Più garanzie in Bce: i prestiti alle imprese diventano più facili

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Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, li aveva annunciati già nelle sue Considerazioni finali a fine maggio e da domani saranno operativi. Sono gli strumenti per aumentare la capacità delle banche italiane di offrire garanzie alla Bce, insieme alle loro richieste di rifinanziamento all’Eurotower, anche in occasione delle nuove operazioni di rifinanziamento (Tltro) che la Bce varerà a metà settembre. Le nuove misure, spiega la Banca d’Italia in un comunicato, sono finalizzate a incentivare il credito alle piccole e medie imprese e alle famiglie: quel che si sa, secondo i dati della Centrale Rischi, è che il tetto massimo di queste garanzie potenziali aggiuntive dovrebbe essere pari a 130 miliardi di euro per i prestiti alle imprese e a 131 miliardi di euro per i mutui alle famiglie: si tratta naturalmente di tetti massimi e non di quello che verrà effettivamente utilizzato, dal momento che le banche sinora hanno usato in media un terzo dei plafond consentiti. In particolare, spiega Via Nazionale, possono essere portati a garanzia i portafogli di crediti omogenei composti da mutui residenziali alle famiglie o da crediti alle imprese non finanziarie, e non solo singoli prestiti come finora possibile. Nei portafogli di crediti possono essere ricompresi prestiti con probabilità di insolvenza del debitore fino al 10 per cento. La metodologia di determinazione degli scarti di garanzia tiene conto della diversificazione del rischio dei portafogli e consente di applicare scarti in media più contenuti, rispetto a quelli previsti sui prestiti stanziati singolarmente.

Banca d’Italia cita anche come ammessa a garanzia la parte utilizzata delle linee di credito censite nella Centrale Rischi come «prestiti auto liquidanti e a revoca», una tipologia di prestiti particolarmente diffusa tra le medie e piccole imprese. Per questi, la Banca d’Italia ha individuato alcune modifiche contrattuali che le banche possono adottare per consentirne l’utilizzo come garanzia. Del nuovo collaterale faranno parte, inoltre, i prestiti bancari, singolarmente o inseriti in un portafoglio, di importo non inferiore a 30.000 euro, al momento del conferimento in garanzia. Finora la soglia minima dei prestiti accettati in garanzia era stata pari a 100.000 euro. Nell’elenco, via Nazionale indica poi i prestiti bancari, quando singolarmente conferiti, con una probabilità di insolvenza del debitore fino all’1,5 per cento(finora venivano ammessi prestiti con una probabilità massima di insolvenza del debitore pari all’1 per cento). Infine, fanno parte della lista anche i crediti concessi sotto forma di leasing finanziario e factoring pro-soluto, purché conformi ai criteri di idoneità previsti dall’Eurosistema, beneficiando in tal modo di scarti di garanzia più contenuti.

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