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	<title>Vigilanza valorizza fortemente il ruolo del consiglio di amministrazione</title>
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	<title>Vigilanza valorizza fortemente il ruolo del consiglio di amministrazione</title>
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		<title>BFF Bank: l&#8217;esito dell&#8217;ispezione di Banca d&#8217;Italia e il nodo dei crediti deteriorati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 09:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[bff bank]]></category>
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	Il quadro operativo e finanziario di BFF Bank (ex Banca Farmafactoring), operatore di riferimento in Europa nella gestione e nello smobilizzo dei crediti pro soluto verso la Pubblica Amministrazione, è al centro di una complessa fase di riorganizzazione strutturale. ]]></description>
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	<p class="wp-block-paragraph">Il quadro operativo e finanziario di&nbsp;<strong>BFF Bank</strong>&nbsp;(ex Banca Farmafactoring), operatore di riferimento in Europa nella gestione e nello smobilizzo dei crediti pro soluto verso la Pubblica Amministrazione, è al centro di una complessa fase di riorganizzazione strutturale. Gli sviluppi di&nbsp;<strong>luglio 2026</strong>&nbsp;confermano l&#8217;intensificarsi del confronto con le autorità di vigilanza, delineando un percorso di risanamento guidato dal nuovo management e monitorato con attenzione dai mercati finanziari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli sviluppi recenti: il rapporto ispettivo di Banca d&#8217;Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A metà luglio 2026, BFF Bank ha ricevuto formalmente il&nbsp;<strong>Rapporto Ispettivo della Banca d&#8217;Italia</strong>, che conclude gli accertamenti avviati a dicembre dello scorso anno. Il verdetto della Vigilanza si è chiuso con un giudizio complessivamente &#8220;sfavorevole&#8221;, che conferma i rilievi emersi nei mesi precedenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Le richieste di rettifica:</strong> L&#8217;organo di vigilanza ha riscontrato la necessità di effettuare rettifiche di credito aggiuntive relative a vecchie esposizioni e a specifiche classificazioni di portafogli esteri (in particolare legati ad alcuni ospedali pubblici polacchi). L&#8217;impatto sul capitale primario (CET1) è stimato in circa 17 milioni di euro.</li>



<li><strong>La governance in affiancamento:</strong> La gestione operativa dell&#8217;istituto, guidato dall&#8217;amministratore delegato Giuseppe Sica, continua a essere supportata da due commissari straordinari temporanei (nominati da via Nazionale) con compiti di affiancamento al consiglio di amministrazione per accelerare la revisione dei controlli interni e la ristrutturazione contabile.</li>



<li><strong>Il piano di dismissione:</strong> Per alleggerire l&#8217;attivo e migliorare i ratio patrimoniali, la banca punta alla cessione di un portafoglio di crediti deteriorati dal valore nominale di circa 1,2 miliardi di euro, fortemente penalizzati dalle regole europee sul <em>calendar provisioning</em>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Analisi dei rischi: la classificazione del portafoglio crediti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I rilievi mossi dall&#8217;autorità di vigilanza si concentrano sulla classificazione prudenziale delle esposizioni legate alle attività di factoring e lending, focalizzandosi su due profili tecnici principali.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Profilo di Rischio Rilevato</th><th>Effetto Tecnico Stimato</th><th>Valutazione della Banca</th></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Meccanismo del &#8220;Contagiante&#8221;</strong></td><td>Possibile classificazione a deteriorato dell&#8217;intero rapporto con un debitore in presenza di interessi di mora scaduti.</td><td>Impatto teorico massimo stimato fino a 800 milioni di euro in nuove posizioni scadute (<em>past due</em>).</td></tr><tr><td><strong>Sospensive sul calcolo dei giorni</strong></td><td>Interpretazione più restrittiva dei periodi di sospensione per il calcolo dei giorni di ritardo nei pagamenti.</td><td>Impatto stimato fino a 500 milioni di euro.</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">BFF Bank ha precisato che i due effetti non sono necessariamente cumulabili e che il totale massimo dell&#8217;esposizione sotto osservazione si attesta intorno a 1,3 miliardi di euro. Trattandosi interamente di crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione e il settore pubblico, la perdita effettiva attesa in caso di insolvenza finale è considerata trascurabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tre dinamiche da monitorare per il futuro di BFF Bank</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli analisti di mercato e gli investitori istituzionali, la stabilizzazione dell&#8217;istituto nei prossimi mesi dipenderà dal monitoraggio di tre variabili strategiche:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>L&#8217;andamento dei ratio patrimoniali:</strong> Verificare la tenuta del CET1 ratio e del Total Capital Ratio alla luce delle nuove rettifiche richieste, dopo che il primo trimestre del 2026 aveva mostrato un parziale recupero (CET1 salito all&#8217;11,00% a fronte di un requisito del 9,86%).</li>



<li><strong>L&#8217;avanzamento dei dossier di M&amp;A:</strong> Seguire l&#8217;evoluzione delle indiscrezioni relative a possibili operazioni di aggregazione o partnership strategiche con altri gruppi bancari nazionali (tra i nomi speculati figurano Amco e Banco BPM) per accelerare l&#8217;uscita dalla fase di vigilanza rafforzata.</li>



