Stellantis investirà 1,2 miliardi di euro in Marocco per aumentare la produzione di automobili nel Paese africano
Stellantis intende più che raddoppiare la capacità annua della fabbrica di Kenitra in Marocco, aperta nel 2019.

Stellantis intende più che raddoppiare la capacità annua della fabbrica di Kenitra in Marocco, aperta nel 2019.

Lo stabilimento si dedicherà alle minicar elettriche Fiat Topolino, Citroën Ami e Opel Rocks-e, incrementandone la produzione da 20 mila a 70 mila unità all’anno. Ospiterà però anche linee di fabbricazione di motori ibridi e di veicoli elettrici a tre ruote, per una capacità annua di 65 mila unità. L’organico di Kenitra salirà così da 3500 a circa 6500 dipendenti. L’aumento della produzione di auto in Marocco si accompagnerà poi a uno sviluppo della filiera locale. Entro il 2030 Stellantis dovrebbe portare al di sopra dei 6 miliardi di euro gli acquisti di componenti da fornitori basati nel Paese. 

Le polemiche in Italia

L’annuncio dell’investimento in Marocco ha suscitato polemiche in Italia, dove il gruppo ha promesso 2 miliardi di investimenti nel 2025 e sei miliardi di acquisti dai fornitori nel 2026. «Siamo sconcertati dalla scelta assurda di Stellantis di investire miliardi in Nord Africa e assumere lavoratori in Marocco, quando per decenni l’azienda ha volentieri goduto di denaro elargito dalle casse pubbliche italiane», ha scritto in una nota il dipartimento Economia della Lega. Critiche anche dal leader di Azione, Carlo Calenda, che ha ironizzato accostando l’investimento di Stellantis sul raddoppio della produzione in Marocco con l’impegno preso dal gruppo con il governo ad arrivare a un milione di veicoli fabbricati in Italia nel 2030. Quest’anno, complici le difficoltà del mercato auto europeo e italiano, i volumi di produzione in Italia della casa nata dalla fusione fra Fiat-Chrysler e Psa rischiano di fermarsi a 440 mila unità.

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