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	<title>Codacons - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>Codacons - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Il Codacons segnala la truffa delle targhe auto storiche in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 14:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
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	Il Codacons segnala la truffa delle targhe auto storiche in Italia]]></description>
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	<p class="wp-block-paragraph">Ogni occasione è buona per i furbetti di fregare lo Stato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella nostra penisola, 4,3 milioni di veicoli, sui 40,2 complessivamente circolanti, hanno un&nbsp;<em>“interesse storico e collezionistico”</em>, pari a un valore di 104 miliardi di euro. Le vetture vantano, del resto, un caloroso bacino di appassionati, pronti a spendere anche delle belle cifre pur di assicurarsi quella dei propri sogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peccato che<strong> permangano </strong><em><strong>“alcune anomalie del settore</strong> che potrebbero portare a danni sul fronte erariale e a pesanti conseguenze sul piano ambientale e della sicurezza stradale”</em>. Da qui la netta presa di posizione di Codacons, che nel suo esposto non le manda a dire sui presunti responsabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non più del 20% del dichiarato rispetta i requisiti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Stando alle stime indicate nel report, solo 553.000 auto sono definite storiche e&nbsp;<strong>non più del 20% del totale&nbsp;</strong><em><strong>“avrebbe effettivamente i requisiti per ottenere il riconoscimento</strong>&nbsp;previsto dalle norme vigenti e, quindi, godere delle esenzioni totali o parziali sulle tasse automobilistiche”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il restante 80%&nbsp;<em>“risulterebbe oggi usato quotidianamente per assolvere alle normali funzioni da mezzo di trasporto, e tra questi vi sarebbero anche furgoni commerciali in pieno esercizio”</em>.&nbsp;<strong>Le false comunicazioni perseguono lo scopo di ottenere un fine illecito.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I mezzi riconosciuti interesse del patrimonio nazionale sono, infatti, spesso esenti da tasse di circolazione e bollo auto, oppure hanno tariffe agevolate. Inoltre, le assicurazioni risultano in genere più economiche ed è possibile accedere alle zone a traffico limitato (ZTL) di diverse città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per essere considerata storica un’auto deve avere almeno 30 anni a detta della normativa nazionale, essere iscritta al Registro Italiano Automobili Storiche (RIAS) e possedere una targa specifica. Ad avviso del Codacons, la truffa delle targhe straniere è facilitata dai&nbsp;<strong>registri, che non svolgerebbero gli opporti controlli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli enti adibiti a occuparsene sarebbero, infatti, delle&nbsp;</strong><em><strong>“mere associazioni private</strong>&nbsp;le quali non eseguirebbero gratuitamente tale operazione ma, proprio al fine di rilasciare la certificazione finale richiesta, richiederebbero all’utente un’iscrizione all’associazione stessa”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ergo, le commissioni tenderebbero a chiudere un occhio, pur di mettere a segno un guadagno e ciò andrebbe a distorcere il quadro, con tutti gli effetti negativi che ne conseguono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rischio è che&nbsp;</strong><em><strong>“siano qualificati impropriamente come storici veicoli semplicemente vecchi</strong>, quotidianamente utilizzati dai proprietari per la circolazione stradale, godendo di agevolazioni fiscali con grave danno tanto all’ambiente, considerate le emissioni inquinanti delle auto più anziane, quanto alla sicurezza stradale”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo andrebbe in contrapposizione con le mosse delle autorità politiche nazionali e sovranazionali per favorire la transizione ecologica. A partire dal 2035 sarà ammessa, secondo la disciplina attuale (Ursula von der Leyen ha aperto a un confronto per il 2026), soltanto la circolazione di mezzi elettrici o e-Fuel sulle strade europee).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la presunta mancanza di buona fede da parte di certi operatori è allarmante. I rappresentanti di Codacons temono&nbsp;<em>“una posizione di oligopolio posta in essere dalle associazioni”</em>. Ciò andrebbe a&nbsp;<em>“<strong>generare un danno erariale stimato in circa 30 milioni all’anno</strong>, considerate le esenzioni delle tasse automobilistiche di cui godono i proprietari delle auto storiche</em>”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sconto carburanti, per Codacons è misura deludente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2022 07:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
