Unipol verso l’uscita da Generali

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Il pacchetto dell’1,07% delle Generali in portafoglio a Fondiaria-Sai sarà ceduto entro fine anno. Lo ha dichiarato ieri l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, nel corso della presentazione dei risultati del gruppo bolognese, cui fa ora capo il controllo di FonSai. L’impegno a cedere la quota nel Leone, che ha un valore di mercato di circa 205 milioni ed era iscritta nel bilancio 2011 della compagnia a 191 milioni, era stato preso da Fondiaria-Sai nei confronti dell’Antitrust nella primavera del 2011, in occasione dell’ingresso di Unicredit nell’azionariato della compagnia. Alla porta del gruppo bolognese avrebbero già bussato alcuni soggetti, tra cui potrebbero esserci alcuni degli attuali azionisti delle Generali, interessati a rilevare la quota. Di certo tra questi non ci sarà Mediobanca, che in prospettiva dovrebbe invece alleggerire la propria partecipazione del 13,2%. L’uscita di Unipol-FonSai dal capitale del Leone rappresenta solo il primo passo per lo scioglimento dei legami incrociati tra il nuovo gruppo e la filiera Mediobanca- Generali. Entro la fine del 2013, come ha sottolineato Cimbri, il gruppo bolognese cederà anche il 3,8% di Piazzetta Cuccia attualmente vincolato in un escrow account e con i diritti di voto congelati. Unipol, che nei mesi scorsi ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento dell’Antitrust, vorrebbe invece avere mano libera sulle cessioni di asset assicurativi. L’authority ha imposto che entro fine 2013 vengano dismessi attività equivalenti a premi per 1,7 miliardi. Bologna contesta tuttavia il metodo con cui l’Antitrust ha calcolato la quota di mercato del nuovo gruppo nelle singole province. Se dunque il Tar dovesse dare ragione a Unipol, i bolognesi potrebbero decidere di dismettere solo una parte degli asset e scegliendo in autonomia in quali mercati provinciali. Il processo propedeutico alle dismissioni non si è tuttavia interrotto, visto che gli advisor stanno continuando a raccogliere manifestazioni di interesse dagli operatori interessati, tra cui Axa. Dovrebbero invece slittare di qualche mese le assemblee straordinarie per la fusione tra Unipol, Premafin, FonSai e Milano. I cda che approveranno il progetto di fusione e i concambi si terranno il 19 dicembre, mentre le assemblee dovrebbero svolgersi in primavera anziché entro fine anno. Quanto ai conti dei nove mesi, Unipol ha realizzato un utile netto consolidato di 181 milioni. Considerando anche FonSai (ma solo per l’ultimo trimestre) l’utile scende a 146 milioni. Dal punto di vista patrimoniale, grazie al doppio aumento da 2 miliardi il nuovo gruppo può contare su un margine di solvibilità del 160%. Nel corso dei nove mesi Premafin e FonSai hanno inoltre accantonato rispettivamente 30 e 35 milioni per far fronte a eventuali rischi legati alla mancata opa della holding sulla compagnia del 2002. Rischio che ora è reale, vista la sentenza della Cassazione della scorsa estate. Prosegue intanto il confronto tra Unipol e le authority per la verifica sulla classificazione e contabilizzazione dei titoli strutturati nel portafoglio della compagnia bolognese.

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