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	<title>vertice - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>vertice - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>Ivass e Consob vogliono veder chiaro sull’improvvisa defenestrazione di Alberto Minali al vertice di Cattolica Assicurazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 12:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Minali]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolica Assicurazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ivass e Consob non ritengono sufficiente la nota con la quale il board di Cattolica Assicurazioni tolse all’improvviso le deleghe operative&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ivass e Consob non ritengono sufficiente la nota con la quale il board di Cattolica Assicurazioni tolse all’improvviso le deleghe operative all&#8217;amministratore delegato, spiegando che si erano manifestate divergenze, malgrado Minali avesse presentato il miglior bilancio degli ultimi 10 anni e malgrado avesse saputo attirare investitori internazionali del calibro di Warren Buffett.</p>
<p>Al di là di gelosie personali, il punto focale è parso l’ipotetica trasformazione della società cooperativa in spa, in linea con la governance di tutte le altre società che liberamente hanno deciso di quotarsi in Borsa, ma Minali ha sempre negato di aver manovrato per arrivare alla spa, che tra l’altro avrebbe avuto bisogno di un voto assembleare, dove – come in tutte le società cooperative – si vota per testa, a prescindere dall’entità del possesso azionario.</p>
<p>Il successore di Minali alla guida di Cattolica, Carlo Ferraresi, ha assicurato che la compagnia non cambierà linea e proseguirà nell’attuazione del piano di rilancio preparato da Minali, ma questo non sembra bastare alle due Authority, che potrebbero emanare una raccomandazione al Parlamento e al Governo perché, sulla scia di quanto realizzato nella riforma delle banche popolari, si provveda ad allineare alle altre società di Borsa la governance delle società di assicurazione, che sono ancora cooperative ma che, come nel caso di Cattolica, hanno autonomamente deciso di rivolgersi al mercato dei capitali o addirittura di quotarsi in Borsa.</p>
<p>Forse è proprio guardando al futuro che la Norges Bank, uno dei più importanti investitori istituzionali del mondo, ha deciso di aumentare la propria partecipazione azionaria in Cattolica salendo oltre il 3%.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambio in vista al vertice della Banca Centrale Europea ma i tassi rimangono per ora gli stessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Aug 2019 12:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Centrale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessun taglio per ora ai tassi di interesse, mantenimento dei livelli minimi e (forse) un nuovo quantitative easing. È questa la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun taglio per ora ai tassi di interesse, mantenimento dei livelli minimi e (forse) un nuovo quantitative easing.</p>
<p>È questa la ricetta prospettata dal Presidente uscente della Banca Centrale europea, Mario Draghi, nella sua ultima conferenza stampa da capo della BCE, per rimettere l’inflazione europea in carreggiata, finora troppo bassa.</p>
<p>La Banca centrale europea ha infatti confermato in modo ufficiale che lascerà i tassi invariati ai livelli attuali (il tasso principale è 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%), prospettando la possibilità di portarli a livelli inferiori fino “almeno alla prima metà del 2020 e comunque per tutto il periodo di tempo necessario” per far risalire l’inflazione.</p>
<p>Dunque, la tempistica preannunciata da Francoforte fornisce un orizzonte temporale più ampio rispetto ad un possibile rialzo dei tassi e anzi apre alla possibilità di un taglio.</p>
<p>I mercati erano convinti che un intervento ci sarebbe stato, entro il termine del mandato di Mario Draghi (fine ottobre) e prima dell’arrivo di Christine Lagarde.</p>
<p>Il Consiglio della Bce ha però confermato nei giorni scorsi l’intenzione di “continuare a reinvestire, per intero, i principali pagamenti derivanti dalla maturazione dei titoli” acquistati nell’ambito del programma di Quantitative easing, “per un periodo di tempo prolungato” oltre la data in cui prenderà il via il rialzo dei tassi di interesse e “in ogni caso per il tempo necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario“.</p>
<p>Ma cosa ha stimolato la reazione dei mercati? Il fatto che la Bce si sia detta “determinata ad agire se le prospettive d’inflazione nel medio termine continuano ad essere inferiori al suo obiettivo” vicino al 2% nel medio termine, sicuramente ha dato un importante scossone. E anche l’aver ribadito di voler ricorrere a tutti gli strumenti per raggiunger l’obiettivo, è stato di grande stimolo.</p>
