In Italia salgono a 33 i super-miliardari

Ci sono quattro miliardari in più in circolazione nel nostro Paese negli ultimi tempi. Lo rivela la consueta ricerca annuale che Wealth-X e Ubs conducono sui grandi patrimoni a livello mondiale e che fissa a 33 il numero dei «paperoni» italiani allo scorso giugno: inutile chiedersi chi siano, perché il rapporto non pubblica i nomi. Eppure è evidente che per queste persone la recessione non esiste dato che la loro ricchezza è passata in soli 12 mesi da 97 a 115 miliardi di dollari, pari a un incremento del 18,6% ed equivalente al 5,7% del Pil nazionale.
Il fenomeno non è ovviamente soltanto italiano, ma globale: nel periodo che va dal luglio 2013 al giugno del 2014 il numero dei miliardari a livello mondiale è infatti aumentato del 7% secondo Wealth-X e Ubs, passando da 2.170 a 2.325, per una ricchezza complessiva di 7.300 miliardi di dollari (+12%). L’Italia in sé ha scalato due posizioni, piazzandosi al 15esimo gradino di questa speciale classifica, guidata ovviamente dagli Stati Uniti con 571 super-ricchi (contro i 515 di un anno fa). Meglio di noi, in Europa, ha però fatto la Spagna, che a giugno poteva vantare 10 miliardari in più (da 22 a 32 per un patrimonio balzato da 74 a 130 miliardi di dollari) che valgono un balzo dal 23esimo al 17esimo posto della graduatoria.
Al di là degli Usa è l’Asia ad aver registrato la crescita più rapida di patrimoni miliardari (+18,7%) grazie soprattutto all’exploit della Cina (seconda in classifica con 190 «paperoni»). In rapida ascesa anche l’America Latina e i Caraibi, soprattutto in termini di numero di individui miliardari (+37,8%), mentre in Medio Oriente e Africa la popolazione miliardaria si è ridotta, ma è cresciuta la ricchezza totale nelle aree.
L’identikit tracciato da Wealth-X e Ubs segnala che il super-ricco è un uomo di 63 anni (le donne sono soltanto 286, prevalentemente ereditarie) divenuto miliardario poco prima della cinquantina: il suo portafoglio è costituito per il 47% da investimenti privati, per il 29% da società quotate in Borsa, per il 5% dall’immobiliare e per il 19% dalla liquidità; nel 60% dei casi si tratta di un self-made-man, cioè il suo abbondante patrimonio si è formato con il tempo, senza eredità o elargizioni.

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