<li><strong>L&#8217;efficacia delle azioni rimediali:</strong> Monitorare l&#8217;implementazione dei nuovi protocolli di controllo interno e dei sistemi contabili di gestione del credito concordati con i commissari di Banca d&#8217;Italia.</li>
</ol>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>L’Antitrust ha appena inflitto una multa da 1,5 milioni di euro a Revolut</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[revolut antitrust]]></category>
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	Sono passati quasi due anni da quando in Europa è stata messa, almeno sulla carta, la parola fine alla discriminazione degli Iban.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/lantitrust-ha-appena-inflitto-una-multa-da-15-milioni-di-euro-a-revolut/"><img title="DallAgcm-sanzioni-a-6-influencer.jpg" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2025/06/DallAgcm-sanzioni-a-6-influencer.jpg?fit=300%2C171&ssl=1" alt="revolut antitrust" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Sono passati quasi due anni da quando in Europa è stata messa, almeno sulla carta, la parola fine alla <strong>discriminazione degli Iban</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La deadline per la migrazione definitiva al sistema Sepa (Single Euro Payments Area, il circuito dei pagamenti per i Paesi della zona euro) era stata fissata al&nbsp;<strong>1 agosto 2014,</strong>&nbsp;data da cui la discriminazione è diventata formalmente sanzionabile per effetto del recepimento dell&#8217;Articolo 9 del&nbsp;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex%3A32012R0260" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Regolamento (UE) n.260/2012</a>&nbsp;(noto come Regolamento Sepa). E il 31 ottobre prossimo dovranno adeguarsi anche i Paesi Ue non appartenenti alla zona euro. Nonostante il divieto di discriminazione sia stato imposto da quasi due anni, continuano a registrarsi problemi. Sono l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm, o&nbsp;<strong>Antitrust</strong>) e la&nbsp;<strong>Banca d’Italia</strong>&nbsp;i&nbsp;<a href="https://finance.ec.europa.eu/consumer-finance-and-payments/payment-services/payment-services/iban-discrimination_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soggetti titolati ai controlli e alla gestione delle segnalazioni da parte degli utenti</a>. Segnalazioni che hanno sortito e continuano a sortire sanzioni a carico di chi non rispetta le regole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In aumento le sanzioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Antitrust ha appena inflitto <strong>una multa da 1,5 milioni di euro a Revolut</strong> nell’ambito di un più ampio procedimento relativo alle pratiche commerciali scorrette che è valso alla <strong>fintech</strong> una <strong>sanzione da 11 milioni</strong>. La società è accusata di aver diffuso messaggi ingannevoli sui servizi di investimento offerti e ha usato modalità aggressive e ingannevoli nella gestione dei servizi bancari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>sanzione da 1,5 milioni</strong>&nbsp;è a carico di Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB “<em><strong>per non aver fornito informazioni chiare ed esaustive su requisiti e tempistiche per ottenere l’Iban italiano</strong>&nbsp;(con iniziali IT) al posto dell’Iban lituano (con iniziali LT), violando gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo</em>”, si legge nel provvedimento dell’Antitrust.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società ha prontamente replicato annunciando che presenterà ricorso: &#8220;<em>Il passaggio agli Iban italiani ha seguito rigorosi protocolli bancari locali. Siamo tenuti per legge a verificare la documentazione e l&#8217;idoneità dei clienti per garantire una transizione sicura, conforme e ordinata all&#8217;entità locale</em>”, dichiara Revolut in una nota in cui si specifica che i clienti stimati nel 2026 raggiungeranno quota 5 milioni. Contattata da <em>Wired Italia</em>, la società non ha voluto rilasciare dichiarazioni ulteriori rispetto alla nota ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è l’unica azienda ad essere finita nel mirino dell’Agcm: il 9 febbraio è stata inflitta <a href="https://www.agcm.it/media/comunicati-stampa/2026/2/PV12B" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>una sanzione da 800mila euro a Agos Ducato,</strong></a> società finanziaria specializzata nel credito al consumo, per non aver consentito la domiciliazione dei pagamenti su Iban Sepa extra-Italia o li ha consentiti prevedendo una procedura di addebito più onerosa rispetto a quella applicata agli Iban italiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La petizione di Altroconsumo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il perimetro delle “discriminazioni” sarebbe ben più ampio, tant’è che l&#8217;associazione che si occupa della difesa dei consumatori&nbsp;<strong>Altroconsumo</strong>&nbsp;ha lanciato la petizione&nbsp;<a href="https://www.altroconsumo.it/azioni-collettive/discriminazione-iban" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><em><strong>Stop alla discriminazione Iban</strong></em></a>&nbsp;ed una raccolta di segnalazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La discriminazione dell&#8217;Iban è illegale, ma è ancora molto diffusa. Molte persone non possono pagare una bolletta o ricevere lo stipendio o la pensione solo perché hanno un Iban non italiano. Altre possono farlo, ma solo pagando commissioni non dovute. È una pratica che viola le regole europee. Serve la collaborazione di tutti</em>”, sottolinea Anna Vizzari, coordinatrice public affairs di Altroconsumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da febbraio ad oggi – fa sapere l’associazione – sono state&nbsp;<strong>quasi 800 le persone che hanno aderito all’iniziativa</strong>: oltre alla domiciliazione delle bollette e dello stipendio c’è anche la mancata possibilità di pagare tasse, contributi, di effettuare bonifici validi per le detrazioni fiscali e persino pedaggi autostradali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione della sicurezza è un alibi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c<strong>ome mai continuano a persistere problemi?</strong>&nbsp;Resta aperta la questione dei sistemi informatici obsoleti, molti software sono stati programmati per accettare solo il formato Iban locale, ad esempio solo quelli che iniziano con IT. E alcune aziende bloccano Iban esteri paventando infondati motivi legati alla sicurezza soprattutto in caso di frodi o nel recupero crediti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giustificazioni in contrasto con gli obblighi normativi. La Banca d’Italia ha dedicato <a href="https://uif.bancaditalia.it/pubblicazioni/quaderni/2026/quaderno-33-2026/QAR-33-Sintesi-non-tecnica-ita.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno dei suoi Quaderni dell’antiriciclaggio al tema degli Iban virtuali</a>. Il lavoro prende in esame l’emissione di più Iban collegati a un unico conto, i <em>virtual Iban</em> introdotti per agevolare la riconciliazione dei pagamenti. Secondo Bankitalia se è vero che offrono vantaggi operativi comportano anche rischi di riciclaggio di denaro. Dall’analisi emerge come prima indicazione quella di “<em>contrastare con determinazione l’Iban discrimination. Gli aspetti positivi degli Iban addizionali non la richiedono né la giustificano, mentre essa può celare comportamenti anomali meritevoli di approfondimento</em>”.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Bff Bank ha ricevuto un provvedimento da parte della Banca d’Italia nell’ambito degli accertamenti ispettivi di vigilanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[bff bank]]></category>
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	Bankitalia ha nominato Raffaele Lener e Francesco Fioretto commissari in temporaneo affiancamento al Consiglio di amministrazione di Bff Bank.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/bff-bank-ha-ricevuto-un-provvedimento-da-parte-della-banca-ditalia-nellambito-degli-accertamenti-ispettivi-di-vigilanza/"><img title="Mercati-in-rosso.jpg" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2024/12/Mercati-in-rosso-scaled.jpg?fit=300%2C171&ssl=1" alt="bff bank" width="300" height="171" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">Bankitalia ha nominato Raffaele Lener e Francesco Fioretto commissari in temporaneo affiancamento al Consiglio di amministrazione di Bff Bank.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cda e il collegio sindacale continuano quindi a mantenere i pieni poteri e le proprie facoltà decisionali invariate. Come si legge in una nota, «i rilievi e le connesse azioni rimediali già avviate si estendono al sistema dei controlli interni e dei presidi organizzativi, con particolare riferimento ai sistemi contabili e di gestione del credito. Le evidenze finora emerse si inseriscono in un quadro di irregolarità e criticità la cui portata complessiva è in corso di definizione». In particolare, nel contesto dell’ispezione generale, tuttora in corso, la Banca d’Italia ha individuato criticità relative al comparto del factoring and lending e alla classificazione ai fini prudenziali dei crediti. Ad ogni modo, si legge, «la banca continua a rispettare i requisiti patrimoniali di Cet1». In attesa della quantificazione finale degli impatti della revisione e del risanamento dell’istituto, la Banca d’Italia, nell’ambito del provvedimento inviato a Bff Bank, ha richiesto all’istituto di «ritardare la presentazione del progetto di bilancio 2025 non oltre il 30 aprile 2026 e l’approvazione dello stesso da parte dell’assemblea degli azionisti non oltre il 30 giugno 2026».</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Sono i social media l&#8217;habitat perfetto delle truffe online?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 10:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[Revolut punta il dito dritto contro Meta e chiede una mano alle istituzioni nazionali ed europee per attenuare le truffe.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Revolut punta il dito dritto contro Meta</strong> e chiede una mano alle <strong>istituzioni</strong> nazionali ed europee per attenuare le truffe.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>David</strong> <strong>Eborne,</strong> responsabile dei rischi di frode all&#8217;interno di Revolut, ha spiegato che <em>“i dati che abbiamo raccolto dimostrano come, non solo le truffe vengono agevolate dai social media, ma che quando si verificano portano al furto di <strong>grosse somme di denaro</strong>. Il consiglio che diamo ai clienti è sempre lo stesso: se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente siete in presenza di una truffa”.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;origine delle truffe e l&#8217;impatto economico</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dall&#8217;indagine</strong> condotta da Revolut emergerebbe come i social siano lo spazio dove si concretizzano la maggior parte delle truffe, ma un attore su tutti apparirebbe maggiormente <strong>coinvolto per il numero di truffe presenti:Meta</strong>. “<em>L’obiettivo non è quello di criticare gli altri, ma di andare a individuare i truffatori. Questo è il primo passo, poi Meta ha molti utenti, quindi non sorprende che il <strong>61% di tutti i casi di truffa segnalati</strong> e il <strong>40% degli importi totali rubati</strong> arrivino proprio dalle loro piattaforme social</em>&#8220;, dice il manager. Che per dare un termine di paragone, aggiunge come &#8220;<em>attualmente soltanto meno dell&#8217;1% dei casi si sono verificati su TikTok. Ci auguriamo che obblighi chiari e giusti incentivi finanziari per le <strong>big tech</strong> possano ridurre i livelli di frodi</em> authorised push payment <em>(App) nell’Ue. Sono delle tipologie di truffe in cui le vittime vengono plagiate dagli autori a effettuare dei pagamenti in tempo reale &#8211;</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente non tutte le truffe sono uguali. Dietro agli schermi si celano dei veri e propri professionisti, che studiano nuovi metodi e le persone da colpire, spesso, approfittando delle loro vulnerabilità. “<em>Oggi ci sono delle <strong>reti criminali</strong> sempre più sofisticate, ben <strong>organizzate</strong> e senza scrupoli che prendono di mira la <strong>persona</strong></em> &#8211; dice Eborne &#8211;<em>. È importante che la gente sia istruita e consapevole in modo da <strong>riconoscere</strong> le truffe ed evitarle. Per questo motivo monitoriamo le transazioni dei nostri clienti e cerchiamo di avvisarli quando c’è il concreto pericolo di truffa. L’intento è quello di fermare il cliente prima che concluda il pagamento</em>”. Non sempre però si arriva per tempo. Secondo il report della fintech, la cifra media persa con le <strong>truffe sugli investimenti</strong> &#8211; in cui alle vittime vengono promesse opportunità di &#8220;arricchirsi rapidamente&#8221; a patto di &#8220;investire&#8221; grandi quantità di denaro &#8211; è stata di oltre <strong>5.300 euro</strong> e costituisce solo il 12% dei casi, anche se si sale fino al 61% per denaro perso. Mentre la classica truffa sugli acquisti &#8211; prodotti che non esistono o che non