Unipol-Bnl, saltano le assoluzioni ma per Fazio&C prescrizione vicina

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Prima condannato e poi assolto. Ma la Cassazione ha detto che è tutto da rifare. L’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, era stato riconosciuto in primo grado come uno dei registi della scalata che la Unipol, la compagnia assicurativa bolognese allora guidata da Giovanni Consorte e da Ivano Sacchetti, aveva mosso nel 2005 contro la Banca Nazionale del Lavoro. La condanna era stata di tre anni e sei mesi con il pagamento di una multa da un milione di euro. Era il 31 ottobre del 2011, quando in primo grado i giudici milanesi hanno condannato insieme con Fazio i vertici di Unipol e altre 10 persone tra cui il costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone (tre anni e sei mesi) e l’attuale amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, ai tempi braccio operativo di Consorte e Sacchetti. Stando alle motivazioni, Consorte sarebbe stato l’«assoluto protagonista», mentre Fazio il «regista occulto » e «l’istigatore».
A maggio 2012, il ribaltone. Tutti assolti, tranne Consorte e Sacchetti, condannati per insider trading e aggiotaggio, ma con le pene ridotte rispettivamente a un anno e sette mesi e a un anno e sei mesi di carcere. In Appello i giudici di Milano avevano sostenuto che non fosse stata raggiunta la prova di un accordo tra Unipol, «le banche amiche e i cosiddetti controppatisti per garantire ad Unipol l’influenza dominante su Bnl», per questo era stata fatta cadere l’accusa di aggiotaggio e ribaltata così la sentenza di primo grado. Ora l’ennesimo colpo di scena. La Cassazione ha annullato le assoluzioni degli undici imputati. La Quinta sezione penale, presieduta da Giuliana Ferrua, ha accolto in pieno la tesi del sostituto procuratore generale, Vito D’Ambrosio, che in udienza aveva sostenuto che «non ci sono dubbi sulla sussistenza del concorso di tutti nel reato di aggiotaggio», in modo che Unipol riuscisse ad acquistare Bnl, al di là «della prova dell’esistenza del patto parasociale ». Ora torna tutto in Corte d’Appello, ma difficilmente ci sarà il tempo per rimettere mano al processo, la cui prescrizione è prevista per il 19 dicembre.
Oltre alle posizioni dei principali protagonisti, i giudici milanesi dovranno rivedere le posizioni degli immobiliaristi Danilo Coppola, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto, dell’eurodeputato del Pdl, Vito Bonsignore,
del finanziere Emilio Gnutti, del banchiere Bruno Leoni, dei fratelli Ettore e Tiberio Lonati. Diventa, invece, definitiva la condanna per Consorte e Sacchetti: un anno e sette mesi e a un anno
e sei mesi di carcere. Appena una settimana fa, per la scalata ad Antonveneta la stessa Cassazione ha reso definitive le condanne di Fazio (due anni e mezzo), di Consorte e Sacchetti (un
anno e otto mesi), dell’ex numero uno della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani (un anno) e dell’immobiliarista Luigi Zunino (un anno e mezzo).

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