<p>Ma quel che più ha fatto rumore è il cenno allo studiare “le dimensioni e la composizione di nuovi acquisti di titoli“, cioè a ripreparare un nuovo Quantitative easing, il piano straordinario di acquisti sul mercato secondario, che torna dunque a presentarsi all’orizzonte</p>
<p>Nel frattempo, però, il Consiglio “ha dato mandato ai relativi comitati dell’Eurosistema di esaminare le opzioni” sul tavolo.</p>
<p>Il riferimento è a strumenti per rafforzare la cosiddetta “forward guidance” – ovvero le indicazioni sulle future traiettorie dei tassi – e a sistemi che permettano di proteggere le banche dagli effetti negativi dei tassi negativi (ovvero ‘caricare’ i depositi delle banche a diversi livelli di tasso a seconda del loro ammontare).</p>
<p>In conferenza stampa, Draghi ha poi spiegato come l’economia europea sia resiliente, ma il clima generale e le tensioni internazionali (su tutte, il protezionismo) stanno pesando sull’economia europea e in particolare sulla manifattura, abbassando le prospettive di inflazione. “Non ci piace quello che vediamo sul fronte dell’inflazione“, ha detto il Presidente uscente della Bce. Proprio sull’obiettivo di raggiungere inflazione inferiore, ma vicina, al 2% nel medio periodo – che è il cuore del mandato della Bce – il governatore ha spiegato che c’è stata una discussione tra i banchieri centrali sull’opportunità di ragionare di possibili modifiche a questo obiettivo.</p>
<p>Anche i veri governi sono stati però chiamati in causa: “Se continuasse questo peggioramento economico nell’Eurozona, il ruolo della politica di bilancio diventerebbe essenziale”, ha avvertito Draghi, dopo aver rilevato che il settore manifatturiero in Germania e in Italia sta soffrendo uno “shock idiosincratico”.</p>
<p>Di tutto questo, di questa fase, però, non sarà l’economista italiano ad occuparsene, bensì Christine Lagarde, che ha incassato il nulla osta del Consiglio della Bce alla propria nomina quale successore di Mario Draghi.</p>
<p>“E’ una persona di riconosciuta reputazione ed esperienza professionale in materia monetaria o bancaria“, ha detto la BCE.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Daniela Aleggiani al vertice della comunicazione per la sostenibilità della South East Europe Region di 3M</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 12:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie del Momento]]></category>
		<category><![CDATA[3M]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Aleggiani]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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	3M, società che traduce la scienza in soluzioni capaci di migliorare concretamente la vita di tutti i giorni, nomina Daniela&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/daniela-aleggiani-al-vertice-della-comunicazione-per-la-sostenibilita-della-south-east-europe-region-di-3m/"><img title="3m" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2019/07/3m.jpg?fit=300%2C169&ssl=1" alt="3m" width="300" height="169" /></a>
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	<p>3M, società che traduce la scienza in soluzioni capaci di migliorare concretamente la vita di tutti i giorni, nomina Daniela Aleggiani, già responsabile di Brand and Communications 3M Italia, al vertice per la Sostenibilità e le Relazioni con le Comunità per la South East Europe Region. La Regione, una delle 7 dell’area EMEA, riunisce sotto un’unica gestione 17 Paesi. Oltre all’Italia, copre infatti i Paesi dell’Est Adriatico, la Grecia, la Turchia ed Israele.<br />
Nella nuova responsabilità lavorerà a stretto contatto con la funzione tecnica regionale Product Stewardship and Sustainability. La nuova nomina di Aleggiani conferma, ancora una volta, l’attenzione dell’azienda al bilanciamento delle competenze ed opportunità, non sono infatti rare le donne che ricoprono ruoli internazionali in 3M.</p>
<p>Daniela Aleggiani, dopo una laurea in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano, è entrata a far parte di 3M negli anni ‘80. Nel corso della sua carriera all’interno dell’azienda, ha maturato una consolidata esperienza in diverse aree aziendali, tra cui le Risorse Umane che le hanno permesso di accrescere le proprie conoscenze anche nella gestione delle risorse. Dal 2000, ha avuto responsabilità riguardo al Brand, alla Comunicazione Corporate e alla Comunicazione Interna di 3M Italia. Aleggiani è inoltre Vicepresidente e Segretario Generale di Fondazione 3M, istituzione culturale permanente che promuove e valorizza scienza e ricerca, arte e cultura e discipline economiche e sociali, nonché proprietaria di un archivio fotografico di oltre 100 mila immagini storiche.</p>
