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Dal 31 dicembre 2020, data di avvio dei primi flussi di gas dall’Azerbaijan, al 31 dicembre 2021, TAP ha trasportato complessivamente in Europa oltre 8,1 miliardi di metri cubi standard di gas naturale. Di questi, oltre 6,8 hanno raggiunto l’Italia nell’entry point di Melendugno, mentre circa 1,2 hanno alimentato il mercato interno greco e bulgaro.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti.” ha commentato Luca Schieppati, Managing Director di Trans Adriatic Pipeline, aggiungendo che nel corso dell’anno appena concluso TAP ha contribuito “significativamente alla progressiva decarbonizzazione e al contenimento del rialzo dei costi dell’energia nei Paesi attraversati”. “Siamo altrettanto lieti di registrare zero infortuni lungo tutta l’infrastruttura, che si conferma essere strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti dell’Italia e dell’Europa”, ha concluso Schieppati.

In Italia, nel rispetto del Piano di Monitoraggio Ambientale approvato, a partire da gennaio 2021 è stato inoltre avviato il monitoraggio della fase post-operam in tutte le aree interessate dall’infrastruttura.

Ricordiamo che TAP – i cui azionisti sono Snam (20%), BP (20%), SOCAR (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%) e Axpo (5%) – è parte del Corridoio Meridionale del Gas, che trasporta in Europa il gas naturale del giacimento di Shah Deniz II in Azerbaijan.

Collegandosi con il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) alla frontiera greco-turca, TAP attraversa il nord della Grecia, l’Albania e il Mare Adriatico prima di approdare nel sud Italia, in Puglia, dove si connette alla rete di distribuzione italiana del gas.

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