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	Una mini-proroga di 20 giorni per il taglio dei prezzi sui carburanti, che mette in salvo il periodo più caldo delle vacanze degli italiani.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/sconto-carburanti-per-codacons-e-misura-deludente/"><img title="carburante" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2021/09/x6211462_0818_benzina_prezzi_stelle_60.jpg.pagespeed.ic_.M9t8lV5gnB.webp?fit=300%2C165&ssl=1" alt="carburante" width="300" height="165" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Una&nbsp;<strong>mini-proroga di 20 giorni per il taglio dei prezzi sui carburanti</strong>, che mette in salvo il periodo più caldo delle vacanze degli italiani. Il governo, con decreto interministeriale, ha esteso fino al 21 agosto lo<strong>&nbsp;sconto di 30 centesimi al litro</strong>&nbsp;per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione. Una decisione attesa, vista l’imminente scadenza del taglio attualmente in vigore, ma che delude i consumatori per la durata limitata della proroga. Intanto però i prezzi alla pompa proseguono la discesa, con anche la verde che si porta come il gasolio sotto i 2 euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Taglio prezzi carburanti di 30 centesimi fino al 21 agosto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con una mossa a sorpresa, alla vigilia del giorno che deciderà il destino del governo, i ministri dell’economia Daniele Franco e della transizione ecologica Roberto Cingolani, hanno firmato il decreto Interministeriale che proroga fino al 21 agosto le misure attualmente in vigore per ridurre il prezzo finale dei carburanti, ovvero un taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sconto, introdotto nel marzo scorso per calmierare l’impennata dei prezzi energetici, è stato più volte prorogato: l’ultima volta per quasi un mese fino al 2 agosto. Gli interventi del governo certo non sono finiti. C’è il decreto di fine luglio in arrivo, per aiutare i conti delle famiglie. Ma, come dice il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, è chiaro che “la portata del decreto naturalmente non può che risentire del quadro politico”. Il governo avrebbe raccolto una decina di miliardi per il proprio intervento, 8 dei quali provenienti dall’assestamento di bilancio. E chiaramente si punta sostenere il maggior numero di persone alle prese con il caro prezzi ed energia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di estenderlo di una ventina di giorni, fino al 21 agosto, viene accolta però con&nbsp;<strong>disappunto dalle associazioni dei consumatori</strong>, che chiedevano molto di più. “E’ troppo poco”, commenta l’Unione nazionale consumatori. “Del tutto insufficiente” per il Codacons. L’emergenza carburanti infatti, avvertono, è lungi dall’essere finita, nonostante i segnali positivi che arrivano dai prezzi alla pompa, con un ribasso che prosegue da settimane e che ha portato oggi anche la verde a scendere sotto i 2 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati elaborati dal Mite, nella media dell’ultima settimana la benzina al self service è scesa a 1,988 euro (-3,97 centesimi) e il gasolio a 1,94 euro (-4,07 centesimi in sette giorni). Tuttavia, nonostante lo ‘sconto’ del governo e la flessione delle ultime settimane, secondo i calcoli dell’Unione consumatori, da quando è iniziata la guerra un litro di benzina costa quasi 14 cent in più, con un rialzo del 7,5%, pari a 6 euro e 94 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio costa quasi 22 cent al litro in più (+12,7%), ovvero 10 euro e 93 cent in più a rifornimento. Il risultato è che, per un’auto di media cilindrata, calcola il Codacons, una famiglia spende oggi solo per i rifornimenti 515 euro in più all’anno.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Codacons: la crisi di Governo costerà miliardi di euro all’economia italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 15:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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	La crisi di Governo porterà in prima battuta all’aumento delle aliquote Iva a partire dal 2020. «Se davvero saranno sciolte&#8230;]]></description>
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	</div>
