Tassi Bot sotto l’1%, è “l’effetto Draghi”

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L’Europa non ha mantenuto le sue promesse, ma il mercato non sembra accorgersene. L’ultimo sintomo: i tassi sui BoT italiani scesi ieri sotto l’1% e lo spread crollato ai minimi da un anno e mezzo. Eppure, i piani sulla vigilanza bancaria unica e la ricapitalizzazione diretta delle banche sono stati ridimensionati rispetto al vertice di giugno.

La Spagna non ha chiesto aiuti alla Bce per abbassare lo spread. Per la Grecia è stato appena firmato un accordo, sostiene il gestore di un importante hedge fund che preferisce rimanere anonimo, «che aiuterà ad arrivare senza bufere alle elezioni tedesche di ottobre 2013, ma non oltre». E in Italia si profilano elezioni «senza vincitori netti», aggiunge.

Appena due mesi fa avremmo previsto che uno scenario del genere a fine novembre avrebbe significato la catastrofe. Invece i mercati sono tranquilli. Ultimo segnale, in ordine di tempo, l’asta di 7,5 miliardi di BoT a sei mesi che ha visto ieri scendere i rendimenti allo 0,919%, ai minimi da settembre 2010. Una notizia che ha contribuito a spingere anche i tassi sui Btp al 4,6%, i minimi da febbraio 2011. Tutto ciò, oltretutto, in un contesto di recessione in quasi tutta l’eurozona e in cui, sempre ieri, la Bce ha reso noto che i prestiti da parte delle banche calano per il sesto mese consecutivo. A ottobre sono scesi dello 0,7% su base annua, dopo il -0,9% di settembre. E per le imprese la flessione è molto pesante, dell’1,8% su base annua.

A stretto rigore, il motivo del buon andamento dell’asta di BoT ha una spiegazione semplice. L’Omt, il famoso “bazooka” della Bce, il programma di acquisti dei titoli di Stato che l’istituzione guidata da Mario Draghi è pronta ad avviare in caso di difficoltà, si è trasformato in un gioco “win-win”, per gli investitori. Di guadagno in ogni caso. Spiega Luca Cazzulani, strategist di Unicredit: «Sui titoli a breve, l’Omt influisce molto». Gli operatori sanno, in sostanza, che se le cose per Spagna e Italia peggiorano, «aumentano le probabilità di un intervento da parte della Bce» e loro possono rivendere il titolo, nella peggiore delle ipotesi, all’Eurotower. Se le cose invece dovessero andare bene, terranno il titolo fino a scadenza, «ottenendo un rendimento superiore ai titoli considerati più sicuri come quelli tedeschi». Comunque vada, ci guadagnano.

Ma l’Omt fortissimamente voluto da Draghi non è solo un punto fermo per chi vuole comprare Bot: è la ragione di fondo della tregua attuale sui mercati. Sintetizza a microfoni spenti il gestore di hedge fund: «La Bce ha alzato uno scudo contro il quale nessuno osa scommettere». Ma un effetto secondario e sicuramente non voluto è che «ha tolto le castagne dal fuoco a molti governi ». Per Angela Merkel, artefice di questo «patto del diavolo» con Draghi, «era importante una navigazione tranquilla fino all’autunno del 2013, fino alle elezioni». E la conseguenza è evidente: la Spagna ha rinviato sine die qualsiasi richiesta di aiuti alla Ue e alla Bce e Berlino e Parigi si sono evidentemente rilassati sulle scadenze per avviare la nuova vigilanza bancaria unica.
Come tutte le tregue, anche questa è appesa a un filo e basterebbe poco per agitare nuovamente i mercati.

«Guardo con preoccupazione al 2013», commenta il gestore. Il primo rischio è quello di un nuovo declassamento della Spagna e di un “incidente” nel suo settore bancario; il secondo è legato alle elezioni italiane: «fino a giugno non ci saranno interlocutori». In linea con un rapporto uscito ieri della Royal Bank of Scotland e con molti analisti, sul successore di Monti anche il gestore non si fa illusioni: «sarà Monti».

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