BFF Bank: l’esito dell’ispezione di Banca d’Italia e il nodo dei crediti deteriorati
Il quadro operativo e finanziario di BFF Bank (ex Banca Farmafactoring), operatore di riferimento in Europa nella gestione e nello smobilizzo dei crediti pro soluto verso la Pubblica Amministrazione, è al centro di una complessa fase di riorganizzazione strutturale.

Il quadro operativo e finanziario di BFF Bank (ex Banca Farmafactoring), operatore di riferimento in Europa nella gestione e nello smobilizzo dei crediti pro soluto verso la Pubblica Amministrazione, è al centro di una complessa fase di riorganizzazione strutturale. Gli sviluppi di luglio 2026 confermano l’intensificarsi del confronto con le autorità di vigilanza, delineando un percorso di risanamento guidato dal nuovo management e monitorato con attenzione dai mercati finanziari.

Gli sviluppi recenti: il rapporto ispettivo di Banca d’Italia

A metà luglio 2026, BFF Bank ha ricevuto formalmente il Rapporto Ispettivo della Banca d’Italia, che conclude gli accertamenti avviati a dicembre dello scorso anno. Il verdetto della Vigilanza si è chiuso con un giudizio complessivamente “sfavorevole”, che conferma i rilievi emersi nei mesi precedenti:

  • Le richieste di rettifica: L’organo di vigilanza ha riscontrato la necessità di effettuare rettifiche di credito aggiuntive relative a vecchie esposizioni e a specifiche classificazioni di portafogli esteri (in particolare legati ad alcuni ospedali pubblici polacchi). L’impatto sul capitale primario (CET1) è stimato in circa 17 milioni di euro.
  • La governance in affiancamento: La gestione operativa dell’istituto, guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Sica, continua a essere supportata da due commissari straordinari temporanei (nominati da via Nazionale) con compiti di affiancamento al consiglio di amministrazione per accelerare la revisione dei controlli interni e la ristrutturazione contabile.
  • Il piano di dismissione: Per alleggerire l’attivo e migliorare i ratio patrimoniali, la banca punta alla cessione di un portafoglio di crediti deteriorati dal valore nominale di circa 1,2 miliardi di euro, fortemente penalizzati dalle regole europee sul calendar provisioning.

Analisi dei rischi: la classificazione del portafoglio crediti

I rilievi mossi dall’autorità di vigilanza si concentrano sulla classificazione prudenziale delle esposizioni legate alle attività di factoring e lending, focalizzandosi su due profili tecnici principali.

Profilo di Rischio RilevatoEffetto Tecnico StimatoValutazione della Banca
Meccanismo del “Contagiante”Possibile classificazione a deteriorato dell’intero rapporto con un debitore in presenza di interessi di mora scaduti.Impatto teorico massimo stimato fino a 800 milioni di euro in nuove posizioni scadute (past due).
Sospensive sul calcolo dei giorniInterpretazione più restrittiva dei periodi di sospensione per il calcolo dei giorni di ritardo nei pagamenti.Impatto stimato fino a 500 milioni di euro.

BFF Bank ha precisato che i due effetti non sono necessariamente cumulabili e che il totale massimo dell’esposizione sotto osservazione si attesta intorno a 1,3 miliardi di euro. Trattandosi interamente di crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione e il settore pubblico, la perdita effettiva attesa in caso di insolvenza finale è considerata trascurabile.

Tre dinamiche da monitorare per il futuro di BFF Bank

Per gli analisti di mercato e gli investitori istituzionali, la stabilizzazione dell’istituto nei prossimi mesi dipenderà dal monitoraggio di tre variabili strategiche:

  1. L’andamento dei ratio patrimoniali: Verificare la tenuta del CET1 ratio e del Total Capital Ratio alla luce delle nuove rettifiche richieste, dopo che il primo trimestre del 2026 aveva mostrato un parziale recupero (CET1 salito all’11,00% a fronte di un requisito del 9,86%).
  2. L’avanzamento dei dossier di M&A: Seguire l’evoluzione delle indiscrezioni relative a possibili operazioni di aggregazione o partnership strategiche con altri gruppi bancari nazionali (tra i nomi speculati figurano Amco e Banco BPM) per accelerare l’uscita dalla fase di vigilanza rafforzata.
  3. L’efficacia delle azioni rimediali: Monitorare l’implementazione dei nuovi protocolli di controllo interno e dei sistemi contabili di gestione del credito concordati con i commissari di Banca d’Italia.
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