	<p>La crisi di Governo porterà in prima battuta all’aumento delle aliquote Iva a partire dal 2020. «Se davvero saranno sciolte le Camere e si andrà a nuove elezioni sarà materialmente impossibile rispettare le scadenze economiche e trovare le risorse per evitare l’aumento dell’Iva che scatterà nel 2020, aumento che pare oramai inevitabile e che determinerà, a regime, una stangata da circa 1.200 euro a famiglia – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Già oggi la crisi di Governo sta bruciando miliardi di euro, con lo spread tra Btp e Bund schizzato a 237 punti base e la Borsa che affonda. Su tale situazione pesa poi l’incognita delle agenzie di rating che, alla luce degli ultimi avvenimenti politici, potrebbero penalizzare il giudizio sull’economa italiana, con tutte le conseguenze del caso».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le stime dell’Istat sugli effetti di un possibile aumento dell’Iva per i consumi sono giudicate dal Codacons eccessivamente prudenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Apr 2019 14:13:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[AUMENTO]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una contrazione dei consumi dello 0,2% per effetto delle maggiori aliquote Iva non appare realistico, e lo dimostra l’esperienza del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una contrazione dei consumi dello 0,2% per effetto delle maggiori aliquote Iva non appare realistico, e lo dimostra l’esperienza del passato, quando i passaggi dell’Iva dal 20 al 21% nel 2011 e dal 21 al 22% nel 2013 hanno determinato un tracollo della spesa da parte delle famiglie, ancora lontana dall’essere recuperata – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se scatteranno le clausole di salvaguardia con conseguente aumento Iva occorrerà mettere in conto non solo gli effetti diretti sui prezzi al dettaglio, ma anche quelli indiretti, a partire dall’incremento dei costi di trasporto per le merci che viaggiano su gomma, nonché i maggiori costi a carico di imprese e industrie, che saranno scaricati sui consumatori finali”.</p>
<p>In base ai calcoli del Codacons, quindi, le nuove aliquote Iva produrranno a regime una riduzione dei consumi del -0,7% e una minore spesa da parte delle famiglie pari a 27,5 miliardi di euro.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Codacons: i saldi di fine stagione sono oramai del tutto inutili e non hanno più alcuna influenza sugli acquisti degli italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 11:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un 2018 da dimenticare per i negozi. A luglio 2018 si stima che le vendite al dettaglio diminuiscano, rispetto al&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un 2018 da dimenticare per i negozi. A luglio 2018 si stima che le vendite al dettaglio diminuiscano, rispetto al mese precedente, dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume. La lieve flessione complessiva è dovuta al calo delle vendite dei beni non alimentari (rispettivamente -0,3% in valore e -0,4% in volume), mentre sono in leggera crescita quelle di beni alimentari (+0,2% in valore e +0,1% in volume). In controtendenza, appare invece l’andamento del commercio elettronico che registra una crescita piuttosto sostenuta del 13,6%.<span id="more-163337"></span></p>
<p>Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un lieve calo per la grande distribuzione (-0,1%) e una diminuzione più consistente per le imprese operanti su piccole superfici (‑1,5%).</p>
<p>Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,6% in valore e dell’1,8% in volume. Le vendite di beni non alimentari registrano un calo dell’1,0% in valore e dell’1,5% in volume, mentre quelle dei beni alimentari sono in aumento in valore dello 0,2% e diminuiscono in volume del 2,1%. La contenuta crescita tendenziale del valore delle vendite del settore alimentare è pertanto dovuta esclusivamente all’aumento dei prezzi.</p>
<p>“Il dato sulle vendite segnala un clima complessivo ancora orientato all’incertezza: i consumatori hanno ridotto l’indice del clima di fiducia ad agosto di quasi un punto decimale, il potere d’acquisto nel primo trimestre si è ridotto di due decimali, c’è un’attesa sospesa anche sui provvedimenti economici che il nuovo governo vorrà o potrà effettivamente mettere in campo”, commenta Confesercenti e punta il dito sulla deregulation che si è dimostrata del tutto inefficace. “Agli italiani”, dice l’associazione, “mancano soldi e fiducia, non le occasioni per acquistare”.</p>
