Silk-First Automobile Works: “Fatti passi in avanti”
Arrivano ulteriori promesse nero su bianco di Silk-Faw, il progetto congiunto sino-americano che un anno fa aveva annunciato di volersi insediare a Gavassa con un maxi stabilimento per realizzare auto elettriche di lusso sportive. 

Arrivano ulteriori promesse nero su bianco di Silk-Faw, il progetto congiunto sino-americano che un anno fa aveva annunciato di volersi insediare a Gavassa con un maxi stabilimento per realizzare auto elettriche di lusso sportive. 

“Confermiamo con fermezza l’impegno a costruire in Italia un campus per la progettazione, lo sviluppo e la produzione dei veicoli di lusso della serie S della gamma Hongqi”, inizia così la nota di Silk Sports Car Company, la nuova denominazione della compagine. Da notare che nel comunicato si scrive “in Italia” e non specificatamente a Reggio. Ancora più curioso il passaggio successivo del comunicato diramato nel pomeriggio di ieri: “Confermiamo recenti e significativi sviluppi verso l’accelerazione delle operazioni in Italia, a ulteriore dimostrazione del suo impegno nella joint venture e del successo della futura crescita di Hongqi a livello globale”. Accelerazione delle operazioni e passi in avanti che in realtà non si sono visti o tradotti nel concreto. Dato che, ad oggi, non è stato siglato neppure il rogito per l’area selezionata a Gavassa. Tanto che Luca Borsari, uno dei soci proprietari del terreno, ieri ha confidato al Carlino: “Non abbiamo novità e con noi nessuno si è fatto sentire, nè tantomeno sono state fissate eventuali date per un accordo. Noi siamo sempre qua…”. 

Silk-Faw poi parla di un impegno che proseguirà “nonostante le sfide macroeconomiche e

geopolitiche”. Ok il rincaro dei prezzi e si possono comprendere anche le tensioni Usa-Cina sul conflitto Russia-Ucraina, ma gli alibi sono un po’ deboli visti i lunghi tempi trascorsi e dato che le promesse parlavano di un miliardo di investimenti. Chi ha risorse simili, difficilmente si scoraggerebbe con l’inflazione. 

Infine, la società cita previsioni di vendita in Cina (“6,62 milioni di unità quest’anno e più di 10,3 milioni nel 2023 grazie all’aumento della domanda di auto a basse emissioni”). Poi torna sul presunto progetto nella nostra città: “L’hypercar S9 rimane l’obiettivo iniziale dell’azienda, con altri modelli della Serie S di Hongqi in uscita nella prossima fase di produzione. La sede dell’azienda a Reggio Emilia sarà un simbolo della forte partnership Italia-Cina e attirerà importanti scambi commerciali e turistici tra i due Paesi”. Con a corredo le dichiarazioni di Ms. Ao – ceo di Faw Hong Kong – e del venture capitalist Jonathan Krane: “Il nostro obiettivo è che

questo progetto possa diventare un modello di cooperazione tra Cina, Usa e Italia. L’azienda apprezza il forte sostegno al progetto da parte dei governi italiano e cinese. Siamo fiduciosi che l’attività procederà in una direzione positiva”. Ci credono ancora, loro. La città un po’ meno. Mentre il tempo scorre, con la deadline fissata per fine anno.

Facebook
X
LinkedIn
Pinterest
Reddit
Telegram
WhatsApp
Print
Email
Threads

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI