La scarsità di dati pubblici affidabili sui tassi di recupero storicamente conseguiti dalle banche sulle sofferenze genera incertezza sul mercato e tende a riflettersi negativamente sulla valutazione di questa tipologia di crediti. La presente nota mira a colmare questo gap informativo utilizzando i dati della Centrale dei rischi. Essa mostra che i tassi di recupero del sistema bancario italiano si posizionano, in media, su valori coerenti con i tassi di copertura risultanti dai bilanci e che i recuperi conseguiti sulle posizioni chiuse in via ordinaria sono significativamente superiori a quelli registrati sulle posizioni cedute. Le evidenze raccolte mostrano altresì che i tassi di recupero variano significativamente da banca a banca, confermando che gli intermediari devono proseguire con decisione negli interventi già avviati per elevare l’efficienza dei processi di gestione e di recupero dei crediti deteriorati.
Cina, industria ancora in contrazione: cosa cambia per il Made in Italy dopo il +19% dell’export
Il PMI cinese sale a 49,8 ma l’industria resta in contrazione. Cosa significa per il Made in Italy dopo il +19% dell’export verso la Cina.