<p>“Sono molto orgogliosa di intraprendere questo nuovo percorso legato alla sostenibilità, tema che per noi di 3M rappresenta un valore ed una priorità. Fin dagli anni ‘70, 3M ha portato avanti azioni concrete di rispetto aziendale e la lungimiranza di tali scelte si concretizza oggi in risultati importanti ed una diffusa cultura interna nei comportamenti e nei processi” – ha dichiarato Daniela Aleggiani.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambio al vertice di Federcasse</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 11:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[cambio]]></category>
		<category><![CDATA[Federcasse]]></category>
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					<description><![CDATA[Alessandro Azzi, completato il percorso normativo della riforma del Credito Cooperativo italiano, ha rassegnato le dimissioni nel corso della riunione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro Azzi, completato il percorso normativo della riforma del Credito Cooperativo italiano, ha rassegnato le dimissioni nel corso della riunione del Consiglio Nazionale della Federazione. Una decisione già annunciata a giugno del 2015 all&#8217;avvio del progetto di autoriforma come naturale conseguenza della definizione di un nuovo quadro normativo. Azzi, nell’ambito del sistema del Credito Cooperativo, resta al vertice della BCC del Garda, della Federazione Lombarda delle BCC e della Fondazione Tertio Millennio – Onlus.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella stessa riunione è stato eletto all’unanimità nuovo Presidente Augusto dell’Erba, avvocato, Presidente della Cassa Rurale di Castellana Grotte, della Federazione Puglia e Basilicata delle BCC, del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo e del Fondo Temporaneo costituito ai sensi della legge di riforma del Credito Cooperativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Azzi è stato a capo dell&#8217;Associazione Nazionale delle BCC e Casse Rurali dal 1991. In venticinque anni, sotto la sua presidenza, il Credito Cooperativo ha conosciuto uno sviluppo significativo. Dall’entrata in vigore del nuovo Testo Unico Bancario (1993) ad oggi, pur essendo diminuito in assoluto il numero delle cooperative bancarie, è aumentato il numero degli sportelli (da 2.226 a 4.315). Il numero dei soci è passato da 350 mila ad oltre 1 milione e 240 mila (+ 257 %); la raccolta diretta da 33,4 miliardi a 158 miliardi (+ 373%); gli impieghi a famiglie ed imprese da 17,5 ad oltre 133 miliardi (+ 660%); il patrimonio di sistema da 6,7 a circa 20 miliardi (+ 198%) con un CET1 medio del 16,6%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli impieghi erogati dalle BCC italiane rappresentano oggi il 22,5% del totale dei crediti alle imprese artigiane, il 18.6% alle imprese del settore agro-industriale, il 18.4% della ristorazione e alloggio, il 13,1% alle imprese e istituzioni del nonprofit.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla Presidenza Azzi – ricorda una nota di Federcasse &#8211; si deve anche l’intuizione della costituzione di una società capogruppo del versante d’impresa del Credito Cooperativo e la definizione di strumenti originali e innovativi di tutela del risparmio resi possibili dalla solidarietà di sistema, come il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo e il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti &#8211; unico nel suo genere in Italia &#8211; e più recentemente il Fondo di Garanzia Istituzionale. Fondi che, soprattutto negli ultimi anni segnati da una profonda e gravissima crisi economica, hanno consentito con varie modalità di tutelare al meglio soci e clienti delle BCC prevenendo o risolvendo sempre al proprio interno, senza alcun contributo pubblico, situazioni di criticità, preservando clienti e depositanti.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Banca Apulia ha rinnovato il consiglio di amministrazione e nominato il nuovo vertice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 10:39:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Apulia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assemblea dei soci, preso atto delle dimissioni della maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione in carica dallo scorso 25 marzo, ha&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Assemblea dei soci, preso atto delle dimissioni della maggioranza dei Consiglieri di Amministrazione in carica dallo scorso 25 marzo, ha nominato 8 nuovi Consiglieri. Si tratta di Alberto Pera, Maria Lucia Candida, Beniamino Anselmi, Sabrina Bruno, Giampaolo Provaggi, Gianpaolo Fornasari, Rosanna Riccu, Gaetano Chianura.</p>
<p>Alberto Pera è stato nominato nuovo presidente e Maria Lucia Candida vice presidente.</p>