<p>Su questo aspetto insiste anche Federconsumatori che sottolinea come i bilanci delle famiglie italiane sono messi a dura prova dalla continua erosione dei redditi dovuta alla crescita dei prezzi. “A marzo abbiamo denunciato come la spesa sia aumentata più del reddito, determinando un forte impoverimento delle famiglie”. E i dati relativi alle spese che si prospettano nel periodo autunnale non fanno altro che confermare questo trend. “L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che, al rientro dalle vacanze, le famiglie dovranno affrontare spese salate per bollette, costi per la scuola, Tari e riscaldamento, per un totale di 1.694,60 euro”.</p>
<p>“Questi dati rivelano l’urgenza di intervenire seriamente disponendo gli interventi necessari ad imprimere una svolta radicale al nostro sistema economico, per proiettarlo nuovamente verso una crescita equilibrata e sostenibile”, dichiara Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori Nazionale.</p>
<p>“I numeri dell’Istat dimostrano in modo inequivocabile come i saldi di fine stagione siano oramai del tutto inutili e non abbiano più alcuna influenza sugli acquisti degli italiani”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.</p>
<p>“Dai dati estremamente negativi diffusi oggi emerge anche un monito per il Governo: l’impennata delle vendite online del +13,6% rappresenta un campanello d’allarme contro qualsiasi provvedimento che limita le liberalizzazioni. Se Lega e M5S bloccheranno le aperture dei negozi nei giorni festivi, l’unico a guadagnarci sarà il comparto dell’e-commerce, che vedrà crescere in modo esponenziale le proprie vendite già oggi a livelli altissimi in Italia”.</p>
<p>“Per tale motivo”, aggiunge Rienzi, “se si vuole salvare il commercio e far ripartire le vendite, l’unica strada da seguire è quella delle liberalizzazioni, eliminando i saldi di fine stagione e lasciando agli esercenti la libertà di scegliere quando e come scontare la propria merce, al pari dell’e-commerce”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>DPI ha aperto con Codacons e Movimento Difesa del Cittadino un tavolo di confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 13:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[aperto]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
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		<category><![CDATA[Movimento Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tavolo di confronto servirà a sviluppare progetti a favore dei consumatori interessati a forme per mettere al riparo parte dei&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tavolo di confronto servirà a sviluppare progetti a favore dei consumatori interessati a forme per mettere al riparo parte dei propri risparmi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto è teso alla creazione di un codice etico nella presentazione al mercato dei prodotti di DPI. Le associazioni dei consumatori hanno accettato l’invito di DPI e svolgeranno alcune attività finalizzate a supportare il miglioramento continuo delle pratiche della società in tema di trasparenza e chiarezza verso i consumatori, finalizzato a garantire la piena coerenza delle attività di DPI con le best practice internazionali. Sarà inoltre fornito un supporto relativo a eventuali problemi con gli acquirenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale progetto è potenzialmente estensibile a tutto il comparto della vendita dei diamanti, coinvolgendo in seguito anche le banche che commercializzano il prodotto.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Crisi Carife: Codacons chiede i danni a Bankitalia e Consob</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 04:25:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bankitalia]]></category>
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					<description><![CDATA[Che la Cassa di Risparmio di Ferrara fosse in crisi ben prima del suo commissariamento i vertici lo sapevano. O&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che la Cassa di Risparmio di Ferrara fosse in crisi ben prima del suo commissariamento i vertici lo sapevano. O almeno non potevano non saperlo. E allora perché fu autorizzata la vendita delle azioni di ricapitalizzazione ai piccoli risparmiatori? È quanto sostiene in estrema sintesi il Codacons, che ha presentato un esposto per chiedere i relativi danni a Bankitalia e Consob. Il ragionamento dell’associazione di consumatori è semplice. E parte dall’aumento di capitale da 150 milioni di euro varato nell’aprile del 2011 dal cda di Carife. L’operazione portò alla sottoscrizione di circa la metà dei vecchi soci e di 5.700 nuovi azionisti, per un oltre sette milioni di nuove azioni ordinarie, al prezzo di 21 euro ognuna.</p>
