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	<title>sistema ad aliquota unica - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
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	<title>sistema ad aliquota unica - Notiziario Finanziario - Notizie Banche Italiane Assicurazioni</title>
	
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		<title>L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una prima bozza di circolare inerente al nuovo sistema ad aliquota unica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 09:13:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sistema ad aliquota unica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo sistema ad aliquota unica che è allo studio dall'amministrazione finanziaria è ancora in fase embrionale, ma dalla lettura dello stesso emergono già una serie di attesi chiarimenti che contribuiscono, almeno in parte, a dipanare i primi dubbi di carattere applicativo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo sistema ad aliquota unica che è allo studio dall&#8217;amministrazione finanziaria è ancora in fase embrionale, ma dalla lettura dello stesso emergono già una serie di attesi chiarimenti che contribuiscono, almeno in parte, a dipanare i primi dubbi di carattere applicativo. Tra questi, il passaggio che apre la strada al beneficio anche ai contribuenti che abbiano quale “riferimento storico” redditi determinati in regime forfettario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In premessa è bene ricordare il meccanismo di applicazione della flat tax incrementale, con la quale ci si confronterà in sede di modello Redditi 2024 anno di imposta 2023 (e&nbsp;<strong>solo</strong>&nbsp;in tale sede, visto che il beneficio è attualmente previsto per il solo 2023).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La norma prevede che le persone fisiche<strong>&nbsp;esercenti attività di impresa</strong>, arti o professioni, diverse da quelle che applicano il regime forfettario di cui all’articolo 1, commi 54 e successivi, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nell’anno di imposta 2023 potranno&nbsp;<strong>scegliere</strong>&nbsp;se applicare la flat tax incrementale, assoggettando – nel rispetto di determinate condizioni – parte del reddito ad aliquota sostitutiva IRPEF e addizionali del 15% una parte del reddito di impresa / professionale prodotto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura è&nbsp;<strong>riservata</strong>&nbsp;alle ditte individuali (nel caso di impresa familiare il beneficio spetta solo al titolare) o agli artisti e professionisti che esercitano attività in forma individuale. Sono assolutamente esclusi dal beneficio tutte le società e tutti i redditi di partecipazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Detto questo, al fine di accedere al beneficio è necessario che il reddito dichiarato nell’anno di imposta 2023 sia superiore a quello prodotto nel triennio precedente, e tenuto conto di una franchigia del 5%.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piu precisamente, la base imponibile della flat tax incrementale è pari al reddito prodotto nel 2023, meno il reddito più alto del triennio 2020 / 2022, meno un ulteriore 5% da calcolarsi sul reddito più alto del triennio 2020 / 2022. Il tutto con un massimo di 40.000 euro. L’eventuale incremento reddituale in esubero dovrà essere ugualmente assoggettato a IRPEF ordinaria.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i dubbi interpretativi in merito all’effettiva applicazione della norma vi era la possibilità di accedere al beneficio laddove i redditi del triennio cui fare riferimento (2020/2022) fossero stati determinati con applicazione del regime forfettario, fermo restando il fatto che il contribuente in regime forfettario nel 2023 non potrà applicare la flat tax incrementale (cosa che, peraltro, non avrebbe alcun senso visto che l’intero reddito forfettario è tassato al massimo al 15%, mentre la flat tax incrementale consente, eventualmente, di tassarne solo una parte alla medesima aliquota). Invece, è ovvio che il contribuente costretto ad abbandonare il regime forfettario nel corso del 2023, in ragione dello sfondamento della soglia di ricavi / compensi pari a 100.000 euro, è soggetto tenuto a determinare il reddito con i criteri ordinari e quindi anch’esso potenziale beneficiario della flat tax incrementale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ebbene, come ragionevolmente immaginato a suo tempo nell’approcciare la nuova misura, la circostanza che nella “sequenza storica” siano presenti una o più annualità il cui reddito sia stato determinato ai sensi della L. 190/2014 (e, aggiungiamo, il medesimo ragionamento vale senza dubbio anche nel caso di contribuente in regime di vantaggio) ciò non inficia la possibilità di avvalersi della flat tax incrementale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad essere posti a confronto, pertanto, saranno i redditi del triennio precedente (oppure, se la partita IVA è stata aperta in tale lasso di tempo, l’anno di apertura&nbsp;<strong>ragguagliato a periodo e almeno un’ulteriore annualità completa</strong>), con il reddito prodotto nel 2023.