<p>Il cambio di governance si è reso necessario a seguito dell&#8217;acquisizione del 97,64% del capitale della capogruppo Veneto Banca da parte del Fondo Atlante – fondo d’investimento gestito da Quaestio Capital Management SGR.</p>
<p>Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Banca Apulia è interamente espressione della lista presentata dalla Capogruppo Veneto Banca.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambio al vertice di Mediocredito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 20:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[cambio]]></category>
		<category><![CDATA[Mediocredito]]></category>
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					<description><![CDATA[Diego Pelizzari, attuale vice direttore, dal prossimo 1° luglio assumerà la carica di direttore finora affidata a Leopoldo Scarpa, che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diego Pelizzari, attuale vice direttore, dal prossimo 1° luglio assumerà la carica di direttore finora affidata a Leopoldo Scarpa, che lascia per andare in pensione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pelizzari, 52 anni, vice direttore e responsabile dell’area affari della banca dal 2006, è laureato in economia e commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Prima di approdare a Trento, ha iniziato la sua carriera al Mediocredito Lombardo di Milano, per poi assumere il ruolo di dirigente responsabile area Nord Est di Banca Intesa Mediocredito (oggi Mediocredito Italiano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’assemblea ha inoltre nominato quale consigliere di amministrazione Katrin Teutsch, in sostituzione di Doris Salzburger, recentemente dimessasi per nuovi impegnativi incarichi di lavoro all’estero.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Possibile cambio al vertice del gruppo di Piazza Gae Aulenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 14:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[cambio]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Gae Aulenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Indiscrezioni scaturite anche da alcune dichiarazioni del patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio (uno degli azionisti privati di maggior peso), secondo cui ci&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Indiscrezioni scaturite anche da alcune dichiarazioni del patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio (uno degli azionisti privati di maggior peso), secondo cui ci sarebbe bisogno di un cambio radicale. “Ghizzoni è un bravo banchiere ma forse la banca oggi ha bisogno di cambiamenti così radicali per intraprendere un nuovo cammino che solo una discontinuità può realizzare”, ha detto.</p>
<p>Gli scenari che si ipotizzano in caso di cambiamento di rotta del gruppo sarebbero due: secondo alcune letture il banchiere potrebbe ascendere alla presidenza al posto di Giuseppe Vita, (sebbene Ghizzoni al Forex di Torino l’abbia escluso) oppure potrebbe essere sostituito con nomi importanti di banchieri italiani ma dal respiro internazionale.</p>
<p>I nomi circolati sono quelli di Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Marco Morelli (Bofa-Merrill Lynch), Andrea Orcel (Ubs), Carlo Cimbri (Unipol), Gaetano Micciché (Intesa Sanpaolo), mentre, in caso di scelta dall’interno, quelli di Gianni Franco Papa (capo dell’investment banking), Carlo Vivaldi (capo dell’Est Europa) e di un ex come Jean Pierre Mustier.</p>
<p>Quanto ai numeri, UniCredit dovrebbe chiudere il 2015 con utili per 1,4 miliardi secondo il consensus degli analisti (dai 2 miliardi del 2014). Sui conti peseranno, con ogni probabilità, per centinaia di milioni di euro il contributo al Fondo di risoluzione per le quattro banche salvate (Etruria, Marche, Chieti, Ferrara) e le spese per l’uscita dall’Ucraina.</p>
<p>Oggi Ghizzoni dovrebbe dare anche aggiornamenti sull’andamento del piano industriale che punta a risparmi per 1,6 miliardi e ad un utile di 5,3 miliardi al 2018 senza aumenti di capitale ma rafforzando il patrimonio in maniera organica. Oltre alla cessione dell’Ucraina e alla ristrutturazione di Bank Austria, nei giorni scorsi è stato raggiunto con i sindacati l’accordo per l’uscita di 2.700 dipendenti in Italia e l’assunzione di 700 nuove figure.