sono come pubblicizzati &#8211; vale in media <strong>350 euro</strong>. Che a dispetto della bassa cifra, è la truffa più diffusa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta alle istituzioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato Revolut elogia il&nbsp;<strong>buon lavoro svolto negli anni</strong>&nbsp;a livello europeo, dall&#8217;altro esorta le istituzioni sui prossimi passi ancora da compiere per contrastare questo fenomeno. Dice il manager: “<em>Le nuove proposte sui&nbsp;<strong>servizi</strong>&nbsp;<strong>di pagamento</strong>&nbsp;rappresentano un enorme passo avanti nell’affrontare queste&nbsp;<strong>sfide</strong>&nbsp;e riteniamo che le proposte promuoveranno anche la fiducia nei pagamenti introducendo nuove norme&nbsp;<strong>antifrode</strong>. Il panorama delle frodi è infatti in continua evoluzione e, se vogliamo affrontarlo in modo efficace, dobbiamo intaccare l’intera catena</em>&nbsp;<em>dove hanno origine truffe e frodi, come sulle piattaforme social.</em>&nbsp;<em>Crediamo inoltre nel valore di una strategia comune, poiché la frode non ha confini. Per questo chiediamo alle istituzioni locali ed europee di fare di più per contribuire a contrastare le frodi alla fonte, che al momento sono proprio sui social”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è da dire che Meta ha deciso di agire dal suo punto di vista. Con Match Group e Coinbase hanno da poco costituito la <strong>Tech Against Scams</strong>, un&#8217;alleanza finalizzata ad “<em>agire contro gli strumenti utilizzati dai truffatori, educare e proteggere i consumatori, e interrompere le truffe finanziarie in rapida evoluzione”.</em></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Dieci milioni di multa ad Amazon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 09:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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	Dieci milioni di multa ad Amazon per aver limitato la libertà dei consumatori. ]]></description>
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	</div>
	<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dieci milioni di multa</strong> ad Amazon per aver limitato la libertà dei consumatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è la sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in solido, a <strong>due società del gruppo Amazon</strong>, le aziende lussemburghesi Amazon Services Europe S.à r.l. e Amazon EU S.à r.l.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Antitrust, si legge in una nota, grazie all’attività istruttoria ha accertato che&nbsp;<em>&#8220;Amazon attua una pratica commerciale scorretta&#8221;</em>&nbsp;consistente nella pre-selezione dell’acquisto periodico per un’ampia selezione di prodotti offerti sul suo sito.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“In particolare, nella pagina web dove sono descritte le caratteristiche dell’articolo selezionato, viene pre-impostata l’opzione “acquisto periodico” anziché “acquisto singolo”, sia per prodotti venduti da Amazon sia per prodotti venduti da terzi sul marketplace. In questo modo, viene limitata in modo considerevole la libertà di scelta dei consumatori&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La pre-spunta grafica dell’acquisto ricorrente, secondo l&#8217;AGCM,<strong> induce a comprare periodicamente un prodotto </strong>&#8211; anche senza effettivo bisogno &#8211;<strong> &#8220;limitando così la facoltà di scelta”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’Antitrust, inoltre, questa condotta&nbsp;<strong>è stata ritenuta<em>&nbsp;“in contrasto con il canone di diligenza professionale&#8221;&nbsp;</em></strong>in quanto un operatore dell’importanza di Amazon sarebbe tenuto a sviluppare e realizzare le interfacce online, relative ai processi di acquisto,<em>&nbsp;&#8220;in modo da consentire ai consumatori di&nbsp;<strong>effettuare scelte commerciali libere e consapevoli”.</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa decisione dell&#8217;AGCM, che aveva già comminato una multa da 1 miliardo ad Amazon nel 2021, lascerebbe comunque intendere che c’è già stata una interlocuzione tra le parti prima della decisione. Infatti, in avvio di istruttoria era stata contestata anche<em> &#8220;la pre-selezione della consegna veloce a pagamento&#8221;.</em> Rispetto a questa condotta, conclude la nota, l’Autorità<em>&#8220;ha accolto gli impegni proposti da Amazon&#8221; c</em>he in futuro <strong>predefinirà soltanto l’opzione di consegna gratuita.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre le due società<em>&nbsp;&#8220;erogheranno un ristoro a favore dei consumatori&#8221;&nbsp;</em>che durante il 2023 si sono rivolti al Servizio Clienti per lamentarsi di questa condotta, ossia&nbsp;<em>&#8220;un Buono Regalo spendibile su Amazon.it del valore di € 10,00 a tutti i consumatori&nbsp;<a href="https://amzn.to/3Uf4HXJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non iscritti a Prime</a>&nbsp;che nel corso del 2023 abbiano effettuato acquisti su Amazon.it usufruendo della consegna “Premium” e abbiano richiesto assistenza al Servizio Clienti Amazon per la selezione involontaria della modalità di consegna “Premium”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento, fatti salvi i maggiori termini, potrà essere presentato ricorso al TAR del Lazio,e un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Attenzione al cioccolato fondente che potrebbe contenere una quantità eccessiva di metallo pesante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 08:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[metallo pesante]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cioccolato fondente, spesso considerato il più salutare, si è rivelato pericoloso per la salute dei consumatori.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">I<strong>l cioccolato fondente</strong>, spesso considerato il più salutare, si è rivelato pericoloso per la salute dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I ricercatori hanno selezionato <strong>28 tavolette di cioccolato fondente</strong> delle principali marche commerciali, concentrandosi sulla presenza di metalli pesanti nei prodotti. I risultati sono sconcertanti: <strong>su 28 tavolette, ben 23</strong> (l’82% del campione) <strong>presentano livelli di piombo o cadmio superiori ai limiti</strong> massimi consentiti dalle autorità sanitarie della California (0,5 mcg al giorno per piombo e 4,1 mcg al giorno per il cadmio).</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Perugina Cioccolato fondente Nero 85% – con una percentuale di piombo del 539% e una di cadmio del 68%.</li>