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, per il calcolo dell’incremento reddituale in caso di adesione al regime forfettario di cui all’articolo 1, commi 54 e successivi della legge n. 190 del 2014, in uno o più degli anni dal 2020 al 2022, si guarda al quadro LM. Testualmente la bozza di Circolare indica quale riferimento “il dato riportato in dichiarazione, al netto delle perdite pregresse”, come da Redditi persone fisiche ai quadri RE (reddito di lavoro autonomo derivante dall’esercizio di arti e professioni), LM (reddito d’impresa o di lavoro autonomo, derivante dall’esercizio di arti e professioni, conseguito dalle persone fisiche che aderiscono al regime forfettario), RF (reddito d’impresa in contabilità ordinaria) e RG (reddito d’impresa in regime di contabilità semplificata).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tuttavia assente un’importante specifica, indispensabile a rendere i dati quanto più possibili comparabili: nulla viene detto con riferimento ai contributi previdenziali dedotti nel quadro LM che, a logica, non dovrebbero essere considerati, visto che nella determinazione del reddito con criteri ordinari le medesime poste non incidono sul reddito dichiarato, bensì sulla base imponibile IRPEF nel suo insieme.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>La legge di bilancio del governo Meloni porterà novità per il sistema ad aliquota unica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 10:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sistema ad aliquota unica]]></category>
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					<description><![CDATA[
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/la-legge-di-bilancio-del-governo-meloni-portera-novita-per-il-sistema-ad-aliquota-unica/"><img title="Giorgia Meloni" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/05/chie-Meloni--300x200.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="300" height="200" /></a>
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	La tassa piatta che verrà introdotta dal governo Meloni dovrebbe avere una doppia applicazione, anche per i dipendenti. ]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/la-legge-di-bilancio-del-governo-meloni-portera-novita-per-il-sistema-ad-aliquota-unica/"><img title="Giorgia Meloni" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/05/chie-Meloni--300x200.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="300" height="200" /></a>
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	<p class="wp-block-paragraph">La tassa piatta che verrà introdotta dal governo Meloni dovrebbe essere applicata anche ai dipendenti. La prima è l’estensione del regime fiscale agevolato dell’imposta al 15% per le partite Iva (persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni) a ricavi fino 85mila euro. Il tetto attuale è di 65mila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a questa si affiancherebbe una seconda versione, definita “incrementale”, che potrebbe valere anche per i lavoratori dipendenti: l’aliquota unica del 15% verrebbe applicata alla parte aggiuntiva del reddito prodotto nel 2022 rispetto al maggiore dei redditi dichiarati nei 3 anni precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U401915534710Q6H">Meloni: segnale di merito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Della tassa piatta incrementale ha parlato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti illustrando la <strong>Nadef</strong>. Si tratterebbe di «un regime sostitutivo opzionale per i titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una misura fortemente voluta da Fratelli d’Italia e alla quale aveva fatto riferimento la premier Giorgia Meloni nel suo discorso con cui chiedeva la fiducia al Senato: «Per chi è in difficoltà e si rimbocca le maniche è un segnale di merito». Insieme all’aumento della soglia della flat tax “secca” (ma a 100mila euro e non a 85mila, come ora progetta il Governo), la tassa piatta incrementale misura era contenuta nel programma elettorale del centrodestra.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U401915534710LUB">Le proposte della scorsa legislatura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella scorsa legislatura i partiti del centrodestra avevano presentato alcuni disegni di legge con lo scopo di introdurre la flat tax incrementale. Al Senato quello della Lega (primo firmatario Massimiliano Romeo) prevedeva l’istituzione dell’imposta sostitutiva “Irpef Ires Plus”: una tassa del 15% sul maggior reddito rispetto al reddito dell’anno precedente (aumentato dell’indice Istat).</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il nuovo governo propone il sistema ad aliquota unica fino a 100.000 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Deborah]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 13:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[sistema ad aliquota unica]]></category>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/il-nuovo-governo-propone-il-sistema-ad-aliquota-unica-fino-a-100-000-euro/"><img title="Giorgia Meloni" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/05/chie-Meloni--300x200.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="300" height="200" /></a>
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	Ad oggi i soggetti che possono godere dei benefici che sono garantiti alle partite IVA che si trovano in regime forfettario sono quelli che percepiscono durante il corso dell’anno ricavi e compensi di un importo che non sia superiore al limite di 65mila euro, la proposta del nuovo governo è quella di estendere la platea dei beneficiari del sistema ad aliquota unica, innalzando la suddetta soglia al limite di 100mila euro di fatturato.]]></description>