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cambio al vertice di Bank Austria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 16:47:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bank Austria]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal primo marzo 2016 Robert Zadrazil, 45 anni, sostituirà Willibald Cernko in qualita di chief executive officer. Federico Ghizzoni, ceo di UniCredit, ha commentato: &#8220;Voglio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal primo marzo 2016 Robert Zadrazil, 45 anni, sostituirà Willibald Cernko in qualita di chief executive officer. Federico Ghizzoni, ceo di UniCredit, ha commentato: &#8220;Voglio ringraziare personalmente Willibald Cernko per l&#8217;alta qualità del lavoro che ha svolto in questi anni nel Gruppo. E voglio fare i migliori auguri di buon lavoro a Robert Zadrazil, che dal 1° di marzo sarà il nuovo ceo di Bank Austria. Con la nomina di Robert, che lavora con noi ormai da quasi 15 anni, si avvia a Vienna un rinnovamento manageriale e generazionale che, sono certo, darà frutti significativi. Ci aspettiamo dal nuovo ceo un impulso fondamentale per la ristrutturazione e il rilancio di Bank Austria sulla base delle scelte decise e annunciate nel mese di dicembre. Le azioni individuate prevedono una profonda riorganizzazione dell&#8217;attività retail, con un forte contenimento dei costi, e il consolidamento del ruolo di leadership che la banca ha ricoperto e ricopre nel Paese per quanto riguarda il credito alle imprese, il settore private, le attività di corporate e investment banking. In questa chiave UniCredit conferma il massimo supporto agli obiettivi di riorganizzazione e crescita di Bank Austria, che rappresentano un elemento importante del piano strategico di gruppo varato in novembre. Un piano strategico che intende coniugare una forte riduzione dei costi con importanti investimenti per la crescita confermando per il presente e il futuro di UniCredit il ruolo di solida banca commerciale europea, a sostegno dei propri clienti e dell&#8217;economia dei Paesi nei quali operiamo&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Avvicendamento al vertice dell’area Nord Ovest di Mps</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 11:20:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Nord Ovest]]></category>
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					<description><![CDATA[Nello Foltran, 52 anni, è stato nominato nuovo responsabile dell’area, per la quale ricopriva dal giugno del 2014 il ruolo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello Foltran, 52 anni, è stato nominato nuovo responsabile<br />
dell’area, per la quale ricopriva dal giugno del 2014 il ruolo di direttore commerciale.</p>
<p>Forte di un’esperienza all’interno della banca di oltre trent’anni, durante la quale ha rivestito vari ruoli, Foltran può contare su una grande conoscenza del territorio del nord Italia. È stato infatti responsabile retail del Triveneto di Banca Antonveneta-ABN Ambro da marzo 2003 fino all’ottobre 2008. Successivamente nominato dirigente centrale, ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Triveneto est di Banca Antonveneta fino a luglio 2011. Da luglio 2011 ad aprile 2013 è stato responsabile della direzione Territori e Clienti di Banca Antonveneta mentre da aprile 2013 a giugno 2014 è stato il direttore commerciale dell’area  Antonveneta.</p>
<p>Nello Foltran subentra ad Alessandro Signorini che porterà la sua competenza e la profonda esperienza maturata sul territorio in strutture di Capogruppo a presidio dell’operatività di Rete e dei rischi connessi alle attività commerciali ed esecutive.<br />
L’Area Territoriale Nord Ovest di Banca Monte dei Paschi è articolata in 8 direzioni territoriali e si compone di 276 filiali, 20 centri PMI, 12 centri Private, 2 centri Private Top e 9 centri Enti, con un totale complessivo di oltre 2500 risorse impiegate.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Mps, la Bce decide sull’aumento L’Ente: fiducia al vertice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 17:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Bce]]></category>
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					<description><![CDATA[I vertici di Banca Mps incassano la fiducia da parte della Fondazione senese. Ieri c’è stato un incontro tra il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="post-title typography-title">I vertici di Banca Mps incassano la fiducia da parte della Fondazione senese. Ieri c’è stato un incontro tra il presidente Mps Alessandro Profumo, l’amministratore delegato Fabrizio Viola e i rappresentanti della Fondazione, storico azionista della banca e oggi titolare del 2,5% del capitale della banca. Al termine del meeting, con una nota la Deputazione amministratrice ha confermato «il proprio apprezzamento per il lavoro che Profumo e Viola stanno svolgendo per la finalizzazione del Capital Plan e per l’aggiornamento del piano della banca alla luce del mutato scenario di riferimento».</p>
<div class="copy clearfix">
<div class="pf-content">