<li>Perugina Cioccolato fondente Nero 70% – con una percentuale di piombo del 314% e una di cadmio dell’82%.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste percentuali sono intollerabili,<strong> soprattutto per quanto riguarda il piombo</strong>. La multinazionale Nestlé, proprietaria del marchio Perugina, ha dichiarato di applicare standard rigorosi per garantire la qualità e il rispetto dei requisiti normativi, inclusi i limiti per cadmio e piombo. L’azienda testa regolarmente materie prime e prodotti finiti per <strong>assicurare la conformità e la sicurezza dei consumatori.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo due tavolette,<strong> Divine 70% Darkly Smooth Chocolate</strong> e <strong>Sam’s Choice</strong> (Walmart)<strong> Dark Chocolate 85% Cocoa</strong>, hanno<strong> mostrato livelli tollerabili di piombo e cadmio,</strong> come riportato nell’indagine completa che include anche il cioccolato al latte e vari preparati a base di cacao. Ma perché il <strong>cioccolato fondente contiene concentrazioni così elevate</strong> di metalli pesanti? Il problema risiede nella materia prima del cioccolato, ovvero il cacao. <strong>Più alta è la concentrazione di cacao</strong> nel prodotto finale, <strong>più elevati saranno i livelli di cadmio, piombo e altri metalli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò non implica la<strong> rinuncia al piacere del cioccolato;</strong> piuttosto, è necessario <strong>consumarlo con attenzione,</strong> come indicato da Consumer Reports. Per gli adulti che desiderano gustare cioccolato fondente, un consumo occasionale non li esporrà necessariamente a livelli estremamente elevati di metalli pesanti. Tuttavia, è consigliabile essere consapevoli della potenziale esposizione a<strong> tali metalli da varie fonti.</strong></p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Appuntamenti economici di oggi venerdi 29 Dicembre 2023</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/appuntamenti-economici-di-oggi-venerdi-29-dicembre-2023/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 07:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
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					<description><![CDATA[La Banca d'Italia terrà un incontro d'approfondimento sulla posizione patrimoniale sull'estero dell'Italia; Debito estero dell'Italia; Tavole mensili di Banche e istituzioni finanziarie: finanziamenti e raccolta per settori e territori; Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosità del credito per settori e territori]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">La Banca d&#8217;Italia terrà un incontro d&#8217;approfondimento sulla posizione patrimoniale sull&#8217;estero dell&#8217;Italia; Debito estero dell&#8217;Italia; Tavole mensili di Banche e istituzioni finanziarie: finanziamenti e raccolta per settori e territori; Banche e istituzioni finanziarie: condizioni e rischiosità del credito per settori e territori</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br /><strong>Borsa</strong>:<br /><strong>Regno Unito</strong> &#8211; Chiusura anticipata della Borsa di Londra<br /><strong>Corea del Sud</strong> &#8211; Borsa di Seoul chiusa per festività<br /><strong>Aziende</strong>:<br /><a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/azioni/scheda.html?isin=IT0004674666&amp;lang=it"><strong>H-Farm</strong></a> &#8211; Assemblea: Bilancio</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dati macroeconomici attesi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Venerdì 29/12/2023</strong><br />09:00&nbsp;<strong>Spagna</strong>: Prezzi consumo, annuale (atteso 3,4%; preced. 3,2%)<br />09:00&nbsp;<strong>Spagna</strong>: Prezzi consumo, mensile (atteso 0,3%; preced. -0,3%)<br />15:45&nbsp;<strong>USA</strong>: PMI Chicago (atteso 51 punti; preced. 55,8 punti)</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Sanzione di 4,5 milioni a Facile Ristrutturare e Renovars per aver infranto la legislazione antimonopolistica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 11:42:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione antimonopolistica]]></category>
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					<description><![CDATA[Facile Ristrutturare è stata sanzionata per pratiche commerciali scorrette e ingannevoli nell'attività di ristrutturazione edilizia di immobili residenziali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Facile Ristrutturare è stata sanzionata</strong> per pratiche commerciali scorrette e ingannevoli nell&#8217;attività di ristrutturazione edilizia di immobili residenziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo annuncia l&#8217;Autorità spiegando che le società avrebbero diffuso false recensioni online. &#8220;Inoltre &#8211; si legge-è emerso che in alcuni casi applicavano un costo occulto in caso di Iva agevolata al 10%, invece che al 22%&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il provvedimento, spiega l&#8217;Autorità garante per la Concorrenza ed il Mercato, riguarda, in primo luogo, la diffusione &#8211; sulle piattaforme di recensioni online Trustpilot e Opinioni.it &#8211; di giudizi positivi non autentici perché riconducibili ai collaboratori di Facile Ristrutturare, e del messaggio &#8220;98% clienti soddisfatti&#8221;, risultato falso per accreditare un livello di soddisfazione dei clienti maggiore di quello reale in relazione ai servizi offerti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;istruttoria è emerso, inoltre, che Facile Ristrutturare applica un costo occulto ai consumatori in caso di Iva agevolata al 10%, invece che al 22%, quando i materiali di finitura per le ristrutturazioni vengono da essi acquistati tramite Facile Ristrutturare e presso i suoi fornitori partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;Autorità, Facile Ristrutturare e Renovars hanno violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo per la diffusione online di recensioni non autentiche e di un dato falso sulla percentuale di clienti soddisfatti dai servizi offerti e per omesso controllo sull&#8217;attività dei propri collaboratori. Inoltre l&#8217;applicazione di un costo occulto in caso di acquisto di materiali per le ristrutturazioni tramite Facile Ristrutturare con IVA agevolata, oltre ad essere contraria alla diligenza professionale, può indurre in errore i consumatori sul prezzo dei materiali di finitura per la ristrutturazione e/o sul modo in cui è calcolato. Si tratta peraltro di una voce di costo rilevante per la scelta di natura economica del consumatore.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nel periodo di Natale c&#8217;è stato un picco di tentativi di truffa perpetrati via email</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 08:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Moltissimi messaggi di posta in questi periodo contenevano tentativi di violazione dei dati personali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Moltissimi messaggi di posta in questi periodo contenevano tentativi di violazione dei dati personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono i dati dei dell&#8217;azienda di sicurezza informatica Bitdefender che ha rilasciato i risultati di una ricerca sulle truffe sul web legate agli acquisti di Natale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i ricercatori, tramite il cosiddetto phishing, i criminali informatici spingono gli utenti ad aprire allegati infetti o a visitare siti web civetta, affinché rilascino le loro informazioni personali online. I marchi più imitati sono stati nel periodo, Sony, Louis Vuitton, Walmart e Home Depot. A differenza dei primi due, gli ultimi hanno riguardato campagne indirizzate principalmente negli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I paesi principali coinvolti nello spam a tema festivo sono proprio gli Usa, con il 29%, seguiti dall&#8217;Irlanda con il 19%, dalla Francia con il 13% e dalla Germania con il 10%. Il 32% dello spam a tema natalizio proviene da indirizzi IP statunitensi, seguiti dalla Francia con il 18% e dalla Cina con il 13%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I messaggi più utilizzati dagli hacker sono quelli che promettono sconti su oggetti notoriamente costosi e comunicazioni, false, provenienti dai corrieri che consegnano la merce. &#8220;Bisogna sempre verificare la legittimità di email e messaggi urgenti riguardanti pacchi non consegnati o attività sospette sui propri account online&#8221; spiegano gli esperti. &#8220;Oltre a utilizzare una soluzione di sicurezza che rilevi e blocchi il phishing, i siti web fraudolenti e i malware&#8221;.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Sogei smentisce categoricamente l&#8217;esistenza di attacchi informatici all&#8217; Agenzia delle Entrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 10:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