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	<a href="https://www.notiziariofinanziario.com/il-nuovo-governo-propone-il-sistema-ad-aliquota-unica-fino-a-100-000-euro/"><img title="Giorgia Meloni" src="https://www.notiziariofinanziario.com/wp-content/uploads/2020/05/chie-Meloni--300x200.jpg" alt="Giorgia Meloni" width="300" height="200" /></a>
	</div>
	<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi i soggetti che possono godere dei benefici che sono garantiti alle <strong>partite IVA che si trovano in regime forfettario</strong> sono quelli che percepiscono durante il corso dell’anno ricavi e compensi di un importo che non sia superiore al <strong>limite di 65mila euro</strong>, la <strong>proposta</strong> del nuovo governo è quella di <strong>estendere la platea dei beneficiari del sistema ad aliquota unica</strong>, innalzando la suddetta soglia al <strong>limite di 100mila euro di fatturato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo modo, le&nbsp;<strong>partite IVA&nbsp;</strong>che potranno avvalersi del regime forfettario, oltre a quelle che già ne possono beneficiare, saranno all’incirca&nbsp;<strong>240.000.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, la <strong>tassa piatta al 15%</strong> sarà applicata all’<strong>11% in più rispetto agli attuali 2,1 milioni</strong> di artigiani, professionisti e commercianti che hanno aperto la propria partita IVA con il regime forfettario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati che sono stati riportati mostrano l’aumento esponenziale che nell’ultimo periodo ha avuto tale regime, il quale è stato adottato da ben&nbsp;<strong>398.000 persone fisiche</strong>&nbsp;nel periodo compreso&nbsp;<strong>tra il 1° gennaio 2021 ed il 30 giugno 2022.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>motivazione</strong>&nbsp;principale di questa scelta riguarda gli enormi benefici che fornisce una&nbsp;<strong>partita IVA in regime forfettario</strong>&nbsp;e che, oltre alla&nbsp;<strong>flat tax al 15%</strong>, se si rientra all’interno del tetto limite di fatturato annuale, anche un’<strong>aliquota IVA ridotta al 5% per i primi 5 anni</strong>&nbsp;dopo l’apertura della partita IVA.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecco quali sono tutte le novità che sono previste nel 2023</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>governo Meloni </strong>ha intenzione di introdurre la <strong>flat tax incrementale</strong>, ovvero una tassa piatta al <strong>15%</strong> prevista solo <strong>sull’aumento dei redditi dichiarati.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto alle promesse che la nuova presidente del Consiglio ha fatto in campagna elettorale, però, l’aumento del reddito che sarà preso in considerazione farà riferimento al&nbsp;<strong>triennio precedente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a questa novità, è previsto, come detto in precedenza, anche un&nbsp;<strong>innalzamento del tetto massimo dei ricavi&nbsp;</strong>e dei compensi per l’applicazione del&nbsp;<strong>regime forfettario.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, questa&nbsp;<strong>misura</strong>&nbsp;risulta essere molto&nbsp;<strong>onerosa</strong>&nbsp;per quanto riguarda le casse dello Stato e, dunque, il nuovo esecutivo corre il rischio di non riuscire ad inserirla all’interno della Legge di Bilancio 2023 e non rispettare gli impegni che sono stati presi durante la campagna elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ovviare a questo problema, il governo Meloni ha intenzione di trovare una soluzione di compromesso e di introdurre all’interno della riforma fiscale una <strong>flat tax ridimensionata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’alternativa all’innalzamento del tetto dei ricavi e dei compensi fino a 100.000 euro, invece degli attuali 65.000 euro, potrebbe essere quello di prevedere una&nbsp;<strong>nuova soglia pari a 85.000 euro</strong>, in modo da estendere in maniera parziale la platea dei beneficiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo passo di questa idea sarebbe quella di&nbsp;<strong>completare l’opera nel 2024</strong>, portando il tetto dei ricavi e dei compensi fino a 100.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa&nbsp;<strong>Giorgia Meloni</strong>&nbsp;ha dichiarato questa proposta “<strong>una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato</strong>&nbsp;e che può essere un forte incentivo alla crescita”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea De Bertoldi,</strong> autore della proposta di legge sulla flat tax per le partite IVA al 15%, ha dichiarato l’importanza di questa misura, spiegandone il funzionamento e la logica sottostante. Ecco le sue parole:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“L’anno scorso hai dichiarato 30mila euro? Quest’anno su ciò che dichiari oltre i 30mila euro paghi solo il 15% di tasse Così si premia chi produce ricchezza per il paese, facendogli pagare meno tasse sul surplus, sul tempo che ha tolto alla propria famiglia per stare in azienda”.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luca Ciriani</strong>&nbsp;ha aggiunto che la proposta nasce dal fatto che il decreto dignità “dipinge gli imprenditori come sfruttatori: è un decreto lontanissimo dai lavoratori e dalle imprese che chiedono meno tasse e meno burocrazia, mentre il decreto dà più tasse sul lavoro. Il succo del nostro lavoro è che se produci di più e assumi di più, paghi meno tasse”.</p>]]></content:encoded>
					
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