<p>A questo punto il Codacons sfoglia il calendario e ricorda che “è fatto notorio che l’istituto bancario versa, in realtà già a partire dal 2009, in una situazione economico-finanziaria oltremodo gravosa, tanto che il ministero delle finanze lo ha sottoposto ad amministrazione straordinaria lo scorso 27 maggio”. Una procedura disposta su proposta della Banca d’Italia in seguito all’ispezione avvenuta nel marzo 2011. “Ma l’allarme in merito alla critica situazione Carife – incalza il Codacons – era scattato già negli anni addietro. Nel 2010, prima dunque dell’aumento di capitale, la magistratura aveva già aperto l’inchiesta sulla mala gestione dei vertici Carife in relazione alle acquisizioni Vegagest, facendo emergere il quadro drammatico di un’amministrazione non solo imprudente ma anche illegale dei vertici Carife che ha condotto, come noto, all’attuale buco di 160 milioni di perdite”.</p>
<p>Si arriva quindi, seguendo il ragionamento dell’associazione di consumatori, alla crisi della banca di Ferrara, “iniziata nel 2009, che ha portato con sé la perdita di valore del relativo titolo azionario. Nel febbraio del 2009 il titolo valeva 40,6 euro, a luglio il titolo raggiunge il minimo storico di 5,77 euro”.</p>
<p>Questa perdita del titolo azionario “doveva essere prevedibile”, si legge nell’esposto, così come il “rischio, legato non solo all’andamento generale del mercato ma anche al critico e pericolante assetto patrimoniale-finanziario specifico dell’istituto bancario”. Fattori dei quali “avrebbero dovuto essere informati i piccoli risparmiatori che sono stati invitati all’acquisizione e che oggi si ritrovano a dover pagare il tentativo maldestro di un’operazione di salvataggio bancario”.</p>
<p>Su queste basi il Codacons chiede a Banca d’Italia e Consob chiarimenti in merito all’attività di vigilanza e tutela del risparmio relativamente all’aumento di capitale per 150 milioni di euro avvenuto nel 2011 “che ha condotto ad una perdita di valore delle azioni Carife attualmente pari circa al 72% del capitale investito, con grave pregiudizio dei sottoscrittori e dei nuovi piccoli azionisti”. Alla richiesta di spiegazioni si aggiunge anche quella di “risarcire i risparmiatori cui sono state vendute le azioni di ricapitalizzazione nonostante fosse noto il dissesto della banca”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mps risponde al Codacons sulla segnalazione della Consob</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 09:16:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LA RISPOSTA DI MPS &#8211; A ridosso del weekend è arrivata la risposta di Banca Monte dei Paschi di Siena all&#8217;annuncio del Codacons sulla segnalazione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>LA RISPOSTA DI MPS</b> &#8211; A ridosso del weekend è arrivata la risposta di <b>Banca Monte dei Paschi di Siena</b> all&#8217;annuncio del <b>Codacons</b> sulla segnalazione della <b>Consob</b> alla <b>Procura</b>. &#8220;<b>Banca Monte dei Paschi di Siena</b> &#8211; per quanto possa occorrere &#8211; dichiara che quanto asserito dal <b>Codacons</b> risulta destituito di ogni più elementare fondamento&#8221;, comunica la banca in una nota ufficiale. &#8220;Occorre preliminarmente ribadire che i procedimenti amministrativi di cui la banca è parte non riguardano in alcun modo il nuovo management, la banca si configura quale mera obbligata in solido al pagamento di sanzioni amministrative che sono state comminate, o saranno comminate, unicamente nei confronti di esponenti della precedente gestione&#8221;.<br />
<b><br />
LA PASSATA GESTIONE</b> &#8211; &#8220;A riguardo&#8221;, prosegue la banca nella nota, &#8220;è chiaro e univoco il recente procedimento di chiusura delle indagini preliminari emesso dalla <b>Procura della Repubblica di Siena</b>, in merito ai fatti asseriti dal <b>Codacons</b>, che indaga la banca, ai sensi e per gli effetti della <b>legge 231/01</b>, unicamente con riferimento a condotte perpetrate da esponenti della precedente gestione, senza alcun coinvolgimento del nuovo management, che si è anzi contraddistinto non solo per aver avviato l&#8217;opera di risanamento in un contesto particolarmente complicato ma anche per avere collaborato, sin dal momento dell&#8217;insediamento, con le autorità competenti fornendo, anche di iniziativa, alle autorità stesse tutte le informazioni che si sono di volta in volta rese disponibili&#8221;.<br />
<b><br />