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					<description><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/sogei-smentisce-categoricamente-lesistenza-di-attacchi-informatici-all-agenzia-delle-entrate/"><img title="agenzia-delle-entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1.jpg" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2023/08/agenzia-delle-entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1-1-scaled.jpg?fit=300%2C171&ssl=1" alt="agenzia delle entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1.jpg" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	Sogei smentisce categoricamente l'esistenza di attacchi informatici e la sottrazione di dati dalle piattaforme ed infrastrutture tecnologiche dell'Amministrazione Finanziaria. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/sogei-smentisce-categoricamente-lesistenza-di-attacchi-informatici-all-agenzia-delle-entrate/"><img title="agenzia-delle-entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1.jpg" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2023/08/agenzia-delle-entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1-1-scaled.jpg?fit=300%2C171&ssl=1" alt="agenzia delle entrate-codici-tributo-ravvedimento-operoso-2023-1.jpg" width="300" height="171" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Sogei smentisce categoricamente l&#8217;esistenza di attacchi informatici e la sottrazione di dati dalle piattaforme ed infrastrutture tecnologiche dell&#8217;Amministrazione Finanziaria. Lo afferma Sogei in una nota: &#8220;Sono pertanto da ritenersi prive di ogni fondamento &#8211; si legge &#8211; le notizie apparse su stampa e social che parlano di un fantomatico riscatto. Già nel luglio 2022 erano apparse fake news su presunti attacchi informatici nei confronti dell&#8217;Agenzia delle Entrate che furono seccamente smentite&#8221;.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Sanzione di oltre 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2023 07:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[chiara ferragni]]></category>
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					<description><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/sanzione-di-oltre-1-milione-alle-societa-riconducibili-a-chiara-ferragni/"><img title="Chiara Ferragni" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/09/140908757-674a7810-7eed-47d9-97ad-bdb0deb066b1.jpg?fit=300%2C200&ssl=1" alt="Chiara Ferragni" width="300" height="200" /></a>
	</div>
	Sanzione a Chiara Ferragni e a Balocco per pratica commerciale scorretta. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
	<div>
	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/sanzione-di-oltre-1-milione-alle-societa-riconducibili-a-chiara-ferragni/"><img title="Chiara Ferragni" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/09/140908757-674a7810-7eed-47d9-97ad-bdb0deb066b1.jpg?fit=300%2C200&ssl=1" alt="Chiara Ferragni" width="300" height="200" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Sanzione a <strong>Chiara Ferragni</strong> e a Balocco per pratica commerciale scorretta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo annuncia l&#8217;Antitrust, spiegando che, secondo l&#8217;Autorità, &#8220;le suddette società hanno fatto intendere ai consumatori che acquistando il pandoro &#8220;griffato&#8221; Ferragni avrebbero contribuito a una donazione all&#8217;Ospedale Regina Margherita di Torino. La donazione, di 50 mila euro, era stata invece già effettuata dalla sola Balocco mesi prima. Le società riconducibili a Chiara Ferragni hanno incassato dall&#8217;iniziativa oltre 1 milione di euro&#8221;. A luglio l’Autorità aveva avviato un’istruttioria per fare luce sulla questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br />In dettaglio, l&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato le società <strong>Fenice S.r.l</strong>. e <strong>TBS Crew S.r.l</strong>., che gestiscono i marchi e i diritti relativi alla personalità e all&#8217;identità personale di Chiara Ferragni, rispettivamente per 400 mila euro e per 675 mila euro, e Balocco S.p.A. Industria Dolciaria per 420 mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Autorità contesta alle tre società di aver attuato una pratica commerciale scorretta per aver pubblicizzato il &#8220;Pandoro Pink Christmas&#8221;, &#8220;griffato&#8221; Chiara Ferragni, lasciando intendere ai consumatori che, comprandolo, avrebbero contribuito a una donazione all&#8217;Ospedale Regina Margherita di Torino per acquistare un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing. Le società Fenice e TBS Crew hanno incassato la somma di oltre 1 milione di euro a titolo di corrispettivo per la licenza dei marchi della signora Ferragni e per la realizzazione dei contenuti pubblicitari senza versare nulla all&#8217;ospedale Regina Margherita di Torino.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-il-pandoro-venduto-a-9-euro">Il pandoro venduto a 9 euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;Antitrust la pratica scorretta si è articolata in diverse condotte: far credere, nel comunicato stampa di presentazione dell&#8217;iniziativa, che acquistando il &#8220;Pandoro Pink Christmas&#8221; al prezzo di oltre 9 euro, anziché di circa euro 3,70 del pandoro non griffato, i consumatori avrebbero contribuito alla donazione che, in realtà, era già stata fatta dalla sola Balocco, in cifra fissa, a maggio 2022, quindi molti mesi prima del lancio dell&#8217;iniziativa, avvenuto a novembre 2022; aver diffuso, tramite il cartiglio apposto su ogni singolo pandoro &#8220;griffato&#8221; Ferragni, informazioni idonee ad avvalorare la circostanza &#8211; non vera &#8211; che l&#8217;acquisto del prodotto avrebbe contribuito alla donazione pubblicizzata; aver pubblicato post e stories sui canali social della signora Ferragni in cui si lasciava intendere che comprando il &#8220;Pandoro Pink Christmas&#8221; si poteva contribuire alla donazione e che la Signora Ferragni partecipava direttamente alla donazione, circostanze risultate non rispondenti al vero, nonostante le sue società avessero incassato oltre 1 milione di euro.<br /><br />L&#8217;Autorità ha ritenuto inoltre che anche il prezzo del pandoro &#8220;griffato&#8221;, che è stato proposto in vendita al pubblico a un prezzo pari a circa due volte e mezzo il prezzo del Pandoro classico Balocco, abbia contribuito a indurre in errore i consumatori rafforzando la loro percezione di poter contribuire alla donazione acquistando il &#8220;Pandoro Pink Christmas&#8221;. Secondo l&#8217;Antitrust questa pratica ha limitato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori facendo leva sulla loro sensibilità verso iniziative benefiche, in particolare quelle in aiuto di bambini affetti da gravi malattie, violando il dovere di diligenza professionale Codice del Consumo e integrando una pratica commerciale scorretta, connotata da elementi di ingannevolezza.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Nel mirino degli hacker la sicurezza informatica degli ATM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo D.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 16:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
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					<description><![CDATA[