<p>In occasione del vertice, Profumo e Viola hanno infatti aggiornato i rappresentanti della Fondazione sulle iniziative prese per colmare il deficit di capitale emerso con gli stress test della Bce e sugli sviluppi. Da parte di Francoforte si attende il via libera all’aumento di capitale da 2,5 miliardi che dovrebbe coprire la carenza (shortfall) da 2,11 miliardi che gli esami della Banca centrale europea ha evidenziato. Previsto inizialmente per oggi (data in cui è fissato un Governing Council in Bce), il disco verde di Francoforte è destinato però a slittare. La prima data utile per l’avallo potrebbe essere quella del 18 febbraio, ma non è da escludere che si possa andare anche più avanti.<br />
Come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda il numero del 31 gennaio), l’Ente di Palazzo Sansedoni sembra così confermare la fiducia agli attuali vertici del gruppo. Tutto si farà più chiaro il 14 aprile, in occasione dell’assemblea ordinaria e straordinaria che dovrà approvare i conti 2014. Ma la sensazione è che, a meno di clamorosi colpi di scena, il patto Fondazione-Fintech-Btg Pactual, in virtù del 9% della banca, punti a nominare 6 dei 12 membri del board della banca, rinnovando così Profumo e Viola ai loro posti. Un rinnovo che, va detto, dovrebbe essere però a tempo, destinato cioè a durare fino al varo dell’aumento di capitale (il cui valore secondo diversi rumors potrebbe essere superiore ai 2,5 miliardi finora previsti) e all’eventuale matrimonio con un’altra banca.<br />
Cautela, rispetto alla possibile adesione all’aumento di capitale da parte della Fondazione Mps, è stata espressa dal presidente Marcello Clarich. «Non conosciamo ancora tutti i parametri – ha confermato ieri Clarich – e comunque su questo lavora ancora il nostro advisor», il Credito Fondiario.</p>
</div>
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		<title>Vertice al Tesoro sulle Poste: avanti con la privatizzazione nel 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 14:39:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Poste Italiane tira dritto sulla privatizzazione del 40% del capitale, confermando l&#8217;obiettivo della quotazione entro il 2015. Ieri si è&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Poste Italiane tira dritto sulla privatizzazione del 40% del capitale, confermando l&#8217;obiettivo della quotazione entro il 2015. Ieri si è svolto al ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze un nuovo incontro sul processo avviato dopo l&#8217;arrivo del nuovo amministratore delegato del gruppo, Francesco Caio, lo scorso maggio.<br />
All&#8217;incontro, hanno dichiarato ieri dal ministero, hanno preso parte i vertici di Poste Italiane, il capo del dipartimento del Tesoro Vincenzo La Via e il capo della segreteria tecnica del ministro Fabrizio Pagani, nonché gli advisor finanziari e legali del ministero (Lazard e Gianni&amp;Origoni) e di Poste (Rothschild e Clifford Chance). «Sono stati vagliati «obiettivi», ha sottolineato Via Venti Settembre, «sequenza temporale e misure necessarie per procedere alla quotazione della società, confermandosi il target temporale del 2015». L&#8217;amministratore delegato Caio ha illustrato il piano di sviluppo quinquennale dell&#8217;azienda, recentemente approvato dal consiglio di amministrazione. Nelle prossime settimane continuerà il lavoro preparatorio da parte degli advisor, anche assieme al consorzio dei global coordinator, in vista della definizione di tutte le misure necessarie. L&#8217;accelerazione coincide con il cambio di manager-chiave per il gruppo, come anticipato ieri da MF-Milano Finanza. Il 2 febbraio si riunirà il consiglio di amministrazione per la nomina del nuovo direttore finanziario Luigi Ferraris (ex Enel ), mntre il precedente cfo, Luigi Calabria, arrivato da Finmeccanica lo scorso giugno, sarebbe destinato a ricoprire il ruolo di responsabile dell&#8217;m&amp;a, a diretto riporto di Caio. A breve si attende poi la nomina di un nuovo capo dell&#8217;Information Technology (in arrivo dal settore bancario), settore sui cui Caio è pronto a investire, secondo il piano, circa 3 miliardi di euro per dare vita alla trasformazione tecnologica del gruppo. Prima di sboccare definitivamente il processo di quotazione servirà però definire con l&#8217;Agcom il nuovo servizio universale di recapito lettere, per bloccare le crescenti perdite che il gruppo continua a registrare per la consegna della posta. Ieri sono anche stati avviati gli incontri con le principali agenzie di rating per la presentazione del piano industriale 2015-2019 di Caio e gli appuntamenti riprenderanno domani.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ente Carige, vertice sulla governance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 11:55:34 +0000</pubDate>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/ente-carige-vertice-sulla-governance/"><img title="Ente Carige, vertice sulla governance" src="http://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2015/01/carige_Ge170520113836-F110517192807-U200100266376ET-U200104890401JNI-290x260@IlSecoloXIX-Nazionale-300x200.jpg" alt="Ente Carige, vertice sulla governance" width="300" height="200" /></a>
