Ok dalla BCE a Mps per l’acquisizione diretta di una partecipazione di controllo in Mediobanca
La Banca Centrale Europea ha dato il via libera ad acquisire una partecipazione in Mediobanca da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena.

La Banca Centrale Europea ha dato il via libera ad acquisire una partecipazione in Mediobanca da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena.

Il 20 giugno Vittoria Assicurazioni (famiglia Acutis) ha ceduto l’intera partecipazione in Mediobanca, pari allo 0,27% del capitale. Pertanto la quota nella banca aderente all’accordo di consultazione è diminuita dall’11,7 all’11,61% del capitale. 

Ai sensi di quanto prescritto dal provvedimento autorizzativo, Mps è tenuta, entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Mediobanca, a presentare a Bce un piano di integrazione che include le seguenti informazioni: 1) gli impatti sul capitale, sulle strategie di funding e sulla digitalizzazione/sicurezza informatica, evidenziando eventuali scostamenti rispetto alle ipotesi iniziali, evidenziate in sede di istanza, in termini, tra l’altro, di sinergie, costi di integrazione, previsioni di perdite operative e valutazioni concernenti l’avviamento. Il capital plan aggiornato dovrà comprendere, oltre ad uno scenario base, anche un’ipotesi di scenario avverso, unitamente alle relative azioni manageriali di mitigazione nonché ad una valutazione relativa all’effettiva fattibilità e tempistica per l’attuazione; 2) l’organizzazione del sistema Ict, specificando le architetture transitorie ed a tendere, i data flows, gli accordi con terze parti unitamente ai processi ed ai controlli relativi al sistema Ict al data quality, alle misure di continuità operativa, anche in termini di gestione delle parti terze ed ai cambiamenti da apportare ai piani ed alle procedure interne; 3) l’assetto di corporate governance del nuovo gruppo con riferimento: alla struttura organizzativa ed alla normativa propedeutica ad assicurare il coordinamento strategico ed operativo tra Mps e tutte le proprie controllate; l’assetto degli complessità del nuovo gruppo nonché con il profilo di rischio; i mutamenti all’assetto retributivo anche al fine di sviluppare adeguate politiche di retention per i professionisti chiave di Mediobanca; i cambiamenti da apportare alle modalità di aggregazione e reporting delle informazioni di rischio. 
Il piano dovrà prevedere una tempistica di tutte le attività di integrazione, così come un framework di governance definito per il regolare monitoraggio del processo di integrazione. 
In aggiunta, nell’eventualità in cui l’offerta registri un tasso di adesione inferiore al 50%, è previsto che il Monte fornisca a Bce entro tre mesi dalla data di conclusione dell’operazione: 1) un report approvato dal cda e condiviso con la società di revisione incaricata che confermi la sussistenza del controllo di fatto; 2) alternativamente, in assenza di controllo di fatto, un piano approvato dal cda che indichi l’approccio strategico alla partecipazione di Mediobanca acquisita, i criteri per il mantenimento o la cessione di tale partecipazione unitamente ai relativi obiettivi, tempistiche e principali snodi operativi e 3) una dichiarazione attestante se si preveda di acquisire una quota di partecipazione. A seguito della delibera dell’assemblea dello scorso 17 aprile, il consiglio di amministrazione si riunirà il 26 giugno 2025 per l’esercizio della delega di aumento di capitale per l’ops. 
   

Giorgetti: ‘Il Mef non invadente con Mps, ringrazio l’ad’

“Io l’ho detto e ribadito. Il Tesoro non è un azionista invadente il management ha deciso in autonomia le sue scelte e noi le rispettiamo”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando di Mps a margine di un’audizione al Copasir. “Fino ad adesso in particolare l’amministratore Lovaglio, che ringrazio, ha gestito in maniera brillante l’operazione di salvataggio. Mps fa utili ed è valorizzato – ha aggiunto – questo fa bene anche alle casse dello Stato”.

“Ho ribadito qui al Copasir l’assoluta correttezza dell’operato degli uomini e delle donne del Mef che hanno lavorato sull’operazione che è assolutamente identica in termini di procedura a quelle fatte precedentemente”, ha spiegato Giorgetti a margine dell’audizione del Copasir sulla vendita del pacchetto del 15% di Mps. “La commissione europea ci chiede tantissime cose e noi rispondiamo su tante cose. Faccio presente che l’uscita da Mps si è chiusa con una lettera della Commissione europea che ha dato l’ok e ha detto che abbiamo puntualmente rispettato tutte le condizioni poste nel 2017 per perdere il controllo di Mps”, ha aggiunto. “Questa lettera è arrivata all’inizio del 2025 ed eravamo molto contenti di questo. Adesso ovviamente c’è un commissario diverso e magari vorrà in qualche modo capire quello che ha fatto il precedente. Però siamo assolutamente tranquilli”, ha concluso. 

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