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	Gli sportelli bancari automatici sono al centro di attacchi informatici con l’obiettivo di accedere agli archivi e beneficiare delle interconnessioni con le diverse infrastrutture bancarie.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/nel-mirino-degli-hacker-la-sicurezza-informatica-degli-atm/"><img title="bancomat.jpg" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2023/08/bancomat-scaled.jpg?fit=300%2C171&ssl=1" alt="bancomat.jpg" width="300" height="171" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">Gli sportelli bancari automatici sono al centro di attacchi informatici con l’obiettivo di accedere agli archivi e beneficiare delle interconnessioni con le diverse infrastrutture bancarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le modalità di attacchi cyber più radicate c’è l’<strong>ATM Jackpotting</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-cosa-e-l-atm-jackpotting">Cosa è l’ATM Jackpotting…</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ATM Jackpotting consente di accedere fisicamente agli sportelli automatici per prelevare contante in maniera fraudolenta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il caso di febbraio 2023, in cui è stata registrata la variante denominata&nbsp;<strong>FiXS</strong>, che ha portato a importanti perdite economiche soprattutto tra operatori del Messico, negli ultimi mesi è stata evidenziata una nuova minaccia.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-e-in-cosa-consiste-la-nuova-variante">… e in cosa consiste la nuova variante</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Rilevata a maggio 2023, questa nuova minaccia è il risultato della combinazione di due tecniche:&nbsp;<strong>Shimming</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Relay Attack</strong>, che si basano sulla compromissione di due dispositivi, entrambi non presidiati, e sul trasferimento di dati tramite bluetooth e reti mobili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo, naturalmente, è aggirare le misure di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-come-funziona">Come funziona?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova variante di ATM Jackpotting prevede l’uso di un piccolo hardware, inserito nel lettore delle carte presso l’ATM, che permette di trasferire in tempo reale via bluetooth i dati letti dal dispositivo a un apparecchio mobile che si trova in prossimità dell’ATM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasmissione dei dati è finalizzata al trasferimento presso un ulteriore dispositivo, come un ATM nelle vicinanze, dal quale i truffatori possono prelevare contante, in tempo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, quando l’utente inserisce la propria carta nell’ATM e avvia la transazione di&nbsp;<strong>pagamento/prelievo</strong>, i dati vengono intercettati dallo shimmer e trasferiti al dispositivo ATM collegato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolare della carta rileva l&#8217;impossibilità di completare l&#8217;operazione, ricevendo un falso messaggio di errore; successivamente riceverà un addebito non riconosciuto relativo al ritiro dal dispositivo preso di mira da parte dei truffatori.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Questa tipologia di attacco utilizza una tecnica innovativa complessa che varca le frontiere della sicurezza bancaria mettendo a rischio un livello altissimo di operazioni, considerando soprattutto gli ATM non presidiati che agevolano l’operazione fraudolenta. Il trend che rileviamo ci mostra come il vettore di attacco si stia spostando dalle tradizionali tecniche black-box all’intrusione di rete attraverso gli sportelli ATM sempre più connessi», spiega il&nbsp;<strong>Strategic Foresight Team di Auriga</strong>.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">La visione di Auriga</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per Auriga la riposta agli incrementi degli attacchi è l’approccio&nbsp;<strong>Zero Trust</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando gli ATM come dispositivi più esposti, la protezione degli sportelli deve essere incentrata sulla riduzione della superficie di attacco del canale self service e dei suoi processi operativi chiave.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare,&nbsp;<strong>Lookwise Device Manager</strong>&nbsp;(LDM), è la soluzione sviluppata da Auriga per la cybersecurity dei dispositivi quali&nbsp;<strong>ATM</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ASST</strong>&nbsp;in grado di proteggere qualsiasi attacco malware grazie alle sue protezioni stratificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione risponde in maniera efficace ai bisogni del settore poiché permette la protezione dell’ATM in tutte le fasi del ciclo di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono in programma nuove ulteriori versioni della soluzione LDM da parte di Auriga che integrano innovative funzionalità in grado di impedire connessioni non attendibili che intervengono sulla superficie di vulnerabilità con l’obiettivo di ridurre drasticamente la percentuale di attacchi.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Pesto alla genovese richiamato dal Ministero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 15:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[pesto alla genovese]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/pesto-alla-genovese-richiamato-dal-ministero/"><img title="pesto" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2021/06/pesto-di-olive-mammastyle.jpeg?fit=300%2C169&ssl=1" alt="pesto" width="300" height="169" /></a>
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	Non si allenta mai l’attenzione del Ministero della Salute sui prodotti e alimenti presenti sugli scaffali dei supermercati italiani, con un controllo sempre rigido per cercare di garantire la miglior qualità e la massima sicurezza agli italiani in tavola. ]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/pesto-alla-genovese-richiamato-dal-ministero/"><img title="pesto" src="https://i0.wp.com/www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2021/06/pesto-di-olive-mammastyle.jpeg?fit=300%2C169&ssl=1" alt="pesto" width="300" height="169" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">Non si allenta mai l’attenzione del Ministero della Salute sui prodotti e alimenti presenti sugli scaffali dei supermercati italiani, con un controllo sempre rigido per cercare di garantire la miglior qualità e la massima sicurezza agli italiani in tavola. Per questo motivo dal dicastero non mancano le&nbsp;<strong>segnalazioni sui prodotti e richiam</strong>i per quelli considerati a rischio, per un motivo o per un altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco che in un recente documento pubblicato sul proprio sito, il Ministero ha fatto sapere di aver richiamato l’intero lotto di un&nbsp;<strong>pesto molto conosciuto</strong>&nbsp;e presente in diversi supermercati italiani per il rischio di presenza di alcuni allergeni non dichiarati.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-pesto-richiamato-il-lotto-interessato">Pesto richiamato, il lotto interessato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A essere finito al centro del richiamo del Ministero della salute è il <strong>pesto di Biffi</strong>, azienda lombarda che vanta un ruolo importante nella filiera dei sughi presenti nei supermercati di tutta Italia. Ma in un lotto, nonostante i numerosi controlli dell’azienda prima di immettere nel mercato i propri prodotti, qualcosa non è andato come previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come si legge nella&nbsp;<a href="https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_PubblicazioneRichiami_2320_azione_itemAzione0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota diramata sul sito del Ministero della Salute</a>, infatti, uno dei pesti “<strong>100% vegetale</strong>” di Biffi è stato ritirato dai supermercati per la&nbsp;<strong>presenza di allergeni non dichiarati</strong>&nbsp;e che, se ingeriti, potrebbero provocare numerosi problemi ai consumatori finali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo del lotto <strong>L30PL3F </strong>prodotto nello stabilimento di Via Piacenza 20 – 26865 San Rocco al Porto (LO) con scadenza 24/01/2024. Si tratta quindi del “pesto 100% vegetale” prodotto da <strong>Formec Biffi S.p.A, </strong>nello specifico quello in vaschette da <strong>150 gr</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti coloro che hanno in casa il prodotto segnalato sono stati avvertiti, tramite la nota del Ministero, a riportare il pesto presso l’esercizio commerciale nel quale è stato acquistato o, in alternativa, a non consumarlo se soggetti allergici ai derivati del latte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema degli allergeni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un richiamo che spesso viene messo in atto per poter prevenire qualsiasi tipo di problema al consumatore finale, in quanto nel caso specifico mancherebbe&nbsp;<strong>&nbsp;l’avvertenza</strong>&nbsp;obbligatoria per legge: “Il prodotto non deve essere consumato da soggetti&nbsp;<strong>allergici ai derivati al latte</strong>“.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Regolamento UE n. 1169/2011, entrato in vigore il 13 dicembre 2014, infatti&nbsp;<strong>ha introdotto l’obbligo per produttori ed esercizi commerciali di segnalare</strong>, nei cibi, la presenza di sostanze che possono provocare allergie o intolleranze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla di allergeni quando si fa riferimento a 14 sostanze da indicare obbligatoriamente come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cereali contenenti glutine;</li>