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	Mentre in Fondazione Carige si prepara una nuova seduta della commissione statuto (prevista per lunedì prossimo), ieri il titolo di&#8230;]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/ente-carige-vertice-sulla-governance/"><img title="Ente Carige, vertice sulla governance" src="http://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2015/01/carige_Ge170520113836-F110517192807-U200100266376ET-U200104890401JNI-290x260@IlSecoloXIX-Nazionale-300x200.jpg" alt="Ente Carige, vertice sulla governance" width="300" height="200" /></a>
	</div>
	<p>Mentre in Fondazione Carige si prepara una nuova seduta della commissione statuto (prevista per lunedì prossimo), ieri il titolo di Banca Carige ha chiuso a piazza Affari a 0,0624, segnando -1,89%. Secondo alcuni analisti si tratta di un assestamento, dopo la seduta di mercoledì che aveva visto l’istituto genovese crescere del 3,58%, in controtendenza con l’andamento generale della Borsa e del comparto bancario. Una risalita dopo lo scossone impresso al titolo dalla decisione della Consob di impugnare, presso il tribunale di Genova, il bilancio 2013 dell’istituto, con l’obiettivo di arrivare a una rideterminazione dei valori degli avviamenti e delle partecipazioni inseriti nell’esercizio 2012.<br />
Sul fronte della ricapitalizzazione, chiesta da Bce e che potrebbe raggiungere i 700 milioni, finora l’ente di vigilanza europeo non ha inviato indicazioni sul livello di Cet1 da raggiungere, a differenza di quanto accaduto per altri istituti, in primis Mps (Carige prevede di toccare un Cet1 del 12%, post aumento). E ieri si sono rincorse voci riguardo a un possibile incontro, che sarebbe programmato per la prossima settimana, tra banca Imi, advisor di Fondazione Carige (che detiene il 19% circa di Carige) e Andrea Bonomi che, con la sua Investindustrial, è interessato alla quota dell’istituto di credito detenuta dell’ente.<br />
Intanto la fondazione si prepara a sfoltire il numero di consiglieri di amministrazione e di indirizzo. Lunedì prossimo si riunirà, a quello scopo, la commissione statuto dell’ente, già riunitasi questa settimana, senza arrivare a una decisione. C’è chi vorrebbe tagliare, mantenendo però le proporzioni tra enti e istituzioni che oggi indicano i componenti dei consigli. E chi preferirebbe, per le nomine, mettere in minoranza la parte politica e concedere la designazione della maggioranza dei membri a società civile e camere di commercio.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Allianz cambia il vertice, sale Bäte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 07:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambia la guida al vertice di Allianz. Il consiglio di sorveglianza del colosso assicurativo tedesco ha nominato ieri il cfo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambia la guida al vertice di Allianz. Il consiglio di sorveglianza del colosso assicurativo tedesco ha nominato ieri il cfo Oliver Bäte alla carica di ceo in sostituzione di Michael Diekmann, che lascerà l&#8217;incarico il prossimo maggio, con la chiusura del bilancio, e rimarrà presidente del consiglio di gestione fino all&#8217;assemblea annuale. Il repentino passaggio di testimone ha sorpreso il mercato che, sebbene immaginasse una prossima uscita di Diekmann, era convinto che il recente terremoto nella controllata Pimco avrebbe posticipato ogni decisione sul vertice della capogruppo. Così non è stato. In compenso, però, come fanno notare alcuni analisti, per sostituire il manager che ha permesso il consolidamento di Allianz, è scelto Bäte, «che conosce ogni angolo del gruppo». Al nuovo ceo è stato dato un mandato con scadenza 30 settembre 2019 e una squadra allargata grazie a innesti di peso. A rafforzare le prime linee di Allianz, il gruppo di Monaco ha chiamato l&#8217;italiano Sergio Balbinot, chief insurance officer di Generali e in passato co-amministratore delegato del Leone di Trieste. Il manager italiano entrerà nel consiglio di gestione di Allianz per una durata di quattro anni a partire dal primo gennaio 2015 e assumerà la responsabilità del business assicurativo nei Paesi dell&#8217;area Sud e Ovest Europa, ovvero Italia, Francia, Benelux, Grecia e Turchia. Una nuova sfida che il manager intende cogliere conservando «un ricordo particolare dell&#8217;indimenticabile esperienza professionale» vissuta a Trieste dove ha trascorso «oltre 30 anni, avendo raggiunto importanti traguardi, anche grazie alla collaborazione di un gruppo di colleghi di grande valore». Un saluto dunque «al consiglio di amministrazione, al gmc e a Mario Greco» prima di affrontare «una nuova fase lavorativa». Che lo stesso ceo Greco ha commentato così: «A nome del consiglio di amministrazione e di tutti i colleghi voglio ringraziare Sergio Balbinot per il grande contributo professionale che ha dato alla compagnia, sia in Italia che all&#8217;estero. Personalmente lo voglio ringraziare per il supporto che ha dato al piano di rilancio della società e, in particolare, per il sostegno che ho ricevuto sin dal mio arrivo in Generali e per tutti gli ultimi due anni. È stato un piacere lavorare con Sergio e gli auguro ogni successo nella sua futura carriera».<br />
A una settimana dalla clamorosa uscita del fondatore Bill Gross da Pimco, il colosso tedesco va dunque avanti nel riassetto manageriale. L&#8217;uscita di Diekmann non è certo legata al riassetto della controllata &#8211; che ha causato 23,5 miliardi di dollari di riscatti dal fondo in una settimana &#8211; ma è una svolta chiave nella governance del colosso assicurativo. Ieri il board ha nella sostanza accolto la richiesta dello stesso Diekmann, entrato in Allianz nel 1988, di non prolungare ulteriormente il proprio mandato. La guida passa così al 49enne Bäte che continuerà a essere responsabile della global property e casualty fino all&#8217;assemblea del 2015 quando subentrerà Axel Theis che da gennaio 2015 entrerà nel board of management di Allianz e avrà la responsabilità di global industrial insurance business, credit insurance e insurance business in Irlanda e Gran Bretagna. La nomina di Manuel Bauer si estenderà per un altro anno mentre Dieter Wemmer e Werner Zedelius resteranno per altri tre anni e Helga Jung per cinque anni. A partire dal 2015, Manuel Bauer assumerà anche la responsabilità dell&#8217;insurance business in Australia e dalla stessa data Jay Ralph assumerà la responsabilità dell&#8217;insurance business negli Usa.<br />
Allianz ha ringraziato così Diekmann: «Come ceo ha dato forma e sviluppo al gruppo in maniera decisiva. Gli abbiamo chiesto la disponibilità ad essere eletto nel Supervisory Board di Allianz, in modo che Allianz possa continuare a beneficiare delle sue competenze e della sua esperienza».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il gruppo Generali rafforza il vertice in uno dei business chiave</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 09:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[chiave]]></category>
		<category><![CDATA[Generali]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il titolo delle Generali ha chiuso le contrattazioni di ieri in rialzo dell&#8217;1,02% a 15,82 euro. L&#8217;ascesa delle quotazioni è&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo delle Generali ha chiuso le contrattazioni di ieri in rialzo dell&#8217;1,02% a 15,82 euro. L&#8217;ascesa delle quotazioni è stata registrata nel giorno in cui la compagnia ha annunciato un nuovo riassetto al vertice: Sergio Di Caro sarà il nuovo responsabile di Generali Employee Benefits Network (Geb), leader globale del business dei corporate employee benefits, con oltre 1.500 multinazionali clienti. L&#8217;arrivo del manager è funzionale a rafforzare la guida di uno dei settori chiave del Leone che, in un&#8217;ottica di sviluppo strategico, ha individuato in questo segmento uno dei driver di crescita. D&#8217;altra parte già ora genera un giro d&#8217;affari da oltre 1,1 miliardi l&#8217;anno. Il ceo Mario Greco ha commentato così la nomina: «Il mercato degli employee benefits è molto importante per il gruppo e vogliamo aumentare la nostra posizione soprattutto nei mercati ad alto potenziale, come l&#8217;Asia».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Inchiesta UnipolSai vertice tra procure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 10:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Banca]]></category>
		<category><![CDATA[Inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Procure]]></category>
		<category><![CDATA[UnipolSai]]></category>
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					<description><![CDATA[Riunione tra i magistrati di Milano e di Torino per coordinare, evitando sovrapposizioni, i vari filoni di indagine su Unipol&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riunione tra i magistrati di Milano e di Torino per coordinare, evitando sovrapposizioni, i vari filoni di indagine su Unipol e Fondiaria.<br />
L’incontro si è svolto nell’ufficio del pm milanese Luigi Orsi, titolare anche dell’inchiesta Unipolsai che lo scorso 22 maggio ha portato a perquisizioni nelle sede della compagnia assicurativa e ad acquisizioni in Consob e all’iscrizione nel registro degli indagati dell’ad Carlo Cimbri.<br />
Orsi ha incontrato i colleghi Marco Gianoglio e Vittorio Nessi. per fare il punto della situazione.</p>]]></content:encoded>
					
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