomma riciclata. «Strutture che tecnicamente possono sostituire esclusivamente le vecchie ed ormai poco usate traverse in legno»,</p>
<p class="p4">Così nel 2012 nasce GreenRail, che ha progettato e brevettato una traversa ferroviaria ecosostenibile, ottenuta in parte da pneumatici fuori uso e plastica riciclata. Oggi un chilometro di linea GreenRail smaltisce 50 tonnellate di pneumatici fuori uso e 50 tonnnellate di plastica, e può produrre sino a 120kwh di energia. Numeri che fanno rabbrividire, pensando alla bassa sostenibilità dei trasporti tradizionali.</p>
<h3 class="p6">Orange Fiber. Due startupper, un’idea: vestirsi con le bucce d’arancia</h3>
<p class="p4">Una spremuta di innovazione quella di due startupper siciliane: creare abiti dalle bucce di arancia grazie alle nanotecnologie. Così un’impresa siciliana lo scorso anno è persino salita sul podio del premio delle Nazioni Unite, vincitrice della competizione sulle realtà sostenibili ‘Ideas for change’. Si tratta di Orange Fiber, creata da due giovani siciliane, Adriana Santanocito e Enrica Arena. Passione per il tessile e amore per la Sicilia. <span class="s1">«</span>Abbiamo deciso di sviluppare filati vitaminici dagli agrumi, creando un tessuto che affianchi l’innovazione dei brand di moda<span class="s1">»</span>. Tutto nasce dagli scarti degli agrumi. <span class="s1">«</span>Lo smaltimento dell’industria agrumicola è un tema sentito in regione, con oltre 700mila tonnellate di scarti all’anno<span class="s1">»</span>.</p>
<h2 class="p6">Martedì tutti a Palermo<br />
Ecco il programma completo di Sharing Innovation</h2>
<p class="p4"> L’apertura è affidata aEzio Chiari (Specialista di Innovazione, Innovation Center Intesa Sanpaolo). Dopo il talk con i tre campioni del territorio raccontati, la fotografia dell’ecosistema dell’innovazione in Sicilia con Arcangelo Rociola.</p>
<p class="p4">A seguire Il bello delle debuttanti, con i pitch delle startup early stage e il talk <span class="Apple-converted-space"> </span>What’s next? dedicato allo Sicilia che fa innovazione tra presente e futuro: sul palco Alessandro Arnetta (CEO Factory Accademia – Partner Digital Magics Palermo), Dario Maccarone (Head of TIM #WCAP Accelerator Catania), Fabio Maria Montagnino  (Direttore Incubatore Arca), Paola Di Rosa (Founder AT Factory)</p>
<p class="p4">Infine il Q&amp;A con gli esperti di Intesa Sanpaolo che risponderanno e si confronteranno con le startup e le aziende presenti in sala.</p>]]></content:encoded>
					
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