<li>Crostacei;</li>



<li>Uova;</li>



<li>Pesce;</li>



<li>Arachidi;</li>



<li>Soia;</li>



<li>Latte;</li>



<li>Frutta a guscio;</li>



<li>Sedano;</li>



<li>Senape;</li>



<li>Semi di sesamo;</li>



<li>Anidride solforosa e solfiti;</li>



<li>Lupini;</li>



<li>Molluschi.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">La sicurezza alimentare per il Ministero</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come detto, la sicurezza alimentare è messa al primo posto dal Ministero della Salute che vigila come meglio può sulla qualità dei prodotti venduti nei supermercati. Nello specifico questo meccanismo è possibile grazie agli operatori del settore alimentare (OSA) che hanno l’obbligo di informare i propri clienti sulla non conformità riscontrata negli alimenti da essi posti in commercio e a ritirare un prodotto dal mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In aggiunta al ritiro, qualora il prodotto fosse già stato venduto al consumatore, l’OSA deve provvedere al richiamo, cioè deve informare i consumatori sui prodotti a rischio, anche mediante cartellonistica da apporre nei punti vendita, e a pubblicare il richiamo nella specifica area del portale del Ministero della Salute.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il risparmio non si tutela inviando dei funzionari della Banca d’Italia in incognito nelle banche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 09:16:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
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					<description><![CDATA[I funzionari in incognito della Banca d'Italia non possono cogliere i veri problemi della relazione tra intermediari e clienti, rischiano anzi di caricare un ulteriore peso sulle spalle dei lavoratori bancari, già sottoposti a pressioni commerciali. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">I funzionari in incognito della Banca d&#8217;Italia non possono cogliere i veri problemi della relazione tra intermediari e clienti, rischiano anzi di caricare un ulteriore peso sulle spalle dei lavoratori bancari, già sottoposti a pressioni commerciali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La tutela del risparmio dipende soprattutto dai modelli di consulenza”. Lo ha dichiarato il segretario generale di First Cisl <strong>Riccardo Colombani</strong> intervenendo al convegno “La gestione etica del risparmio”, organizzato dalla Fondazione Opera Giuseppe Toniolo di Pisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quello oggi prevalente è su base non indipendente: banche ed assicurazioni distribuiscono solo prodotti finanziari di propria emissione o di partner commerciali con i quali scambiano degli incentivi. Il conflitto di interessi è dichiarato. Se il modello di consulenza fosse invece su base indipendente – ha proseguito – i risparmiatori avrebbero la possibilità di scegliere su un’offerta più ampia e di remunerare gli intermediari esclusivamente per il servizio. Senza la pratica degli incentivi, al centro ci sarebbe la relazione, non il prodotto. Risultato: meno casi di risparmio tradito, che in un passato recente hanno scosso la stabilità del sistema, e maggiore trasparenza. Finalmente troverebbe applicazione il principio secondo cui gli intermediari devono agire nel migliore interesse dei clienti”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Un modello di consulenza aperto rappresenta anche l’occasione di valorizzare realmente le competenze dei lavoratori e non va confuso con la figura del consulente finanziario indipendente – ha aggiunto Colombani – La Commissione europea ha tentato di introdurre il divieto di percepire incentivi nella direttiva Retail Investment Strategy, ma è stata stoppata, almeno per ora, dalle lobby dell’industria finanziaria. In attesa di capire quale sarà il testo definitivo, spetta quindi alla politica nazionale – ha concluso – sostenere il cambiamento se vogliamo tutelare efficacemente i risparmiatori ed utilizzare il risparmio al servizio della crescita”.</p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Kaspersky ha identificato una nuova ondata di attacchi Qbot</title>
		<link>https://www.notiziariofinanziario.com/kaspersky-ha-identificato-una-nuova-ondata-di-attacchi-qbot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 07:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vigilanza]]></category>
		<category><![CDATA[kapersky]]></category>
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					<description><![CDATA[Kaspersky ha finora scoperto più di 400 siti web infetti che diffondono Qbot.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><strong>Kaspersky ha finora scoperto più di 400 siti web infetti che diffondono Qbot</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qbot è un noto Trojan bancario, in grado di rubare i dati e le e-mail degli utenti dalle reti aziendali infette, di diffondersi ulteriormente nella rete e di installare ransomware o altri Trojan su altri dispositivi della rete. I criminali informatici presumibilmente intercettano le e-mail attive che riguardano conversazioni su questioni di lavoro e inviano ai destinatari un messaggio contenente un link con un file archiviato con una password da scaricare per infettare i loro dispositivi con un trojan bancario. Per convincere gli utenti ad aprire o scaricare il file, gli attaccanti di solito affermano che contiene alcune informazioni importanti, come un’offerta commerciale. Questo schema rende questi messaggi più difficili da individuare e aumenta le probabilità che il destinatario cada nella trappola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Imitare la corrispondenza di lavoro è un trucco comune usato dai criminali informatici, ma questa campagna è più complicata in quanto gli attaccanti intercettano una conversazione esistente e si inseriscono al suo interno. Questo metodo rende questi messaggi molto più difficili da individuare e aumenta le probabilità che il destinatario apra i file. Pertanto, i dipendenti dovrebbero prestare particolare attenzione quando comunicano tramite la corrispondenza di lavoro, per evitare di aprire accidentalmente un file dannoso contenente Qbot”,&nbsp;<strong>ha affermato Victoria Vlasova, Senior Security Researcher di Kaspersky.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per proteggersi dagli attacchi di Qbot, Kaspersky consiglia di:</p>



<ul class="wp-block-list" id="U13632038314FNi"><li>Installare una soluzione di sicurezza affidabile a livello del gateway di posta, come Kaspersky Secure Mail Gateway, che filtra automaticamente lo spam e i messaggi dannosi prima che raggiungano l’utente.</li><li>Fornire al personale una formazione di base sulla cybersecurity. Con l’aiuto del Kaspersky Security Awareness Training, i dipendenti possono imparare a riconoscere i comportamenti dei criminali informatici (ad esempio, sapere che la password contenuta nella stessa e-mail con l’archivio crittografato può avere come scopo quello di ingannare le tecnologie anti malware).</li><li>Simulare attacchi per garantire che i dipendenti sappiano distinguere le e-mail di phishing e dannose da quelle autentiche.</li><li>Usare una soluzione di sicurezza affidabile come Kaspersky Endpoint Security for Business, che impedisca l’apertura di un file o il funzionamento di un link dannoso.</li></ul>]]></content:encoded>
					
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