TUTELA DELLA REPUTAZIONE</b> &#8211; &#8220;Peraltro, con specifico riferimento alla segnalazione effettuata da <b>Consob</b> alla <b>Procura della Repubblica di Siena</b>, questa non è stata considerata rilevante e nel contempo non risulta alla banca l&#8217;esistenza di alcuna indagine a carico del nuovo management. Infine, <b>Banca Monte dei Paschi di Siena</b> non può non rilevare l&#8217;ingiustificata e continua aggressione che prosegue da mesi da parte del <b>Codacons</b>, le cui &#8216;azioni&#8217; non hanno trovato alcun accoglimento da parte di qualsivoglia autorità e che giunge oggi a fornire notizie false, lesive e oltretutto fuorvianti e potenzialmente idonee a influenzare il prezzo del titolo azionario. In virtù di quanto sopra, <b>Banca Monte dei Paschi di Siena</b>, quale persona giuridica, nonché il presidente<b>Alessandro Profumo</b> e l&#8217;amministratore delegato <b>Fabrizio Viola</b>, a titolo personale, intendono tutelare la corretta informativa di mercato, la propria reputazione e tutti i propri diritti innanzi alle competenti autorità a fronte della continua e ingiustificata attività di diffamazione effettuata dal <b>Codacons</b>, che risponderà nelle sedi opportune delle proprie gratuite e inopinate asserzioni&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>MDC, Adiconsum e Codacons in collaborazione con UniCredit presentano il progetto “Facile&#038;Sicuro, la banca multicanale”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[BANCA MULTIMEDIALE &#8211; Risparmiare tempo, evitare le code, tenere il proprio conto sotto controllo e utilizzare i servizi bancari tutti&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>BANCA MULTIMEDIALE &#8211; Risparmiare tempo, evitare le code, tenere il proprio conto sotto controllo e utilizzare i servizi bancari tutti i giorni, festivi compresi, a qualsiasi ora, semplicemente collegandosi a un pc, a uno smartphone o usando il telefono fisso. Informare, formare e tutelare il cittadino sull’uso dei nuovi strumenti finanziari è l’obiettivo del progetto “Facile&#038;sicuro, la banca multicanale” realizzato da Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Adiconsum e Codacons in collaborazione con UniCredit, nell’ambito di Noi&#038;UniCredit, accordo quadro stipulato tra 12 associazioni dei consumatori e il gruppo bancario.</p>
<p>SERVIZI PER IL CONSUMATORE &#8211; La banca multicanale rappresenta un importante strumento di innovazione sociale in quanto consente ai consumatori di usufruire dei principali servizi bancari e finanziari in tutta sicurezza e senza andare in agenzia, risparmiando tempo e denaro. Bonifici, pagamenti e tanto altro ancora diventano finalmente a portata di click.</p>
<p>APP PRESTO DISPONIBILI &#8211; Un video sul tema della multicanalità, una pagina web www.facilesicuro.it costantemente aggiornata e una app “Facile&#038;Sicuro” con finalità ludiche ma anche educative, sono solo alcuni degli strumenti messi in campo dalle associazioni in questa prima fase per permettere al cittadino, spesso diffidente, di conoscere tutti i servizi e le opportunità offerti dalla banca multicanale.<br />
L’app sarà scaricabile da Apple Store e Google Play il 28 giugno.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Codacons: la crisi della casa? colpa dei mutui ai limiti dell&#8217;usura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 16:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Commentando i dati dell&#8217;agenzia del territorio che nella sua nota trimestrale ha registrato un crollo notevole delle transazioni immobiliari, l&#8217;associazione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Commentando i dati dell&#8217;agenzia del territorio che nella sua nota trimestrale ha registrato un crollo notevole delle transazioni immobiliari, l&#8217;associazione dei consumatori codacons ha puntato il dito contro l&#8217;imposta sulla casa e soprattutto contro le banche, accusate di concedere sempre meno mutui e di applicare spread ai limiti dell&#8217;usura</p>
<p>secondo l&#8217;associazione dei consumatori, molte famiglie sull&#8217;orlo del fallimento e tassate dall&#8217;imu vorrebbero vendere la loro casa, &#8220;ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare&#8221;. per questa ragione chi vuol vendere abbassa i prezzi o, se non è pressato dai debiti, rimane in attesa di tempi migliori. &#8220;ecco perché il crollo delle compravendite è il per il momento più alto del calo dei prezzi&#8221;</p>
<p> i pochi che vogliono comprare casa non riescono a soddisfare i requisiti sempre più restrittivi delle banche che hanno &#8220;alzato gli spread, la quota, la quota di contanti ed  il rapporto rata reddito famigliare. se prima della crisi bastava che il mutuo fosse pari all&#8217;80% al valore dell&#8217;immobile, oggi le banche erogano con il 60%. se prima della crisi bastava che il rapporto rata reddito famigliare non superasse il 30 %, oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata. per non parlare degli spread superiori al 3% che rendono insostenibili i mutui nel lungo periodo, salvo portabilità&#8221;</p>
<p>per il codacons, la soluzione è un intervento del governo che porti alla diminuzione dell&#8217;imu sulla prima casa, controbilanciato da un aumento dell&#8217;aliquota sulla terza casa e sulle case sfitte. e soprattutto a una revisione del sistema bancario per evitare mutui ai limiti dell&#8217;usura.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mps, il Codacons ricorre al Consiglio di Stato sui Monti bond</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 11:27:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[UDIENZA L’8 MARZO &#8211; Il Codacons non vuole gettare la spugna sull&#8217;emissione di Monti bond a favore di Mps. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>UDIENZA L’8 MARZO &#8211; Il Codacons non vuole gettare la spugna sull&#8217;emissione di Monti bond a favore di Mps. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell&#8217;ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori ha annunciato di aver presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio, che lo scorso 22 febbraio aveva respinto la richiesta di sospendere l&#8217;emissione del prestito a favore di Rocca Salimbeni. L&#8217;udienza è fissata per l&#8217;8 marzo, ha fatto sapere l’associazione.</p>
<p>APPELLO AI LEADER POLITICI &#8211; La legge di stabilità prevede che Mps debba vendere al Tesoro i Monti bond entro il primo marzo. Intanto il Codacons si appella ai leader dei tre principali partiti politici, Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, “affinché blocchino il prestito da quattro miliardi di euro in favore della banca senese e utilizzino questi soldi per fini migliori, come per esempio rimborsare i cittadini dell&#8217;Imu versata lo scorso anno”. In alternativa, spiega l&#8217;associazione, “chiediamo ai tre leader di vincolare l&#8217;erogazione del prestito all&#8217;obbligo da parte del cda di Mps di deliberare l&#8217;immediata corresponsione allo Stato di azioni della banca per un valore pari al prestito”</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mps: il Tar respinge il ricorso del Codacons, nessuno stop ai Monti bond</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 14:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NESSUNO STOP AI MONTI BOND &#8211; Il Tar del Lazio, ha respinto il ricorso dell&#8217;associazione dei consumatori Codacons che chiedeva di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>NESSUNO STOP AI MONTI BOND </b>&#8211; Il Tar del Lazio, ha respinto il ricorso dell&#8217;associazione dei consumatori Codacons che chiedeva di fermare l&#8217;iter di aiuto pubblico alla banca <b>Mps </b>attraverso l&#8217;emissione di cosidetti Monti bond per 3,9 miliardi di euro. È quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters citando una fonte vicina al dossier. Ieri intanto la Corte dei Conti ha dato il via libera al decreto della presidenza del Consiglio che individua le risorse per sottoscrivere i Monti bond.</p>
<p><b>LA NOTA DI MPS &#8211;</b> &#8220;La Sezione controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti ha registrato il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che individua le risorse per la sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi dal <b>Monte dei Paschi di Siena</b>&#8220;, si legge in una nota diffusa dalla banca. &#8220;La registrazione è stata disposta in ragione delle deroghe alle norme di contabilità di Stato disposte dal Legislatore con il d.l. 95/2012 e giustificate dalle eccezionali circostanze riconosciute anche in sede europea&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Anatocismo, Bologna: Codacons vince causa rimborso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 08:21:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per la seconda volta, e sono due su due &#8211; scrive oggi nel sito nazionale il Codacons &#8211; il Codacons&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la seconda volta, e sono due su due &#8211; scrive oggi nel sito nazionale il Codacons &#8211; il Codacons canta vittoria e supera, a favore di un proprio associato, l&#8217; inutile resistenza opposta dalla Carisbo alla legittima richiesta di un cliente della banca per la restituzione delle somme pretese nel corso degli anni dalla banca a titolo di interessi anatocistici e commissioni di massimo scoperto. Il caso esaminato dal Tribunale di Bologna e deciso con sentenza n.325/13, emessa dalla Dott.ssa Cinzia Gamberini, fa seguito alla sentenza emessa non molto tempo fa, sempre contro Carisbo, ancora dal Tribunale di Bologna. Anche in occasione della recente sentenza n.325/13 &#8211; continua il Codacons &#8211; Carisbo ha voluto sostenere una tesi oramai insostenibile e sconfessata da ogni Tribunale, che trova come unico fortunato limite degli istituti di credito la non conoscenza, da parte delle masse dei clienti, del diritto di chiedere la restituzione, nel 99% dei casi, di somme pretese dalle banche ogni qualvolta si sia in presenza di linee di credito o di rossi di conto corrente. Una sentenza quanto mai importante, che rappresenta un precedente giuridico ed analizza gli effetti del decreto mille proroghe che avrebbe dovuto, nell&#8217; idea del legislatore, salvare le banche dalle richieste di rimborso degli interessi anatocistici e delle commissioni di massimo scoperto. Milioni di risparmiatori potranno oggi, con più forza &#8211; aggiunge il Codacons &#8211; chiedere ai propri istituti di credito la restituzione degli importi sopra richiamati, così come le aziende che ad oggi si trovano in grosse difficoltà stante la stretta creditizia in corso. Tutti coloro che desiderino ottenere una valutazione gratuita del carteggio relativo alle somme che devono avere in restituzione dal proprio istituto di credito, a titolo di interessi anatocistici o commissioni di massimo scoperto, possono contattare il numero verde 800.05.08.00, il numero 051.31.26.11, ovvero mettersi in contatto con la sede di Bologna tramite il sito regionale del Codacons Emilia Romagna (www.codacons.emiliaromagna.it), info@codacons.emiliaromagna.it, oppure tramite il sito nazionale www.codacons.it.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Codacons: Antitrust apre indagine su società di intermediazione creditizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 08:18:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[creditizia]]></category>
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					<description><![CDATA[In seguito ad un esposto del Codacons, l’Antitrust ha aperto una indagine sul comportamento della società di intermediazione creditizia Cir&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito ad un esposto del Codacons, l’Antitrust ha aperto una indagine sul comportamento della società di intermediazione creditizia Cir Italia, dando avvio ad procedimento nei suoi confronti, volto a valutare le ipotesi di violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. Viste le perplessità di numerosi consumatori, spiega il Codacons in una nota, ci siamo rivolti all’Antitrust per fare chiarezza sul comportamento di Cir Italia che, tramite il sito internet www.professionalprogress.it, diffondeva un messaggio volto a promuovere la facile possibilità di cancellare dalle banche dati dei cattivi pagatori, i nominativi interessati, facendosi pagare in anticipo un importo pari a 490 euro.</p>
<p>È noto per legge però, aggiunge  il Codacons, che la cancellazione dalle banche dati può essere eseguita solo ove ricorrano i presupposti legali, e nel momento in cui siano decorsi i tempi previsti dalla normativa.</p>
<p>Vista la condotta di Cir Italia che induce a falsare il comportamento del consumatore nelle scelte economiche che intraprende l’Antitrust, accogliendo la nostra richiesta, ha aperto un procedimento per pubblicità ingannevole, e chiede alla società di far pervenire informazioni, documenti ed eventuali memorie relative al periodo di diffusione del messaggio pubblicitario e al numero di acquisti online effettuati in quell’intervallo di tempo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mps/ Codacons: Corte dei Conti non registri decreto Monti Bond</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 10:26:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani la sezione di controllo della Corte dei Conti decide sulla registrazione del dpcm sui Monti Bond e il Codacons&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domani la sezione di controllo della<br />
Corte dei Conti decide sulla registrazione del dpcm sui Monti<br />
Bond e il Codacons invia a tutti i componenti della Corte una<br />
diffida con 142 pagine di motivazioni tecnico-finanziarie che<br />
rendono impossibile registrare il decreto. E&#8217; quanto si legge in<br />
una nota dell&#8217;associazione dei consumatori che prosegue la sua<br />
battaglia contro il prestito da 3,9 miliardi concesso a Mps. Oggi<br />
alle 17 ci sarà l&#8217;udienza dinanzi al Tar del Lazio relativa al<br />
ricorso del Codacons con cui si chiede di bloccare le emissioni.</p>]]></content:encoded>
					
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